Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Tango a Palazzo Bompani

Racconto, anche venduto a rate

Storia approssimativamente vera stimolata da un tocco di figa con un esuberante uccello,,,pertanto ‘BI Sex’: Sara Slaves.

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©La FlaviaMarchetti 2022

La Signora Bompani

La signora Bompani, discende da una delle più antiche famiglie bolognesi. Vive in un ampio attico in una delle più aristocratiche strade bolognesi.

Sì e no 40enne Lidia ha scoperto, da un paio d’anni che è ben più piacevole erotizzare con una femmina che con prepotenti maschietti.

Così… di punto in bianco, ha cacciato fuori di casa, colui che fino al giorno prima, Filippo. Si chiama così…. anche se tutti lo chiamano Pippo. Lui, da qualche anno, era al suo fianco nei più esclusivi salotti della Città.

La Bologna ‘bene’

Ambienti in cui si chiacchierava sì di ricette, moda e opere benefiche… Ma si finiva sempre a passarsi notiziole relative a operazioni borsistiche o veri e propri soccorsi ad imprenditori sull’orlo del fallimento con finanziamenti ad alti tassi di interesse.

quello che si potrebbe definire…. Un ramificato giro di cravattari che si era allargato a belle donne bisognose di pilla [dalle mie parti è il denaro] o vogliose di billlo [in gergo popolare, il cazzo].

<Così potrai regalarti quello che vuoi, magari anche un cazzo migliore di quello di casa, senza che tuo marito se ne accorga …>.

Questo gruppetto di gente senza scrupoli, pur di mantenersi a fare un cazzo e condurre la bella vita, veleggiava in tutti i gangli della Bologna bene dove prosperavano raccogliendo disponibilità a dare, a fronte di richieste di figa su misura:

<Non è che avete una gnocca [Qui sta come donna che se c’è sostanza, la dà disinvoltamente] belloccia, sui 30, per stare con me sabato e domenica, che mia moglie va al mare a vedere nostro figlio, al mare con la nonna. Mi raccomando non una scaglia [Si dice a una bagascia che fra la gente non sa tacere e stare al suo posto]. Una che se dovesse venirmi voglia di portarla al ristorante dove vado sempre o farmi accompagnare in posti frequentati da miei colleghi non mi faccia vergognare per essere in sua compagnia… Così gli dimostro che anche a 61 anni sono in pista con giovinotte con il 50% degli anni miei. Non bado a spese, ragazzi, purché mi facciate fare bella figura. Che nella nostra professione è tanto importante.  Un avvocato… oggi …. senza amante … non ha avvenire. Avete capito: una del nostro giro.>.

Questa era l’esigenza dell’avvocato Stisi… Un principe del foro.

Purtroppo la ruffiana combriccola a cui l’esimio giurista si era rivolto non aveva la persona giusta come voleva Lui. Chiesero a questa e quella, ottenendo sempre precisi dinieghi. Andò a finire che anche la signora Lidia Bompani venisse interpellata.

Quella sera i fratelli Giovanni e Pietro Marcovaldi erano in esplorazione al Circolo della Caccia per vedere se nel gota della crème bolognese, ci fosse qualche femmina disposta ad andare incontro alle esigenze dell’avvocato Stisi.

La proposta che avevano concordato con il cliente era alettante. Lui avrebbe scucito 800 Euro di cui, 300, sarebbero rimasti nelle tasche dei fratelli Marcovaldi… 500 alla cosiddetta gnocca.

Sola sola la cenetta di Lidia

Caso volle che nelle eleganti sale del Circolo incrociassero Lidia… che aveva già conosciuto i due Fratelli in altro, analogo ambiente, anche se meno prestigioso. Bisogna che lettrice/lettore sappiano che Lidia, nella mezzoretta dopo la presentazione dei Fratelli, era rimasta in loro compagnia maturando, su questi un’opinione di due gentiluomini pieni di verve e simpatia. Tanto che, quella sera che si era concessa un succulento pasto nel raffinato ristorante del Circolo in solitudine, avrebbe potuto rallegrarsi dei motti scherzosi con cui Giovanni e Pietro si divertivano a caricaturare noti personaggi della borghesia cittadina.

<Sei sola?> aveva chiesto educatamente Pietro.

<Oh, sì. Mi sono concessa questa raffinata cenetta, proprio per togliermi di torno quel noioso rompiballe del mio compagno.>

Un affare con l’avv.Stisi

A Giovanni parve la frase a cui era naturale porre la proposta di un week-end ben remunerato fra le bracctia dello stimato avvocato Alfonso Stisi. Simpatico gentiluomo, anche di gradevole aspetto.

La metamorfosi di Lidia non si era fatta attendere:

“Come si permettevano di fare una proposta sì tanto oscena alla discendente di una delle più aristocratiche famiglie della Città

Li aveva mollati seduta stante.

Scossando l’intrigante culo si era diretta al banco del bar, dove avrebbe annegato in un abbondante Pastis, l’onta subita dai due sfaccendati VIP. Ipotizzando drastici mutamenti alle proprie scelte di vita.

Il manrovescio

Tornata a casa ebbe un deciso alterco con Filippo che era ben intenzionato a voler scopare a tutti i costi.

Ci fu baruffa fra i due… e, al deciso rifiuto di Lidia, lui l’aveva colpita con un man rovescio che l’aveva fatta alterare ancor di più.

Scacciato dal letto matrimoniale con cartellino rosso… Relegandolo a dormire in solitudine nella stanzetta per gli ospiti. Concluse poi il litigio con:<Maschio di merda. Vedrai, da domani, cosa ti riserverà la tua prepotenza maschilista>.

Battuta con cui si era rasserenata, trovando la voglia di rotolarsi nel grande letto tutto per lei. Masturbarsi. Leccarsi le dita. Rilassarsi e addormentarsi. Fantasticando su come sarebbe cambiata la propria vita.

Il buon caffè al bar bar di Max, l’aveva quasi riconciliata con il mondo maschile e sicuramente non avrebbe potuto giurare che avrebbe dato seguito a quanto le aveva arrovellato il cervello nel corso della notte.

Senonché…

Glory  e il Salon de Beauté

Si era fermata a chiacchierare con Glory intenta a decorare con festoni e ninnoli natalizi la vetrina del suo Salon de Beauté.

<È un  po’ che non ci si vede… – Le solite chiacchiere per iniziare un discorso che si vorrebbe fare e che stenta ad uscire – Stai sempre con Michele. Ma non smetti di amorazzare con tutte quelle femmine che te la danno. E non credo siano poche!>.

<Hai ragione. La mia lingua ha il suo bel daffare. Ora poi… che ho fatto pure il corso di massaggio tantrico…. Non fanno che volermi.>.

<Che diavoleria è?>.

<Se vieni dentro provo a raccontarti. La prima cliente ce l’ho tra più di un’ora>.

Il box di Lidia

Lidia le era andata dietro. Glory l’aveva fatta accomodare nel suo box personale. Una stanzetta in cui esiste solo l’illuminazione che però si fatica a trovarne la fonte. Che comunque Lidia trovò simile a quella del sole. Senza scottare.

Le quattro pareti… due erano azzurre. Di uell’azzurro color del mare. Le altre due…  sempre azzurre ma di quel celeste color del cielo.

Il pavimento. Tutto… Un soffice materassino, color sabbia.

Lidia,  per rispetto a quell’arredo tanto sofisticato, si era tolta le scarpe. Si era guardata intorno. Dove non c’era assolutamente nulla da vedere.

<Non ci sono ne seggiole ne, poltrone. Ne tavoli, ne mobili. La stanza è così che deve essere… Vuota>.

Questo glielo aveva detto Glory.

<Il massaggio dove lo pratichi?>.

Indica il soffice pavimento.

<Quindi la tantrica guaritrice dello spirito è tutta qui?>.

<Quasi. Ci sono anche questi…>.

Da una tasca estrae un telecomando e preme due tasti. Si diffonde una delicata musica orientale. Subito da minuscoli fori sulle pareti schizza fuori una brezza che in breve colma la stanza di un intrigante profumo tra il dolce e lo speziato.

La prova dimostrativa

<Tutto questo è molto sensuale e suggestivo. Se ti chiedessi ora un trattamento… Cosa mi dici?>.

<Che te lo faccio – ancora un tasto del telecomando. Nella parete in fondo si apre un altro vano: È un bagno – se ti infili lì puoi spogliarti. Lasciare abiti e cose. Torni qui da me e ti sdrai sul pavimento. Ti assicuro che è comodo>.

Lidia non riesce a trattenersi. Le si avvicina e le mette la lingua in bocca.

Glory gliela trattiene. Gliela ciuccia, poi:..

<Mi avevan detto che la nebbiolina profumata era un po’ afrodisiaca. Vedo che è proprio così>.

<Sì, all’improvviso, la fica recepito l’aroma, s’è messa a palpitare. È suggestivo. No?>

Lidia corre nello spogliatoio per tornare completamente nuda e piena di entusiasmo. Dovuto anche al lingua in bocca ch’era la prima volta che lo praticava con una femmina.

<Sdraiati prona>.

Anche Glory va nel bagno. Torna nuda con uno smagliante sorriso.

Fine parte1

PARTE 3

Appena le natiche di Lidia vennero sfiorate dalle sapienti mani di Glory, un brivido invase schiena e ventre di Lidia per far assaporare alla sua figa il godimento che avrebbe suscitato il trattamento di Glory. Le sensuali collinette, argine al buco del culo, mutarono la liscia pelle in pelle d’oca.

La cosa commosse Giuly E non poté che baciargliele, aggiungendo una biricchina carezza del pollice al buco del culo che reagì palpitando e facendola sobbalzare. Ovvero: il bacino sobbalzò alcune volte.

<Vedo che ti piace e stai già godendo>.

<Non fermarti. È tanto bello!… inculami se vuoi. Stò già venendo.>.

Glory non se lo fece ripetere… un affettuoso morso a quelle natiche che il piacere le aveva rese vogliose e ricettive. con tutta la delicatezza che poteva mettere nelle proprie dita l’aveva penetrata con l’indce. L’aveva spinto fino in fondo, premendo con la mano e, girando il dito su sé stesso.

Lidia aveva emesso un profondo respiro di soddisfazione.

Glory si era sentita gratificata e aveva aggiunto il dito medio.

Il culo l’aveva accolto con gioia dilatandosi.

