Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Visite inaspettatte

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©La FlaviaMarchetti 2023

Mamma

<Cerca Flavia, Signorina? – e le aveva teso la mano – Sono sua madre. negli altri giorni, alle 10, come ora, è già più di un’ora che siamo in ufficio, oggi però è domenica E’ passata da me dieci minuti fa. Andava al bar di sotto a prendersi un caffè. Dovrebbe essere di ritorno a minuti. So che per le dieci e mezza aspettava un’amica informatica che le doveva consegnare un filtro per il suo collegamento. Non è che per caso è lei?>

<Non sono io. Sono un amica. Per caso sono a Bologna, volevo farle un saluto. Però non l’ho avvertita… Secondo lei nessuno trova da dire se l’aspetto qui seduta sullo scalino. Così anche se tarda un poco…>.

<È sicuramente più comodo se le apro la porta e l’aspetta già in casa sua. Visto che vi conoscete>

Di tasca aveva tratto la chiave e aperto la porta:

<S’accomodi. In giro per casa c’è qualche poltrona. Sono sicuramente più comode degli scalini. Ah, visto che è stata in viggio, dovesse aver bisogno del bagno, lo trova al piccolo pianerottolo alla destra della scala interna… Faccia come fosse a casa sua.>.

Era uscita accostando la porta.

Il rientro di FLà

Chiusa una porta se n’era aperta un’altra… quella dell’ascensore. Da lì era sbucata sua figlia:

<Mi cercavi Mamma?>.

<No, perché te l’ho già messa in casa>.

<Chi, mamma?>.

<Una tua amica che ha fatto non so quanti chilometri e vorrebbe salutarti>.

<Come si chiama?>.

<Mica gliel’ho chiesto… Comunque, ti basta aprire la porta e vedi chi è>

Il mondo girò con un colpo di chiave. Flavia si trova di fronte a una bella ragazza che, specchiandosi nel vetro di un quadro appeso, sta cercando di riordinare i capelli scompigliati. Se in un primo momento,Flavia non ravvisa subito la ragazza ad alcuna conoscenza. È quell’aggiustatura della chioma a svelarla:

<Sistemolali pure… Vuoi vedere quanto restano così composti e ordinati?>.

<Stefy!>… <Flà!>

Quasi all’unisono…

E sono già abbracciate… Il fiocco con lingua in bocca è già in esecuzione appassionatamente. Le dita di Flà sono impegnatissime a disordinare la chioma di Stefy.

Lei armeggia nella propria borsa e consegna all’amica un minuscolo sacchettino di velluto:

<È un artigiano che ha il laboratorio di fronte a casa mia… Costruisce solo spille in forma di farfalla A me piacciono molto, e così prima di partire me ne sono prese due. Una variopinta per .me. Una rossa per te che mi hai fatto conoscere l’amore con la passione.>.

Un auspicio per la giornata

Stefania muove il bavero della giacca per mettere in mostra il lezioso gioiello in filigrana di argento e oro giallo. Flà, Estratto il dono dalla custodia, se lo appunta sui Leggings in corrispondenza di dove sotto c’è la fessura della figa… Auspica:.

<Cerchiamo che oggi possano sciamare assieme.>.

Scatta ancora l’abbraccio con le labbra che si mettono a darsi daffare sui colli delle infervorate amiche che si stringono nelle loro effusioni.

Ad ampliare l’orizzonte, sono le mani di Stefania ad agguantare le natiche di Flà.

È lesbica anche Lei?

<Sai Tesoro che i leggings ti fanno proprio un culo eccitante!>.

<Vuoi vedere la luminosa stanza da letto che ho?>.

Per mano iniziano a salire gli undici scalini. Intanto Flà si informa sulla durata del soggiorno bolognese dell’Amica.

<Quando mia cugina mi ha detto che sarebbe venuta a Bologna per l’iscrizione universitaria, sono quasi impazzita di gioia>:

<Te ne sarò sempre riconoscente. – ha commentato Lucrezia. Si chiama così –Un viaggio in compagnia è sempre più piacevole>.

Flà:

<Potrai sempre approfittarne quando dovrà venire per gli esami… E’ lesbica anche Lei?.>

<Purché mi lasci il tempo di stare un paio d’ore con la mia professoressa>.

<Sì Flà, mi rimarrebbe solo un’ora da stare con te. Ma lo sai anche tu che le ragioni per dilatare il tempo non finiscono mai. Sono d’accordo che la chiamo alle 11 e mezza e mi dice a che ora prevede…>.

Dimensione virtuale. / Dimensione reale

Flà e Stefy è la prima volta che si trovano a tu per tu nel mondo reale. Finora, la loro amicizia è maturata nella dimensione virtuale, dove hanno scoperto e condiviso sentimenti ed emozioni gestite e vissute da lontano. Egualmente capaci di scatenare in loro, squirt da mogli di pompieri e sborrate da vere porche. L’improvvisata visita che Stefy compie grazie alle esigenze della straleccata cugina, ha motivo di essere quale verifica di espressioni e promessse sortite nei momenti  piu alti del loro sesso virtuale.

Maria maddalena. Seicentesco dipinto della scuola del Guido Reni

Stefania, seduta sul letto ammira l’estroso arredamento. Flà le descrive pezzo per pezzo. Ovviamente il pezzo che riceve maggiore descrizione è la Maria Maddalena della scuola bolognese del Guido Reni. È la tetta esibita nel dipinto ad accendere la scintilla tra le due amiche.

Stefy prova a mettersi nella stessa posa della modella secentesca: mostra la rigogliosa tetta, accarezzandosela e, mostrando anche uno scorcio dell’altra. Le rivolge carezze languide e sensuali.

Flà che soprattutto non è né un dipinto né una statua di bronzo, sfodera la lingua scatenandola sulle aureole che circondano i capezzoli che s’induriscono e s’irrigidiscono sotto quegli slinguii. Al centrodi un coro di gemiti e  mugugni, tra cui prevale  l’accorata richiesta di Stefy:

<Dai….Spogliati che facciamo le porche fino in fondo. Se non vengo, Tesoro. Sto proprio male… Per favore!>

La nota generosità di Flà si manifesta subito. In un attimo è nuda e nel successivo attimo aiuta l’Amica a liberarsi di quanto indossi ancora.

Gioiosità indescrivibile: baci… carrezze… abbracci

Sono invase da una gioiosità indescrivibile. Baci carezze e abbracci si sprecano.

Aprendo due ante dell’immenso guardaroba che fa da parete, sbucano due grandi specchi. È di fronte a questi che ognuna commenta gli angoli più hard dell’altra.

Tutte iniziative che aumentano l’eccitazione e richiamano tempeste di desiderio. È Flà che per prima si avventura in questo vortice di sensazioni con un preciso obbiettivo:.

<Su Stefy, facciamo un po’ le vacche così ti carichi e dopo telefoni a tua cugina e le dici che la notte la passi qui da me a far la Maddalena Eccitata… Le hai detto  quel che avremmo fatto stamattina quando ci saremmo incontrate?>.

<Mo certo. Le ho parlato di te per tutto il viaggio. Le ho anche detto che ero eccitatissima di andare a toccar con mano la figa che mi aveva sbrodolato in bocca per mesi nel virtuale. Che non è cosa che a tutte succede>.

Senza aggiungere altro, Flà, siede innanzi ad uno dei grandi specchi. Tira al proprio fianco la bella Stefania. Lei ha chiaro il passaggio. Allarga le sue polpose cosce. Tre dita nel suo canale dell’amore: caldo, palpitante, ben lubrificato. Subito le smena un sostanzioso ditalino:.

<Che tesoro! volevo quasi proportelo>

Sussurra. Intanto a Flavia arriva una vampata di godimento a invaderle il ventre. Tre delle dita di Stefy stanno compiendo analoga penetrazione nella sua figa.

La mano fornicatrice

“Ci sa veramente fare, la ragazza. Delicata e inesorabile!”.

Flà non può che affidarsi completamente all’arte delle dita di Stefy:.

<Sì, Amore!…Così… Così. sì. Sì!… Aaahhh!!… Ancora! Di più… di più!>.

Lei aumenta il ritmo. Flà squirta e gode… Schizzi potenti che benedicono la mano fornicatrice.

<Il piacere è immenso. La gioia, tanta!>.

Flà glielo sussurra ma Lei è tutta presa dall’orgasmo che le è regalato:

stefy Amoooreee… Sonooo ttuaaaaa. Baciaaamiii!….. Che bello Amore! Mai, l’avevo prima vissuto così grande!>.

E si accascia sfinita, dopo alcuni sobbalzi.

 <Ecco. Amore, ti prendo da dietro.>.

Ti prendo da dietro

Flà si agita. Scalcia… Sborrando a colabrodo. La mano di Steffy continua la sua meravigliosa opera fino all’ultima goccia di sborratura. Sfila dolcemente le dita. Se le lecca e le passa alla bocca dell’amica per la condivisione gaudente.

Le morbide labbra di Stefy

Sono[AJN1]  sfinite, ma al settimo cielo. Ancora i benefici effetti dei rispett ivi orgasmi sono ben vivi in loro. È il momento di baci e coccole che pur se sfinite i loro sensi reclamano.

Tosto, le morbide labbra di Stefy si fanno strada sulle tette di Flà verso la meta del capezzolo da suggere.

Flà la stringe forte a sé… Accarezzandole la nuca nel tragitto che queste labbra hanno intrapreso.

Le logiche immaginazioni di Mamma Ines

il campanello le riporta alla realtà con Mamma che le invita a cenare con loro.

Non trovandole di sotto e ben conoscendo tutte le virtù della propria figliuola, Mamma Ines immagina perfettamente dove siano le care Amiche e a cosa stessero dedicandosi.

L’invito lo grida dal basso, sotto la scala.

Uno sguardo fra di loro e Flà può confermare l’invito sempre con un grido.

Cazzo!… o… Figa!

Dopodiché Stefania:.

<Cazzo! Dimenticavo la cugina.>Flà la riprende:.

<Io avrei detto “Figa! ecc, ecc”>.

Simpaticamente, Stefania:.

<Io, però, sono bisex e posso dire anche cazzo. Tengo pure un marito che il cazzo lo usa… eccome!>

La telefonata tra le due cugine è fulminea. Tutte e due hanno la medesima esigenza:.

“Dormire con l’amica bolognese.”

Stefy è raggiante, aggiungendo qualche  punto in più alla  piacevolezza dell’espressioni delle proprie labbra e alla sensualità delle sue chiappe.

Questa mattina è tutto un trionfo!

Flà è invece più pratica:.

<La cugina è lesbica quanto noi?>.

<Dovrebbe esserlo. Convive con una femmina. Sua collega.>.

<A te l’ha leccata?>

<Sì…. Solo ditalini… Ma lasciam stare… Tutta un’altra qualità…. Poi se le sborri sulle dita, non se le lecca>.

<Un’infame!… Certo è che stanotte non riuscirei a tenermi distante dalla tua bella figa per nessuna cosa al mondo.>.

<E cosa mi proporrai?>.

<Ho pensato a uno dei miei 69, speciali. Che coinvolgono anche il buco del culo.>

Caccia riservata o  libera caccia?

Il pranzo domenicale di Mamma è sempre un capolavoro. Se metti poi in conto la presenza di papà, quale assistente, addirittura con grembiulino da cuciniere, è un vero spettacolo.

Papà. Poi, si esibisce istrionicamente con storielle, barzellette spinte ed aneddoti della sua goliardia e…

A tu per tu, mentre nel cucinotto Flavia e l’architetto Marchettti, stappano pregiate bottiglie di vino. Lui, le fa:.

<Te la stai facendo tu o la caccia è libera?>

E si riferisce a Stefy.

Con Mamma e Papà, non ci sono segreti per Flavia. Lei con loro e loro con lei. Così può raccontare le cose proprio come stanno.

<Un po’ ci abbiam già dato dentro. Il resto dopo il pranzo con voi e stanotte. Domattina torna a casa.

<Ma sicuramente la rivedrai con me. Comunque Papà, stavolta hai visto bene… è bisex e ha anche  un marito. Presuppongo che non disdegni l’uccello>.
ma l’architetto, uomo pratico, va al sodo.

<Non è che vorrebbe cambiare lavoro e fare l’assistente di un architetto di fama?>.

<Papà, hai 55 anni e lei non ancora 30. A letto ha una tale carica che ne usciresti malconcio.>.

Io non sono vecchio!

<Comunque, ha occhi, con cui lancia sguardi che fanno venire la pelle d’oca. E irrigidiscono l’uccello.

Senza voler dire di quando ride…. La mia prostata è andata sotto pressione… E al tuo vecchio potresti anche dire, descrivegliela, ccome è nuda.>.

<Papà. Papà sei incorreggibile anche da vecchio>

<Io non sono vecchio… Faccio sempre calcoli a memoria>.

<Hai però stappato 6 bottiglie per 4 persone… Un po’ di rincoglionimento ce l’hai già anche tu>

<Colpa della figa che se fossi stato Papa, avrei santificato… Ti figuri, Cocca, che bello il rosario dedicato a Santa Figa! Secondo me sarebbero venuti fedeli dall’estero. Son proprio un Papa mancato.>

E tornano nella sala dove con argenti, pizzi e maioliche, Mamma Ines, ha apparecchiato per Flavia e la sua inaspettata ospite.

Ssono quasi le  due quando Flà e Stefy, un po’ brille per il vino, rientrano nella casa di Flavia.

Chiusa la porta, ritrovano quella pace, quell’intimità… che le spinge subito a un vibrante liinguainbocca.

Riempendo il proprio corpo di vibrazioni Flà non vede l’ora di succhiare l’amica.

Ormai conosce il marchingegno e, in tre mosse, finiscono sul pavimento camiciola e reggiseno di Stefania che si mette a protestare:

<cazzo! Io che avevo pensato di andare in terrazza in intimo a prendere un po’ di quel bel sole che c’è>.

<Figa! guarda che sulla mia terrazza puoi andare anche nuda. Nessuno ti vede. La più alta terrazza di quattro isolati. Io ci ho anche scopato. C’è stata poi una sera che con le Amiche abbiamo fatto una vera orgia. È bellissimo anche di notte!

<Se lodici tu!>

Lo slip non è riuscita a sfilarglielo

S’avventa su di Lei per spogliarla.

Il mucchietto di abiti sul pavimento diventa così: reggiseni uno, camicette due, leggings  uno. mutandina una, gonna una. Flà il reggiseno in casa non lo porta mai. Lo slip, Stefy non è riuscita a sfilarglieelo. Sta lì al ginocchio a far da pendant alla fica, meravigliosamente nuda.

Flà si appoggio alla parete e le branca le natiche. Ben strette le chiappe nelle mani la tira a sé. Stefy sospira un:.

