Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Tradimento e vendetta

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©FlaviaMarchetti 2022

Comincerò a raccontarvi gli avvenimenti di questo sabato utilizzando un deprecabile avverbio: decisamente.
Decisamente, se un giorno inizia bene, non è detto che debba finire male. All’incontrario, se un giorno inizia male non è detto che strada facendo, vada a volgere per il meglio. Concludendosi, quindi… in bene.
Con un certo orgoglio, guardo queste poche righe che, finalmente, si sono allineate da sinistra a destra… in alto nel foglio. Rimasto bianco per troppi giorni.
Joke, il gatto, mi guarda intensamente mentre gli leggo, ad alta voce, quanto la mia mente ha appena sfornato.
“Non gliene frega un cazzo!” Vuole solo segnalarmi che nella sua ciotola non ci sono ancora gli attesi croccantini.
Provvedo.
Comunque, a parte questa letteratura, il giorno è nato proprio male a seguito di una notte orrenda.
Ma andiamo per ordine. Ora vi racconterò i prodomi di questa giornata complessa ed intrigante.
Come si svolgerà, invece, lo vivremo assieme.

Tutto ha inizio ieri sera.

Simona rientra dal lavoro e come al solito si rinchiude nel bagno per la dovuta sanificazione che tutti ci aspettiamo dagli operatori sanitari. Simona lo è.
Dal bagno esce rigenerata e carica come poche.
Sono impegnata a preparare cena ma lei se ne frega e mi assalta con la sua porca bocca. La travolgente libidine della sua lingua.
Sentirsela impazzare sul collo è irresistibile. Cedo alle sue avances. La cena diventa gioco erotico. Si conclude con il gustoso ditalino a cui mi sottopone: io sdraiata sulla tavola ancora apparecchiata.
Fin qui tutto nella norma di una giornata che si sta concludendo nell’entusiasmo di un intenso orgasmo. Avrebbe sicuramente messo in cantiere altri analoghi momenti nel ben più comodo letto. O per meglio connotarlo… nel talamo del nostro amore.

Ho volato alto, come un aquilone sulla riva del mare. Simona, con baci e carezze, mi ha poi aiutata a ridiscendere nella realtà. Anche se sfinita.
Ebbene sì, gli orgasmi sfiniscono!

Anche se sono generati da un semplice ditalino.
Le dita di Simona, in una Figa, generano un intreccio di fremiti che dalla clitoride si irradiano a tutto il corpo. Un percorso obbligato che coinvolge il perineo, il buco del culo, i capezzoli e la ricettiva clitoride. Lasciandoti rimbecillita.
Questo era lo stato in cui mi trovavo io, su quel tavolo, fra piatti sporchi, posate e bicchieri che avevamo voluto come set per sfogare la nostra libidine.
Perché, quando tira… tira!

Così, al quinto assalto leggero di Simo, mi sono parata innanzi a lei, ordinandole:
<Scopami Flà!>

Lei mi ha prontamente assecondato sdraiandomi sul tavolo fra i piatti con i rimasugli della nostra cena. Le sue magiche dita mi hanno dato il resto.
Poi…
Tutto d’un tratto lei si è fatta tesa. Mutata l’espressione del suo viso. Un’imprecazione:
<Cazzo, che dovevo…>

Afferra il telefono. Si porta al piano di sopra per una telefonata, per così dire, riservata.
In due anni di coabitazione, non era ancora capitato.
La cosa mi sa di strano.
Nella mia casa, che è su due piani, c’è, al piano di sotto, una posizione che, per una concatenazione acustica, si capta chiaramente, quanto si dice sopra, anche se bisbigliato. Simona nulla sa di questa peculiarità
Qualcosa mi dice che è bene ascoltare.
“Merde! Non avrei proprio dovuto farlo.”
È una vampata di gelosia ad offuscare le dolci sensazioni del ditalino:
Questa troia della mia compagna ha programmato una notte di amore lesbico con una sua infermiera: Barbara. Imparo così anche il nome della concorrente che oscurerà questa figa che tanto appassionatamente ha accarezzato fino a una mezzoretta fa.
“Troia!” è l’insulto che come un leit motiv monta nella mia mente, assieme alla scusa che ha confezionato per dirmi che domani l’ospedale la impegnerà mane e notte:

È questa spudorata menzogna a farmi incazzare: “Questa me la paghi. Troia…! Stanotte, il 69 che ci D Iaddormenta sempre. da quando stiamo assieme… Te lo scordi E sarà così anche per il ditalino del Buongiorno…. Anzi, finché non mi passerà, non esisterò più per te. Mi ritirerò qui, al piano di sotto. Dormirò su questo divano.”
Simona ha buoni motivi per essere pimpante. Canticchia… saltella per tutta la casa. Tenta anche di baciarmi. Senza accorgersi dell’improvviso mio mutamento di umore. L’ho respinta.
“Troia!” Me lo ripeto continuamente. Il sentirmi cornuta e imbrogliata mi placa la nausea e lo s timolo a vomitare. Comunque, non sto bene. Resto in agitazione finché non sento che lei rinuncia ad aspettarmi. Si rassegna a coricarsi senza avere a disposizione la mia lingua godereccia.
Ho, così cominciato ad architettare un’intera giornata di dispetti dedicata proprio a Lei.

Per tutta la notte penso a un tradimento di quelli che le farebbero rivoltare lo stomaco tanto le è antipatica la partner con cui la sostituirò:
Angela, la vogliosa tedesca, nostra coinquilina di pianerottolo. Una vera ninfomane del sesso tutto al femminile.

Dieci minuti dopo che se ne è andata al lavoro, suono alla sua porta e già lo stato in cui viene ad aprirmi è un incentivo: mutande e reggiseno.
Non debbo spendermi in lunghe spiegazioni per far capire cosa mi necessita
Saltella di gioia nell’accondiscendere:
Basta che le dica:

<È una vendetta. Deve essere più cruenta possibile… Lo facciamo nel talamo matrimoniale e dobbiamo sbrodolare a più non posso. Io poi non cambierò le lenzuola con il tuo buon odore.>

Si toglie il reggiseno.

Sono ad occhi semichiusi quando sento il calore del suo viso tra le mie cosce.
Angela emana una tale carica di libidine che diventa difficile resisterle.
C’è solo Simona, che, detestandola per motivi di competizione e gelosia, a due passi da casa, ne esce indenne da quelle vampate di fascino che a me, tanto per dire, fanno già calare lo slip alla sua terza occhiata.
Angela, è quella, la cui lingua non ti lecca la figa, ma te la lambisce. Eccitandotela in ogni sua parte con una vibrazione intensissima che ti porta all’orgasmo nel giro di pochi minuti. Ne ha sempre voglia. a me non ha mai detto di no.
Così si sta comportando anche ora.
Ha cominciato con leggeri morsi alle cosce risalendo verso l’inguine. Qui, entra in azione la vibrante punta della lingua che percorre da sotto a sopra la gonfia fessura.
È una sensazione che ho provato poche volte e la mia reazione non può che essere quella di prenderle la testa. Tenergliela ben ferma dove la sua lingua sta accendendo l’immane piacere.
Non è ancora penetrata in me, ma già mi agito. Sobbalzo col bacino. Scalcio. Apro la figa a più non posso. Non riesco a trattenermi. Squirto.
Tre schizzi planano sul volto dell’erotica tedesca.
Ormai non governo più i miei sensi. Mi lascio completamente andare all’orgasmo che sta montando in me. Lei non mi dà tregua… Infilata com’è nel canale dell’amore. Da lì provoca meravigliose sensazioni in ogni parte del corpo.
Lecca, lenta e inesorabile… Velocissima e inarrestabile… Succhia ingorda.
Si stacca per pochi attimi per baciare i capezzoli… La bocca… Ciucciare la lingua.
Torna alla fica, ormai al centro di un fragoroso godimento.
glielo sussurro con la voce rotta dall’orgasmo. Contorcendomi e con le lacrime agli occhi.
Ride. Mi coccola.
Sono felicemente orgogliosa della mia vendetta.
Adesso, però, voglio contraccambiare.
Ma…..
Sarò all’altezza? La teutonica, a letto, spinge forte.