<Glory. Ti prego…. Scopamelo! Sì. Dai… Dentro più che puoi… poi fuori… e… detto con affanno… dentro ancora. Fino in fondo!>.

Giuly, aveva eseguito quanto richiestole, aggiungendovi una buona dose di passione. Questa ragazza le piaceva e l’eccitava tanto. Sollevò il volto che teneva appoggiato con la guancia alla chiappa destra per coprirle il collo di baci e slinguamenti. Lidia che già con il lavorio nel suo bel culo, si era avvicinata all’orgasmo ma ne aveva trattenuto l‘esplosione… Si era contorta allo spasmo per agganciarsi alla bocca di colei che l’aveva fatta tutta vibrare.

Le lingue si erano piaciute…  rincorse, attorcigliate. Succhiate. Poi con un refolo di voce… Lidia:

<Posso ricordarti che ho anche la Figa. Tesoro!>.

Era da quando aveva compiuto i 30 anni e s’era messa con Filippo  che aveva maturato in sé quel salto di genere nell’amore

FINE i 2

Puntata 3

Per Giuly non era stato un problema mutare l’indirizzo in cui vibrare i goduriosi slinguamenti.

Quella sua fica che Lei riteneva un’irriducibile fica etero che mai si sarebbe lasciata concupire dalle sottili frivolezze del piacere LSB… Stava dimostrando… a Lei… che dell’essere lesbica ne aveva fatto una virtù… quanto fosse una menzogna la ricerca di un cazzo con cui trascorrere la parte terrena della vita.

Era stato sufficiente un massaggio di lingua tra le cosce per aprire fica e culo a tutte le ipotesi. Purché portassero al godimento.

Questo il ragionamento ch’era frullato nella mente della dolce estetista sempre alla ricerca di ragioni che l’animassero ad essere più che determinata… lesbica.

Per cui l’entusiasmo che Giuly mise nel passare dal culo di Lidia alla sua fica… fino al giorno prima considerata una delle più golose accaparratrici di buoni cazzi cittadini… la portò a praticarle una figata che non si esagera nel dire che fu un vero capolavoro…

Giuly mise in opera sia le dita che la lingua. le dita… nel numero di 2, per poi divenire di 3… Sostituivano un buon cazzo che scivolando nel canale dell’amore, la scopò inizialmente con appassionata lentezza. Per poi passare ad evoluzioni delle dita, proprio nel cuore della figa. Effetto che ebbe un intensa presa su Lidia che si contorceva. Gemeva ad alta voce. Scalpitava.

Contemporaneamente, era entrata in funzione la lingua che Giuly aveva scelto di dedicare esclusivamente alla clitoride e che produsse la vampa che diede l’avvio all’orgasmo.

Questo, si sarebbe potuto classificare come pirotecnico… Tanto che mise ko la bella. Lidia.

Lo squirt, che mai si era prospettato in tutti i giochi erotici che, Lidia aveva praticato con i maschietti, aveva, sciacquato il volto di Giuly, annunciandole, così, che la sua partner stava venendo a gusto.

Una mano sulla chioma della leccatrice perché non smollasse il suo portentoso trattamento ed ebbe inizio l’acme del godimento di Lidia.

Anche urla pronunciate a squarciagola per annunciare al mondo intero che era quello il modo di dare gioia alle irrequiete carni di una femmina. Di seguito. Espressioni gioiose e appassionate. Proposte d’eterno amore. La sborra invase l’alveo della figa. Giuly ciucciò più che poté, ingoiando. Un rivolo denso andò oltre le grandi labbra, umettando il buco del culo ch’era proprio lì sotto.

Giuly aveva concluso il suo intervento che doveva essere solo dimostrativo, con un post-orgasmo fatto di lingue in bocca. Coccole. Carezze alle tette e al ventre.

Non le capitava spesso un atteggiamento tanto appassionato. Questa femmina le era entrata nel cuore e mentre la trattava, un po’ di gocce erano colate anche dalla propria figa.

Giuly si era levata in piedi ma non riusciva a distogliere gli occhi da quell’affascinante corpo che aveva leccato fino a poco prima.

<Starei qui tutto il resto della vita. Mi hai dato felicità. Se sarà così anche la prossima volta, non ti lascio mai più. Mi vorrai Giuly?>.

<Non farmi mai più discorsi così del cazzo. Siamo abitanti di pianeti diversi. Con satelliti diversi che ci girano attorno>.

<E io sto per andare a comprarmi un’astronave di ultimo modello che può farmi navigare in ogni cielo. Anzi, se me la consegnano subito, a mezzogiorno sono qui. Ti carico e ti porto a pranzo dove pare a me.>.

Si era rivestita e fingendo di essere contrariata se n’era andata.

FINE PARTE 2

Parte 3

Lidia ha deciso. Chiuderà amicizie e relazioni fin qui alimentate. Si costruirà una nuova vita completamente diversa.

La prima vittima fu Filippo, il cui manrovescio aveva innescato la miccia per dare l’avvio a quel mutamento.

“Inutile essere”

L’Inutile essere

Di fronte alla coppia che le tenevano la casa in ordine e accudita… lo aveva scacciato di casa.

Non era stata una cosa semplice… in certi momenti parve che si sarebbe trasformata in baruffa. Se ciò non avvenne fu solo per la presenza della coppia di collaboratori domestici che lei aveva voluto presenti alla discussione…

Lidia si era dimostrata decisa e irremovibile.

Filippo aveva riempito la valigia con le sue poche cose.

Era uscito, sbattendo la porta.

L’astronave

Prima che i negozi chiudessero per la pausa pranzo. Lidia entrò in un negozio di giocattoli per  bambini, dove acquistò una piccola astronave di latta.

Via di corsa e mentre Giuly dava qualche giro di chiave al suo Salon. Fu alle sue spalle:

<Se non fosse per le difficoltà a reperire il carburante, le astronavi sarebbero comode anche in Città.>.

E le allungò il pacchetto con l’astronave in miniatura.

<Potrai anche non crederci ma mi sarei messa qui fuori ad aspettarti. Sentivo che saresti venuta.>.

<Credo che di mie venute, d’ora in poi, ne assisterai a tante.>.

Maliziose sghignazzarono.

Rodrigo. Un ristorane di classe

Si baciarono fra la gente. Si presero a braccetto… Dieci minuti dopo erano a un tavolo di Rodrigo. Uno dei migliori ristoranti della Città.

Tutto questo erra successo due anni prima.

FINE PARTE 3

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Parte 4

Con l’antipasto il loro dialogo prese in esame i lingua in bocca che avrebbero tenuto acceso il fuoco della passione.

Lidia confessò che con i maschietti cercava la loro lingua solo per condire un po’ l’orgasmo.

Giuly li praticava sempre palpando le tette alla partner, oppure con una mano fra le sue cosce.

Lidia applaudì con un:

<Wow!>

Con la zuppa di pesce il dialogo si spostò al ditalino. Per Lidia che se li autogestiva, erano sempre a due dita.

Giuly glieli promise:

<Ti addormenterò ogni sera, assaggiandoti con l’indice. Due dita faranno crescere il piacere in tutta la tua fica. Con tre dita ti porto all’orgasmo… Se resisterai aggiungerò il mignolo e sarà molto meglio che con il più grosso cazzo che hai finora provato. Fidati… Ci so fare, io>.

Con l’orata alla marinara disquisirono del 69.

<Anche ora che ne stiamo solo parlando, mi si è arroventata. Se fossi in attesa della tua lingua la troveresti bollente>.

Lidia arrossì.

<Dev’essere bellissimo. Perdonami… dev’essere bellissimo, ma non so cosa si provi. Non l’ho mai fatto. Con i maschietti non mi ha mai ispirato.>.

<Ahh… Tesoro, tra femmine è una magnificenza! Bisogna che ti metta in pari al più presto. Dopo non ne potrai più fare a meno.>.

<Sì… anch’io lo voglio. lo svolgeremo come fosse un rito. Sarà il mio giuramento a che non ti lascerò mai più >.

<Questo è amore. Tesoro! Credevo di essere solo io l’innamorata.>.

Sotto al tavolo, intanto

Lidia si era tolta il sandalo e sotto al tavolo, il suo piede nudo si era infilato sotto la gonna di Giuly e fra le sue gambe. Cercava di arrivare alla figa.

Giuly si destreggiò sulla seggiola per andarle incontro. Quando ci riuscì, per scoprì che la mutandina era bagnata. Questa la conferma che la ragazza era davvero sincera. La desiderava tanto.

E allora:…

<Che impegni lavorativi hai oggi?>.

<Una permanente e massaggio alle 17:00>.

<Bhè, sono le 14:00. Credo che faccio in tempo a farti vedere casa mia. Così, dovesse piacerti, stanotte potresti dormire con me. O hai già altri impegni?>.

<Mi stai proponendo brutte abitudini. Guarda che io vengo davvero>.

<E io… non vedo l’ora di farti venire!>.

Il cameriere venne a sentire cosa potevano volere per dessert… ma:.

<Tutto buonissimo, avremmo mangiato volentieri anche  quello… È che ci siamo accorte di essere già in ritardo per un impegno importante.>.

Lidia gli allungò la carta di credito

Prima di alzarsi Giuly allargò le cosce. Si sciolse così il trait d’union che per mezzo del piede di Lidia, riceveva stimoli di piacere.

La mutandina non era più umida. Era fradicia!

Il volto di Giuly… una vampa.

L’antica casa di Lidia

<Questa non è una casa… È un castello! >.

Sbottò Giuly, dopo pochi passi in casa di Lidia… Lei che viveva col compagno in 63 metri quadri.

Lidia poi l’accompagnò in ognuna delle 15 stanze, senza trascurare i 5 sgabuzzini senza finestre, perché ripostigli o guardaroba. Orgogliosa della sua casa, Lidia per ogni ambiente le fece la storia di ogni ambiente. A partire da quella in cui dormiva lei…  sotto un prezioso baldacchino del XVII sec.

La stanza in cui Marcovaldo de’ Bompani… il capostipite… aveva deflorato sette verginelle che vivevano nei borghi delle terre di sua proprietà. E Lei, Lidia, sotto lo stesso baldacchino, aveva provato l’ebbrezza di farsi prendere contemporaneamente da tre cazzi…bocca, fica e culo… solo 15 giorni prima. Ma questa era una storia di altri tempiche aveva tenuto solo per sé. Non l’aveva raccontata.

