Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Una giornata al mare con Genni & C.

Dalle pagine dell’8 luglio 2022 nel Diario Intimo di Flavia

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©La FlaviaMarchetti 2022

Eravamo già al secondo ditalino virtuale. Genni mi racconta dettagliatamente la varietà di gemiti… incitamenti che Lei aveva gridato quando si era accorta dell’intensità dell’orgasmo che stava calando sulla sua vogliosa figa.
Non è da meno la mia che sta replicando lo stesso godimento con abbondanza di squirti e la colata finale di sborra che prima di lasciarsi andare giù per le cosce lambisce e si fa apprezzare dal buco del culo.
È un piacere immane quello che mi sconvolge. Il desiderio di stringermi forte al corpo di questa femmina tanto trasgressiva. Di farmi leccare ogni angolo del corpo dalle sapienti lingue di lei e delle sue porche frequentazioni di cui si vanta e di cui mi racconta ogni particolare.

<BASTA A FAR LE TROIE VIRTUALMENTE… CON TE VOGLIO ESSERE TROIA SUL MATERASSO… VOGLIO IL PROFUMO DELLA TUA FIGA FINO IN FONDO ALLA MIA GOLA>

Tutto questo glielo urlo in chat scrivendolo tutto in maiuscolo. Pur se so che il mio grido di amore difficilmente verrà raccolto.
Genni vive a Napoli, io a Bologna. La strada è lunga assai.
Non mi faccio illusioni ma glielo scrivo lo stesso. E comincio ad immaginare quante belle figate potremmo combinare, se potessimo essere assieme qualche giorno.
Oltretutto, la mia Lei sarà nella casa dei suoi genitori a Canazei per una settimana e io potrei utilizzare la casa di mamma a Cervia e farmi una figosa vacanza con Genni che mi allieterebbe dal buco del culo alla clitoride.
Non credo di aver qualche speranza. Per non subire inutili delusioni sto qualche giorno lontano dalla chat. Poi stamane non so più tener botta. Ho voglia di sentire la risposta di Genni. Sperando di trovare l’appiglio per metterla sul consolatorio e tirar su uno di quei meravigliosi ditalini virtuali di cui lei è maestra nel simulare la realtà.
Chissà per quale congiunzione astrale l’Olimpo stamani è benevolo con me. La chat mi si apre subito con un dolce sorriso di Genni. L’immagine nuda del suo corpo. Lo strepitoso suo seno, così ben guarnito dalle aureole con i sensuali capezzoli sempre eccitati. Sfiziosa, la superba fica mi sorride…. E si nota che è umida:

<Il tuo invito, Tesoro, casca proprio nel giorno giusto. Debbo essere a Ferrara per lavoro tra due giorni. Salgo in auto così, parla bisogna posso prolungare. Vedrai che un paio di notti riuscirò a passarle con la tua lingua. Solo un problemino. Avrei con me Sonia, la mia nuova assistente. Ben porca anche lei. che sarà con il suo ganzo. Riusciamo ad alloggiarli da qualche parte?>.
<Who!>.

Non mi resta che esultare e organizzare l’evento.
Mi sono alzata alla buonora. Subito le rispondo che, visto il loro viaggiare in auto, li accoglierei nella casa di Cervia, dove posso disporre di due appartamenti con vista mare.
Il riscontro è immediato e entusiastico:
<Bene! Domani alle 11:00 saremo a Cervia. Sarai nostra ospite a pranzo>.
Appuntamento al Bagno Anita.
A Cervia ci sono arrivata ieri sera e la notte l’ho passata in terrazza cercando di dormire con il plenilunio.
Ma il pensiero che questa notte avrei dormito tra le poppe di Genni mi ha tenuta a contare le stelle.
E le falangi della mano destra mi hanno tanto aiutato a far venire mattina: agili nella loro impudicizia…
Un po sulla clitoride… In tre nel canale dell’amore… mi hanno regalato ben 5 orgasmi.

Sono solo le 10 e sono già in spasmodica attesa al Bagno Anita.
Ore 11:00… Sento mani che mi accarezzano i capelli. Sento labbra che, da dietro, mi baciano il collo. Fremiti. Un brivido.
Trattengo tutte le effusioni che spontaneamente esploderebbero in me. Mi limito a guardarla dritta negli occhi:

<Vieni con me così mi aiuti a cambiarmi il costume.>

<Volentieri! Vedo che dall’ultima volta hai messo su qualche chilo. So come aiutarti.>

Mi segue. È così che noto che non è sola. Che con lei c’è la sua assistente con il suo ganzo. Che sarebbe meglio dire, ganza. Visto che porta una terza di reggiseno.
Ma lì, per verificare, bisognerebbe calare la parte due del costume. Col senno di poi non posso che affermare che è un ganzo, oltretutto ben fornito.
Ma questo lo scopriremo assieme da narratrice a lettrice.