<Che porca, insaziabile>

Le fiche si schiudono. S’inumidiscono. Sbavano

Apre, però le labbra alla lingua, già protesa per il linguinbocca. E si stringono forte. Stefy, si mette a compiere col bacino movimenti circolari. Sono più o meno alte uguali e. i loro pubi combaciano ai rispettivi Monti di Venere. Il movimento circolare del bacino di Stefania non fa che produrre un piacere che sta  allargandosi. Le fiche  si schiudono… S’inumidiscono. Sbavano… una sull’altra.

Non sarebbe finita lì, ora ,che s’è messo a palpitare anche il buco del culo.

Il campanello trilla

Senonché… il campanello trilla:

“Se è Mamma la riempio di insolenze.”.

Commenta tra  sé Flavia

La cugina Lucrezia

Innvece no. Suonano da sotto. Al citofono un bel volto di ragazza chiede di Stefania. È Lucrezia, cugina di Stefy… Ha pranzato con l’amante, ora è libera fino alle 19:00. Chiede di stare con loro a passare il pomeriggio.

L’espressione di Stefy… mi strizza l’occhio… Si spiega così:.

<È un po’ grezza nell’approccio, ma poi è una gran figa… e ci mette l’anima a fare la porca. Faremo poca fatica a convincerla a far la maiala anche con noi>.

Dieci minuti ed è lì.

È veramente una gran figa. Un bel paio di tette. Ma come culo. è Sicuramente più sensuale quello che Flavia fino a pochi minuti fa, stringeva con passione in pugno.

Lucrezia, è abbigliata in maniera grossolana. Micro gonna che lascia scoperte le lunghe gambe che sopra il ginocchio, diventano maliarde cosce, su cui sbizzarrire la lingua. prepararla al salto finale nella fica. Sopra la gonna si mostra un po’ di ventre nudo in cui troneggerebbe un carnoso ombelico, in cui,he Lei, in un momento di kitch sfrenato, ha fatto incastonare uno zircone dal colore dello smeraldo.

Un viso che si contiene in un bel ovale. Occhi color del cielo Una chioma a capelli lunghi color dell’oro. 23 i suoi anni. 19-20, quelli che le si potrebbero dare.

<Hai fatto strage di cuori, stamattina in Ateneo?>.

La cugina che non si fa mai i cazzi propri:

<Un paio di: ‘Sossmel che figa’ [N.d.A. Nel dialetto bolognese, correttamente sarebbe ‘Socc’mèl che figa’= a, ‘pofferbacco  che figa!’] poi sono stata sequestrata da Lola che mi ha trattenuto nel suo studio fino all’ora di pranzo.>.

<Quindi  nessun godino dalla tua Lola, stamane?>.

<Macché, era un via vai di gente quello studio… Per darci un bacio tranquillo abbiamo dovuto ricorrere alla toilette. Ma ci rifaremo stanotte. Mi ha detto di aver avuto le chiavi da un suo collega, di un appartamentino sui colli sopra Bologna.Indispensabile: Lola è molto rumorosa nello scopare. Mica si può andare in albergo. Appuntamento alle 19:00 al semaforo sotto le Due Torri… Tu hai trascorso una piacevole mattinata?>.

Flà  è un vulcano del’amore

<Grazie a lei, una cosa fantastica….. Come ti ho raccontato nel viaggio… Lei è un vulcano dell’amore. Mi ha piazzato un ditalino che non dimenticherò mai più…>.

E racconta ogni dettaglio compreso le sensazioni che ha provato.

L’emozione del ditalino

Lucrezia ascolta affascinata. Poi senza alcun panegirico:.

<A me non la faresti provare l’emozione di un tuo ditalino>.

<Con lei ero molto eccitata dal fatto che eravamo nude tutte e due>.

<Non credo  che non si pottrebbe esserlo anche io e te>.

Si sfila la ti-shirt mettendo a nudo il rigoglioso paio di tette.

<Le sfregheresti un po’contro le mie?>.

E aveva lasciato cadere l’accappatoio che aveva indossato per ricevere Lei.

Stefy, si libera anch’ella dell’accappatoio per essere partecipe.

È sempre lei a preoccuparsi di aprire il grande specchio.

Flà sale dietro a Lucrezia e non perde attimo del dolce ancheggiare del suo bel culo sotto il quale si mostra di tanto in tanto il bulbo della fica.

Lucrezia vuole spiegare perché sia senza mutande:

<Quando ci siamo baciate nella toilette dell’Alma Mater ce le siamo volute accarezzare e, sfilate le abbiamo riposte nella mia borsetta. Gliele restituirò stasera.>

Il dito indice s’insinua e l’esplora

Stefy è veramente una presenza preziosa. Prende in cura la cugina, leccandole tette e capezzoli fintanto che s’accorge che dalla crepa sul Monte di Venere, Lucrezia sta dimostrando di essere cotta a dovere.

Qui, entra in gioco Flavia. Mani sulle cosce di Lucrezia. La guarda dritta negli occhi e non riesce a trattenere un:

<Quanto sei bella…ragazza!>.

Lì dove i cazzi vanno normalmente a sborrare

Lei si sente già nel vortice del piacere. Allarga le cosce. Il dito indice di Flà s’insinua e l’esplora. Il primo brivido di piacere, si sfrombola lungo la colonna vertebrale. Un paio di dentro-fuori e Flà aggiunge altre due dita che svolgono il loro compito ritmicamente nel canale dell’amore: Giù…su… dentro… fuori… sempre più veloce.

Lucrezia riceve da questa masturbazione fremiti e brividi che non  la fanno più stare nella pelle. Sobbalza…scalcia… s’inarca. Geme… Sbuffa come una vaporiera:.

<Flà sto per venire. È una cosa veramente grande. Non fermarti. Per favore. Continua…  No, non smettere mai più!>.

Flà non ha nessuna intenzione di smettere. Anzi sta per scoccare il colpo che per Lucrezia renderà quel ditalino un momento indimenticabile.

La sua mano spinge con forza mani e dita in fondo al meato. Lì, dove i cazzi vengono normalmente a sborrare.

Lucrezia sospira ritmicamente e con affanno.

Un attimo di tregua i cui Flà spinge in profondità la propria lingua nella gola della partner. Mentre la mano ferma  l’entusiasmo delle tre dita che trovano divertentissimo scivolare su e giù per il canale dell’Amore di Lucrezia.

E Flà fa scattare l’impulso ale dita già nella figa, di ruotare su loro stesse.

Da Lucrezia grida di gioia sussurrate:.

<Dio, Tesoro… Vuoi proprio farmi impazzire!>

Vigliaccamente Flà, fa ruotare ancora una volta le dita nella figa.

Lucrezia sbiella. Stringe forte le cosce attorno alla mano che le sta dispensando tanto piacere e sobbalza.

Un po’ vigliaccamente, Flà, riprende il ‘su… giù… dentro… fuori’ facendolo seguire da un giro di dita. L’orgasmo si scatena fra le cosce di Lucrezia, facendole palpitare il buco del culo.. dando, contestualmente l’avvio a una copiosa sborrata:

<Madonna mia, Flà, ma cos’hai messo nelle dita?. Mi stai danndo un piacere incommensurabile. Credo che smetterò di sborrare, quando di me non resterà più nulla.>

Flà spinge la propria crudeltà fino in fondo. Dopo un’altra sequenza di su… giù… dentro e fuori… ancora una volta gira le proprie dita, in quella fradicia fica[AJN2] .

Baciami…  baciami … amore

Lucrezia s’accascia sfinita. Bal-bet-tando:.

<Baciami… Baciami…. Amore!>.

FLà Accoglie la sua richiesta e infila la lingua fra le sue labbra socchiuse. Lei pur se sfinita… trova piacevole corroborarsi. Succhiandole la lingua.

Dalla poltrona Frau, accanto al letto, su cui Stefy  si è  collocata per godersi la scena toccandosi. È stanca di restare fuori dal giro.

Le premure di Stefy

In pochi attimi è fra le cosce della cugina per contribuire alla sua rianimazione.

Dopo che Flà ha sfilato le proprie dita… Lo spacco sul Monte di Venere si accosta. Pressoché chiuso.

Stefy, con qualche colpetto in punta di lingua… riesce a scostare le grandi labra e a penetrare. La sua ricerca del clitoride inizia e si conclude con il suo spompinare il sensibile componente della figa. così simile  a un  cazzo in sedicesimo.

Lucrezia si riprende immediatamente, snocciolando una sequenza di lodi alla cugina che tanto si preoccupa del suo star bene.

Tosto le afferra la testa… tenendogliela ferma sulla figa per rinnovare l’orgasmo in lei.

Ogni lasciata è un’opportunità persa

Flà, che si era allontanata per andare a pisciare, vedendo questa scena s’invoglia anche Lei di ricevere il giusto godimento.

È la saggezza dell’età più matura a consigliarla a non intraprendere attività erotiche.

Pur conscia della verità insita nel detto : “ogni lasciata è un’opportunità persa”. Scende in cucina a preparare  un forte tea per tutte quante.

“Inutile correre appresso alle occasionali sirene, quando il fato ti ha messo a disposizione un’intera notte per recuperare un sogno che non avresti pensato mai di realizzare”.

Flà fa scendere le impenitenti fornicatrici e in grande allegria sorseggiano la calda bevanda.

Per trastullo si succhiano le dita, dopo che si sono stuzzicate reciprocamente le loro clitoridi

In tutto l’ambiente è presente e ben riconoscibile, quel buon odore di figa in attività.

In onore della buona bevanda orientale che le sta rifocillando, lo sorbiscono sedute, a gambe conserte sul grande tappeto Buchara che ricopre il pavimento della sala.

La bevanda le rigenera prontamente. Tra di loro ripartono quelle spontanee effusioni che si realizzano nelle amicizie particolari. Bacetti in ogni parte del corpo. Carezze sui punti erogeni . Ma, soprattutto, le dita, sempre alla ricerca di un orifizio da penetrare e condividerne il godimento.

Lucrezia lo condivide con la figa della cugina. Flà, in solitario. Scomponendo così gli interventi: il pollice della destra nel proprio buchetto del culo… indice e medio dell’altra mano, a fica e clitoride.

Gemiti e mugugni di piacere non tardano a far da corollario alla scena.

È A stefy che viene un’idea che accontenterebbe tutte simultaneamente: il trenino.

Nella versione per solo tre passeggere. Ovvero. La bocca nella figa dell’altra.

Flà si sdraia supina e, sulle sue labbra si appoggia, ben aperta e gocciolante, la figa di Stefy, che in posizione prona  và a slinguazzare figa, perineo e culo  a Lucrezia, supina di fianco a Flà.

Quale figura erotica è in leggero difetto. In quanto mancherebbe una passeggera per raccordare la prima bocca all’ultima fica. Ma per la comunione degli orgasmi è ben azzeccata.

La prima a venire a gusto è Flavia che di seguito al proprio grido:.

<Godo… Godo… Squir-tooooo.>

Lancia precise istruzioni alla sapiente lingua di Stefy perché mantenga alta la qualità dell’orgasmo che le sta donando:.

< Ecco. …Ci sono… Così… Sì… Così… Ancora… Dai… Di più. Di più!!>.

A seguire. L’epilogo. Con gemiti… gorgheggi

È poi la volta di Lucrezia che sborra di bestemmia in bestemmia.

Stefy, dal canto suo la mette in musica. Sarebbe che:

non appena il godimento  porta Stefy alla colata di sborra, Lei intona una romantica canzone francese. La sensualita’ di  quel sussurro cantato raddppia l’erotismo del momento. la lingua di flà, aumenta lo slinguettio. La colata si fa più copiosa.

Rossetto e creme di bellezza per portare Lucrezia dal bella all’affascinante

Niente paura. La vorace Flavia, ingoia tutto senza disperdere alcun che.

Se la vogliiam dire così, come lo racconterbbe un giornale:.

L’orgetta improvvisata si conclude con una doccia collettiva.

È l’occasione in cui Flà e Stefy s’impegnano ad occuparsi di Lucrezia. L’unica che ha, per la serata, un programma in cui essere avvenenti, ha un suo valore, sensuale e maliardo come non mai: crema idratante su tutto il corpo… crema decongestionante al Monte di Venere, figa e paraggi, compreso il buco del culo. Visto che il pomeriggio è stato coinvolgente per quelle zone… Trucco raffinato. Rossetto, non troppo marcato…  Così come per il profumo. Qualche goccia di essenza, ma di ottima qualità.

Con un certo anticipo Lucrezia raggiunge Lola, l’amante bolognese

Per non rischiare il ritardo, alle 18:30, Lucrezia, Ci bacia, ringrazia:

<Non avevo mai provato tante emozioni, in così poco tempo.>.

Se ne  va:.

Dopo che Lucrezia se n’è andata

Uscita Lucrezia, la casa, che fino a quel momento risuonava dei suoi gridolini… risatine… frasi sconce… gemiti e altre corbellerie, si presenta con un barlume di malinconia. Per rompere il silenzio che le sta avvolgendo esce Flà con tutta la banalità di una frase quasi dovuta in analoghe situazioni:

<Però, simpatica la cugina Lucrezia.>

<È stato solo un caso che non abbia dato il peggio di sé>

<Cioè?>

<Non  so perché ma quando si trova assieme ad altre porcelline… come definisce lei il mondo lsb… Rutta e scorreggia come una vera porca.>

Un bicchiere di Sauvignon per un futuro d’amore

Flà fa un passaggio nella cucinetta a bere un sorso di sauvignon dorato. Ne colma un bicchiere anche per Stefy.

Le serve per cambiare discorso. Non rincorrere quel che è stato, ma concentrarsi su quel che dovrà essere quella loro notte. Se una semplice notte di buon sesso tra amiche … o se una sorta di luna di miele con la prospettiva di una più intensa frequentazione.

Chissà che un sorso di questo vino possa contribuire a suscitare una notte di gagliardo amore.

I segnali che la volontà di andare oltre al sesso esclusivamente godereccio, ci sono.

Stefy accoglie con gioia la gentilezza dell’amica:.

<Mi fa tanto piacere questa tua cortesia… Mi dice che a me ci tieni e che vuoi condividere con me qualcaltra cosa. Fors’anche i sogni. Considero questo bicchiere di vino il trait d’union tra una scoppiettante introduzione a un appassionato finale in Amore.>

Non c’è nient’altro da dire.

Sono gia abbracciate. Si stanno stringendo con passione.

Tremando come una  foglia

L’orologio della torre dell’antico Municipio, batte, puntualmente, i suoi sette tocchi.

Questa è una favola, ma anche le favole hanno i loro momenti cruciali. Flà vuole che quel momento segni realmente l’inizio delle attività che si fanno per la conquista di un amore.

Ma è ancora poca cosa

Scioglie il lingua in bocca e inizia a ciucciare il collo dell’amica che non dice di no… soprattutto quando, Flà, in punta di lingua si inoltra nel padiglione auricolare.

Stefy l’accoglie tremando come una foglia. Per il piacere che si sta instaurando in Lei.

Ma è ancora poca cosa.

Mordicchiando i  capezzoli con libidine

Flà è ben determinata a dare e ricevere di più. Molto di più.