<Debbo pisciare, Amore. Ti lascio un momento. Dimmi piuttosto in che salotto ti piacerebbe prendere il caffè>.

<Sicuramente nel bagno assieme a te mentre la fai.>.

L’intrigante risposta non turbò minimamente Lidia che, messa la testa nella cucina, disse a Zaira, la serva, di portare due caffè nel bagno rosa.

<Non ti preoccupare se saremo o no vestite. Tu porta in un cabaret due tazzine di caffè, cucchiaini e lo zucchero.>

Il caffè lo prenderei in bagno

Per Lidia, pisciare con un’amica seduta di fianco sul water era di per sé un atto colmo d’erotismo. Quando poi Giuly le propose:

<Vuoi che agiti con la mano l’acqua in modo che faccia un bel massaggio a fica e culo? Io me lo faccio spesso.>

<Hai sempre delle idee fantastiche>.

Fece tutto Giuly: regolò l’acqua a una temperatura mite e infilò la mano. Cominciò ad accarezzarle l’osso sacro

Lidia venne travolta da un brivido:

<Questa però non è acqua… Che bella troia sei!>.

Capì che era iniziata l’ora dei giochi. Si aprì tutta… fica e culo compresi.

Subito venne raggiunta da quelle dita carezzevoli.

Un altro brivido la percorse. Il pollice si era introdotto nel foro e, dentro-fuori s’era messo a scoparlo.

Glory intanto le slinguazzava il collo. In Lidia i brividi iniziarono a scorrere a raffica.

Dal bidet al letto

<Glory. Mio Tesoro. Dai. Andiamo a scoparci sul letto. Stavolta tocca a me leccartela. Ci tengo!>.

Lidia non sentì manifestarsi alcuna contrarietà, si levò in piedi e si asciugò.

Glory le regalò un prolungato lingua in bocca concludendo in piedi, contro al muro, il ditalino che aveva iniziato sul bidet.

In Lidia esplose un intenso orgasmo che se non fosse stato per la lingua di Giuly che nella sua bocca le smorzava la voce, si sarebbe fatta sentire in tutto quel nobile palazzo.

Nel corridoio incrociarono Zaira con i caffè. Dovrà portarli nella camera da letto. Comodino sinistro.

La Zaira 

<Cosa ridi… zoccola!>.

L‘aeva  redarguita Lidia. Tanto per ricordarle che le è ben noto il nome… e ha pure foto eloquenti… del padre del figlio che ha spacciato al marito per suo.

Zaira è un cosiddetto tronco di figa.

Caffè  corretto

In camera… Giuly non perde tempo. Mentre Lidia sistema tende e sottofondo musicale, Giuly si mette nuda e aspetta eccitata l’amica, innanzi alle tazzine di caffè.

Sorbire il caffè mentre due dita di un’amica vanno dentro-fuori dalla propria fica era un qualchecosa che Lidia non aveva ancora provato.

Giuly la coccolava muovendo le proprie labbra sul collo dell’amica. Dopo che le aveva sbottonato la camicetta e liberato le zinne, le stesse labbra avevano trasferito il loro slinguamenti su queste.

Lidia che aveva già sorbito il caffè, era fuori di sé e, in un certo senso chiedeva pietà all’amica:

<Mi fai impazzire… troia! Lasciami almeno sdraiare sul letto.>.

Erano in piedi davanti alla sponda sinistra del letto.

Giuly… che quando fa la porca, difficilmente riesce a fermarsi. Ebbe pietà di lei. Interruppe lo sditalinamento e in un sorso vuotò la tazzina di caffè che stava raffreddandosi. Con in bocca ancora il liquido nero, contemporaneamente si succhiò le dita che erano state nella fica di Lidia. Poi uno scatto. Le dita le infilò in bocca a Lidia che, sempre lì in piedi pareva essersi smarrita.

Con tanta grazia Giuly fece scendere lo zip della gonna che ancora indossava. Nuda pure lei, la spinse sul letto.

E fu petting

Si scatenò un petting di fuoco: dita in bocca. In figa. In culo…, Piccoli e delicati morsi sul volto, al naso, sulle labbra. Baci ad occhi chiusi…al naso…alle labbra. Poi tanti prolungati lingua in bocca. Mettendo in gioco tutta la loro passione. Che si dimostrava tuttaa nello sbavare delle loro fighe.

Il ditalino che Giuly smenò a Lidia non placò il suo  desiderio. Anzi….

Dopo aver emesso tre schizzi con lo squirt. Orgasmato rumorosamente. Lidia ruotò su sé stessa e infrattò il volto tra le polpose cosce dell’Amica. Voleva farle una sorpresa e ci riuscì.

Giuly, non fece una piega.

Allargò le cosce. Appena l’umido della lingua di Lidia si fece sentire fra le grandi labbra.

Prese ad accarezzare la chioma dell’amica tenendo ferma la sua testa fino alla sgocciolatura del secondo orgasmo consecutivo.

<Ah… Amore! Ma sei una formidabile leccatrice!>.

Detto ciò. Visto ch’era già venuta a gusto. Le era vennuto a mente che alla vetrina del negozio di bellezza aveva appeso il cartello:.

Goloso  manicaretto e biancheria pulita

“Oggi  riapro  alle 17:00”….

ed erano già le 16:30.

Un bacio a Lidia….. Si era rivestita… un colpo di pettine ed era filata al lavoro.

Lidia aveva infilato una vestaglietta ed era andata a cercare Zaira:

<La signora che era con me è la mia fidanzata>

La vedrai spesso qui. L’ho invitata a cena. Potresti mica preparare uno di quei meravigliosi manicaretti che sai fare tu. Saremo solo noi due. Resterà anche a dormire:

<È meglio, allora che nel letto metta biancheria pulita. Nella sua stanza, vero, Signora?>.

<Certo Tesoro. Metti la biancheria più bella che c’è nei guardaroba. Stanotte è una cosa troppo importante. Sarà una luna di miele come sarà stata per te e tuo marito, la prima volta. Augurami che tutto vada bene e che sia l’inizio del mio vero grande amore.>.

Il buon augurio

Zaira si espresse con l’augurio che normalmente si scambiano gli attori, entrando in scena:

<In culo alla balena.>

Lidia si mostra un po’ piccata perché la risposta dovuta a questo augurio, non  le piaceva:

<Merda, merda. Merda>

Ma che scaramanticamente aveva pronunciato:

FINE PARTE  IV

PARTTE 5.

Sei mesi dopo

Quella  notte tanto  d’amore di due anni or sono, divenne per Lidia e Giuly una data da ricordare per tante ragioni: era l’inizio del loro amore… Un amore trasgressivo ma grande… L’unione… il vivere assieme… di un’aristocratica che campava sulla rendita  di un capitale formato dai suoi discendenti quattrocento anni prima, con una popolana indebitata fino al collo  per aver voluto aprire il Salon de Beauté.

Tutte tappe di una vita che nessuna di loro due aveva pensato che potessero legarsi.

Sei mesi dopo, prendendo atto che ogni giornata, libera dal ciclo fisiologico, nel periodo che avevano vissuto assieme, si era sempre conclusa con un appassionato 69. Che le aveva serenamente addormentate.

Stesso risultato col giorno nuovo… Sempre iniziato dopo aver goduto delle venute a gusto delle reciproche fiche in ditalini a braccia incrociate.

Bisogna festeggiare

Per cui avevano cominciato a ipotizzare un evento per raccontare al popolo LSB della Città la loro bella storia.

Subito si dedicarono a pensare a un certo numero di belle lesbiche o bisex… ovvero quelle femmine che non disprezzavano sentire il buon sapore di figa in bocca… da invitare nel seicentesco palazzo Bompani. Bisogna dire che le invitate erano state scelte secondo la loro fama a concedersi alla trasgressione lesbica. Valutata da Giuly o per esperienze personali o per sentito dire nei pettegolezzi che giravano nel Salon de beauté.

Alla fine furono venti belle passerone a rendere omaggio all’amore di Lidia con Giuly, nelle sale di casa Bompani, tra i tanti tavoli di ricco e succulento buffet.

Sulle note del tango argentino

Una festa senza badare a spese. Tanto che nella sala più grande un sestetto d’archi più una virtuosa del bondeneon si esibiva in un programma di tanghi argentini.

Giuly amava quel genere di musica e aveva convinto Lidia ad allacciarsi a lei per qualche sensuale evoluzione e dare il via alla festa.

Fu come gettare un sasso in uno stagno. Tutte si accorsero che c’era la musica adatta a far venir voglia di stringere il corpo di una bella femmina.

Caminito 

Si formarono le coppie. L’orchestra propose Caminito. Un vecchio brano di cui esisteva una versione goliardica, oscena.

Giusy si mise a canticchiarla all’orecchio di Lidia:

<Caminito fetente e cornuto | ci hai messo lo sputo per farlo andar giù | Non sapevo che fosse sì grosso | M’hai rotto anche l’osso | del buco del cul>.

Mentre glielo canticchiava bisbigliando, le dava colpetti di lingua sul collo. I sensi di Lidia li trasformarono subito in fremiti che finivano tutti per scaricarsi fra le proprie cosce. Lidia alla fine di quella triviale strofetta non riuscì a non metterle la lingua in bocca.

Altre coppie presero spunto da questa iniziativa e congiunsero le loro labbra.

La festa stava partendo con il piede giusto.

Un incontro spontaneo e fuori dagli schemi che avrebbe fatto parlare il mondo LSB della Città.

Per cogliere questa impressione Lidia aveva voluto fare alcuni giri di tango con ognuna delle invitate.

Mettendo assieme il gradimento da parte di tutte, era stata investita dell’eccitazione che tutte provavano nel partecipare a questo bel festino esclusivo per le leccapippe [a Bologna la pippa è anche sinonimo di figa].

Sarebbe bello che ora il Festino si concedesse momenti di vera trasgressione. Senza perdere la raffinata eleganza che lo connotava.

Questo era quanto si aspettavano tutte le ragazze, signorine e signore intervenute.

A tutta tetta.

Ne aveva parlato con Giuly che aveva comunicato alle presenti che era il momento di mettere in mostra le tette:

<Non è mica un raduno dell’Azione Cattolica.>.

Concludendo così la proposta, diede l’esempio sventolando il proprio reggiseno e ballonzolando la propria taglia 3.