Nello spogliatoio, invece, le cose vanno come devono andare. Chiusa la porta dietro di me mi ritrovo innanzi Genny già nuda. Le sue floride tette. I capezzoli eccitati. La fica che fino ad oggi conosco solo per fotografia.
L’entusiasmo è grande! L’abbraccio è conseguente, il lingua in bocca, doveroso
La sua mano vola fra le mie cosce. Due delle mie dita penetrano la sua fica. Dentro-fuori… dentro-fuori prendo a scoparla. Quando giro la mano, aggiungo il terzo dito.
Genny, comincia a godere. Un suo grido echeggia per tutto lo spogliatoio: il suo pollice viola il mio buco del culo. Un sostanzioso grugnito fuoriesce dalla mia bocca. Lei si inginocchia per piantarmi la punta della lingua fra le grandi labbra. Io le accarezzo i capelli. Lei si aggrappa con le dita alle chiappe graffiandomele.
Con pacata inesorabilità un copioso orgasmo mi possiede. Questa volta con tutti i benefici della realtà.
Usciamo da quel bugigattolo che abbiamo il volto ben colorito. Tutti potrebbero capire che ci siamo rintanate lì per scopare fra femmine.
Cosa che ci può fare solo ridere a crepapelle…
Torniamo dove abbiamo lasciato la coppia che ha accompagnato Genni. Il tavolo nel ristorantino è apparecchiato. Il vinello è fresco e saporito. Possiamo accomodarci a tavola.
Un pasto che ci coinvolge per diversi indirizzi: gastronomicamente… convivialmente… eroticamente.
Sonia racconta il suo menage con la ganza che l’accompagna, ben ricco di spunti per riempire un’antologia di racconti hard-core. Per sancire che tutto quanto racconta è realtà prende la mia mano per portarla oltre l’elastico dello slip, di quella schiantosa taglia tre di reggiseno.
Lì alberga un uccello che al semplice tocco si erige in tutti i suoi 23 centimetri.
Genni sghignazza e con espressione da donna saggia, quale la ritengo:
<Con lui, magari, si fa qualche ragionamento stasera a cena>
Interviene Sonia, sua compagna:
<Non per essere guastafeste, ma dove può godere lui, debbo abbeverarmi anch’io>

Terminato il pranzo gli faccio vedere dove passeremo la notte.
<Qui, sotto le stelle, passeremo la prima notte io e te. Amore>
Confido a Genni, mostrando la bella terrazza sul mare.
Ai suoi accompagnatori faccio vedere la stanza a loro destinata. Loro si ritirano.
Con Genni resto in quella bramata intimità che per mesi abbiamo auspicato nei post delle nostre chat.
In un momento siamo senza nulla di che addosso… Abbracciate. Intente ad esplorare l’eccitato corpo dell’altra. Genny va subito laddove la libidine la porta.
Sento una sua mano tra le chiappe… le dita che titillano il buco del culo… due che tentano di penetrarlo.
Siamo in piedi. Abbracciate. Le sorrido. Mi piego innanzi. Allargo le gambe. divarico le cosce. Le natiche si discostano… il buco del culo in tutta la sua magnificenza le si fa innanzi:
<È tuo. Amore! Fammi godere.>
So quanto la carichi di libidine quel piccolo anfratto del corpo femminile.
Dentro-fuori… dentro-fuori. Spinge con la mano e gira le dita.
Il godimento non è un’impressione. Fremiti. Brividi. Milioni di farfalle svolazzano fra lo stomaco e il mio ventre. La figa prende a zampillare. La tampono con due delle mie dita. I miei gemiti sono a squarcia gola.
Genni è delicatissima. Mi porta all’orgasmo assecondando ogni mio irrigidimento. Sobbalzo. Contrazione.
Unica concessione alla propria eccitazione… un morso sulla spalla destra che lascia il segno dei denti, quanto già sto ridiscendendo dall’acme dell’orgasmo.

Dovresti provarmi con lo strap-on>

<Quello mai. Sai che detesto il cazzo artificiale!>

<Se ti piace la carne viva, non è male neppure Michele, il trans, ganzo di Sonia.>

<Ecco, quello, visto che l’ho toccato con mano potrebbe andarmi bene>

<Ora staranno dandoci dentro come ricci assatanati. Ma appena ricompaiono gli chiedo se stasera ce lo mette a disposizione. Comincio anch’io a sentirne il bisogno.>

Dal molo che vediamo innanzi a noi, un volo di gabbiani si alza.