Scende con la lingua slinguando tutto il contorno delle rigogliose tette.

Stefy reagisce sbizzarrendosi nelle contorsioni che quel piacere le procura.

E Flà imperterrita, slingua con sentimento aureole e capezzoli, ormai più duri del marmo. Che lei può mordicchia con libidine.

Dall’ascella alla figa

Le ragazze stanno. fronteggiandosi in piedi, una in faccia alle smorfie estatiche dell’altra.

Flà ha già tutto in mente, quello che deve fare alla bella Stefy, per impossessarsi del suo cuore.

Intanto ha posto il volto sotto un’ascella di Lei, per ricaricarsi del suo odore più genuino che tanto stimola la propria libidine… Gliele bacia. Slingua la pelle ruvida dell’ascella, traendone quell’ardimento per il successivo balzo verso la figa. Che Stefy stessa l’ha avvertita che da un po’ sta palpitando:.

Te la leccherò da in piedi

<Me la leccherai da in piedi?>.

Domanda Stefy fra il curioso e il preoccupato.

<No. Mi calerò in ginocchio per rispetto a te e alla bella ficache porti fra  le cosce. Leccherò da sotto. qualche colpo di lingua andrà anche al perineo e al buco del culo. Vedrai ti piacerà>

Niente di più vero!

Flà si è in ginocchio, sotto le cosce divaricate dell’amica. Un bacio alla sommità del Monte di Venere. La fessura si schiude leggermente. Qualche goccia di umori varcano quel confine. Prontamente la punta della lingua di Flà le raccoglie.

La figa si apre, orgogliosa di mostrare le proprie sfumature di rosa.

Oltre le grandi labbra

Le mani di  Stefy prendono ad accarezzare il capo di Flà che spinge la lingua oltre le grandi labbra…. all’imboccatura del canale dell’amore.

Leccca… Lecca… E lecca…. Che lecca… Succhia. Rilecca.

Le stesse mani le tengono fermo il capo contro la figa che sta involando all’acme del piacere.

A Stefy le si ingrossa il respiro.

<Mmmhhhhh!>.

Mugugna, sempre più forte… Ogni due colpi di lingua.

La slinguata di Flà si fa sempre più rapida e pregnante… Ha la bocca incollata alle grandi labbra e si pasce del buon effluvio e sapore che quella figa spande:

<Ecco!>

È un grido unico. Seguito da un gemito liberatorio:

<Aaahhhhhhh!>

Con un borbottio segna il rilassamento finale:

<Ooohhhhhhh!>

Stefy viene beatamente a gusto.

Coprendola di baci

Flà si rimette in piedi per abbracciarla, coprendola di baci.

Tra le cosce, i residui della sborrata che ha lasciato colare.

Flà si ringinocchia per ripulirla con la bocca. Ingoierà tutto:

<Sei stata meravigliosa, Amore… Se posso… Avrei un piccolo desiderio?>

<Dimmi Tesoro…>.

<Ce n’è ancora di quel buon vino?>

Quel buon vino di prima

Flà si dirige in cucina

Stefy le è dietro 

Un brindisi con passaggio dell’inebriante nettare di bocca in bocca.

Un secondo brindisi con Stefy che accarezza la fica .di Flà.

Qualche coccola.

<Questo vino è afrodisiaco. Ti voglio!>.

<Qui?>

<O qui sul tavolo, o su, sul letto>.

<Facciamo bene sul mio lettone. È forse più comodo. E potremmo venire assieme in uno scatenato 69. Che ne dici?>

Stefy,  non può certo dire di no. Ora che le è tornata a pulsare sia la figa che il buco del culo. e Lei ha ben capito che ,il 69 che Flà prospetta è un insieme di azioni che si svolgono fra le natiche allargate e più precisamente fra il perineo e l’osso sacro. Coinvolgendo nel godimento il buco del culo che trasmetterà il piacere ce accumula alla figa che esulterà schizzando e sborrando.

Mano nella  mano raggiungono il letto che già le ha fatte sognare.

Il carnoso accesso al buchetto di Stefy è l’obiettivo del 69 che l’amica le ha già proposto al primo abbraccio. Le ha anche detto della sua abitudine e desiderio a star sotto. Che è per meglio interagire fra le natiche con la lingua.

<Adoro lambire in punta di lingua i bordi, tanto sensibili, di quell’orifizio…È il mio capolavoro.… Tu che non hai ancora avuto modo di provarlo ne sarai entusiasta[AJN3] .>

Sedute sul bordo del lettone

Flà e Stefy guardano con una certa soddisfazione le loro nudità riflesse nel grande specchio per dirsi … con la giusta dose di vanità:.

<Siamo poi una coppia di ‘belle Fighe’!>

Se lo  dicono assieme coralmente, prima. Poi vi aggiungono l’aria di una vecchia canzone e se la cantano, auttoeccitandosi.

A Stefy, sfugge una battuta complessa nella sua immediata comprensione.

<Peccato di essere già nude>.

Evviva il petting!

Stefy spiega l’ostico messaggio.

<Vedi Tesoro, confesso. Sono una fanatica del petting. Quella prassi che si usa per portare  la partner  …Al colmo dell’eccitazione, a gridare all’altra: <Prendimi! Sono già tua! Fai di me quello che vuoi” Una resa totale. Forse un atto di sottomissione. Più si dilungano i preliminari, più mi piace …ln tutto questo ci sta anche la spoliazione dell’amante, con l’eccitazione che prende le dita ad ogni bottone. Ad ogni zip o gancetto. La visione idilliaca sta nell’osservare il mucchietto di indumenti sul pavimento a cui sempre se ne aggiunge qualcuno. Tutto questo in una salsa di baci… carezze… piccoli palpeggiamenti. Alla ricerca di dove la partner nasconde i propri punti erogeni.su cui poi indirizzare brevi incursioni di lingua. >

Nel raccontare, Stefy si eccita. Flà guardando tra le divaricate cosce, nota cdhe… sotto la figa… sulla coperta rosa del letto … si sta ampliando una macchia di umido:.

“Mo’ Figa. stai già colando!”.

Flà, un po’, si sente in colpa per non essere stata lei a provocare quel piacere all’amica… che intanto, ha preso a raccontare l’ultima parte di un petting di successo.  Sicuramente a cui lei ha partecipato:

<Quello che del petting mi fa impazzire è la fase ultima. ovvero, l’uscita di scena dello slip…

Non mi piacciono quelle che se lo sfilano e ti pongono innanzi la loro figa, nuda e anelante. La mia simpatia va a quelle che scoprono il loro essere troiei e allargando per pochi attimi l’elastico dello slip, mostrano che lì una mano può infilarsi e raggiungere la meta. Lo fanno loro stesse, davanti a te. Così vedi… sempre coperte dalla stoffa dello slip … che se l’accarezzano e si penetrano. Quando si sfilano le dita è sempre successo che me le abbiano fatte leccare. Da lì il gioco continua nella sua pienezza>.

Flà che ha ascoltato. Sente quel racconto indirizzato a lei. Si alza. Sul pavimento c’è un paio di slip… Se li infila. Torna da Stefyi a figa coperta. Stefy si mette a ridere:.

<Non dicevo per te mia dolce fica. La tua la lecco sempre e comunque. Nuda o vestitta che tu sia.

La piacevolezza del ‘Figa al vento’

<Il mio è un discorso sulle abitudini generali. Ieri e oggi ho imparato quanto sia bello vivere a figa al vento. Peccato non poter andare così libere tra la gente. Se non avessi un marito che tarpa con decisione queste mie idee libertarie, avrei già fondato un movimento di protesta. Pensa Flà che bello, decine di migliaia di persone che sfilano per l’M .F.A. V. (Movimento per la Figa al Vento). Ti piace Flà?>.

<Mi piacciono le idee libertarie:
Mentre raccontavi ci ho pensato e mi sono convinta della oppressione degli idumenti sul genere umano. Sai Stefy, quanto sarebbero più vivibili le città. Le metropoli, se ogni lui vivesse col suo cazzo libero e, ogni Lei con la sua figa al vento. Sono convinta che ci sarebbero meno traffici occulti, più verità. Forse anche meno guerre.

<Se tu hai un marito che ti impedisce queste boccate di aria pura, posso sempre portarle avanti io, quale tua discepola e quando i sostenitori, saranno milioni, mi farò da parte e tu parlerai al mondo intero dal Palazzo di Vetro dell’ONU, con la figa al vento.

<Stasera cercheremo di dedicare il nostro stare figa al vento al nostro progetto>.

Stefy  è perplessa in quanto l’amica non le ha voluto dire come e dove… Ha comunque accettato di starci a seguire l’amica nella sua improbabile idea. La ragione di questa accondiscendenza è l’omelette ala cipolla che Flà ha promesso di cucinare, che diverrà la loro cena assieme a spicchi di parmigiano in quel contesto romantico assai.

A Bologna, quando l’estate arriva, il Sole picchia sodo.

La Città ha trascorso una con il sole che ha sparato i suoi raggi fin attorno alle 18:00 facendo del terrazzo di Flà una vera sauna. Con le ombre della sera, soggiornare in terrazza diviene accettabile. Flà ritiene che passarvi la notte dia origine a situazioni di grande sensualità. Predispone il tutto per cenarvi. Amoreggiarvi. Da quando cadrà la notte, sarà un turbinio di stelle.

Stefy ancora non sa le delizie che l’amica sta progettando per il suo piacere.

<Vado a preparare cena.- Comunica all’amica – Se vuoi sgrillettarti, puoi farlo tranquillamente sulle poltroncine… sono lavabili>

Le omelette fumano nei piatti, spargendo il loro appetitoso profumo. Il buon. Sauvignon, come aperitivo rinfresca le gole. Fa però emettere a Stefy un gridolino, quando Flà le passa sul collo la lingua, rinfrescata dal medesimo. Flà concluderà la preparazione della cena succhiando il mento di Stefy e palpandole una tetta, con piccolo morso finale a uno dei capezzoli. Il gridolino di Stefy, ne racconta tutta l’emozione.

E le stelle stanno a guardare

Sopra di loro il cielo, fitto di stelle, aggiunge erotismo a quella situazione.

È Stefy .che liberato un piede dal sandalo lo spinge fra le cosce di Flà per saggiare lo stato di qella figa sotto le stelle.

Tutta questa messinscena introduce il messaggio che Flà esprime per correggere l’impostazione con cui Stefy vuole connotare il progetto per la libertà di mostrare la figa al vento.

<Non deve limitarsi ad essere solo un progetto nazionale, – Ne è molto convinta Flà – Ma perché possa avere un futuro, deve avere un ambito mondiale, se non cosmico. Quello che io e te che siamo rispettivamente pensiero e azione del’Figa al vento project…. Dobbiamo essere noi, abituate a sostenere i comportamenti che il Figa al vento project presuppone di divulgare.>

Stefy non capisce immediatamente dove l’amica voglia parare. Forse anche non le interessa più come far progredire il Figa al Vento project. Visto che anch’Ella si fa sempre più complice dello sguardo libidinoso che gli occhi dell’Amica indirizzano ai suoi glutei.

La terrazza,illuminata esclusivamente dal riflesso del plenilunio, assieme alla punteggiatura sfavillante del cielo densamente stellato, stanno rendendo suggestiva l’immagine di Stefy, seduta su un lettuccio a cosce conserte che conclude la cena con un gelato di cioccolato affogato nel rhum della Martinica. Una ghiottoneria che fa sragionare Flà che sta sbavando al cospetto da quest’immagine, centrata nella fica aperta, da quel riflesso di luce, rimbalzato direttamente dal luminoso crescentone sopra di loro, a quella fica che sa emozionarla ogni volta che vi butta l’occhio.

Quello che Flà vorrebbe fare a Stefy è un suo articolato ragionamento su quel Projeet, sì e no, abbozzato a voce fra di loro.

Ma la timidezza che soggioga Flà da sempre, le fa articolare, quasi balbettando:

<Ti va il 69 che è ormai due giorni che ti prometto?>.

<Se è un aperitivo mi sdraio subito a cosce aperte>.

E cerca di indovinare cosa potrebbe venire dopo il primo tocco di lingua.

Flà le monta subito sopra.

Pollice in culo. Inizia tosta a lccarla, stimolata da quel buon odore di figa in fregola.

<Così non me la aspettavo. Questo non è un aperitivo. È una cosa seria>.

Commenta Lei doppo che tre delle dita di Flà l’hanno penetrata per scivolare nel canale dell’Amore.

Flà è una profonda conoscitrice della figa di Stefy. Ne conosce ogni angolo. Ogni meato. Dove la conoscenza unita alla dolcezza del proprio carattere ne fanno il miglior ditalino che Stefy abbia mai provato.

Con quei fremiti che sente scorrazzare proprio sul  suo basso ventre, Stefy abbandona ogni riferimento al loro progetto cosmico Non le interessa più. Ora, è unicamente concentrata a ricevere i benefici dal 69 che Flà và reclamizzando:. Con la certezza di poter dare godimento contemporaneamente a fica e buco del culo.

Stefy Non appena sente che l’Amica ha a preso a slinguettarle le cosce e amordicchiargliele, è tuttta un mugugno di piacere. Flà comprende che il ,69 è cosa importante per Stefy.

lei non può ,sbagliare… Per cui quell’approccio fra le cosce. Fatto di slinguate e tenui morsi, ha più a che fare con una travolgente leccata di fica che con il suo elegante 69 onnicomprensivo.

A Flà questo aspetto dell’approccio è sfuggito. Recupera immediatamente, girando su sé stessa, atterrando con la figa sulla, slinguetttando in tutta velocità, la pronunciata clitoride di Flà che così incamera il primo stimolo per squirtare sul volto di Stefy. Lei, poi, restituisce  bocca dell’Amica.

Stefy esprime tutto il suo gradimento a Flà la medesima emozione, schizzi ccompresi.

Lo scroscio d’acqua

Da quel momento, con le lingue che leccano a pieno ritmo, ognuna di loro per tre volte sente il bisogno di squirtare.

Dalla collina un refolo d’aria giunge su quel terrazzo per dare un po’ di sollievo alle epidermidi sudate di Flà e Stefy che imperterrite continuano a scambiarsi colpi di lingua alle reciproche fighe. In loro il piacere sta crescendo.

Il volo di dozzine di farfalle

Sembra che alcune dozzine di farfalle si sino alzate in volo all’interno dei loro ventri e sembra proprio che quel leggero piacere che sta avendo ragione delle loro emozioni non sia frutto dello slinguio ma del delicato sbatter d’ali. Ragion per cui si concedono un break. È un buon chinotto a ridare frescura alla bocca. È una fredda doccia, presa lì, sulla terrazza, in quella postazione artigianale, montata dal papà di Flà.

È sotto lo srcoscio d’acqua di questa doccia che Flà istruisce Syefy sul gran finale del ,suo special.69. concludendo la sua descrizione con:.