Lidia che stava chiacchierando con una ragazza dell’orchestrina sventolò anch’essa il reggiseno a tette nude. Tutte le musiciste fecero altrettanto. Una follata di entusiasmo coinvolse tutte. Tette e bocche si congiunsero. In breve le seggiole della sala si riempirono di due presenze ciascuna.  Una sulle ginocchia dell’altra.

Furono baci… carezze. Gemiti.

Lidia che già  pensava di andare oltre aveva lasciato cadere a terra la gonna. S’aggirava per la sala con solo addosso un bel paio  di autoreggenti e una mutandina tutta di pizzo in cui si poteva notare il ciuffo di peli che aveva tenuto per ricordo.

Il cronometro dell’amore

Da dietro una spessa tenda che oscurava una finestra, uscì un braccio che trascinò Lidia in quell’angolo fuori dalla vista altrui:

<Ah, sei tu. – Era Giuly – E che ci fai qui nascosta?>

<Aspettavo te>.

<Ma dai…Eravamo un’accanto all’altra fino a dieci minuti fa.>.

<È vero. Ma lì ci avrebbero viste.>

<Cos’è che le nostre amiche non avrebbero dovuto vedere?>.

<Che io, adesso, ti meno un ditalino. Poi tu lo meni a me. Ti va?>

<Lo sai che con te una godutina l’accetto sempre. Potevamo anche chiuderci dieci minuti in camera nostra e goderci un nostro bel 69? Non ci mettiamo mai più di otto minuti a venire a gusto.>.

<Hai sicuramente ragione tu. Ma qui più o meno nascosti mi aggiunge un brivido all’orgasmo>.

Non furono semplici ditalini

Il lingua in bocca mise fine al dialogo. Lidia si era sfilata la mutandina. Allargate le cosce si era lasciata andare contro la parete. Aveva chiuso gli occhi aspettando così la dose di godimento che Giuly era ansiosa di darle. Giuly,  vedendola così rilassata, sognante, decise di darle di più.

Si abbassò col volto e alla fica arrivò con la lingua.

Lidia, in quel contesto non s’aspettava di venire leccata. Dovette comunque convenire che la sua adorabile Giuly… in quelle situazioni di contrabbando… raddoppiava la resa erotica. Per cui accarezzandole la chioma le teneva la testa ben ferma con la bocca al centro della fica spalancata.

Glory leccò. Leccò e leccò finché non sentì spiattellarsi sul volto gli schizzi dello squirt e colarle sulla lingua la densa sborrratura della fica.

L’orgasmo si scatenò intenso. Lidia non urlò grazie alla mano che, prontamente, le aveva infilato in bocca Glory.

Uscite dall’improvvisato nido d’amore avevano presso atto chetutte le donzelle avevano abbandonato il tango per il più prosaico buffet.

Verso una notte di amore o trasgressione

C’erano già ragazze che avendo esagerato con lo champagne, dimostravano tutto il loro attaccamento alla trasgressione.

In un angolo, Vicino alla pedana dell’orchestra cresceva il mucchio degli abiti che le ragazze vi lasciavano per essere più libere fra le braccia delle partner. Le ragazze dell’orchestra si denudarono pure loro e, stranamente, risultarono tutte con la fica contornata dai propri peli. Quasi una divisa.

Lidia, chiese un attimo di attenzione per informare che nel corridoio si aprivano quindici stanze a loro disposizione per fare una migliore conoscenza della propria partner.

L’ultima cosa che le venne di dire fu che:

            In ogni stanza

<In ogni stanza ho fatto mettere una bottiglia di acqua e una di champagne. Mi farete felice se uno dei vostri brindisi lo dedicherete a me e alla mia Giuly. Sui tavoli apparecchiati per il buffet, dopo le ore sette di domattina, troverete tutto per fare colazione. Grazie di essere qui con noi.>.

Cinque minuti dopo Lidia e Giuly si ritrovarono sole e nude.

Come non immaginare che appena si sdraiarono nel loro letto si posizionassero per il loro abituale 69 della Buonanotte.

FINE PARTE 5

Continuua

PARTE 6

Gli echi dell’evento

Quel festino non andò subito nel dimenticatoio. Le ragazze stesse che vi avevano partecipato raccontarono a destra e manca la piacevolezza di quella serata, tanto free. Tanto romanticamente coinvolgente che, col dovuto tempo, produsse ben tre unioni civili tra le invitate a quella festa. Ragazze che prima di quell’incontro manco sapevano dell’esistenza l’una delle altre.

Il nuovo Sindaco

Il nuovo Sindaco che voleva lasciare un’impronta di una città aperta a tutte le realtà del territorio. Convocò sia me che mamma perché trovassimo un modo per convolare queste energie in qualche progetto sociale, in cui lui, furbescamente, avrebbe potuto intrufolarsi ed apparire come paladino di ogni genere umano, attivo in Città.

Io e mamma

Dimenticavo: “perché me e mamma?”

Mamma Ines, 56 anni, nota giornalista, nel 2010 aveva costituito un’agenzia stampa Mother & Daughter S.p.a., che l’anno prima aveva acquisito tra i propri clienti, anche il Comune di Bologna per la gestione dell’Ufficio Stampa. Io… laureatami nel 2007 in Lettere Moderne, I tre anni successivi li avevo passati facendo tirocinio nelle redazioni di quotidiani e canali televisivi. Nel 2010 mi sentii di poter affrontare l’esame per entrare nell’Ordine dei Giornalisti che superai in tutta tranquillità

Qualche giorno dopo Mamma mi aveva portata nello studio del notaio Ferretti, dove mi aveva regalato il 50% delle azioni, capitale della sua Agenzia, che da quel giorno era divenuta… nostra: Unica socia di Mamma. Questa la ragione pr cui dal Sindaco con Mamma, ci fossi anch’io.

Il Sindaco voleva solo sapere se avevamo intenzione di supportare con comunicati stampa e interviste le organizzatrici di TangoTrasssgresivo/2023, previsto a Palazzo Bompani per la metà del gennaio prossimo.

<Ci mandi pure in ufficio le organizzatrici di questo evento. Sicuramente tempesteremo di informazioni tutte le redazioni… cartacei, radio, web e tv>

Il Sindaco sii era sentito dire quello che voleva… Noi avevamo aggiunto una collaborazione da fatturare al Comune di Bologna.

Io e mamma, uscite dal Palazzo Comunale; decidemmo di investire l’ipotetico utile che  avevamo previso… nel pranzo in uno dei migliori ristoranti.

Lidia Bompani in ufficio

Sono con le gambe sul tavolo da lavoro, in completo svacco. Mi sto guardando la mia serie preferita su Netflix quando la stagista mi porta il biglietto da visita di:

<Una bela mona, mandata dal Sindaco>.

Leggo meglio il  biglietto e:

“Cazzo, è la Lidia Bompani!”.

<Ricchissima da secoli e lesbica da pochi anni>.

A Marilù, stagista patavina, bisex … provo a fare un quadro della signorina Bompani.

<Falla accomodare nel salotto che arrivo subito. Resta pure tu. Con questa, più femmine s’aggirano per la stanza, più informazioni ci dà. Tu che sei un’appetitosa ragazzina stai lì con me e fai la carina. Mi ha detto un’amica che la conosce bene che sbava subito per quelle della tua età>.

<Tranquilla Flà,  vedrai che sarai contenta di me. Io, poi, con le stra-mone mi viene spontaneo essere carina>.

Senza che le dica nulla slaccia un paio di bottoni ed estrae il reggiseno che infila in un cassetto del mio tavolo di lavoro. Non riallaccia i bottoni alla camicetta. Il risultato è sicuramente suggestivo dal punto di vista erotico: Marilù ha poco più di diciotto anni… cosce polpose… poppe sferiche…ben sostenute con i capezzoli grossi sempre puntati verso l’alto… perché è sempre dall’alto che scendono le labbra a darle piacere.

Mi strizza l’occhio

Mi strizza l’occhio. Ammicca ma:

Questa mattina sono troppo presa dalla visita di. Lidia.”

Le dico di andare dalla nostra ospite a chiederle cosa gradirebbe dal bar che stiamo chiamando. Io… avrei chiuso una telefonata e sarei stata da lei.

Così ho il tempo per qualche colpo di spazzola ai capelli… una passata di rossetto alle labbra che più rosse di così non avrebbero potute diventare.

Tutto per far colpo sulla visitatrice. Avere da lei un racconto sul festino di un anno fa e cosa deve essere la festa di quest’anno.

Di robe me ne deve dire un sacco e una sporta. Dovremo stare assieme un bel po’ di tempo. Dovrò interessarla o intrigarla.

Punto sull’essere intrigante. Così ho ancora due operazioni da fare:  tirare su il più possibile la gonna, facendo aumentare la parte di coscia scoperta. Ultimo specchietto per le allodole…..  la catenella d’oro che traggo da un cassetto e cingo la caviglia destra. Nell’eventualità che nessuna le abbia detto  che le femmine porche sono la mia passione.

Ma dalle prime battute sicuramente aveva provveduto il Sindaco ad illustrarle in che mani l’affidava

<Il Sindaco mi aveva detto che eri una bella ragazza, ma mai così figa. Mi ha detto anche che saremmo diventate buone amiche. Per cui se ci diamo del tu subito, evitiamo di costruire panegirici del cazzo, per rispettare la forma… Ti va?>.

<Certo che mi va. Se non dispiace a te. Io avrei voglia di darti un bacio. Come si fa tra buone amiche>.

Occhi color del cielo

Un passo verso di lei. Un passo verso di me. Ha labbra sottili. Occhi color cielo che per un attimo mi incantano. Solo un attimo.

Sulle mie si aprono le sue sottili labbra, con la lingua che mi si infila nella bocca. Subito familiarizzando con la mia….. si piacciono. Si strusciano.

La bocca di Lidia è una calda alcova. Lidia si mette a succhiare la mia con determinazione riempendomi di fremiti. Ci abbracciamo.

È il momento in cui torna Marilù con caffè, brioches e spremuta di melograno per me.

Ci coglie abbracciate. Commenta:

<.Vedo che state facendo amicizia senza il mio contributo>.

Marilù esegue ua mossa da navigata troia. Appoggia il cabaret e si pone impettita e sorridente innanzi al nostro bacio. Lidia, sentendo il richiamo della carne adolescente, molla la mia bocca, puntando alla camicetta di Marilù, da cui traspaiono i capezzoli schiacciati contro il tessuto.

