Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Stefy, la mia musa

Con Stefy ci si incontra in chat. Non facciamo fatica ad accorgerci di essere ambedue troie nell’anima. Diventa naturale che ci si incontri per conoscerci meglio. Qui i momenti che cementeranno l’amicizia con questa generosa Musa che mi offre di accompagnarmi per mano nel suo mondo trasgressivo


Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©FlaviaMarchetti 2021

Era una delle tante notti calde di questa estate. Nude sul letto, io e Simona, si cercava di appropriarci di un qualche refolo d’aria della collina che, attraverso la finestra della terrazza, rendeva più vivibile il nostro stare in città.

Intanto si chiacchierava di quel che ci stava attorno.

I London Mule che ci eravamo fatte per dissetarci e affrontare il nostro 69 da brille, ci avevano ipereccitate: un unico orgasmo, ci sembrava carestia. Le Fighe pulsavano. Reclamavano.

<Ancora?>

<Sì. Ancora… Dai!> Avevo Confermato.

Simona Aveva aumentato l’impegno nelle carezze.

Mi aveva presa con le sue agili dita.

L’avevo imitata.

Ci eravamo baciate.

La voglia era davvero tanta!

Gli orgasmi si erano manifestati quasi subito. Due intense scariche che ci avevano invitate a far di meglio.

Ci eravamo allacciate in un’indiavolata sforbiciata. Conclusa da una spettacolare colata di umori, l’una sul corpo dell’altra.

Sudate, con quel bel appiccicaticcio della sborra sull’epidermide, ci eravamo infilate sotto la doccia. La campana di Palazzo comunale aveva battuta l’una.

<Cazzo – aveva detto Simona > Io, domattina alle 7 debbo essere in sala operatoria>

<Io alle 8 in, Stazione>

<Chi deve arrivare?>

<Una musa… Dalle foto una bella-figa. Conosciuta in chat. Ha belle storie da raccontarmi.>

<Fino a che ora debbo tenermi lontana da casa?>

<Puoi tornare tranquillamente quando vuoi: pensavo di farla dormire fra di noi, stanotte.>

<Quindi, hai deciso di coinvolgermi nelle tue oscene storie che ti stanno rendendo famosa come troia. A me cosa me ne viene, poi?>

<Te ne viene che riceverai nuovi godimenti da due troie, anziché solo da quella che trombi sempre.>

<Stimolante l’ipotesi. Non è che mi fai vedere qualche sua immagine. Giusto per capire come abbigliarmi, per non sfigurare.>

Il tablet è sul tavolinetto di fianco al letto. L’accontento.

<Però, è gnocca forte! Se all’una mi faccio trovare alla solita trattoria, voi mi raggiungete lì. Le presentazioni le facciamo in terreno neutro.>

*   *   *

Il treno è puntualissimo. Stefania si presenta con un vestito ben corto, tanto attillato.

I suoi compagni di viaggio avevano potuto bearsi di quanto mostrava e non avevano fatto fatica ad immaginare tutto quel che avevano voluto.

Veloce, Londra 15 ci porta a casa. Le mostro ogni stanza dell’appartamento e le dico che stanotte dormiremo tutte e tre nello stesso letto.

<Dovrò andare a comprarmi una camicia da notte>

<Non ti servirà. A letto saremo sempre tutte nude.>

La notiziala eccita e…:

<Non ci siamo ancora baciate. Non è che dal vivo ti attraggo meno che nel virtuale?>

Per sfatare il suo cruccio, le metto una mano tra le cosce fino a stringerle la figa che sento ben accalorata. Assieme a un lungo lingua in bocca, surriscalda pure i miei sensi. Così ben appagati dal notturno torneo con Simona.

Trovo che la pomiciata di Figa con slip sia l’ineluttabile approccio a qualcosa di ben più intenso, soprattutto per chi sa apprezzarlo. Stefy ne è entusiasta…:

<Non fermarti>

La toccatina improvvisata si trasforma in un partecipato ditalino incrociato. Tanto che esplodono contemporaneamente gli orgasmi con successive leccate di dita.

Il ditalino è molto pregnante. Un lungo bacio per sottolineare che l’exploit è ben riuscito.

Una tazza di caffè per rammentarci che il nostro incontro aveva per obiettivo lo scambio di storie e informazioni su cui costruire un percorso erotico da narrare. Vedo comunque Stefy che non è ancora smontata dalla nuvola di piacere che l’ha rapita. Mi chiede preoccupata. <Se lo rifacciamo, andiamo oltre, vero?>

Prometto.

Leggiamo assieme alcune ipotesi di storie. Praticamente io sto sulle sue ginocchia. È bello lavorare così!

Nei momenti più intensi delle storie ci si bacia e ci si dà sostanziose palpate.

<È già mezzogiorno. Facciamoci una doccia. Mettiamoci in tiro. Mi piacerebbe che. Simo venisse talmente colpita da te, che fosse lei a proporti di stare a letto con noi stanotte. Se la si eccita al punto giusto, fa giochi di lingua che tramortiscono.>

e Stefy, timidamente: <La tua promessa?>

<Aspetta… vedrai, sotto la doccia.> La rassicuro.