E mi tuffo fra le sue braccia lasciandomi coccolare. Lei mi fa leccare le dita che mi hanno dato tanto piacere.
Genni invoca… il fato l’ascolta… l’esaudisce!
Sonia e Michele entrano in quel momento In terrazza.
Io e Genni siamo ancora affaccendate a gestire gli strascichi della bella inculata che mi sono pappata.
Sonia:
<Se avessimo saputo le vostre intenzioni, saremmo venuti anche noi a trombare qui alla luce del sole con vista mare. Deve essere stato delizioso!>.
<Fantastico! – precisaGenni – Un volo di gabbiani si è alzato quando lei ha cominciato a gridare “Sfondami” e ha preso a godere davvero. Sembrava un patto tra le forze della natura e il suo buco del culo.>
Presa dall’entusiasmo Genni mi morde una chiappa e assesta un ultimo grappolo di pennellate di lingua alla mia figa… Questa risponde con un preciso schizzo nella sua bocca.
Tutto ciò fa sì che l’eccitazione dilaghi tra di noi: Sonia si denuda. Si appoggia alla ringhiera scuotendo maliziosamente il culo. Michele ha calato il costume da bagno e si palleggia tra le mani il poderoso uccello per portarlo subito all’erezione. Genni non ha sciupato l’occasione per porsi tra le gambe di Sonia. Sta già leccandogliela da sotto in su. Sonia dimostra di gradire l’improvvisata intrusione.
È sempre l’eccitazione ad unirci in un unico insieme, dove le singole lingue diventano l’anello di congiunzione con le fiche della nostra catena godereccia.
Così, il drone della marina militare che da un po’ volteggia nel cielo, potrebbe carpire l’immagine che sulla terrazza del civico 23 della via Piave di Cervia, alle ore 15:00 di venerdì 8 luglio 2022 può notarsi… sdraiati sul piancito… Genni, prona, con il volto fra le mie cosce. Io, supina, con sulla bocca la fica di Sonia che, prona, sta spompinando l’uccello di Michele. Lui, supino, quadra la coreografia con la bocca sotto la fica di Genni.
Un’allegoria che sicuramente farebbe colpo sugli addetti al volo di quel ricognitore.
Il godimento piomba addosso. ad ognuna di noi, secondo il proprio temperamento: Genni lo personalizza aggiungendo alcuni sgrillettamenti.
Io, gioiosa di ricevere tanto dalla bocca di Genni, mi limito a gemere.
Sonia trova sublime la tripletta di fondate di lingua che le ho praticato nel buco del culo e urla a squarciagola:
<Divina!>
Inghiottendo contemporaneamente due schizzate di sborra dall’uccello di Michele.
Lui, da quella bocca estrarrà un cazzo moscio… ridotto ai minimi termini.
Io e Genni ci guardiamo sconsolate:
“Avevamo sperato di goderci, tra le crespe dei nostri buchi del culo, il mirabile cazzo di quel gagliardo trans.”
Comunque, non gli portiamo rancore.
Lo prendiamo tra noi due per tante coccole.
Mentre la Genni lo fa contorcere di piacere, leccandogli dallo scroto al buco del culo, io le lecco le floride tette che si è fatta installare.
Il gradimento è altissimo. In breve, il priapo riacquista la naturale erezione che lui, con grande atto d’amore, va a donare alla sua Sonia.
Con Genny non possiamo che essere sconsolate. Ci allontaniamo dai due che con grande passione stanno chiavandosi in piedi, appoggiati alla balaustra. Gli sguardi sognanti rivolti al mare.
Sarà il lettuccio che provvidenzialmente ho aperto sulla terrazza, a restituirci il buon umore, grazie a un 69 molto partecipato che andiamo ad improvvisare.