<È un erotismo che da quado l’ho pensato l’ho fatto provare solo ad altre due Amiche. Giusto per affinarlo.>.

Alza la potenza dello scroscio che fa un piacevole massaggio ai loro corpi ormai  rinfrescati.

Un linguainbocca perché proprio ci sta bene.

Un po’ senza parlare.

E Flavia riprende la spiegazione sull’ingenerosa divulgazione del suo Special 69.

<Tu saresti la terza per meriti, al momento inconfessabili… Poi, figurati se mi metto a leccare il buco del culo a tutte quelle che me la danno>.

Flà illustra a Stefy come ha intenzione di farle sborrare la figa leccandole il buco del culo

Stefy ne è entusiasta:.

<Non vedo l’ora di averti tra le chiappe>.

Sicura di farle piacere, la spinge contro la parete.

Flà comprende il messaggio insito nella mossa e allarga le cosce. Si rilassa. Spalanca la figa.

Stefy la lecca con passione fintanto che nella propria bocca non arriva il primo schizo di densa sborra che Stefy ciucccerà fino all’ultima goccia.

Flà è giunta all’acme del piacere senza un gemito. solo le mani a cui tenere allineata la bocca di Stefy alla propria fica.

Ora.so no abbracciate. È il momento che le fighe placano il loro entusiasmo. Sfregandosi l’una contro l’altra. Quale gesto d’affetto. Con l’ultimo bacio, Stefania trasferisce alla lingua di Flà l’ultimo schizzo della propria sborratura:.

<Questa l’ho serbata per te, Amore>.

A Flà è l’ultima parola della frase dell’amica che l’ha colpita. Quell’Amore pronunciato, così, tutto solo senza dar modo di dargli un peso. Un valore.

Ragiona tra sé. Flà:.

“Ora le traffico il culo fino a sfinirla. La cocccolo e tra le dolci coccole, ci infilo pure che voglio sapere il valore che debbo attribuire a quella parola”.

Una mano tra le dolci colline del culo di Stefy. Il dito saggia quel morbido batufolo che cela il suo buco del culo. lei emette un profondo sospiro di gradimento.

Sul lettuccio, pronto  ad accoglierle, Stefania esegue pedissequamente le istruzioni datele dall’Amica: gambe divaricate e volte all’indietro. Il bacino, leggeermente tirato sù

Il buco del culo in primo piano. Aspetta anelante la magica lingua di Flà … che non tarda ad arrivare più baldanzosa di sempre…  Le monta sopra.

Non è difficile immaginare la carica di libidine che scatta in lei, quando si trova di fronte non un  foro come vox populi lo ha battezzato: buco del culo, ma un batufolo che anela, protruso… in attesa delle mosse che lo facciano godere.

Flavia non si fa attendere.

Memore dell’affezione che Stefania le ha confessato… Cioè, di essere fans del petting. Tutta la dolcezza di Flavia ,si manifesta nei giochi di lingua alla figa con cui fa precedere l’inizio del suo, special 69.

È la punta della lingua di Flà a convincere lafessura della figa di Stefania ad aprirsi quel tanto per consentire alle due dita da ditalino, di penetrarla. Scopacchhiarla. Giusto per introdurla al piacere che da lì in poi, crescerà in lei.

Bologna una città che tira sempre a far mattino

Dalla strada sottostante gli allegri rumori di una   Città che vuol tirare a tardi.

Sopra di loro… il firmamento stellato che ad ogni dentro e fuori delle dita nel canale dell’Amore… qualcuno provvede a far brillare una stella in più nel loro spicchio di firmamento.

La Torre di Palazzo batte il primo dei 12 tocchi della mezzanotte quando la lingua di  Flà si accinge a dare la prima slinguata all’osso sacro di Stefy.

Questo contatto produce il tremito di tutto il suo corpo e un mutamento radicale di tutta la situazione.

Mugugni. Sospiri affannati. Un sussurro che a Flà fa breccia nel cuore:.

<Sei proprio un Tesoro… Amore mio!>.

A tale dichiarazione, Flà scatena la libidine che ha accumulato interagendo non più su un buco del culo che si presenta come un cicciolo di morbide carni  protuse, ma, dilatandosi, mostra tutta la sensualità di uno struggente buco del culo. Ben disposto al godimento e a farsi amare.

Su quell’apertura Flà riversa tutta la sua fantasia erotica che con il sussurro di pocanzi, Stefania le ha stimolato.

La punta della sua lingua, compie alcune volte il giro completo  di quest’apertura, lambendone i bordi.

Le mani di Stefy sono contratte nello stringere spasmodicamente la coperta sotto di lei.

Flà, comunque, non ha esaurito tutte le sue cartucce e ora sta accanendosi su quel buco facendo della lingua l’uso di un cazzo… La incula, dopo averci sputato dentro.

Stefy fatica assai, a reggere quel confronto erotico. Come è di prassi in ogni 69 che si rispetti … anche Stefy ha la lingua posizionata  sulla figa di Flà. Ha solo il problema che sta ricevendo una tale quantità di emozioni che la rendono inerte… Lei e la sua agile lingua sembrano intenzionate solo a ricevere strali erotici da quel putiferio che ora sta interagendo nel suo culo con la lingua contemporaneamente alle dita che stanno scopandole la figa.

Il quadro d’insieme presenta l’immagine di Stefy con il volto accasciato sul ventre di Flà chiede un break all’Amica. Mentre questa ancora slingua all’impazzata il di Lei buco del culo che la sta veramente entusiasmando.

Si fermerà soltanto all’altasonante dichiarazione di Stefy:.

<Vengooooo… Amoreee miooooo… Da adessooo è tuttta sborraaaaa !!!>

Sulla coperta rosa, sotto la fica di Stefy si allarga sempre più la macchia con la sborrata di Stefania che reclama la dovuta razione di baci e coccole.

L’aria s’è fatta più fresca e umida. Molte delle stelle del nostro piccolo firmamento o si sono spente o sono scomparse. In lontananza si fa sentire il brontolio del tuono.

Una grossa goccia sulla schiena riempie Flà di freddo. Il che le fa dire a Stefy, sempre immobile sotto di Lei:.

<Coccole e bacetti, possiamo sempre farcele sotto le coperte del mio lettone.>

Abbastanza in fretta si tolgono dal terrazzo[AJN4] 

Ma stai già sborrando

Il temporale che si scatena prende il via un attimo dopo che hanno già messo al coperto i loro corpi nudi. Il tepore delle coperte le riscalda e ci facendole apprezzare la loro fulminea ritirata.

Il temporale si  manifesta intenso e rumoroso. Scrosci  di pioggia si riversano sulla terrazza. Saette  ne illuminano il  cielo. Il tuono, come è giusto  che sia, turba gli animi. Certo non quello di Fla che serenamente  ha ripreso a leccare il buco del culo di Stefy.. La  cui figa, provvede ,a trasormarne il  piacere in shizzi di sborra.

Sttefy, continua, inerte, a crogiolarsi nel proprio Nirvana.

Flà pare che non voglia più abbandonare quel moto perpetuo fatto di dentro.. fuori della propria lingua dal buco del culo della sua partner.

Senonché, la sua partner desidera abbandonare quella valle di godimento per rifugiarsi in più tranquillo sonno rigeneratore. Prima però:.

<Voglio dirti qualcosa che solo in un momento di grande serenità come questo riesco a dire>.

Flà abbandona di deliziare con la bocca, l’orifizio anale si mette a sbaciucchiare ventre ed ombelico di Stefy. po le giunge, in un sussurro l’atteso commento. Che, quasi sicuramente riguarderà i loro ipotetici sentimenti dopo la verifica con la realtà

quel bailamme, fatto di temporali, omelette, colpi di lingua, quello di cui ci accorgiamo di sentirne la mancanza è Il Ditalino condiviso… io, tre dita nella  figa a te …tu, tre dita nella figa a me. Lingua che succhia la lingua dell’altra. Movimento, dentro fuori, sempre più veloce…:.

Giro per tre volte le dita. In alternativa… “Spingo forte la mano contro il Monte di Venere”… Si conclude con:.

<Credo che dopo la cretinata di aver continuato a ricercare il grande Amore lesbico, dopo il mio matrimonio etero… che oltretutto funziona egregiamente… La verifica di quanta verità poteva esserci negli scambi di passione che ci siamo fatte virtualmente a distanza di centinaia di kilometri, ha funzionato. Non so cosa potrà succedere ora, ma quello che mi mancava, sei tu. e adesso te lo posso dire. Io, Flavia, ti amo e non voglio che finisca, né domattina, con la mia dipartita… né sulla chat, nel virtuale… né a letto. Dove sei campiona di godimento. Se mi dici che può essere così anche per te… Non ne parliamo più. Cerchiamo solo di vederci e stare assieme il più possibile, clandestinamente da amanti.>.

Aspetttavo trepidante qualcosa del genere da te. Forse tu hai detto qualcosa  di più che sottoscrivo subito. Sì, voglio essere la tua amante. e per adesso non ne parliamo più. Ti chiedo  solo di  stemperare la mia felicità tra le tue braccia tenendomi a dormire abbracciata a te>.

un prolungato succhiarsi di lingue suggeella il loro intendimento. Ffffffflà nota che dalla fica di Stefy, chizzano nuovi spruzzi di sborra.

<Dio… ma hai ripreso a sborrare!>.

Tutte e due interpretano quest’emmissione a un presagio positivo al loro futuro di amanti.

<Ferma … non fare nulla! …. Ti ripulisco io con la lingua!>.

Lucrezia sarebbe passata a caricare Stefania alle 7. Così avrebbero compiuto il viaggio col fresco. Le due neo-amanti avevano un po’ di cose da sbrigare. Tra cui.

Arzigogolare tra le grandi labbra di Stefy

La Città è già in movimento, quando Flavia e Stefania ricevono sul volto il raggio del Sole che dice loro che la Città sta svegliandosi. Sono ancora abbracciate e hanno la vescica piena di piscia come ogni mattina. Sono meravigliosamente nude e stanno andando a passo veloce al bagno.

Una sul bidet, Flavia sul water, liberano il loro corpo dalle scorie del giorno precedente. Flavia insiste e strappa all’amica il consenso di sciacquargliela con un adguato detergente.

Le dita di Flà arzigogolano tra le grandi labbra. Stefy da segno di gradire quel lavaggio

Le piace proprio.

Flà Le dice, allora, che stando così abbracciate tutta la notte, in tutte e due il sudore si fa sentire come odore

Un capezzolo nella Figa

La convince così a passare con Lei sotto la doccia. Acqua tiepida a pressione sostenuta. L’approccio è delizioso. Si sfregano un po le tette tra dei loro stringendosi forte. Flà sente che i capezzoli di Stefania si sono allungati. Ora sono divenuti rigidi  e duri. L’idea che le balena è di sentirne l’effetto se infilati tra le grandi labbra. Stefy è d’accordo per l’esperimento.
si china portandosi all’altezza della figa dell’amica. Gestendo la poppa come fosse un vibratore, mette il capezzolo contro la clitoride di Flà. Spinge.

L’effetto non è eclatante per i raffinati sensi delle due nuove amanti e 

l’esperimento è sospeso.

Che iil godimento non sia mai finito

A Flà, comunque è tornata voglia di godere con l’amica:.

<Tu ora te ne andrai con quella troia di tua cugina. Magari, per ringraziarla del passaggio, troverai anche modo di spompinarle la clitoride. Non sono questi gli aspetti che mi interessano. Vorrei, però sapere tra quanto potrò riavere la gioia di succhiare la tua fica che sborra?>

<Da quanto mi ha detto Lei. Già lunedì dovrebbe essere qui per la prima lezione>.

Il ditalino dell’arrivederci

<Pensi che tutte queste fughe andranno bene al tuo Lui?>.

<A questo non ho ancora pensato, ma vedrai che la prossima volta saprò darti risposte concrete.>.

Piuttosto… Abbiamo ancora un’ora da stare assieme. Se condividessimo un buon ditalino…  Il distacco si sopporterebbe meglio. Ti và di riprendere quest’argomento?>

Stefania ha veramente un passione per il piacere  con le dita di FLà. Si asciuga in fretta e furia per essere prima di Lei sul letto… occhi semichiusi… espressione sognante… cosce divaricate. Delicatamente se la sta già toccando.

Flà, forse perché percepisce che quello sarà l’ultimo momento erotico di quell’imprevista visita, si esprime in maniera anomala per il suo stile erotico. È quasi un tuffo, quello con cui plana sulla figa che Stefy sta trastullando con l’indice.

Già ben aperta e bagnata, bgradisce la furia erotic dell’amante. Flà indugia su di Lei nello slinguettare, fra le contrazioni che tutto il suo corpo di Stefy subisce .da quell’irruente approccio. Con il suo slinguettare, Flà incamera quel buon sapore di Stefy che per qualche giorno non potrà sentire. A Lei, Stefy, mancheranno le evoluzioni della lingua di Flà sulla propria clitoride. Che le trasmette tutte le connesse piacevolezze.

Qui, Stefy rammenta alla propria dispensatrice di piacere:il ditalino!

il ditalino!

Un attimo.

Flà abbandona ogni altra pratica e… dopo essersi leccata le tre dita che impegnerà nel trastullo. Procede.

Stefy è completamente rilassata nella dolce attesa

Flà ne percepisce tutto il desiderio e si scatena.

La sua mano si infila tra le cosce e prende ad accarezzare il Monte di Venere.

Entrate in quel tempio, le dita si lasciano scivolare nel canale dell’amore.

Stefy gode a tutto spiano, ringraziando ad alta voce l’Amica. Sempre più intenzionata a darle un orgasmo di grande intensità.

Le dita salgono e sprofondano a velocità sostenuta… mettendosi poi a ruotare su se stesse, sprigionando il massimo del godimento. Si agita e scalcia la bella Stefy finché l’orgasmo non la cattura completamente.

<Ci soonooo. Divina… Sublime… Fantastica creatura!… Soonooo tuuaaa! Prendimi! consumami! Tua. Tua. Tua! Fammi impazzireee!>

S’accascia sborrando.

Flà è con la bocca su quel vulcano che è la sua figa a succhiargliela.

Le sue dita… ne coccolano il seno.

Il bacio finale è passione pura.

………………………………………………………….

………………………………………………………….

Non sono trascorsi dieci minuti dal culmine del Sacro Ditalino di Flà che Lucrezia è lì.

Stefy si è appena ripresa dall’orgasmo. E si  è lasciata riabbigliare da Flà: leggings, una t-shirt ma niente intimo.

Tre scaramantici giri di baci… Poi se ne vanno…

Stefy, poi vuole che come sua immagine, resti negli occhi di Flà, quella della propria figa:.

<A lunedì, Tesoro. Ti voglio tanto bene.>

Nella cabina le cui porte stanno per chiudersi, Stefy sarà l’ultima a scomparire. Prima che succeda… ha il tempo di mostrare a Flà che resta, la propria figa, nuda e vera.