Apro il getto. Mi cospargo abbondantemente di bagnoschiuma e mi butto fra le sue braccia: lei si stringe a me. Ne usciamo insaponate ed eccitate.

Una sferzante sciacquata. Mi inginocchio. M’incastro tra le cosce. Lingua spianata. Vado di lecco dal buco del culo in su. Al perineo la sento incitarmi, urlando il mio nome. Ipereccitata mi riempie la bocca di piscia. Ingoio. Mescolata all’acqua della doccia risulta solo un po’ salata. Ci baciamo. Con la lingua nella sua bocca, la sgrilletto. Ha talmente allargato la Figa che la penetro con quattro dita. La mano se ne esce con un pugno di sborra.

L’eccitazione è tanta in ognuna di noi. Baci. Morsi. Abbracci. Con decisione la prendo da dietro. La faccio piegare in avanti. Il solco tra le chiappe è in parallelo alla mia Figa. Chiudo lo scroscio della doccia. Mani sulle chiappe, che tengo allargate. Troneggia me innanzi il buco del culo. Spinto con tutti i muscoli del ventre il getto della mia piscia centra il sensuale anfratto. Parte scompare nel budello… altra, cola lungo le cosce.

Riapro il getto per un’ultima sciacquata.

È incredibile quanto Stefy risulti subito simpatica a Simona. L’accoglienza che le fa al ristorante è sorprendente. Lei che con chiunque dà sempre l’impressione di voler stare sulle sue. È, al contrario, espansiva come non mai. L’abbraccia calorosamente. Al tavolo vuole starle vicina. Pende dalle sue labbra ad ogni discorso che Stefy intavoli. Ride sguaiatamente alle battute.

Stefy, dopo le nostre prodezze della mattinata si è tirata accuratamente. Abbigliata con il meglio di quanto si sia portata dietro. Ovvero con la veste larga e cortissima che offre la vista di un decolleté generoso. È comunque un allestimento un po’ hard, fors’anche da troia. Visto l’attenzione che i maschietti presenti dedicano alle sue polpose cosce. Quelle stesse che io ho già leccato e mordicchiato a piacimento.

Stefy, che dal mostrare le proprie più intime parti, ricava eccitazione e gioia, è raggiante. I suoi sorrisi si sprecano, sottolineati dall’abbondanza di rossetto che     si è spalmata sulle labbra. A tutto ciò non è indifferente neppure Simona…. Non perde occasione per farsi sempre più vicina a lei.

Caldi bollenti, ben saporiti, i tortellini tengono lontane dal nostro tavolo le pruriginose idee che ci passano per la mente.

Non è così. Di tanto in tanto la mano di Simona cade sotto la tovaglia. Sempre, le espressioni sul volto di Stefy, abbandonano il modello goloso, suscitato dalla piacevolezza del cibo, per quello più gaudente, riferito ai fremiti che le frequenti palpate della mia compagna scatenano fra le sue cosce.

La verità viene a galla quando una mano di Simona va in basso e: <Sei proprio un tesoro, Simo.> Un eloquente sospirato commento, guardando estatica la mia Lei. Il tutto si condensa in un bacio tra di loro.

Sicuramente Simona ha raggiunto la meta: le ha accarezzato la Figa.

Faccio qualche considerazione. Penso che sarà molto più difficile ora, continuare il lavoro che avevamo più o meno svolto nella mattinata. Quello che più mi preme, è ottenere informazioni per costruire un simpatico profilo di Stefy, quale Musa di una scrittrice erotica.

All’arrivo del caffè decido di interrompere quel susseguirsi di attrazioni che vedo esprimersi già con le mani nelle mani delle mie amiche commensali:

<Non è per voler essere guastafeste. Ma se questo sarà il clima fra di noi, soprattutto quando saremo in casa, sarà difficile che io riesca ad ottenere le informazioni che mi servono per il profilo di Stefy Musa. – Tiro fuori il taccuino con le note che mi sono fatta. Comincio a porre a Stefy quelle domande che dovranno dipingere la dolce Stefy, nella musa più troia delle Muse – Sia anche chiaro che nei vostri giochi che avete già cominciato sotto al tavolo, voglio entrarci anch’io.>

*   *   *

In casa si crea il giusto clima per cui non necessitano ne sotterfugi ne inganni ne imbrogli per dichiarare le singole attese.

Subito Simona si chiude in bagno per riapparire dieci minuti dopo profumata e già completamente nuda. Inutile dire che Stefy con slancio l’abbraccia, stringendosi a lei.

Per mano salgono alla camera da letto.

Tra me: “Troia… mi vuole soffiare la bella Stefy.” Una fulminea doccia. Anch’io mi introduco nel nostro talamo. Nella migliore tradizione degli amanti, la passione di loro esplode appena le natiche di Simo toccano la coperta. Cosce divaricate… Stefy con la bocca sopra quella Figa, le sta facendo perdere il lume della ragione.