I suoi piccoli piedi mi attirano. È da lì che inizio a trasmetterle la mia libidine, facend oli miei e infilandomeli tra le cosce, proprio lì, accanto alla figa.
Non glieli bacio, come, forse, lei si aspetterebbe. Li lascio giocare come fossero toys.
Lei risponde e viene a stuzzicarmi la sensuale fessura tra le cosce con l’alluce. Lingua e dita rimangono a disposizione della sua figa. Che venero dedicandole l’inesorabile tragitto della mia lingua, aperta e ben distesa.
Si va dal suo osso sacro alla clitoride. Senza mai che la lingua si stacchi dal suo corpo. Quando raggiunge la meta non si fa altro che tornare indietro.
Così via. Per alcune volte. Da parte sua, il gradimento è tanto.
La sento agitarsi. Contorcersi. Fremere. Il suo godimento è assicurato.
Vado tranquilla di lingua nell’odoroso cavo della figa. Finché lei, agitata più che mai, rantola, in un sussurro:

<Insieme, dai… Vieni a nche tu!>

Con agile mossa ho già la figa spalancata sulle sue labbra. Sento tutto il calore della sua bocca e la lingua che mi sta spingendo in quel vortice da cui ero da poco uscita.
È eclatante anche quel secondo step. Avvinte una all’altra voliamo nella beatitudine dei reciproci Nirvana.
Il lato dolente è, che quella preziosa partner non è disponibile a farmi compagnia per il resto della giornata. Ha improcrastinabili impegni da soddisfare con urgenza. Praticamente mi molla dopo poco che gli effetti degli orgasmi si sono affievoliti.
Rimasta sola debbo rigenerare sia il corpo che lo spirito. Quindi, un buon calice di barbera e una sferzante doccia mi incoraggiano a continuare con gli stessi propositi che mi hanno messa tra le braccia di quella macchina del piacere che è la bionda Angela.
Oltretutto, incoraggiata dalla riflessione lasciatami da Lei con l’ultimo bacio:

<Non ti fermare, Cucciola, vai avanti nella vendetta. Oggi dovrai provare a te
stessa di essere più troia di lei. Solo così, quando tornerà all’ovile, saprai
accoglierla con un bel sorriso. Eviterai liti e malumori che son questi che rovinano
la convivenza. Abbruttiscono le belle donne come siamo noi. Mi dispiace tanto di
non poter restare ancora. Ma so che la tua figa saprà dirti, a suon di palpiti, il
passo da tenere in questo difficile momento.>


Vuoto per la seconda volta barbera nel bicchiere e telefono a Glory, all’istituto di bellezza che dirige.
Da Glory voglio solo sapere se avesse posto per uno dei suoi massaggi. Se poi salterà fuori qualcosa di più…..
Glory è una delle migliori estetiste che abbia conosciuto. Ha in più le mie stesse mire sessuali che non riesce a trattenere quando mette le mani sul mio corpo. Normalmente ogni seduta inizia con il massaggio. In breve, si converte in ditalino per concludersi in uno spumeggiante 69. È la giornata ideale per farne il trait d’union con una notte che voglio porca all’inverosimile. Questa non l’ho ancora progettata, ma so che Glory delle appetitose idee ne ha sempre.
La vendetta finale l’avrei scelta solo dopo aver parlato con Glory. Sicura che da lei avrei avuto certamente qualche buon spunto.
Racconto a Glory l’antefatto delle mie necessità.
Mi spiega che ha una stagista adolescente che sta imparando a diventare lesbica: <… dimostra un grande entusiasmo per entrare in questo nostro mondo!>
Ughetta – si fa chiamare così – è una bella patozza come lo sono tante ragazze della nostra campagna: procace. Maggiorata negli gli attributi che suscitano il desiderio.