Finale da favola

e… vissero tutte da porca,  felici e contente


5

Mamma

<Cerca Flavia, Signorina? – e le aveva teso la mano – Sono sua madre. negli altri giorni, alle 10, come ora, è già più di un’ora che siamo in ufficio, oggi però è domenica E’ passata da me dieci minuti fa. Andava al bar di sotto a prendersi un caffè. Dovrebbe essere di ritorno a minuti. So che per le dieci e mezza aspettava un’amica informatica che le doveva consegnare un filtro per il suo collegamento. Non è che per caso è lei?>

<Non sono io. Sono un amica. Per caso sono a Bologna, volevo farle un saluto. Però non l’ho avvertita… Secondo lei nessuno trova da dire se l’aspetto qui seduta sullo scalino. Così anche se tarda un poco…>.

<È sicuramente più comodo se le apro la porta e l’aspetta già in casa sua. Visto che vi conoscete>

Di tasca aveva tratto la chiave e aperto la porta:

<S’accomodi. In giro per casa c’è qualche poltrona. Sono sicuramente più comode degli scalini. Ah, visto che è stata in viggio, dovesse aver bisogno del bagno, lo trova al piccolo pianerottolo alla destra della scala interna… Faccia come fosse a casa sua.>.

Era uscita accostando la porta.

Il rientro di FLà

Chiusa una porta se n’era aperta un’altra… quella dell’ascensore. Da lì era sbucata sua figlia:

<Mi cercavi Mamma?>.

<No, perché te l’ho già messa in casa>.

<Chi, mamma?>.

<Una tua amica che ha fatto non so quanti chilometri e vorrebbe salutarti>.

<Come si chiama?>.

<Mica gliel’ho chiesto… Comunque, ti basta aprire la porta e vedi chi è>

Il mondo girò con un colpo di chiave. Flavia si trova di fronte a una bella ragazza che, specchiandosi nel vetro di un quadro appeso, sta cercando di riordinare i capelli scompigliati. Se in un primo momento,Flavia non ravvisa subito la ragazza ad alcuna conoscenza. È quell’aggiustatura della chioma a svelarla:

<Sistemolali pure… Vuoi vedere quanto restano così composti e ordinati?>.

<Stefy!>… <Flà!>

Quasi all’unisono…

E sono già abbracciate… Il fiocco con lingua in bocca è già in esecuzione appassionatamente. Le dita di Flà sono impegnatissime a disordinare la chioma di Stefy.

Lei armeggia nella propria borsa e consegna all’amica un minuscolo sacchettino di velluto:

<È un artigiano che ha il laboratorio di fronte a casa mia… Costruisce solo spille in forma di farfalla A me piacciono molto, e così prima di partire me ne sono prese due. Una variopinta per .me. Una rossa per te che mi hai fatto conoscere l’amore con la passione.>.

Un auspicio per la giornata

Stefania muove il bavero della giacca per mettere in mostra il lezioso gioiello in filigrana di argento e oro giallo. Flà, Estratto il dono dalla custodia, se lo appunta sui Leggings in corrispondenza di dove sotto c’è la fessura della figa… Auspica:.

<Cerchiamo che oggi possano sciamare assieme.>.

Scatta ancora l’abbraccio con le labbra che si mettono a darsi daffare sui colli delle infervorate amiche che si stringono nelle loro effusioni.

Ad ampliare l’orizzonte, sono le mani di Stefania ad agguantare le natiche di Flà.

È lesbica anche Lei?

<Sai Tesoro che i leggings ti fanno proprio un culo eccitante!>.

<Vuoi vedere la luminosa stanza da letto che ho?>.

Per mano iniziano a salire gli undici scalini. Intanto Flà si informa sulla durata del soggiorno bolognese dell’Amica.

<Quando mia cugina mi ha detto che sarebbe venuta a Bologna per l’iscrizione universitaria, sono quasi impazzita di gioia>:

<Te ne sarò sempre riconoscente. – ha commentato Lucrezia. Si chiama così –Un viaggio in compagnia è sempre più piacevole>.

Flà:

<Potrai sempre approfittarne quando dovrà venire per gli esami… E’ lesbica anche Lei?.>

<Purché mi lasci il tempo di stare un paio d’ore con la mia professoressa>.

<Sì Flà, mi rimarrebbe solo un’ora da stare con te. Ma lo sai anche tu che le ragioni per dilatare il tempo non finiscono mai. Sono d’accordo che la chiamo alle 11 e mezza e mi dice a che ora prevede…>.

Dimensione virtuale. / Dimensione reale

Flà e Stefy è la prima volta che si trovano a tu per tu nel mondo reale. Finora, la loro amicizia è maturata nella dimensione virtuale, dove hanno scoperto e condiviso sentimenti ed emozioni gestite e vissute da lontano. Egualmente capaci di scatenare in loro, squirt da mogli di pompieri e sborrate da vere porche. L’improvvisata visita che Stefy compie grazie alle esigenze della straleccata cugina, ha motivo di essere quale verifica di espressioni e promessse sortite nei momenti  piu alti del loro sesso virtuale.

Maria maddalena. Seicentesco dipinto della scuola del Guido Reni

Stefania, seduta sul letto ammira l’estroso arredamento. Flà le descrive pezzo per pezzo. Ovviamente il pezzo che riceve maggiore descrizione è la Maria Maddalena della scuola bolognese del Guido Reni. È la tetta esibita nel dipinto ad accendere la scintilla tra le due amiche.

Stefy prova a mettersi nella stessa posa della modella secentesca: mostra la rigogliosa tetta, accarezzandosela e, mostrando anche uno scorcio dell’altra. Le rivolge carezze languide e sensuali.

Flà che soprattutto non è né un dipinto né una statua di bronzo, sfodera la lingua scatenandola sulle aureole che circondano i capezzoli che s’induriscono e s’irrigidiscono sotto quegli slinguii. Al centrodi un coro di gemiti e  mugugni, tra cui prevale  l’accorata richiesta di Stefy:

<Dai….Spogliati che facciamo le porche fino in fondo. Se non vengo, Tesoro. Sto proprio male… Per favore!>

La nota generosità di Flà si manifesta subito. In un attimo è nuda e nel successivo attimo aiuta l’Amica a liberarsi di quanto indossi ancora.

Gioiosità indescrivibile: baci… carrezze… abbracci

Sono invase da una gioiosità indescrivibile. Baci carezze e abbracci si sprecano.

Aprendo due ante dell’immenso guardaroba che fa da parete, sbucano due grandi specchi. È di fronte a questi che ognuna commenta gli angoli più hard dell’altra.

Tutte iniziative che aumentano l’eccitazione e richiamano tempeste di desiderio. È Flà che per prima si avventura in questo vortice di sensazioni con un preciso obbiettivo:.

<Su Stefy, facciamo un po’ le vacche così ti carichi e dopo telefoni a tua cugina e le dici che la notte la passi qui da me a far la Maddalena Eccitata… Le hai detto  quel che avremmo fatto stamattina quando ci saremmo incontrate?>.

<Mo certo. Le ho parlato di te per tutto il viaggio. Le ho anche detto che ero eccitatissima di andare a toccar con mano la figa che mi aveva sbrodolato in bocca per mesi nel virtuale. Che non è cosa che a tutte succede>.

Senza aggiungere altro, Flà, siede innanzi ad uno dei grandi specchi. Tira al proprio fianco la bella Stefania. Lei ha chiaro il passaggio. Allarga le sue polpose cosce. Tre dita nel suo canale dell’amore: caldo, palpitante, ben lubrificato. Subito le smena un sostanzioso ditalino:.

<Che tesoro! volevo quasi proportelo>

Sussurra. Intanto a Flavia arriva una vampata di godimento a invaderle il ventre. Tre delle dita di Stefy stanno compiendo analoga penetrazione nella sua figa.

La mano fornicatrice

“Ci sa veramente fare, la ragazza. Delicata e inesorabile!”.

Flà non può che affidarsi completamente all’arte delle dita di Stefy:.

<Sì, Amore!…Così… Così. sì. Sì!… Aaahhh!!… Ancora! Di più… di più!>.

Lei aumenta il ritmo. Flà squirta e gode… Schizzi potenti che benedicono la mano fornicatrice.

<Il piacere è immenso. La gioia, tanta!>.

Flà glielo sussurra ma Lei è tutta presa dall’orgasmo che le è regalato:

stefy Amoooreee… Sonooo ttuaaaaa. Baciaaamiii!….. Che bello Amore! Mai, l’avevo prima vissuto così grande!>.

E si accascia sfinita, dopo alcuni sobbalzi.

 <Ecco. Amore, ti prendo da dietro.>.

Ti prendo da dietro

Flà si agita. Scalcia… Sborrando a colabrodo. La mano di Steffy continua la sua meravigliosa opera fino all’ultima goccia di sborratura. Sfila dolcemente le dita. Se le lecca e le passa alla bocca dell’amica per la condivisione gaudente.

Le morbide labbra di Stefy

Sono[AJN1]  sfinite, ma al settimo cielo. Ancora i benefici effetti dei rispett ivi orgasmi sono ben vivi in loro. È il momento di baci e coccole che pur se sfinite i loro sensi reclamano.

Tosto, le morbide labbra di Stefy si fanno strada sulle tette di Flà verso la meta del capezzolo da suggere.

Flà la stringe forte a sé… Accarezzandole la nuca nel tragitto che queste labbra hanno intrapreso.

Le logiche immaginazioni di Mamma Ines

il campanello le riporta alla realtà con Mamma che le invita a cenare con loro.

Non trovandole di sotto e ben conoscendo tutte le virtù della propria figliuola, Mamma Ines immagina perfettamente dove siano le care Amiche e a cosa stessero dedicandosi.

L’invito lo grida dal basso, sotto la scala.

Uno sguardo fra di loro e Flà può confermare l’invito sempre con un grido.

Cazzo!… o… Figa!

Dopodiché Stefania:.

<Cazzo! Dimenticavo la cugina.>Flà la riprende:.

<Io avrei detto “Figa! ecc, ecc”>.

Simpaticamente, Stefania:.

<Io, però, sono bisex e posso dire anche cazzo. Tengo pure un marito che il cazzo lo usa… eccome!>

La telefonata tra le due cugine è fulminea. Tutte e due hanno la medesima esigenza:.

“Dormire con l’amica bolognese.”

Stefy è raggiante, aggiungendo qualche  punto in più alla  piacevolezza dell’espressioni delle proprie labbra e alla sensualità delle sue chiappe.

Questa mattina è tutto un trionfo!

Flà è invece più pratica:.

<La cugina è lesbica quanto noi?>.

<Dovrebbe esserlo. Convive con una femmina. Sua collega.>.

<A te l’ha leccata?>

<Sì…. Solo ditalini… Ma lasciam stare… Tutta un’altra qualità…. Poi se le sborri sulle dita, non se le lecca>.

<Un’infame!… Certo è che stanotte non riuscirei a tenermi distante dalla tua bella figa per nessuna cosa al mondo.>.

<E cosa mi proporrai?>.

<Ho pensato a uno dei miei 69, speciali. Che coinvolgono anche il buco del culo.>

Caccia riservata o  libera caccia?

Il pranzo domenicale di Mamma è sempre un capolavoro. Se metti poi in conto la presenza di papà, quale assistente, addirittura con grembiulino da cuciniere, è un vero spettacolo.

Papà. Poi, si esibisce istrionicamente con storielle, barzellette spinte ed aneddoti della sua goliardia e…

A tu per tu, mentre nel cucinotto Flavia e l’architetto Marchettti, stappano pregiate bottiglie di vino. Lui, le fa:.

<Te la stai facendo tu o la caccia è libera?>

E si riferisce a Stefy.

Con Mamma e Papà, non ci sono segreti per Flavia. Lei con loro e loro con lei. Così può raccontare le cose proprio come stanno.

<Un po’ ci abbiam già dato dentro. Il resto dopo il pranzo con voi e stanotte. Domattina torna a casa.

<Ma sicuramente la rivedrai con me. Comunque Papà, stavolta hai visto bene… è bisex e ha anche  un marito. Presuppongo che non disdegni l’uccello>.
ma l’architetto, uomo pratico, va al sodo.

<Non è che vorrebbe cambiare lavoro e fare l’assistente di un architetto di fama?>.

<Papà, hai 55 anni e lei non ancora 30. A letto ha una tale carica che ne usciresti malconcio.>.

Io non sono vecchio!

<Comunque, ha occhi, con cui lancia sguardi che fanno venire la pelle d’oca. E irrigidiscono l’uccello.

Senza voler dire di quando ride…. La mia prostata è andata sotto pressione… E al tuo vecchio potresti anche dire, descrivegliela, ccome è nuda.>.

<Papà. Papà sei incorreggibile anche da vecchio>

<Io non sono vecchio… Faccio sempre calcoli a memoria>.

<Hai però stappato 6 bottiglie per 4 persone… Un po’ di rincoglionimento ce l’hai già anche tu>

<Colpa della figa che se fossi stato Papa, avrei santificato… Ti figuri, Cocca, che bello il rosario dedicato a Santa Figa! Secondo me sarebbero venuti fedeli dall’estero. Son proprio un Papa mancato.>

E tornano nella sala dove con argenti, pizzi e maioliche, Mamma Ines, ha apparecchiato per Flavia e la sua inaspettata ospite.

Ssono quasi le  due quando Flà e Stefy, un po’ brille per il vino, rientrano nella casa di Flavia.

Chiusa la porta, ritrovano quella pace, quell’intimità… che le spinge subito a un vibrante liinguainbocca.

Riempendo il proprio corpo di vibrazioni Flà non vede l’ora di succhiare l’amica.

Ormai conosce il marchingegno e, in tre mosse, finiscono sul pavimento camiciola e reggiseno di Stefania che si mette a protestare:

<cazzo! Io che avevo pensato di andare in terrazza in intimo a prendere un po’ di quel bel sole che c’è>.

<Figa! guarda che sulla mia terrazza puoi andare anche nuda. Nessuno ti vede. La più alta terrazza di quattro isolati. Io ci ho anche scopato. C’è stata poi una sera che con le Amiche abbiamo fatto una vera orgia. È bellissimo anche di notte!

<Se lodici tu!>

Lo slip non è riuscita a sfilarglielo

S’avventa su di Lei per spogliarla.

Il mucchietto di abiti sul pavimento diventa così: reggiseni uno, camicette due, leggings  uno. mutandina una, gonna una. Flà il reggiseno in casa non lo porta mai. Lo slip, Stefy non è riuscita a sfilarglieelo. Sta lì al ginocchio a far da pendant alla fica, meravigliosamente nuda.

Flà si appoggio alla parete e le branca le natiche. Ben strette le chiappe nelle mani la tira a sé. Stefy sospira un:.

<Che porca, insaziabile>

Le fiche si schiudono. S’inumidiscono. Sbavano

Apre, però le labbra alla lingua, già protesa per il linguinbocca. E si stringono forte. Stefy, si mette a compiere col bacino movimenti circolari. Sono più o meno alte uguali e. i loro pubi combaciano ai rispettivi Monti di Venere. Il movimento circolare del bacino di Stefania non fa che produrre un piacere che sta  allargandosi. Le fiche  si schiudono… S’inumidiscono. Sbavano… una sull’altra.