Qualche momento e la bocca della graziosa veneta attanaglia le labbra di Lidia. Le mani di questa sono libidinosamente impegnate a cipollare le prorompenti poppe della mia stagista.

L’idea

È la mossa che mi porta l’idea:

<Che ne dite se la chiacchierata che ci attende andiamo a farla a casa mia… Tutte e tre.

Abito a 150 metri e ho una casa confortevole. Non ci sono telefoni che potrebbero squillare. Ipotetici clienti che potrebbero interromperci. Saremmo molto più libere e, potremmo concederci i break che vogliamo. Avvicinandosi, poi, l’ora di pranzo, possiamo chiamare la trattoria che è sotto e farcii portare su qualcosa… Offro io…Che ne dite?>.

Nessuna delle due si esprime ma ognuna raduna le proprie cose e si prepara a lasciare l’ufficio.

Il racconto di Lidia

Lidia ha raccontato il festino dello scorso anno. Marilù l’ha registrata diligentemente. Io mi son fatta un sacco di appunti per:

<un racconto che celebri molto l’amore, anche se con persone tutte dello stesso genere. Le gioie del sesso appassionato e ricambiato meglio se le tieni per la letteratura che ti fa vincere premi.  Il finale deve raccontare che contro l’omofobia è l’unione che fa la forza. L’unione si dimostrerà nel secondo Festino a cui parteciperanno ragazze che vogliono vivere in una struttura, tipo famiglia la loro diversità. Quello di Linda è il modo di entrare in maniera softy in quel popolo>.

Questa è laraccomandazione del Sindaco. Confidando che Linda avrebbe saputo tirar fuori dal popolo LSB quelle ragazze orgogliose di essere lesbiche e ben determinate a voler attraversare la vita unite a un’altra femmina per affetto e sentimenti analoghi.

L’obbiettivo politico per il Sindaco era quello di costituire un gruppo che divulgasse valori che dimostrassero che l’errore stava tutto in chi considerava l’identità di genere, motivo di esclusione e ghettizzazione.

Di questo popolo, Linda ne era affascinata e voleva conoscerne più gente possibile, con le stesse pulsioni a cui lei si era lasciata andare, solo ora che stava avvicinandosi ai 30 anni:

<Sono convinta che l’impegno che mi sento di dare per mettere alla pari con tutto il genere umano, anche chi sente di ricercare amore nel proprio genere. Sarà forse perché questo l’ho scoperto affascinante solo da adulta… un anno fa.>.

Finito il lunch

Con l’ultimo boccone del lunch che ci siamo fatte portare per pranzo, Lidia ci spiega la sua attrazione per le LSB.

Marillù, che è quella che più si è deliziata  del sauvignon allegato ai pasti, indica un altro fattore dell’amore tra donne:

<Quello che mi fa impazzire è essere nella posizione della sottiletta in un toast. Con una femmina che mi masturba la fica e l’altra che mi incula con tre dita da dietro. L’ho fatto questa estate in vacanza. Ripensandoci ora me ne viene una voglia pazza. Che se non lo, rifaccio ora, mi viene una rabbia tale che spacco tutto.>.

Lidia che è strutturalmente avversaria di ogni forma di violenza, le è accanto. Tenta di calmarla abbracciandola e sbaciucchiandole il collo… con una mano tra le cosce ad accarezzarle la fica…La maiala ha lasciata in ufficio la mutandina:

<Tranquilla! Calmati. Vedrai che io e la Flà ti possiamo dare quello che cerchi.>

E l’abbraccia. Marilù si lascia cipollare serenamente… senonché mette a nudo le rigogliose poppe che sfrega sulla bocca di Lidia con libidine.

Lidia infervorata dall’eccitazione della ragazzina, la spinge contro al muro.

Le è contro sbavando saliva su tette e capezzoli della ninfetta.

Non si ferma  al seno il suo guizzo erotico. Va ben oltre… Mano sotto la micro gonna. Qualche carezza al ventre. Un paio di mugugni di Marilù…  per gradimento … Due dita nella figa per una profonda masturbazione.

Marilù muta i mugugni in eloquenti gemiti.

Mi sento chiamata in causa. M’infilo dietro Marilù… Un morso s’una spalla… so che a Marilù piace… Le allargo le chiappe e… in successione… indice… medio…  anulare… dentro/fuori… dentro/fuori… dentro/fuori… delicatamente e con una certa lentezza. Dentro nel buco del culo, finche la mano arriva.

La ragazza si contorce… geme frasi sconnesse.

Lidia compie più o meno le stesse mosse nella figa conttinuando a succhiarle i capezzoli:

<Porche! Mi fate impazzire!> è il grido che lancia col fiato rotto mentre viene a gusto tremando come una foglia:

<Appena esce dall’orgasmo mi piacerebbe leccargliela>.

Auspica Lidia.

<Vedrai che non avrà nulla in contrario. Quando lo facciamo in ufficio, ne finiamo sempre per farne tre di seguito. È ingorda. n è mai stanca di godere>

<Certo che vederla godere… è un colossal per l’eccitazione.>

Lo spettatecolo non tarda a mostrarsi.

Siamo  tutte e tre In  piedi. Ognunalegata alle altre: Linda con la lingua nella bocca di Marilù. Io, con le labbra che le succhiano il collo. Lei con le tre mie dita nel più profondo del culo e le due di Linda che le scopano la figa con un implacabile dentro/fuori. Sta assaggiando le avvisaglie di una venuta a gusto intensa e prolungata. Dal momento che un’occhiata con Linda ci ha messe d’accordo di sfinire la cucciola, godendoci lo spettacolo.

<Mi fate impazzire…Troie!>.

E noi sempre più decise.

Marilù tenta di uscire dalla nostra stretta ma non riesce. Si agita… Scuote convulsamente il capo a destra e a manca. Grida:

<Mi state violentando. Porche! Mi avete sfondato il culo>.

Le gambe le cedono. Si accascia sul tappeto. Ha gli occhi bagnati.

Mi chino su di lei. Le asciugo gli occhi baciandoglieli. La riempio di coccole. Si placa e si scusa:.

<Scusate con quell’orgasmo a cui mi avete portata, non capivo più niente. Non ricordavo più con chi ero… dove e perché?>.

Le accarezzo le rigogliose poppe leccandole dolcemente la figa.

Di nuovo l’orgasmo si impadronisce di lei, ma  in maniera normale. Fremiti e lingua in bocca.

<Oh, Flà. Sei stata deliziosa!>.

Dalla figa, in tutta calma, si libera la colata della sborratura.

Lidia guarda quanto le si para innanzi agli occhi lanciando strali libidinosi.

Decido di far contente tutte.

Marilù, sfinita da i due round si è sdraiata sul divano.

Trovo una coperta. Gliela stendo sopra. Lidia si infila sotto anche lei.

Mi rivesto. Lascio loro le chiavi per chiudere casa:.

<Fate con comodo. Vi aspetto in ufficio>.

FINE parte 6

Parte 7

Tutt  la Città ne parla

Un’adeguata comunicazione indirizza l’attenzione dei media. Del gran ballo delle  lesbiche se ne parla per tutta la Città: nei bar della movida, nei salotti dei VIP. Cè chi afferma di averne sentito accennare anche nei circoli parrocchiali e in quelli del PD.

A dieci giorni da TangoTrassgresivo/2023, sono tante le telefonate che arrivano al Salon de Beauté di Giuly… sponsor unico dell’evento… che chiedono le modalità per esserne invitate.

Lidia stessa evita di uscire… e se esce, lo fa camuffata con una bionda parrucca. Giusto per non essere riconosciuta…  l’invito riporta l’immagine dei volti delle ideatrici: Lidia e Giuly… e non dover rispondere a un cospicuo numero di richieste che le sarebbero arrivate mentre fa la spesa.

Giuly… L’altra promotrice, nonché sponsor dell’iniziativa e amante di Lidia… gongola per il successo che si prospetta alla sua idea. Saltata fuori nel rilassamento di un loro 69… Quello, particolarmente intenso che celebrava il loro sesto mese di idilliaca convivenza.

Lidia sa che Giuly avrebbe approfittato delle più carine che si sarebbero rivolte al Salon a chiedere lumi per ottenere un invito per la serata. Costi quel che costi!

<Sei proprio lesbica? È una festa molto esclusiva… Posso baciarti in bocca?>.

Se ciò accadeva. Giuly, faceva visitare con orgoglio alla candidata il Salon… con le lavoranti che si strizzavano l’occhio, dicendosi discretamente:

<Alé. Vedrai che se la fa leccare anche da questa>.

Non erano parole al vento… Giuly, che non aveva il fisico della top-model, sprizzava comunque… Soprattutto con due bottoni della camicetta aperti e le poppe en plein air… sensualità da ogni poro. Così dopo il fiocco con la lingua in bocca e la dettagliata descrizione del suo massaggio tantrico, non faticava a convincere la curiosità delle ragazze a seguirla nella stanzetta del suo box personale per un assaggio di quanto troveranno a TangoTrasgressivo/2023.

A cinque giorni dal ballo le invitate erano al completo. Tutte testate insindacabilmente da Giuly a una media di 2<3 al giorno.

Ogni sera… a cena, alla sua Lidia… raccontava come si erano svolti i test di quella giornata. Il racconto era sempre dettagliato ed eccitante:

<Si chiama Peppina. Si è iscritta assieme alla sua compagna, Beba. Non superano i 27 anni. Due fisici della Madonna. Culi e tette da concorso di bellezza. Due fighe possenti. Clitoridi ben pronunciati. Vispi. Buchetti del culo, ancora intonsi. Non hanno mai provato piacere con quelli. Mi son lasciata andare alla descrizione di quanto sia bello leccarseli o stuzzicarseli con qualche dito facendo girare le dita. O, massimamente, agendo sul bordo con la lingua. Si sono incuriosite. Ho dovuto darle una dimostrazione. Entusiaste! Hanno ricambiato con due leccate alla mia figa che mi hanno fatto venire due volte ciascuna>.