<Ci mettiamo tutte e tre nel box n°7. Il massaggio lo inizio io. Ti riscaldo e ti lascio
alle sue fantasiose mani. Vedrai quanto saprà essere creativa!>
D
omanda la ragazza mentre mi spoglio e mi
sdraio sul letto.
Senza alcun cedimento all’ironia, Giulia:

Domanda la ragazza mentre mi spoglio e mi sdraio sul letto.
Senza alcun cedimento all’ironia, Giulia:

La ragazza sia soggetta alle regole della casa.
Si mette svolazzare per il box in mutandine e reggiseno, sculettando e accennando a qualche passo di danza. In perfetta sincronia con la musica diffusa nell’ambiente. Sarebbe anche un piacevole spettacolo da godersi. Ma Giulia ha già iniziato il massaggio.
La sua terapia inizia sempre dal viso. Leggere pressioni sugli zigomi. Suii muscoli che articolano la bocca. Un bacio sfiorato sulle labbra. Un fremito.
Le sue mani, poi, scendono a rilassarmi spalle e collo. Rigenerandomi così da quanto inflittomi dalla mala notte sul divano.
Ora sto bene. Glielo dico. Mi guadagno un prolungato lingua in bocca. Mi dice:

< Non so. Con questo ci ecciteremo entrambe. Io avrò Ughetta per poi sfogarmi. Ma tu?>
< Non ti preoccupare. Ho delle risorse anch’io.> Già le sue labbra ciucciano un capezzolo. Le dita si danno daffare sull’altra tetta. Sento il piacere germogliare di nuovo in me. I capezzoli sono marmorei.
. Fa poi. Chiama Ughetta che si precipita da lei. Giulia si appoggia alla parete. Allarga le cosce. Ha già sbottonato il camice. Pronta e ubbidiente, Ughetta è inginocchiata a lei innanzi. Come appoggia la bocca al basso ventre di Giulia, questa prende ad accarezzarle la nuca, tenendola ben ferma contro di lei.
Dal lettuccio da dove mi sto godendo la scena, non riesco a vedere le movenze della lingua di Ughetta. Capto però, dai movimenti fra le cosce di Giulia che è impegnatissima a darle tutto quanto si deve dare con una leccata.
Che la fellazione stia dando ottime sensazioni, è dimostrato anche dall’eccitazione che anima Giulia. Si agita… si contrae… Sobbalza. Balbetta qualcosa di incomprensibile… Molla il capo della ragazza che spasmodicamente tiene avvinto a sé. La tira in piedi… La stringe a sé. La bacia con tanta passione. Fra le due scorrono gemiti e dolci frasi.
< Ti presento Ughetta.> Giulia in maniera scherzosa mi affida alla sua assistente. Se ne va.
A Ughetta non ho bisogno di dirle nulla. Sale agilmente sul lettuccio. Si sdraia completamente sopra tu di me. Con un lungo bacio mi fa assaporare la sua bocca. Spinge deliziosamente il suo Monte di Venere contro il mio. Non posso che dirle:
< Insisti. Così finisce che ci sborriamo addosso… Dai!>
È uno zuccherino, la ragazza: delicatissima. Piena di dolcezza. Passione. Voglia di godere… di farmi godere… di sentirmi vibrare fra le sue braccia.
Sotto di Lei, mi rilasso… mi predispongo a trarre il massimo godimento da questo scambio fra età tanto diverse:
sussurra mentre la punta della sua lingua rovista in un mio orecchio.
Sento una sua mano che prova di intrufolarsi fra le mie cosce. Le spiano la strada: le allargo. Non perde tempo, la Cucciola. Un attimo ed è a stuzzicare la clitoride che non vede l’ora di trasformarsi in un’appendice marmorea. Una sorta di trasmittente che invia brividi e sensazioni a tutti i miei sensi.
Sono sempre stata di carne debole. Ovvero: con le prime carezze, mi bagno e vado lunga. Se si insiste…… Vengo. Figuriamoci in quest’idilliaco congiungimento!
Tre squirt partono quasi subito. Vengo mentre la mano di Ughetta furoreggia nel canale dell’amore.
Sa come coccolarmi. Mi ritrovo coperta di baci. La sua porca bocca non trova di meglio che appoggiarsi alla mia Figa, per succhiare l’humus del mio piacere.