Non sarebbe finita lì, ora ,che s’è messo a palpitare anche il buco del culo.

Il campanello trilla

Senonché… il campanello trilla:

“Se è Mamma la riempio di insolenze.”.

Commenta tra  sé Flavia

La cugina Lucrezia

Innvece no. Suonano da sotto. Al citofono un bel volto di ragazza chiede di Stefania. È Lucrezia, cugina di Stefy… Ha pranzato con l’amante, ora è libera fino alle 19:00. Chiede di stare con loro a passare il pomeriggio.

L’espressione di Stefy… mi strizza l’occhio… Si spiega così:.

<È un po’ grezza nell’approccio, ma poi è una gran figa… e ci mette l’anima a fare la porca. Faremo poca fatica a convincerla a far la maiala anche con noi>.

Dieci minuti ed è lì.

È veramente una gran figa. Un bel paio di tette. Ma come culo. è Sicuramente più sensuale quello che Flavia fino a pochi minuti fa, stringeva con passione in pugno.

Lucrezia, è abbigliata in maniera grossolana. Micro gonna che lascia scoperte le lunghe gambe che sopra il ginocchio, diventano maliarde cosce, su cui sbizzarrire la lingua. prepararla al salto finale nella fica. Sopra la gonna si mostra un po’ di ventre nudo in cui troneggerebbe un carnoso ombelico, in cui,he Lei, in un momento di kitch sfrenato, ha fatto incastonare uno zircone dal colore dello smeraldo.

Un viso che si contiene in un bel ovale. Occhi color del cielo Una chioma a capelli lunghi color dell’oro. 23 i suoi anni. 19-20, quelli che le si potrebbero dare.

<Hai fatto strage di cuori, stamattina in Ateneo?>.

La cugina che non si fa mai i cazzi propri:

<Un paio di: ‘Sossmel che figa’ [N.d.A. Nel dialetto bolognese, correttamente sarebbe ‘Socc’mèl che figa’= a, ‘pofferbacco  che figa!’] poi sono stata sequestrata da Lola che mi ha trattenuto nel suo studio fino all’ora di pranzo.>.

<Quindi  nessun godino dalla tua Lola, stamane?>.

<Macché, era un via vai di gente quello studio… Per darci un bacio tranquillo abbiamo dovuto ricorrere alla toilette. Ma ci rifaremo stanotte. Mi ha detto di aver avuto le chiavi da un suo collega, di un appartamentino sui colli sopra Bologna.Indispensabile: Lola è molto rumorosa nello scopare. Mica si può andare in albergo. Appuntamento alle 19:00 al semaforo sotto le Due Torri… Tu hai trascorso una piacevole mattinata?>.

Flà  è un vulcano del’amore

<Grazie a lei, una cosa fantastica….. Come ti ho raccontato nel viaggio… Lei è un vulcano dell’amore. Mi ha piazzato un ditalino che non dimenticherò mai più…>.

E racconta ogni dettaglio compreso le sensazioni che ha provato.

L’emozione del ditalino

Lucrezia ascolta affascinata. Poi senza alcun panegirico:.

<A me non la faresti provare l’emozione di un tuo ditalino>.

<Con lei ero molto eccitata dal fatto che eravamo nude tutte e due>.

<Non credo  che non si pottrebbe esserlo anche io e te>.

Si sfila la ti-shirt mettendo a nudo il rigoglioso paio di tette.

<Le sfregheresti un po’contro le mie?>.

E aveva lasciato cadere l’accappatoio che aveva indossato per ricevere Lei.

Stefy, si libera anch’ella dell’accappatoio per essere partecipe.

È sempre lei a preoccuparsi di aprire il grande specchio.

Flà sale dietro a Lucrezia e non perde attimo del dolce ancheggiare del suo bel culo sotto il quale si mostra di tanto in tanto il bulbo della fica.

Lucrezia vuole spiegare perché sia senza mutande:

<Quando ci siamo baciate nella toilette dell’Alma Mater ce le siamo volute accarezzare e, sfilate le abbiamo riposte nella mia borsetta. Gliele restituirò stasera.>

Il dito indice s’insinua e l’esplora

Stefy è veramente una presenza preziosa. Prende in cura la cugina, leccandole tette e capezzoli fintanto che s’accorge che dalla crepa sul Monte di Venere, Lucrezia sta dimostrando di essere cotta a dovere.

Qui, entra in gioco Flavia. Mani sulle cosce di Lucrezia. La guarda dritta negli occhi e non riesce a trattenere un:

<Quanto sei bella…ragazza!>.

Lì dove i cazzi vanno normalmente a sborrare

Lei si sente già nel vortice del piacere. Allarga le cosce. Il dito indice di Flà s’insinua e l’esplora. Il primo brivido di piacere, si sfrombola lungo la colonna vertebrale. Un paio di dentro-fuori e Flà aggiunge altre due dita che svolgono il loro compito ritmicamente nel canale dell’amore: Giù…su… dentro… fuori… sempre più veloce.

Lucrezia riceve da questa masturbazione fremiti e brividi che non  la fanno più stare nella pelle. Sobbalza…scalcia… s’inarca. Geme… Sbuffa come una vaporiera:.

<Flà sto per venire. È una cosa veramente grande. Non fermarti. Per favore. Continua…  No, non smettere mai più!>.

Flà non ha nessuna intenzione di smettere. Anzi sta per scoccare il colpo che per Lucrezia renderà quel ditalino un momento indimenticabile.

La sua mano spinge con forza mani e dita in fondo al meato. Lì, dove i cazzi vengono normalmente a sborrare.

Lucrezia sospira ritmicamente e con affanno.

Un attimo di tregua i cui Flà spinge in profondità la propria lingua nella gola della partner. Mentre la mano ferma  l’entusiasmo delle tre dita che trovano divertentissimo scivolare su e giù per il canale dell’Amore di Lucrezia.

E Flà fa scattare l’impulso ale dita già nella figa, di ruotare su loro stesse.

Da Lucrezia grida di gioia sussurrate:.

<Dio, Tesoro… Vuoi proprio farmi impazzire!>

Vigliaccamente Flà, fa ruotare ancora una volta le dita nella figa.

Lucrezia sbiella. Stringe forte le cosce attorno alla mano che le sta dispensando tanto piacere e sobbalza.

Un po’ vigliaccamente, Flà, riprende il ‘su… giù… dentro… fuori’ facendolo seguire da un giro di dita. L’orgasmo si scatena fra le cosce di Lucrezia, facendole palpitare il buco del culo.. dando, contestualmente l’avvio a una copiosa sborrata:

<Madonna mia, Flà, ma cos’hai messo nelle dita?. Mi stai danndo un piacere incommensurabile. Credo che smetterò di sborrare, quando di me non resterà più nulla.>

Flà spinge la propria crudeltà fino in fondo. Dopo un’altra sequenza di su… giù… dentro e fuori… ancora una volta gira le proprie dita, in quella fradicia fica[AJN2] .

Baciami…  baciami … amore

Lucrezia s’accascia sfinita. Bal-bet-tando:.

<Baciami… Baciami…. Amore!>.

FLà Accoglie la sua richiesta e infila la lingua fra le sue labbra socchiuse. Lei pur se sfinita… trova piacevole corroborarsi. Succhiandole la lingua.

Dalla poltrona Frau, accanto al letto, su cui Stefy  si è  collocata per godersi la scena toccandosi. È stanca di restare fuori dal giro.

Le premure di Stefy

In pochi attimi è fra le cosce della cugina per contribuire alla sua rianimazione.

Dopo che Flà ha sfilato le proprie dita… Lo spacco sul Monte di Venere si accosta. Pressoché chiuso.

Stefy, con qualche colpetto in punta di lingua… riesce a scostare le grandi labra e a penetrare. La sua ricerca del clitoride inizia e si conclude con il suo spompinare il sensibile componente della figa. così simile  a un  cazzo in sedicesimo.

Lucrezia si riprende immediatamente, snocciolando una sequenza di lodi alla cugina che tanto si preoccupa del suo star bene.

Tosto le afferra la testa… tenendogliela ferma sulla figa per rinnovare l’orgasmo in lei.

Ogni lasciata è un’opportunità persa

Flà, che si era allontanata per andare a pisciare, vedendo questa scena s’invoglia anche Lei di ricevere il giusto godimento.

È la saggezza dell’età più matura a consigliarla a non intraprendere attività erotiche.

Pur conscia della verità insita nel detto : “ogni lasciata è un’opportunità persa”. Scende in cucina a preparare  un forte tea per tutte quante.

“Inutile correre appresso alle occasionali sirene, quando il fato ti ha messo a disposizione un’intera notte per recuperare un sogno che non avresti pensato mai di realizzare”.

Flà fa scendere le impenitenti fornicatrici e in grande allegria sorseggiano la calda bevanda.

Per trastullo si succhiano le dita, dopo che si sono stuzzicate reciprocamente le loro clitoridi

In tutto l’ambiente è presente e ben riconoscibile, quel buon odore di figa in attività.

In onore della buona bevanda orientale che le sta rifocillando, lo sorbiscono sedute, a gambe conserte sul grande tappeto Buchara che ricopre il pavimento della sala.

La bevanda le rigenera prontamente. Tra di loro ripartono quelle spontanee effusioni che si realizzano nelle amicizie particolari. Bacetti in ogni parte del corpo. Carezze sui punti erogeni . Ma, soprattutto, le dita, sempre alla ricerca di un orifizio da penetrare e condividerne il godimento.

Lucrezia lo condivide con la figa della cugina. Flà, in solitario. Scomponendo così gli interventi: il pollice della destra nel proprio buchetto del culo… indice e medio dell’altra mano, a fica e clitoride.

Gemiti e mugugni di piacere non tardano a far da corollario alla scena.

È A stefy che viene un’idea che accontenterebbe tutte simultaneamente: il trenino.

Nella versione per solo tre passeggere. Ovvero. La bocca nella figa dell’altra.

Flà si sdraia supina e, sulle sue labbra si appoggia, ben aperta e gocciolante, la figa di Stefy, che in posizione prona  và a slinguazzare figa, perineo e culo  a Lucrezia, supina di fianco a Flà.

Quale figura erotica è in leggero difetto. In quanto mancherebbe una passeggera per raccordare la prima bocca all’ultima fica. Ma per la comunione degli orgasmi è ben azzeccata.

La prima a venire a gusto è Flavia che di seguito al proprio grido:.

<Godo… Godo… Squir-tooooo.>

Lancia precise istruzioni alla sapiente lingua di Stefy perché mantenga alta la qualità dell’orgasmo che le sta donando:.

< Ecco. …Ci sono… Così… Sì… Così… Ancora… Dai… Di più. Di più!!>.

A seguire. L’epilogo. Con gemiti… gorgheggi

È poi la volta di Lucrezia che sborra di bestemmia in bestemmia.

Stefy, dal canto suo la mette in musica. Sarebbe che:

non appena il godimento  porta Stefy alla colata di sborra, Lei intona una romantica canzone francese. La sensualita’ di  quel sussurro cantato raddppia l’erotismo del momento. la lingua di flà, aumenta lo slinguettio. La colata si fa più copiosa.

Rossetto e creme di bellezza per portare Lucrezia dal bella all’affascinante

Niente paura. La vorace Flavia, ingoia tutto senza disperdere alcun che.

Se la vogliiam dire così, come lo racconterbbe un giornale:.

L’orgetta improvvisata si conclude con una doccia collettiva.

È l’occasione in cui Flà e Stefy s’impegnano ad occuparsi di Lucrezia. L’unica che ha, per la serata, un programma in cui essere avvenenti, ha un suo valore, sensuale e maliardo come non mai: crema idratante su tutto il corpo… crema decongestionante al Monte di Venere, figa e paraggi, compreso il buco del culo. Visto che il pomeriggio è stato coinvolgente per quelle zone… Trucco raffinato. Rossetto, non troppo marcato…  Così come per il profumo. Qualche goccia di essenza, ma di ottima qualità.

Con un certo anticipo Lucrezia raggiunge Lola, l’amante bolognese

Per non rischiare il ritardo, alle 18:30, Lucrezia, Ci bacia, ringrazia:

<Non avevo mai provato tante emozioni, in così poco tempo.>.

Se ne  va:.

Dopo che Lucrezia se n’è andata

Uscita Lucrezia, la casa, che fino a quel momento risuonava dei suoi gridolini… risatine… frasi sconce… gemiti e altre corbellerie, si presenta con un barlume di malinconia. Per rompere il silenzio che le sta avvolgendo esce Flà con tutta la banalità di una frase quasi dovuta in analoghe situazioni:

<Però, simpatica la cugina Lucrezia.>

<È stato solo un caso che non abbia dato il peggio di sé>

<Cioè?>

<Non  so perché ma quando si trova assieme ad altre porcelline… come definisce lei il mondo lsb… Rutta e scorreggia come una vera porca.>

Un bicchiere di Sauvignon per un futuro d’amore

Flà fa un passaggio nella cucinetta a bere un sorso di sauvignon dorato. Ne colma un bicchiere anche per Stefy.

Le serve per cambiare discorso. Non rincorrere quel che è stato, ma concentrarsi su quel che dovrà essere quella loro notte. Se una semplice notte di buon sesso tra amiche … o se una sorta di luna di miele con la prospettiva di una più intensa frequentazione.

Chissà che un sorso di questo vino possa contribuire a suscitare una notte di gagliardo amore.

I segnali che la volontà di andare oltre al sesso esclusivamente godereccio, ci sono.

Stefy accoglie con gioia la gentilezza dell’amica:.

<Mi fa tanto piacere questa tua cortesia… Mi dice che a me ci tieni e che vuoi condividere con me qualcaltra cosa. Fors’anche i sogni. Considero questo bicchiere di vino il trait d’union tra una scoppiettante introduzione a un appassionato finale in Amore.>

Non c’è nient’altro da dire.

Sono gia abbracciate. Si stanno stringendo con passione.

Tremando come una  foglia

L’orologio della torre dell’antico Municipio, batte, puntualmente, i suoi sette tocchi.

Questa è una favola, ma anche le favole hanno i loro momenti cruciali. Flà vuole che quel momento segni realmente l’inizio delle attività che si fanno per la conquista di un amore.

Ma è ancora poca cosa

Scioglie il lingua in bocca e inizia a ciucciare il collo dell’amica che non dice di no… soprattutto quando, Flà, in punta di lingua si inoltra nel padiglione auricolare.

Stefy l’accoglie tremando come una foglia. Per il piacere che si sta instaurando in Lei.

Ma è ancora poca cosa.

Mordicchiando i  capezzoli con libidine

Flà è ben determinata a dare e ricevere di più. Molto di più.

Scende con la lingua slinguando tutto il contorno delle rigogliose tette.