Aveva proprio ragione il piacere che è in me a spronarmi perché incontrassi Genni. La sua lingua ne sa una più diavolo. È capace di farsi sentire contemporaneamente in due posti diversi: fica e buco del culo. Sempre in movimento ad altissima velocità: una mitraglietta per il godimento.
Stando sotto potevo notare le palpitazioni del suo buco del culo. Inequivocabile segnale che pure lei sta vivendo intense emozioni dal mio lento inesorabile sgrillettamento che effettuo sulla sua clitoride.
Un grido. Un leggero morso a una mia coscia… con un copioso schizzo, copre interamente il mio volto con i suoi odorosi umori.
È venuta!
Lascio svanire l’orgasmo che sta centrifugandomi… Mi giro. Mi attacco alla sua bocca per il bacio-premio che spetta ad ognuna quando porta la partner all’acme del godimento.
Lingue in bocca. Scambio di saliva. Mix di sapori. Coccole. Frasi da innamorati.
Stiamo proprio bene. Ci rilassiamo. Ci addormentiamo abbracciate.
Quando ci risvegliamo, sopra di noi il cielo rigurgita di stelle. La costellazione di Andromeda è proprio lì a guardarci
Ancora una stretta tra di noi. Una bella risata, non possono che chiudere al meglio, il break che ci siamo concesse
Non troppo distante da noi… il tavolo imbandito ci accoglie per la cena, che Sonia e Michele hanno procurato dal ristorante sotto casa.
Sensi appagati, buon cibo e fresco vino ci regalano una serata deliziosa in cui ci si ritrova pure a cantare tra baci e abbracci che sempre più si trasformano in richiami erotici.
È Genni che trova lo spunto per chiedere a Michele quanto sta a cuore a me e lei.
Questo succede quando vediamo che Sonia, eccitata dai versi di una canzone del passato: “… che hai sulla pelle… che hai sull’uccello”… Lei la sa così …! Punta con libidinose occhiate il cazzo di Michele che si sta ingrossando:
<E no, Cari. Credo che pure io e Flà abbiamo diritto al piatto forte della giornata…>
E tanto perché si capisca di cosa si parla, si china ad angolo retto sulla balaustra, scuotendo eroticamente il boffice. Perché poi, si capisca che non è solo un desiderio suo personale… Ripeto la sua performance, affiancandomi a Lei.
Sonia per non rimanere esclusa dal giro, si immette tra noi vogliose dell’inculata, ripetendo mossa su mossa, lo sventagliamento del culo.
Michele si gratta la testa. Dall’inturgidimento del proprio seno e uccello, capiamo che la proposta l’ha inorgoglito.

L’urlo con cui Genni accoglie la penetrazione è un ruggito da leonessa in amore. A cui segue… Sempre urlata… La descrizione di quel che si prova quando il cazzo è tutto dentro e i testicoli sbattono ad ogni fondata contro i granitici glutei.
<È uno sballo. Flà! Farfalle che svolazzano dentro di te che ti fanno vibrare dal coccige alla clito. Dio, che potenza sto trans-cazzo!>
Genni si gode ben due orgasmi senza che Michele spenda una sola goccia di sperma nel suo intestino. È una scelta che Michele ha fatto, dubitando che il proprio uccello, con il super lavoro a cui è stato sottoposto in questa giornata, potesse ancora assolvere al compito di tre inculate, in stretta successione. Così ha riservato le sole sborrate che ha in animo di concedersi al solo mio culo e a quello della sua tanto amata Sonia.
L’appassionata leccata di tette che Genni concede a Michela, dopo che le ha sfilato l’uccello dal culo, conferma il godimento che può averle procurato l’amico trans.
Ora, sento le sue mani sui miei fianchi… Mi palpa le tette… Mi strizza i capezzoli… Urlo perché è eccitante urlare un piccolo dolore assieme a un grande piacere. Si china per baciarmi il buco del culo. Lo fa in punta di lingua e con grande trasporto, sussurrandomi:
<Il tuo è proprio il culo che ho sempre sognato>.
Sento le sue mani allargarmi le chiappe. La cappella, messa a nudo appoggiarsi al bordo del buco. Un fremito mi pervade. Io stessa spingo il boffice contro quella punta ben calda. Lo incito:.
<Inculami. Sfondami. Schizzami la tua sborra da sotto in su. Voglio sentirla in gola!>

Tutto si svolge così, tranne la sborrata che anziché raggiungere la gola, sgocciola dal culo lungo le cosce.
Con Sonia… Michele muta l’approccio. Affascinato dalla bellezza di quella fica che nell’aprirsi le strizza l’occhiolino, non può che dedicarsi a lei. ed è tutto amore!
Una forza di figa!
Che suscita in me e Genni ammirazione e desiderio per un assaggio linguale.
Le poniamo la prospettiva ma il trans-cazzo ha l’esigenza di protrarre la trans-scopata a lungo.
Se ne riparlerà al sorgere del sole.
Ci si addormenta tutti sotto quel cielo, stellato dalla costellazione Andromeda.

Ci si accomiata. Gli amici alla loro meta, io alla mia normalità.. Resterà quel tenue filo della chat tra me e Genni che manterrà vivi i reciproci desideri per un successivo incontro che tutti bramiamo:
Michele alias Michela:

<Vedrete quest’altra volta… Riuscirò ad essere molto più femmina di voi. Troiacce!>

e lo estrae gocciolante dalla fica di Genni

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