Da qui si può anche capire L’eccitazione con cui te lo sto raccontando

Spero solo che alla fine di questa deliziosa cena quando io calerò gli slip, la tua lingua sarà pronta a darmi quei brividi che solo tu puoi darmi per appagarmi. Se vuoi mi va bene anche di aprire le cosce qui su questo tavolo. E vediamo se riusciamo a coinvolgere quel bel figone che è Zaira. Che non sarebbe male coinvolgere nei nostri sporchi giochi>

La Zaira, cameriera/cuoca, ben attrezzata di tette e culo sporgente. è lì con il dessert. Ultimo piatto di quella cenetta casalinga che forse avrebbe spalancato le porte a un’indimenticabile notte per casa Bompani.

La storica figa della Zaira

La Zaira ha ascoltato. Non ha alcuna reazione, se non un leggero sorriso a. Lidia, che ha lanciato l’idea del suo coinvolgimento. Cambia i piatti e serveil dolce. Le due amiche danno sfogo alla loro golosità. La Zaira, prevedendo come evolverà la serata, va a pisciare.

Torna che Lidia ha già sfilato gli slip. È sul tavolo a gambe aperte in attesa della compagna.

Giuly sta litigando con il proprio reggiseno, dal quale non riesce a liberarsi.

La Zaira:

<Vuole che provi io? Che non crediate… Ci so fare anch’io con questi indumenti>.

Lasciando capire che non era la prima volta he metteva a nudo delle tette.

Quello che piaceva libidinosamente fare alla. Zaira, con le femmine, erano gli involtini  di saliva ai capezzoli e leccare le ascelle. La figa se la faceva leccare solo da maschi.… E… Era ancor meno che meno disponibile a dare colpi di lingua a fighette, fighe e figoni.

Tutto un altro entusiasmo riservava al bocchino con l’ingoio. da cui ricavava gioia, pur non avendo natali bolognesi.

Comunque, in quella situazione in cui era in ballo il venire a gusto della sua datrice di lavoro… Lidia.  Che tanto la stimava, come cuoca…  vuole mostrare la propria maestria quale incantatrice di capezzoli. Tanto per essere in sintonia con Lidia e Giuly che giocavano nude. Si denuda pure lei. Mostrando una rigogliosa selva di peli lucidi e color dell’ebano attorno al monte di. Vener.  cosa non sfugge a Lidia che in un breve ragionamento con  Giuly, le fa presente che anche La Zaira deve partecipare al TangoTrasgressivo 2023.

<Renditi conto,Tesoro, che la sua fica, rappresenterebbe la storia del fare all’amore: sia etero che lesbo. Quando le fiche erano tenute tutte così… sai quanti peli dovevi sputacchiare ad ogni incontro amoroso se il cunnilingio non era disdegnato. È un’esigenza storica. Ergo, culturale.>.

Giuly:.

<Quindi per quella sera lì, dobbiamo dirle che resti in servizio>.

La Zaira è molto lieta di essere protagonista di quella festa tanto esclusiva anchee se:

<Io, però, di fighe non ne leccherò neppure quella sera lì. Tette. Tutte quelle che volete>.A Lidia  brilla un’idea da verificare subito sul letto. Per cui abbandonano la sala da pranzo e con loro… erotismo e libidine in camera.

La sforbiciata

Sedute sul letto a mò di orientali, discutiamo su quale sia il modo di ottenere il più intenso orgasmo possibile. La Zaira dichiara subito la sua avversione a dare il piacere a una figa con la bocca: La sbavatura della fica contro il palato…

<Non chiedetemelo. Non ce la faccio a sopportarla.>.

A Lidia brilla un’altra idea:.

<Le sforbiciate, figa a figa…le apprezzi?… Ti va di farle?>.

Stavolta è Giuly a voler sapere:.

<Non  so…ragazze. Non ho mai provato. Io, sono etero molto più di quanto possiate immaginare… Lesbo lo sono stata finché ero nel collegio delle suore… Ora, che ho sempre per casa quel mandrillo di Bertino, è tutto un metti e togli le mutandine… Quello che mi è sempre piaciuto fare con le amiche è il ditalino codiviso… Io a lei. Lei a me. Per venire a gusto, assieme. Una gran figata. Se volete provarlo. >.

Tanto per affermare che dice sul serio, fa un giro con tre dita nella propria figa, per poi succhiarsele.

Giuly, refrattaria ai prologhi, entra subito in azione, penetrandola con sue dita.

Lingua in bocca. Tosto assaporano il reciproco piacere salendo ogni livello dell’orgasmo, gemendo ad alta voce.

La Zaira, poi, si consegna a Giuly per sperimentare la sforbiciata di figa.

Giuly consiglia di farla in piedi accanto alla sponda del letto.

Le cosce si incastrano. I monti di Venere si spingono. Premono uno contro l’altro e iniziano a strusciarsi eccitando i rispettivi clitoridi.

Baci e dita in culo, vivacizzano il quadro d’insieme.

Lidia, che le osserva dal letto, non può che metter mano a un ditalino.

Sono le 23 quando. La Zaira dopo aver conseguito il quarto orgasmo. Ringrazia e torna dal suo Bertino. Speranzoso di venire addormentato dal solito bocchino con l’ingoio.

Giuly e Lidia infilatesi sotto le coperte si avvincono nell’abituale 69 che le porterà nel loro mondo onirico.

FINE parte 7

– Continua –

PARTE 8

Alle 18:45

Sono le 18:45 e Linda con Giuly, eccitatissime, sono sulla porta ad accogliere le invitate. Con loro ci siamo anche noi. Io. Marilù e La Zaira.

Io e Marilù, precettate in quanto Ufficio Stampa. La Zaira, per non esplicitati meriti di fica.

La prima a presentarsi… alle 18:55 è Beatrice. Una florida parmense che alle scarne battute che scambio con ognuna delle partecipanti per lasciare un documentato ricordo dell’evento… mi dice di aver letto della Festa sul giornale. Di essere venuta apposta a Bologna, al Salon per iscriversi. Di aver conosciuto Giuly che aveva trasformato il test per accertarsi che fosse davvero lesbica, in un magico momento che non avrebbe più dimenticato.

Conclude con:

<Che femmina! Quasi mi ha fatto impazzire! Oggi sono venuta soprattutto per rivederla… per stare un po’ con lei. Le ho già telefonato tre volte. Ieri sera mi ha assicurato che il primo, ballo lo farà con me – le scappa una sonora risata e un po’ arrossisce –Sarà in quel tango che le dirò che ho lasciato a Parma, mutandine e reggiseno. Chissà che nel corso della serata non salti fuori un buco dove poterci isolare e darci dentro>.

Alle 19:00 precise le GirLSB iniziano a far sentire la loro mordente musica:

<Balli con me?>.

Si formano le coppie.

Giuly, arriva come un fulmine, ad impossessarsi di Beatrice.

Un minuto dopo… stanno lingua in bocca, sperimentando un funambolico casqué

Le altre coppie le imitano. La Festa è partita con il piede giusto.

Dal mio angolo, in compagnia di Marilù, osservo il ballo e mi compiaccio che tutte le invitate si siano lasciate andare fra le braccia di un’altra femmina.

Marilù:

<Se fossimo nel ballo anche io e te… stringeresti?>.

Sono presa dall’osservare l’erotismo che sta aleggiando in questa sala…

… La maggior parte si lasciano condurre ad occhi socchiusi e lingua in bocca. … Non son poche quelle che già hanno fatto cadere le bretelle dei loro decolté

… Tutte, hanno disegnate sul volto smorfie estatiche che dichiarano la piacevolezza di stare fra le braccia della propria partner.

Non ho ancora risposto a Marilù… Mi ripete la domanda.

A cui rispondo meccanicamente:

<Si. Certo>.

<E allora. Cosa stiamo a guardare qui… Come due brutte fighe che nessuno fuma più?>.

Praticamente mi trascina tra quest’insieme che si muove sensualmente a tempo di musica. Lei, assume subito l’aria sognante delle altre… E lingua in bocca. Stringendosi forte a me, con il monte di Venere che pulsa contro il mio basso ventre:

<Ah, se tu avessi almeno un po’ di cazzo!… Mi palpita talmente che mi fa quasi male. Ne ho una voglia cosmica.>.

<Vedessi in giro Lidia, le chiederei dove rifugiarmi con te per poterti placare con un ditalino… una leccata.>.

Lidia sta arrivando in compagnia di una bella ragazza di capelli mori. Slanciata. Bell’aspetto: una trentina d’anni.

Lidia:

<Proprio te. Marilù… Lei è Sara… Dice d’essere la tua fidanzata e che l’hai invitata tu, alla festa… Se ce lo dicevi… non avrebbe penato tanto per essere accolta.>.

Marilù conferma tutto. Si bacia con Sara. Sara resta in nostra compagnia. Lidia torna all’ingresso a dare  al personale gli input per chiudere la Casa.

<Chi è  fuori è fur. Chi è …..>

La Festa si sta già svolgendo.

Prima di andare alla ricerca di Giuly. Linda, informata della voglia matta di Marilù le dice di rintanarsi nella sua stanza da letto… Le dà la chiave.

Lo sguardo di Marilù è eloquente

“Ora che c’è qui Sara, non vedo perché non debba essere lei a placare i miei sensi”.

Concordo con lei. Le faccio gli auguri.

<Grazie Flà. Non avevo dubbi che avresti fatto questa mossa. Sono molto presa da Sara. Lei poi, attrezzata com’è, può prendermi in tanti modi diversiCredo che con una buona sveltina dovrei placare i fastidi… Piuttosto… Stiamo assieme per il resto della serata?>.

<Per me sarà un piacere. Mi ritrovate nella sala del buffet>.

18 minuti esatti e dal lato opposto al tavolo dove mi sono seduta, Marilù e Sara riappaiono agitando la mano. Mi raggiungono.

Marilù ha tutta una diversa espressione. Più serena… da dolce adolescente, alla ricerca di porcheriole da compiere.

Sullo sgabello alto, la mia gonna è andata su, scoprendo una buona porzione di coscia. Dovessi allargarle, mostrerei le gonfie labbra della fica. Non ho indossato mutanda. Stasera vorrei divertirmi anch’io. La Festa offre tante possibilità. Proprio di quelle che piacciono a me. Una di queste sta accanto a Marilù: è Sara. L’altra è ora di fianco a Sara: Marilù.

Da come si pongono innanzi ai miei occhi, mi sembra subito non facile staccarle per possederle a mio piacimento. Comunque, le loro pubbliche affettuosità fanno germogliare le palpitazioni al mio bassoventre… Fronte e retro. Debbo assolutamente chiedere loro se accettano di supplire alle mie voglie

Ci siamo trasferite nella sala dove si tangheggia. Una delle GirLSB dice qualcosa al microfono e il gruppo, intona La Cunparsita. Il loro cavallo di battaglia.