Stefy reagisce sbizzarrendosi nelle contorsioni che quel piacere le procura.

E Flà imperterrita, slingua con sentimento aureole e capezzoli, ormai più duri del marmo. Che lei può mordicchia con libidine.

Dall’ascella alla figa

Le ragazze stanno. fronteggiandosi in piedi, una in faccia alle smorfie estatiche dell’altra.

Flà ha già tutto in mente, quello che deve fare alla bella Stefy, per impossessarsi del suo cuore.

Intanto ha posto il volto sotto un’ascella di Lei, per ricaricarsi del suo odore più genuino che tanto stimola la propria libidine… Gliele bacia. Slingua la pelle ruvida dell’ascella, traendone quell’ardimento per il successivo balzo verso la figa. Che Stefy stessa l’ha avvertita che da un po’ sta palpitando:.

Te la leccherò da in piedi

<Me la leccherai da in piedi?>.

Domanda Stefy fra il curioso e il preoccupato.

<No. Mi calerò in ginocchio per rispetto a te e alla bella ficache porti fra  le cosce. Leccherò da sotto. qualche colpo di lingua andrà anche al perineo e al buco del culo. Vedrai ti piacerà>

Niente di più vero!

Flà si è in ginocchio, sotto le cosce divaricate dell’amica. Un bacio alla sommità del Monte di Venere. La fessura si schiude leggermente. Qualche goccia di umori varcano quel confine. Prontamente la punta della lingua di Flà le raccoglie.

La figa si apre, orgogliosa di mostrare le proprie sfumature di rosa.

Oltre le grandi labbra

Le mani di  Stefy prendono ad accarezzare il capo di Flà che spinge la lingua oltre le grandi labbra…. all’imboccatura del canale dell’amore.

Leccca… Lecca… E lecca…. Che lecca… Succhia. Rilecca.

Le stesse mani le tengono fermo il capo contro la figa che sta involando all’acme del piacere.

A Stefy le si ingrossa il respiro.

<Mmmhhhhh!>.

Mugugna, sempre più forte… Ogni due colpi di lingua.

La slinguata di Flà si fa sempre più rapida e pregnante… Ha la bocca incollata alle grandi labbra e si pasce del buon effluvio e sapore che quella figa spande:

<Ecco!>

È un grido unico. Seguito da un gemito liberatorio:

<Aaahhhhhhh!>

Con un borbottio segna il rilassamento finale:

<Ooohhhhhhh!>

Stefy viene beatamente a gusto.

Coprendola di baci

Flà si rimette in piedi per abbracciarla, coprendola di baci.

Tra le cosce, i residui della sborrata che ha lasciato colare.

Flà si ringinocchia per ripulirla con la bocca. Ingoierà tutto:

<Sei stata meravigliosa, Amore… Se posso… Avrei un piccolo desiderio?>

<Dimmi Tesoro…>.

<Ce n’è ancora di quel buon vino?>

Quel buon vino di prima

Flà si dirige in cucina

Stefy le è dietro 

Un brindisi con passaggio dell’inebriante nettare di bocca in bocca.

Un secondo brindisi con Stefy che accarezza la fica .di Flà.

Qualche coccola.

<Questo vino è afrodisiaco. Ti voglio!>.

<Qui?>

<O qui sul tavolo, o su, sul letto>.

<Facciamo bene sul mio lettone. È forse più comodo. E potremmo venire assieme in uno scatenato 69. Che ne dici?>

Stefy,  non può certo dire di no. Ora che le è tornata a pulsare sia la figa che il buco del culo. e Lei ha ben capito che ,il 69 che Flà prospetta è un insieme di azioni che si svolgono fra le natiche allargate e più precisamente fra il perineo e l’osso sacro. Coinvolgendo nel godimento il buco del culo che trasmetterà il piacere ce accumula alla figa che esulterà schizzando e sborrando.

Mano nella  mano raggiungono il letto che già le ha fatte sognare.

Il carnoso accesso al buchetto di Stefy è l’obiettivo del 69 che l’amica le ha già proposto al primo abbraccio. Le ha anche detto della sua abitudine e desiderio a star sotto. Che è per meglio interagire fra le natiche con la lingua.

<Adoro lambire in punta di lingua i bordi, tanto sensibili, di quell’orifizio…È il mio capolavoro.… Tu che non hai ancora avuto modo di provarlo ne sarai entusiasta[AJN3] .>

Sedute sul bordo del lettone

Flà e Stefy guardano con una certa soddisfazione le loro nudità riflesse nel grande specchio per dirsi … con la giusta dose di vanità:.

<Siamo poi una coppia di ‘belle Fighe’!>

Se lo  dicono assieme coralmente, prima. Poi vi aggiungono l’aria di una vecchia canzone e se la cantano, auttoeccitandosi.

A Stefy, sfugge una battuta complessa nella sua immediata comprensione.

<Peccato di essere già nude>.

Evviva il petting!

Stefy spiega l’ostico messaggio.

<Vedi Tesoro, confesso. Sono una fanatica del petting. Quella prassi che si usa per portare  la partner  …Al colmo dell’eccitazione, a gridare all’altra: <Prendimi! Sono già tua! Fai di me quello che vuoi” Una resa totale. Forse un atto di sottomissione. Più si dilungano i preliminari, più mi piace …ln tutto questo ci sta anche la spoliazione dell’amante, con l’eccitazione che prende le dita ad ogni bottone. Ad ogni zip o gancetto. La visione idilliaca sta nell’osservare il mucchietto di indumenti sul pavimento a cui sempre se ne aggiunge qualcuno. Tutto questo in una salsa di baci… carezze… piccoli palpeggiamenti. Alla ricerca di dove la partner nasconde i propri punti erogeni.su cui poi indirizzare brevi incursioni di lingua. >

Nel raccontare, Stefy si eccita. Flà guardando tra le divaricate cosce, nota cdhe… sotto la figa… sulla coperta rosa del letto … si sta ampliando una macchia di umido:.

“Mo’ Figa. stai già colando!”.

Flà, un po’, si sente in colpa per non essere stata lei a provocare quel piacere all’amica… che intanto, ha preso a raccontare l’ultima parte di un petting di successo.  Sicuramente a cui lei ha partecipato:

<Quello che del petting mi fa impazzire è la fase ultima. ovvero, l’uscita di scena dello slip…

Non mi piacciono quelle che se lo sfilano e ti pongono innanzi la loro figa, nuda e anelante. La mia simpatia va a quelle che scoprono il loro essere troiei e allargando per pochi attimi l’elastico dello slip, mostrano che lì una mano può infilarsi e raggiungere la meta. Lo fanno loro stesse, davanti a te. Così vedi… sempre coperte dalla stoffa dello slip … che se l’accarezzano e si penetrano. Quando si sfilano le dita è sempre successo che me le abbiano fatte leccare. Da lì il gioco continua nella sua pienezza>.

Flà che ha ascoltato. Sente quel racconto indirizzato a lei. Si alza. Sul pavimento c’è un paio di slip… Se li infila. Torna da Stefyi a figa coperta. Stefy si mette a ridere:.

<Non dicevo per te mia dolce fica. La tua la lecco sempre e comunque. Nuda o vestitta che tu sia.

La piacevolezza del ‘Figa al vento’

<Il mio è un discorso sulle abitudini generali. Ieri e oggi ho imparato quanto sia bello vivere a figa al vento. Peccato non poter andare così libere tra la gente. Se non avessi un marito che tarpa con decisione queste mie idee libertarie, avrei già fondato un movimento di protesta. Pensa Flà che bello, decine di migliaia di persone che sfilano per l’M .F.A. V. (Movimento per la Figa al Vento). Ti piace Flà?>.

<Mi piacciono le idee libertarie:
Mentre raccontavi ci ho pensato e mi sono convinta della oppressione degli idumenti sul genere umano. Sai Stefy, quanto sarebbero più vivibili le città. Le metropoli, se ogni lui vivesse col suo cazzo libero e, ogni Lei con la sua figa al vento. Sono convinta che ci sarebbero meno traffici occulti, più verità. Forse anche meno guerre.

<Se tu hai un marito che ti impedisce queste boccate di aria pura, posso sempre portarle avanti io, quale tua discepola e quando i sostenitori, saranno milioni, mi farò da parte e tu parlerai al mondo intero dal Palazzo di Vetro dell’ONU, con la figa al vento.

<Stasera cercheremo di dedicare il nostro stare figa al vento al nostro progetto>.

Stefy  è perplessa in quanto l’amica non le ha voluto dire come e dove… Ha comunque accettato di starci a seguire l’amica nella sua improbabile idea. La ragione di questa accondiscendenza è l’omelette ala cipolla che Flà ha promesso di cucinare, che diverrà la loro cena assieme a spicchi di parmigiano in quel contesto romantico assai.

A Bologna, quando l’estate arriva, il Sole picchia sodo.

La Città ha trascorso una con il sole che ha sparato i suoi raggi fin attorno alle 18:00 facendo del terrazzo di Flà una vera sauna. Con le ombre della sera, soggiornare in terrazza diviene accettabile. Flà ritiene che passarvi la notte dia origine a situazioni di grande sensualità. Predispone il tutto per cenarvi. Amoreggiarvi. Da quando cadrà la notte, sarà un turbinio di stelle.

Stefy ancora non sa le delizie che l’amica sta progettando per il suo piacere.

<Vado a preparare cena.- Comunica all’amica – Se vuoi sgrillettarti, puoi farlo tranquillamente sulle poltroncine… sono lavabili>

Le omelette fumano nei piatti, spargendo il loro appetitoso profumo. Il buon. Sauvignon, come aperitivo rinfresca le gole. Fa però emettere a Stefy un gridolino, quando Flà le passa sul collo la lingua, rinfrescata dal medesimo. Flà concluderà la preparazione della cena succhiando il mento di Stefy e palpandole una tetta, con piccolo morso finale a uno dei capezzoli. Il gridolino di Stefy, ne racconta tutta l’emozione.

E le stelle stanno a guardare

Sopra di loro il cielo, fitto di stelle, aggiunge erotismo a quella situazione.

È Stefy .che liberato un piede dal sandalo lo spinge fra le cosce di Flà per saggiare lo stato di qella figa sotto le stelle.

Tutta questa messinscena introduce il messaggio che Flà esprime per correggere l’impostazione con cui Stefy vuole connotare il progetto per la libertà di mostrare la figa al vento.

<Non deve limitarsi ad essere solo un progetto nazionale, – Ne è molto convinta Flà – Ma perché possa avere un futuro, deve avere un ambito mondiale, se non cosmico. Quello che io e te che siamo rispettivamente pensiero e azione del’Figa al vento project…. Dobbiamo essere noi, abituate a sostenere i comportamenti che il Figa al vento project presuppone di divulgare.>

Stefy non capisce immediatamente dove l’amica voglia parare. Forse anche non le interessa più come far progredire il Figa al Vento project. Visto che anch’Ella si fa sempre più complice dello sguardo libidinoso che gli occhi dell’Amica indirizzano ai suoi glutei.

La terrazza,illuminata esclusivamente dal riflesso del plenilunio, assieme alla punteggiatura sfavillante del cielo densamente stellato, stanno rendendo suggestiva l’immagine di Stefy, seduta su un lettuccio a cosce conserte che conclude la cena con un gelato di cioccolato affogato nel rhum della Martinica. Una ghiottoneria che fa sragionare Flà che sta sbavando al cospetto da quest’immagine, centrata nella fica aperta, da quel riflesso di luce, rimbalzato direttamente dal luminoso crescentone sopra di loro, a quella fica che sa emozionarla ogni volta che vi butta l’occhio.

Quello che Flà vorrebbe fare a Stefy è un suo articolato ragionamento su quel Projeet, sì e no, abbozzato a voce fra di loro.

Ma la timidezza che soggioga Flà da sempre, le fa articolare, quasi balbettando:

<Ti va il 69 che è ormai due giorni che ti prometto?>.

<Se è un aperitivo mi sdraio subito a cosce aperte>.

E cerca di indovinare cosa potrebbe venire dopo il primo tocco di lingua.

Flà le monta subito sopra.

Pollice in culo. Inizia tosta a lccarla, stimolata da quel buon odore di figa in fregola.

<Così non me la aspettavo. Questo non è un aperitivo. È una cosa seria>.

Commenta Lei doppo che tre delle dita di Flà l’hanno penetrata per scivolare nel canale dell’Amore.

Flà è una profonda conoscitrice della figa di Stefy. Ne conosce ogni angolo. Ogni meato. Dove la conoscenza unita alla dolcezza del proprio carattere ne fanno il miglior ditalino che Stefy abbia mai provato.

Con quei fremiti che sente scorrazzare proprio sul  suo basso ventre, Stefy abbandona ogni riferimento al loro progetto cosmico Non le interessa più. Ora, è unicamente concentrata a ricevere i benefici dal 69 che Flà và reclamizzando:. Con la certezza di poter dare godimento contemporaneamente a fica e buco del culo.

Stefy Non appena sente che l’Amica ha a preso a slinguettarle le cosce e amordicchiargliele, è tuttta un mugugno di piacere. Flà comprende che il ,69 è cosa importante per Stefy.

lei non può ,sbagliare… Per cui quell’approccio fra le cosce. Fatto di slinguate e tenui morsi, ha più a che fare con una travolgente leccata di fica che con il suo elegante 69 onnicomprensivo.

A Flà questo aspetto dell’approccio è sfuggito. Recupera immediatamente, girando su sé stessa, atterrando con la figa sulla, slinguetttando in tutta velocità, la pronunciata clitoride di Flà che così incamera il primo stimolo per squirtare sul volto di Stefy. Lei, poi, restituisce  bocca dell’Amica.

Stefy esprime tutto il suo gradimento a Flà la medesima emozione, schizzi ccompresi.

Lo scroscio d’acqua

Da quel momento, con le lingue che leccano a pieno ritmo, ognuna di loro per tre volte sente il bisogno di squirtare.

Dalla collina un refolo d’aria giunge su quel terrazzo per dare un po’ di sollievo alle epidermidi sudate di Flà e Stefy che imperterrite continuano a scambiarsi colpi di lingua alle reciproche fighe. In loro il piacere sta crescendo.

Il volo di dozzine di farfalle

Sembra che alcune dozzine di farfalle si sino alzate in volo all’interno dei loro ventri e sembra proprio che quel leggero piacere che sta avendo ragione delle loro emozioni non sia frutto dello slinguio ma del delicato sbatter d’ali. Ragion per cui si concedono un break. È un buon chinotto a ridare frescura alla bocca. È una fredda doccia, presa lì, sulla terrazza, in quella postazione artigianale, montata dal papà di Flà.

È sotto lo srcoscio d’acqua di questa doccia che Flà istruisce Syefy sul gran finale del ,suo special.69. concludendo la sua descrizione con:.

<È un erotismo che da quado l’ho pensato l’ho fatto provare solo ad altre due Amiche. Giusto per affinarlo.>.