Un attimo dopo ritorna Giulia. La Cucciola diventa baldanzosa. Le va incontro saltellando di gioia:


Io:
Giulia garantisce le qualità del coniuge.
Ora che la serata è programmata sento il bisogno di una vigorosa doccia. Qualche passaggio di crema alla Figa. Indugio a lasciare Ughetta… Poi oso proporre che Ughetta venga con me, per una doccia assieme.
Proposta accettata. La fanciulla mi segue.

In casa, Ughetta vuole visitare l’ambiente. Di come è tenuta e arredata, mi fa i complimenti e mi svela che:
.
Sta in piedi davanti a me. Mi fissa con sguardo dritto. Magnetico. In me si riaccende la voglia di lei. Succhiare la sua gioventù.
Non ne ho quasi consapevolezza. Poche velocissime mosse. La Cucciola Ughetta è nuda davanti a me. Nel suo sguardo… una chiara richiesta:
“Fai qualcosa”
Mi inginocchio per essere a tu per tu con il suo fighino: stretto e vorace di sensazioni. Lo accarezzo più volte… Apprezza. Gocce di piacere bagnano i miei polpastrelli. La fessura si schiude.
Le mie mani vanno ai glutei: polposi e sensuali. Li branco… Li stringo in pugno. Tiro il bacino verso la mia bocca.
Ecco! Il buon odore di quel bel fighino.
Mi inebrio. Il sangue mi va alla testa. La lingua è impaziente.
Lecco… Lecco… Lecco.
La penetro.
L’assaporo!

Qui, un rumore che non ci dovrebbe essere.
La porta si apre.
“Toh, chi entra in scena adesso? Simona”
sorride divertita:
Io: < Dai… Puoi restare… Siamo di passaggio.>
Simona:
Io: < Non nella camera di sopra, comunque… A una festicciola con amici. Se vuoi aggregarti?>
Simona:
Con scatto felino si frappone fra me e Ughetta: lingua in bocca a lei. Mano fra le cosce. Le inizia un ditalino travolgente.
La ragazzina non ha neppure il tempo di meravigliarsi. Prende subito a godere… Visibilmente si agita.… Si dimena.… Geme a tutto spiano.…
In men che non si dica: viene a gusto.
La fulminea azione non mi meraviglia troppo. Sono abituata a questi suoi exploit. Meravigliosi. Fulminei. A ciel sereno.
Il secondo fulmine lo incasso io:
Non appena Simona si rende conto che Ughetta ha raggiunto l’acme, la molla per gettarsi fra le mie braccia. Mi bacia:
le lacrime si mescolano ai baci.
Ughetta, che sta riprendendosi dall’orgasmo da cui è stata centrifugata, cerca certezze:



Rincuorata la ninfetta ,raggiungiamo Giulia al suo negozio.

N.B. DELL’AUTRICE – la serata del sesso a cinque, prometto che ve la racconterò nella prossima Porkeriola

PROMESSA MANTENUTA: Cliccate sul link qui sotto

Siamo qui per questo

per leggere la cronaca di un notte indimenticabile.

Simona d ice che porta a due ditalini!

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