<Facciamo questo ballo?>.

<Così ci sfreghiamo un po’ cosce e tette tra di noi…>.

È Marilù

Un bacio e una raccomandazione a Sara:.

<Aspettami qui e… non farti rimorchiare come una baldracca. … Se quando torno non ci sei… Stanotte vado a dormire con Flà, che è tanto che ci fa il filo >.

Un altro bacio. Sara promette.

La musica ha un afflato veramente sensuale. Contagioso. Non c’è coppia che non si stia limonando a ritmo di musica… I lingua in bocca si sprecano. C’è già qualche tetta che ha abbandonato l’alveo dell’abito e nessuno si preoccupa di rimettergliela.

<Senti cucciola – dico a Marilù – Sono messa come eri tu mezz’ora fa. Debbo scopare… Il dramma è che ho negli occhi, solo te e quella gran fica da cui ti sei fatta raggiungere. Dici che riesca a ciucciarla a voi due… Tanto che poi la lecccate a me… Io vengo a gusto e dopo sto di nuovo bene>.

<Con me sai che, a far con te, non sarebbe un problema. Sei una delle poche che mi hai sempre fatto godere. Con Sara, invece, il problema c’è. Oggi è la prima volta che stiamo assieme. In quel quarto d’ora, prima, è stata capace di darmi tanto… Fronte e retro, di cui sai quanto mi piaccia. Ho anche capito quanto ancora può darmi ad arrivare a domattina. Quando tornerà a Firenze.

In effetti, il problema, sono io, che non la smollo fin che non l’ho assaporata tutta. Fronte e retro.>

<L’hai rimorchiata in chat?>

<Sì. Con questa Festa ho azzardato a farla venire a Bologna. Altrimenti dove trovavo un posto per denudarci e darci dentro. Mica la potevo portare a casa mia? – Cambia discorso – Tu, invece hai del culo…. Mentre ci rivestivamo, Sara mi fa: “Simpatica e carina la tua amica Flà… Non mi dispiacerebbe averla a letto fra me e te. Credimi, vi farei stare bene tutte e due. L’hai mai fatto tu, in tre?” Le dico che a 16 anni non son molte quelle che l’hanno provato. Però con te e Flà non mi dispiacerebbe. “Prima che distribuiscano le stanze a quelle coppie che hanno ancora qualcosa da dirsi chiediamole se le va bene farlo stasera. Se ci sta, tiriam fuori un’insperata nottata con i fiocchi”>.

Il brano è finito. Sara è sempre lì dove l’abbiam lasciata. Ci viene incontro per dirci che stando lì sola soletta ha ricevuto proposte per trenini e altre allegorie a tre. Le diciamo che anche noi abbiamo la stessa idea. Lei esplode in una sonora risata, per spegnersi in un appassionato lingua in bocca con Marilù.

Io vado a prendere tre calici di champagne:

“Ci son cose che vanno festeggiate sul nascere”

Intanto la più tettuta delle GirLSB si toglie la t-shirt invitando tutte a fare altrettanto.

Così, ogni coppia si dedica al bacio, alla leccata o al succhiare i capezzoli della propria partner.

Cin-Cin. Nel nostro angolo facciamo il brindisi a tette scoperte.

Imbibisco i capezzoli nel frizzante vino. Li offro da succhiare alle amiche che fanno la stessa cosa.

Il giro si allarga e, alle mie tette vengono a succhiare anche componenti del gruppo musicale.

La serena sensualità con cui procede la Festa si legge tutta sul volto di Lidia, che mette la testa dentro per accertarsi che anche nella sala dove si balla, tutto funzioni bene.

La fermo e le dico che noi saremmo in tre che una stanza la occuperemmo anche da subito.

Lidia comprende. Ci dà la chiave della stanza dove ospita i parenti più stretti quando la vengono a trovare.

Il buffet è in funzione. Con Sara e Marilù, siamo le prime a usufruirne. Cibi raffinatissimi. Bevande… o acqua sorgiva o champagne.

Mi dedico molto allo champagne, visto che Marilù è molto presa da Sara con cui cinguetta i loro intimi segreti, finalmente con gli occhi dell’una dentro a quelli dell’altra, senza il coinvolgimento della chat e della Rete.

Quando attorno alla mezzanotte faccio per alzarmi dal tavolo il mondo attorno a me si mette a girare. Un’occhiata alla bottiglia… È vuota.

Sara e Marilù sono al mio fianco nel breve tragitto che ci porta alla camera

Innanzi alla porta di questa, incrocio Giuly… mi fermo un attimo con Lei. Marilù e Sara entrano. Mi sembra abbiano voglia di stare un attimo sole. Mi sembra una cattiveria non concederglielo.

Indugio ritardando la mia entrata. contemplando il via vai di belle donne, rigorosamente in topless che si recano al Buffet o alla camera che le è stata assegnata. Tra queste anche le musiciste del. GirLSB. Di cui Vivy è primo violino. Con Lei ebbi una storia antica…

Mi informa:

<Avevi ragione tu. Lidia è una persona squisita… Ci sarebbe piaciuto stare in tre per stanza e lei ha trovato modo di accontentarci… Ci ha trovato tre stanze con i letti ampi… È quella porta lì.>

<Cazzo. Proprio accanto alla nostra. Ti chiederò poi a cosa avrebbero corrisposto questi o quegli urletti che verranno uditi oltre il muro…>.

<Farò così anch’io se sentirò rumori erotici>

Mi concede di darle un nostalgico bacio allo stupendo paio di tette che porta.

Entro.

Spaziosa…. Elegante… moderna, si presenta la camera.

Marilù e Sara l’hanno tenuta nella penombra, accendendo solo una piccola abat-jour. Prendersi così è sicuramente più romantico. Forse intenso. Non hanno perso tempo. Sedute sul letto si sono vicendevolmente spogliate… Ora, sono alla fase petting e presto saranno in quel circuito da cui… se non fai cilecca…. Si esce solo con l’orgasmo. Che non dovrebbe essere lontano. Almeno per Marilù. Che sta contorcendosi per il piacere. Gustando tre dita nella fica in un inarrestabile dentro-fuori contemporaneamente alla lingua che le delizia una tetta.

Marilù è già fuori di sé e sta sciorinando come fosse una giaculatoria tutti i godimenti che si aspetta da Sara quella notte:

<Che bello Sara il tuo ditalino. Sto godendo come una Troia! Dopo me la lecchi. Vero?>.

<Certo Amore. Vuoi sentire anche il dodo nel buchetto?>

<Oh sì. Tesoro. Ma con meno entusiasmo di prima. Eri talmente infoiata che me l’hai sgnaccato dentro tutto fino in fondo. Un po’ di male mi hai fatto.>.

<Se vuoi ti faccio vedere subito come ti devi mettere. Ma soprattutto devi rilassarti… spingere come dovessi liberare l’intestino… da dentro a fori. Mentre io verrò da fuori a dentro. Dolore niente. Solo piacere. Dai mettiti carponi sul letto. Qualche respiro profondo. Appena senti la mia cappella bella calda contro al buco spingi come dovessi cagare. Io verrò in te.>

In questa stanza, in cui la luce è veramente poca, sono entrata con ogni riguardo e, visto cos’era in corso mi sono pressoché confusa con le ombre, avendo capito che sarebbe andata in onda una pièce unica, per questo teatro.

Penso a come comportarmi quando le mie amiche si accorgeranno che c’ero anch’io.

Intanto avviene un’improvvisazione.

Marilù. Appena sente umida e calda la cappella fra le proprie chiappe; si toglie dalla posa classica per venire inculata… si gira e toglie il cazzo dalle mani di Sara. Se lo infila in bocca dicendo:

<Scusa, ma non ci avevo pensato prima. Ma quando c’è a disposizione un cazzo, la cosa che più mi piace, è spompinarlo – un po’ di rossore sulle gote mentre confessa – Non resisto proprio alla prospettiva di sentire la sborra riempirmi la gola. Con te ho anche questa opzione e non voglio privarmene.>

Dal mio nascondiglio dove mi è venuta la nostalgia di una buona inculata. Sono quasi tre anni che manca al mio carnet. ConOscar che a questa dolce pratica mi ha iniziato, non ci si vede più: Le amiche con cui mi lascio andare mi propongono il succedaneo strap-on che io detesto. Così per me, essere inculata è divenuto un sogno quasi irraggiungibile.

Mi sono rivelata nel momento in cui va in scena il cazzo di Sara… Un 20 cm, elegante. Ben fatto. A cui la natura ha fatto crescere come cazzo per inculate: smilzo.  Affusolato. Due vistosi testicoli, lo sorreggono.

Immagino l’emozione quando nella penetrazione, tutto dentro il cazzo e questi ballonzolano fra le chiappe, alla porta del Paraadiso. La sensualità non può che cularti e farti star divinamente.

Marilù pompa con frenetica passione l’uccello di Sara. costei. Socchiude gli occhi e viaggia nel più intimo piacere.

Non c’è più nessuno che proponga itinerari nei culi. Mi sento amareggiata.

Le ganasce di Marilù pompano ritmicamente il cazzo di Sara.

Fra di loro si intendono e sanno compensarsi. Ora Marilù sente che l’amica è alle soglie del venire a gusto e non vuole lasciarla sola in quell’intenso momento. Sposta la mano che accarezza lo scroto dell’amica, alla propria clitoride. Prende a sgrillettarsi alla stessa cadenza che dà alle ganasce.

Il  ventre di Sara si irrigidisce. Lei mugugna. Si agita. Scalcia.

<mmmmmmm>.

Le và dietro Marilù.

Il respiro di Sara si fa sempre più grosso. Mugola. Dice assurdità.

Sul volto di Marilù si disegna una smorfia di incredulità.

Deglutisce.

Con un moto di stizza, leva la mano dalla propria figa.

Intuisco che non sia venuta.

Sara è andata in bagno.

Marilù:

<Flà, posso chiederti un favore, veramente, da grande Amica?>.

Annuisco.

<Baciami. Stringimi forte a te! Anche se in tutto questo ultimo quadro….Non centri niente.>

Non è un problema. A una troiettta così carina, non si può negare nulla.

L’abbraccio. La stringo. Lingua in bocca.