Alza la potenza dello scroscio che fa un piacevole massaggio ai loro corpi ormai  rinfrescati.

Un linguainbocca perché proprio ci sta bene.

Un po’ senza parlare.

E Flavia riprende la spiegazione sull’ingenerosa divulgazione del suo Special 69.

<Tu saresti la terza per meriti, al momento inconfessabili… Poi, figurati se mi metto a leccare il buco del culo a tutte quelle che me la danno>.

Flà illustra a Stefy come ha intenzione di farle sborrare la figa leccandole il buco del culo

Stefy ne è entusiasta:.

<Non vedo l’ora di averti tra le chiappe>.

Sicura di farle piacere, la spinge contro la parete.

Flà comprende il messaggio insito nella mossa e allarga le cosce. Si rilassa. Spalanca la figa.

Stefy la lecca con passione fintanto che nella propria bocca non arriva il primo schizo di densa sborra che Stefy ciucccerà fino all’ultima goccia.

Flà è giunta all’acme del piacere senza un gemito. solo le mani a cui tenere allineata la bocca di Stefy alla propria fica.

Ora.so no abbracciate. È il momento che le fighe placano il loro entusiasmo. Sfregandosi l’una contro l’altra. Quale gesto d’affetto. Con l’ultimo bacio, Stefania trasferisce alla lingua di Flà l’ultimo schizzo della propria sborratura:.

<Questa l’ho serbata per te, Amore>.

A Flà è l’ultima parola della frase dell’amica che l’ha colpita. Quell’Amore pronunciato, così, tutto solo senza dar modo di dargli un peso. Un valore.

Ragiona tra sé. Flà:.

“Ora le traffico il culo fino a sfinirla. La cocccolo e tra le dolci coccole, ci infilo pure che voglio sapere il valore che debbo attribuire a quella parola”.

Una mano tra le dolci colline del culo di Stefy. Il dito saggia quel morbido batufolo che cela il suo buco del culo. lei emette un profondo sospiro di gradimento.

Sul lettuccio, pronto  ad accoglierle, Stefania esegue pedissequamente le istruzioni datele dall’Amica: gambe divaricate e volte all’indietro. Il bacino, leggeermente tirato sù

Il buco del culo in primo piano. Aspetta anelante la magica lingua di Flà … che non tarda ad arrivare più baldanzosa di sempre…  Le monta sopra.

Non è difficile immaginare la carica di libidine che scatta in lei, quando si trova di fronte non un  foro come vox populi lo ha battezzato: buco del culo, ma un batufolo che anela, protruso… in attesa delle mosse che lo facciano godere.

Flavia non si fa attendere.

Memore dell’affezione che Stefania le ha confessato… Cioè, di essere fans del petting. Tutta la dolcezza di Flavia ,si manifesta nei giochi di lingua alla figa con cui fa precedere l’inizio del suo, special 69.

È la punta della lingua di Flà a convincere lafessura della figa di Stefania ad aprirsi quel tanto per consentire alle due dita da ditalino, di penetrarla. Scopacchhiarla. Giusto per introdurla al piacere che da lì in poi, crescerà in lei.

Bologna una città che tira sempre a far mattino

Dalla strada sottostante gli allegri rumori di una   Città che vuol tirare a tardi.

Sopra di loro… il firmamento stellato che ad ogni dentro e fuori delle dita nel canale dell’Amore… qualcuno provvede a far brillare una stella in più nel loro spicchio di firmamento.

La Torre di Palazzo batte il primo dei 12 tocchi della mezzanotte quando la lingua di  Flà si accinge a dare la prima slinguata all’osso sacro di Stefy.

Questo contatto produce il tremito di tutto il suo corpo e un mutamento radicale di tutta la situazione.

Mugugni. Sospiri affannati. Un sussurro che a Flà fa breccia nel cuore:.

<Sei proprio un Tesoro… Amore mio!>.

A tale dichiarazione, Flà scatena la libidine che ha accumulato interagendo non più su un buco del culo che si presenta come un cicciolo di morbide carni  protuse, ma, dilatandosi, mostra tutta la sensualità di uno struggente buco del culo. Ben disposto al godimento e a farsi amare.

Su quell’apertura Flà riversa tutta la sua fantasia erotica che con il sussurro di pocanzi, Stefania le ha stimolato.

La punta della sua lingua, compie alcune volte il giro completo  di quest’apertura, lambendone i bordi.

Le mani di Stefy sono contratte nello stringere spasmodicamente la coperta sotto di lei.

Flà, comunque, non ha esaurito tutte le sue cartucce e ora sta accanendosi su quel buco facendo della lingua l’uso di un cazzo… La incula, dopo averci sputato dentro.

Stefy fatica assai, a reggere quel confronto erotico. Come è di prassi in ogni 69 che si rispetti … anche Stefy ha la lingua posizionata  sulla figa di Flà. Ha solo il problema che sta ricevendo una tale quantità di emozioni che la rendono inerte… Lei e la sua agile lingua sembrano intenzionate solo a ricevere strali erotici da quel putiferio che ora sta interagendo nel suo culo con la lingua contemporaneamente alle dita che stanno scopandole la figa.

Il quadro d’insieme presenta l’immagine di Stefy con il volto accasciato sul ventre di Flà chiede un break all’Amica. Mentre questa ancora slingua all’impazzata il di Lei buco del culo che la sta veramente entusiasmando.

Si fermerà soltanto all’altasonante dichiarazione di Stefy:.

<Vengooooo… Amoreee miooooo… Da adessooo è tuttta sborraaaaa !!!>

Sulla coperta rosa, sotto la fica di Stefy si allarga sempre più la macchia con la sborrata di Stefania che reclama la dovuta razione di baci e coccole.

L’aria s’è fatta più fresca e umida. Molte delle stelle del nostro piccolo firmamento o si sono spente o sono scomparse. In lontananza si fa sentire il brontolio del tuono.

Una grossa goccia sulla schiena riempie Flà di freddo. Il che le fa dire a Stefy, sempre immobile sotto di Lei:.

<Coccole e bacetti, possiamo sempre farcele sotto le coperte del mio lettone.>

Abbastanza in fretta si tolgono dal terrazzo[AJN4] 

Ma stai già sborrando

Il temporale che si scatena prende il via un attimo dopo che hanno già messo al coperto i loro corpi nudi. Il tepore delle coperte le riscalda e ci facendole apprezzare la loro fulminea ritirata.

Il temporale si  manifesta intenso e rumoroso. Scrosci  di pioggia si riversano sulla terrazza. Saette  ne illuminano il  cielo. Il tuono, come è giusto  che sia, turba gli animi. Certo non quello di Fla che serenamente  ha ripreso a leccare il buco del culo di Stefy.. La  cui figa, provvede ,a trasormarne il  piacere in shizzi di sborra.

Sttefy, continua, inerte, a crogiolarsi nel proprio Nirvana.

Flà pare che non voglia più abbandonare quel moto perpetuo fatto di dentro.. fuori della propria lingua dal buco del culo della sua partner.

Senonché, la sua partner desidera abbandonare quella valle di godimento per rifugiarsi in più tranquillo sonno rigeneratore. Prima però:.

<Voglio dirti qualcosa che solo in un momento di grande serenità come questo riesco a dire>.

Flà abbandona di deliziare con la bocca, l’orifizio anale si mette a sbaciucchiare ventre ed ombelico di Stefy. po le giunge, in un sussurro l’atteso commento. Che, quasi sicuramente riguarderà i loro ipotetici sentimenti dopo la verifica con la realtà

quel bailamme, fatto di temporali, omelette, colpi di lingua, quello di cui ci accorgiamo di sentirne la mancanza è Il Ditalino condiviso… io, tre dita nella  figa a te …tu, tre dita nella figa a me. Lingua che succhia la lingua dell’altra. Movimento, dentro fuori, sempre più veloce…:.

Giro per tre volte le dita. In alternativa… “Spingo forte la mano contro il Monte di Venere”… Si conclude con:.

<Credo che dopo la cretinata di aver continuato a ricercare il grande Amore lesbico, dopo il mio matrimonio etero… che oltretutto funziona egregiamente… La verifica di quanta verità poteva esserci negli scambi di passione che ci siamo fatte virtualmente a distanza di centinaia di kilometri, ha funzionato. Non so cosa potrà succedere ora, ma quello che mi mancava, sei tu. e adesso te lo posso dire. Io, Flavia, ti amo e non voglio che finisca, né domattina, con la mia dipartita… né sulla chat, nel virtuale… né a letto. Dove sei campiona di godimento. Se mi dici che può essere così anche per te… Non ne parliamo più. Cerchiamo solo di vederci e stare assieme il più possibile, clandestinamente da amanti.>.

Aspetttavo trepidante qualcosa del genere da te. Forse tu hai detto qualcosa  di più che sottoscrivo subito. Sì, voglio essere la tua amante. e per adesso non ne parliamo più. Ti chiedo  solo di  stemperare la mia felicità tra le tue braccia tenendomi a dormire abbracciata a te>.

un prolungato succhiarsi di lingue suggeella il loro intendimento. Ffffffflà nota che dalla fica di Stefy, chizzano nuovi spruzzi di sborra.

<Dio… ma hai ripreso a sborrare!>.

Tutte e due interpretano quest’emmissione a un presagio positivo al loro futuro di amanti.

<Ferma … non fare nulla! …. Ti ripulisco io con la lingua!>.

Lucrezia sarebbe passata a caricare Stefania alle 7. Così avrebbero compiuto il viaggio col fresco. Le due neo-amanti avevano un po’ di cose da sbrigare. Tra cui.

Arzigogolare tra le grandi labbra di Stefy

La Città è già in movimento, quando Flavia e Stefania ricevono sul volto il raggio del Sole che dice loro che la Città sta svegliandosi. Sono ancora abbracciate e hanno la vescica piena di piscia come ogni mattina. Sono meravigliosamente nude e stanno andando a passo veloce al bagno.

Una sul bidet, Flavia sul water, liberano il loro corpo dalle scorie del giorno precedente. Flavia insiste e strappa all’amica il consenso di sciacquargliela con un adguato detergente.

Le dita di Flà arzigogolano tra le grandi labbra. Stefy da segno di gradire quel lavaggio

Le piace proprio.

Flà Le dice, allora, che stando così abbracciate tutta la notte, in tutte e due il sudore si fa sentire come odore

Un capezzolo nella Figa

La convince così a passare con Lei sotto la doccia. Acqua tiepida a pressione sostenuta. L’approccio è delizioso. Si sfregano un po le tette tra dei loro stringendosi forte. Flà sente che i capezzoli di Stefania si sono allungati. Ora sono divenuti rigidi  e duri. L’idea che le balena è di sentirne l’effetto se infilati tra le grandi labbra. Stefy è d’accordo per l’esperimento.
si china portandosi all’altezza della figa dell’amica. Gestendo la poppa come fosse un vibratore, mette il capezzolo contro la clitoride di Flà. Spinge.

L’effetto non è eclatante per i raffinati sensi delle due nuove amanti e 

l’esperimento è sospeso.

Che iil godimento non sia mai finito

A Flà, comunque è tornata voglia di godere con l’amica:.

<Tu ora te ne andrai con quella troia di tua cugina. Magari, per ringraziarla del passaggio, troverai anche modo di spompinarle la clitoride. Non sono questi gli aspetti che mi interessano. Vorrei, però sapere tra quanto potrò riavere la gioia di succhiare la tua fica che sborra?>

<Da quanto mi ha detto Lei. Già lunedì dovrebbe essere qui per la prima lezione>.

Il ditalino dell’arrivederci

<Pensi che tutte queste fughe andranno bene al tuo Lui?>.

<A questo non ho ancora pensato, ma vedrai che la prossima volta saprò darti risposte concrete.>.

Piuttosto… Abbiamo ancora un’ora da stare assieme. Se condividessimo un buon ditalino…  Il distacco si sopporterebbe meglio. Ti và di riprendere quest’argomento?>

Stefania ha veramente un passione per il piacere  con le dita di FLà. Si asciuga in fretta e furia per essere prima di Lei sul letto… occhi semichiusi… espressione sognante… cosce divaricate. Delicatamente se la sta già toccando.

Flà, forse perché percepisce che quello sarà l’ultimo momento erotico di quell’imprevista visita, si esprime in maniera anomala per il suo stile erotico. È quasi un tuffo, quello con cui plana sulla figa che Stefy sta trastullando con l’indice.

Già ben aperta e bagnata, bgradisce la furia erotic dell’amante. Flà indugia su di Lei nello slinguettare, fra le contrazioni che tutto il suo corpo di Stefy subisce .da quell’irruente approccio. Con il suo slinguettare, Flà incamera quel buon sapore di Stefy che per qualche giorno non potrà sentire. A Lei, Stefy, mancheranno le evoluzioni della lingua di Flà sulla propria clitoride. Che le trasmette tutte le connesse piacevolezze.

Qui, Stefy rammenta alla propria dispensatrice di piacere:il ditalino!

il[AJN5]  ditalino!

Un attimo.

Flà abbandona ogni altra pratica e… dopo essersi leccata le tre dita che impegnerà nel trastullo. Procede.

Stefy è completamente rilassata nella dolce attesa

Flà ne percepisce tutto il desiderio e si scatena.

La sua mano si infila tra le cosce e prende ad accarezzare il Monte di Venere.

Entrate in quel tempio, le dita si lasciano scivolare nel canale dell’amore.

Stefy gode a tutto spiano, ringraziando ad alta voce l’Amica. Sempre più intenzionata a darle un orgasmo di grande intensità.

Le dita salgono e sprofondano a velocità sostenuta… mettendosi poi a ruotare su se stesse, sprigionando il massimo del godimento. Si agita e scalcia la bella Stefy finché l’orgasmo non la cattura completamente.

<Ci soonooo. Divina… Sublime… Fantastica creatura!… Soonooo tuuaaa! Prendimi! consumami! Tua. Tua. Tua! Fammi impazzireee!>

S’accascia sborrando.

Flà è con la bocca su quel vulcano che è la sua figa a succhiargliela.

Le sue dita… ne coccolano il seno.

Il bacio finale è passione pura.

………………………………………………………….

………………………………………………………….

Non sono trascorsi dieci minuti dal culmine del Sacro Ditalino di Flà che Lucrezia è lì.

Stefy si è appena ripresa dall’orgasmo. E si  è lasciata riabbigliare da Flà: leggings, una t-shirt ma niente intimo.

Tre scaramantici giri di baci… Poi se ne vanno…

Stefy, poi vuole che come sua immagine, resti negli occhi di Flà, quella della propria figa:.

<A lunedì, Tesoro. Ti voglio tanto bene.>

Nella cabina le cui porte stanno per chiudersi, Stefy sarà l’ultima a scomparire. Prima che succeda… ha il tempo di mostrare a Flà che resta, la propria figa, nuda e vera.

Finale da favola

e… vissero tutte da porca,  felici e contente


 [AJN1]Fine pg 1

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