<Due schizzi, così potenti e pieni che per poco soffocavo. Quasi fossi tisica.È cosìche è svanito il mio orgasmo.>.

Risponde di sua iniziativa ai quesiti che si son messi a frullarmi per la mente.

In me resta pur empre attivo il desiderio di avere da Sara un giro turistico del suo cazzo nel mio culo. Giusto per rimembrare un periodo in cui non disdegnavo le penetrazioni al mio corpo. Finito quel periodo non ho più sopportato la compagnia maschile.

Ora mi tornano in mente quelle vampate di piacere che il duro cazzo di Oscar mi .procurava. un piacere pù sofisticato di quello che lo stesso cazzo rilasciava alla figa. Un godimento che non nasceva nella fica, ma in essa si coagulava per esplodere coinvolgendo ogni sensore del piacere: Clitoride. Perineo. La messa in culo, provvedeva a distribuire il godimento a tutto il corpo… E sborravo… Sborravo… Che sborravo!…

<Com’è un’espressione così sognante?>.

Marilù commenta il mio aspetto estatico.

<Pensavo a come dovrebbe essere bella un’inculata da Sara.>.

<Un assaggio l’ho già avuto e mi ha fatto un po’ male. Ma adesso che mi ha detto come lo si deve prendere in culo, sono sicura che sarà tutta un’altra cosa. Piacevolissimo!… Facciamo che appena torna dal bagno, le ricordo cosa avevamo programmato per stanotte. Le dico anche che prima inculi te. Che mi hai detto di averne tanta voglia. Così io starò attentamente a guardare ed eviterò di fare errori di comportamento.>.

<Grazie Marilù, sei una vera amica>.

Le cose però non vanno così.

Marilù fa a sua proposta a Sara. Lei, prima si schernisce. Tentenna… poi salta fuori la verità…

Con un pompino come le ha appena fatto Marilù non c’è futuro immediato per un’inculata. Dove il cazzo vuole ben duro. Marmoreo. Una pratica che non puo conceerdsi né protagonisti ammosciati né erezioni bazocche [dallo slang emiliano SMORZARE = ammosciare ||BAZOCCHE se si parla di erezioni, trattasi di quelle ancora incomplete che prospettano il semirigido]

Mi rassegno e mi sdraio accanto alla cucciola con cui mi accarezzo e mi sbaciucchio. È fatale che la penetri a tre dita con sensuale lentezza.

Lei, golosa come poche,  accoglie con sensuali  gemiti che finiscono per coinvolgermi.

Sonoo abbracciata a lei quando sento una lingua che lecca tutta la mia colonna vertebrale e due mani che fanno forza sulle natiche perché queste si scostino e lascino libero il passaggio.

Qui è Sara che sta tentando di far passare la sgangherata cosa che tiene sui testicoli.

Desiste al terzo inutile tentativo. Per riprovarci dopo il riposino di una oretta. Quando il cazzo si può presentare come bazocco. Semirigido.

È il momento in cui Marilù sta venendo a gusto dalla mia leccata di figa che ha coinvolto anche perineo e buco del culo. Marilù, in estasi, sta colando tutto il suo piacere nella mia bocca… quando sento mani che mi aprono le natiche. Qualcosa di carnaceo, scorre nel solco. Umido e ben caldo il glande di Sara bussa al mio deretano. Apro. Non ha ancora roiacquistato il turgre che Sara reclamizza. Ma lo trovo piacevole. Mi metto carponi, come Sara consiglia. La cappella varca la soglia.

È piacevole. Mi sovvengono piacevoli momenti trascorsi e mi lascio ancor più andare. Il cazzo si introduce un altro po’ nel mio budello.

Marilù. Attenta allo svolgeersi degli eventi, riesce ad infilarsi sotto il mio corpo e meravigliosamente si mette a slinguarmi la fica.

Debbo confessare che la  doppia penetrazione: lingua/cazzo in fica/culo è entusiasmante.

L’uccello con i suoi dentro/fuori avanza di fondata in fondata. Ormai è tutto dentro. Sento i suoi testicoli ballonzolare contro le natiche ad ogni colpo. La lingua di Marilù compie  egregiamente il suo controcanto. Il cazzo di Sara, strada facendo si è riappropriato del suo naturale turgore. Mi sta dando brividi e sensazioni mai provate. La lingua di Marilù, provvede a distribuire quel sublime godimento in ogni angolo della fica. La fica cola, di gusto.

Ora Sara, che ha messo il cazzo tutto dentro chiede a noi se abbiamo una sigaretta da offrirle… Le piacerebbe tanto fumare

<… mentre quel birbone del mio uccello si sta rilassando nel paese del ben-godi.>

Con la voce un po’ rotta per quel tronchetto di arne che sta rilasandosinel mio intestino gli comunico che ho in serbo qualcosa di ben più approppriato che una banale sigaretta:

<che tanto nuoce alla salute>.

Mi concentro e con il pensiero, mobilito ogni muscolo dello sfintere che li fa contrarre. L’uccello, lì a riposo riceve una sollecitazione che non può ignorare.

Sara riprende a scopare.

Una seconda stretta. Il dentro-fuori prende velocità, a cui si adegua  la lingua di Marilù.

Alla terza, Sara  si scatena. Il suo cazzo si è ingrossato a dismisura. Marilù è arrivata alla clitoride… la sta stuzzicando a colpi di lingua che la figa converte in goduriosi fremiti.

Il mio grido:

<veengoooooooooo. Troiacceee>

Informa che tutti i giochi sono fatti.

Il cazzo di Sara si mette a sborrare riempendomi il culo.

Quando lo sfila dal mio culo, parte della sborra lo segue per colare lungo le cosce.

Mi soffermo un buon po’ sulle tette di Sara a baciargliele quale ringraziamento per la bella inculata.

Marilù avendo verificato che l’uccello di Sara ha nuovamente bisogno di ritemprarsi, prima di pensare al suo culo. Marilù è Sfiduciata per non  poter venire inculata come è successo a me. Si corica indispettita.

Le sono tosto fra le cosce e la mia lingua prova a rabbonirla. Sarà Sara stessa a prometterle una bella inculata, appena si fosse ripresa.

E  questo succederà al risveglio: attorno alle sei del nuovo giorno!

Siamo tuttee e  tre in bagno. Dentifrici e spazzolini hanno già fatto il loro lavoro.

Marilù si lamenta che Sara non l’abbia ancora inculata:

<Me l’avevan detto che dei trans non c’è da fidarsi. Sempre eccitati dal dover sfogare due sessi:.. dimenticano sovente le parole date.>.

Piagnucola Marilù. Senza che nessuno si offenda, trovo io un metodo per rinverdire le memorie.

Vado al box della doccia facendomi seguire da. Marilù.

<Ti lamenti perché Sara non t’incula? Appoggia le mani sul portasciugamani. Piegati in avanti ad angolo retto. Mettiti a roteare il bacino.>

Marilù, che per pudore non osava chiederlo mi dà retta, roteando sensualmente le natiche. Per essere maggiormente coinvolgente si mette anche a gemere libidinosamente.

L’impatto visivo è eroticamente attraente.

Sara che a poca distanza sta lavandosi i denti. Vede tutto ciò riflesso nello specchio che ha innanzi.

Si dà una pacca sulla fronte che sta per:.

“Cazzo! Il culo che avevo promesso di fare alla cccucciola”.

Abbandona lo spazzolino da denti. Colpisce la sommità del proprio uccello, a riposo, con un vivace cricco.

Quel pene, che pareva infingardo, reagisce con vigore. In un attimo è turgido ed eretto fra le mani di Sara che sta dirigendosi verso quel culo che, sta facendo di tutto… scorregge comprese… per farsi notare:.

<Tranquilla, Troietta! C’è già qui la zia Sara a darti il viatico>.

Marilù arresta le evoluzioni aeree del proprio culo.

Sara tira in basso la pelle del prepuzio e svela il glande… Virgulto nel portamento. Affascinante, nelle proprie gradazioni di fuoco.

Ambedue sono eccitate ed emozionate.

Lo sono anch’io che al cospetto di sì gagliardo priapo, farei fatica a non gingillarmelo nella bocca. Succhiarlo fino a farlo esplodere e deliziarmi del suo nettare.

Sara và subito al sodo… Le apre le chiappe. Appoggia il glande alla figa che pencola leggermente sotto.

Marilù che pensava a come accoglierlo in culo, si rilassa.

Sara no. Un colpo secco. È tutta dentro alla figa.

Cominciai uno scopare dolce. Delicata.

La figa che pensava di essere fuori dai giochi, si mette a secernere i propri umori del piacere che avvolgono il cazzo di Sara.

È proprio quello che Sara cerca.

Il tepore che aleggia in ogni fica, consolida la grossezza di cazzo.

Lo sfila dalla figa ben lubrificato

Marilù lo sente caldo e umido spingere contro l’apertura superiore.

Sa che deve trarre un bel sospiro. Rilassarsi.

Vi aggiunge un gridolino di gioia, quale Benvenuto.

Il glande… o cappella che dir si voglia… fa il suo ingresso nel culo di Marilù.

Io, resto affascinata dalla sensualità che ognuna delle ragazze sprigiona. Con il roteare del boffice di Marilù e la lenta e appassionata inculata di Sara. Quasi una danza.

A cui assisto appoggiata alla parete del box doccia. Con tre dita nella figa a sgrillettare. Che mi illudono di essere anch’io partecipe del gioco.

Un gioco che si fa sempre più intenso in cui mi inserisco con tre dita nel culo di Sara. Che apprezza.

È la mossa che comanda la sborrata conclusiva nella figa della cucciola. Lei vibra tutta, esternando con grida tutto il proprio piacere.

Le sue cosce diventano l’alveo del rivolo di sborra che il suo culo rigurgita non appena si libera del fallo di Sara.

A Sara resto attaccata io con le mie tre dita e le sue implorazioni:

<Non smettere… Non andare via. Se mi fai venire a gusto… Contraccambio con il mio sapere di leccatrice di tante fighe.>

Tutte facciamo una tonificante doccia assieme. Insaponandoci l’un l’altra con l’accortezza di mantenere ben viva in noi l’ebbrezza del godimento.

Sarà il grande letto, con un infuocato trenino: Sara con la lingua saltellante nella mia fica e due dita nel culo. Marilù con la fighetta sulla mia bocca ad accomiatarci da questa dolce Notte di tango e…..

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