Stefy succhia. Simo sbraita, inarcando completamente la schiena.

Scena bellissima che immortalo con l’iPhone.

Sospiri vibrati. Mugugni… Gemiti di passione. Qualche urletto per sottolineare la portata degli orgasmi.

Non si sono quasi accorte della mia presenza che invece voglio far pesare.

Mi tuffo fra di loro e tiro Stefy su di me. Me la stringo. Questa, sentendo la mia Figa contro la sua, prende a roteare il bacino. La sua è impegnatissima a sbavare il piacere che Lei ha dato a Simona, leccandogliela.

Tra di noi cresce una infuocata sforbiciata:

Figa a Figa. Le spingiamo una contro l’altra abbracciandoci strenuamente schiacciandoci le poppe. Graffiandoci le chiappe.

I corpi collimano perfettamente. Gli orgasmi reciproci scambiano le nostre linfe. I nostri umori.

Gratificata da questa piccola rivincita su Simona, lascio Stefy in sua balia.

Vado a riordinare le note che mi sono presa al ristorante.

Anche se i gemiti che provengono dalla camera da letto mi tentano alquanto, tiro fuori la mia stoffa da stoica giornalista. Reprimo ogni tentazione/attrazione dei sensi per quanto sta andando in onda al piano di sopra.

*   *   *

Stefy è stata sintetica nella sua loquacità ma ho tutti gli elementi per tracciare, di questa bella femmina che si approccia alla quarantina, il profilo del suo excursus erotico.

Stefy mi aveva raccontato:…

 <Ho 39 anni ma conservo la voglia di quando, a 13 anni, ho iniziato a masturbarmi. Ricordo che, dopo che mi era stato svelato quel piacere che era già in me, con le amiche mi vantavo di 13 venute ogni giorno. Una per anno… E pensavo con gioia ai futuri 20 anni.

Il primo cazzo l’ho avuto a 14 anni. Da un ragazzo mio vicino di casa. Piero, aveva18 anni. Un uccello fascinoso. Allo stesso, oltre alla verginità, tre giorni dopo, avevo dato anche il culo:

Un po’ prima di cena, mamma mi aveva mandata in cantina a prendere il vino. Per le scale avevo incontrato Piero che si era premurato di aiutarmi a portare in casa il cestello con le bottiglie. “Quando saremo in cantina mi darai un bacio per ricompensa”.

A me non piaceva andare in cantina. Era buio. Si andava con la torcia. Si diceva ci fossero anche topi. “Vedrai che sarai contento” Gli avevo detto. Avevo in testa, altro che bacio…

E La mia amica Fiorella mi aveva raccontato di come il moroso la scopava, quando dovevano farlo in fretta: alla pecorina. La Fiore, poi, le aveva detto che secondo lei era più godurioso che nelle tradizionali pose. Perché, allora, non sperimentare quel metodo? Sicuramente in cantina, dove per il buio che confonde il colore del viso, non avrei avuto pudore a concupirlo con una ‘pecorina’.

A 14 anni ci sono pure queste remore… Troie si diventa col tempo… Perseverando.

Quella sera posai la prima pietra per divenirlo.

Sempre, secondo la saggezza della Fiore, sfilarsi gli slip da vestite, innanzi a un maschio, gli indurisce all’istante l’uccello

Così, nella penombra della cantina avevo verificato la fondatezza di quella sua affermazione: innanzi a lui mi ero infilata la mano sotto la gonna che era ridiscesa portandosi dietro lo slip fantasia che indossavo quel giorno. Quasi un passo di danza, l’avevo sfilato dalle caviglie. Poi, con altra mossa l’avevo messo nella tasca della sua giacca. Senza lasciargli il tempo di riflettere… mi ero piegata ad angolo retto, tenendomi con le mani a una scansia. Le mie natiche erano a pochi centimetri dalla patta dei suoi calzoni.

Piero era un ragazzo perspicace. In un attimo aveva calzoni e boxer alle caviglie e mi sfrigolava la punta dell’uccello tra le cosce: era marmoreo.

Con la cappella ben calda si era posizionato tra le grandi labbra. Con tanta leggera delicatezza. Lentamente mi aveva penetrata. Dentro… dentro. Finché avevo sentito sbattere i testicoli, ad ogni fondata, contro la prugna della Figa.

La Fiore aveva perfettamente ragione: Si godeva, veramente tanto. Brividi… fremiti si rincorrevano per il mio corpo. Gemevo ad alta voce e mi raccomandavo di non venire ingravidata. A quell’età non avevo coperture. Piero aveva sfilato l’uccello dalla Figa. L’aveva appoggiato al buco del culo. Senonché, l’eccitazione era cresciuta talmente in me che mi aveva suggerito di abbandonarmi ai piaceri dell’inculata.

Ero stata io a spinge re il bacino contro quella punta di carne infuocata.

Subito, non era stata una passeggiata: all’impatto avevo lanciato un grido. Poi dolcissimo, il nuovo piacere mi aveva fatto vibrare ventre e colonna vertebrale: dal coccige all’epistrofeo.

Estratto il cazzo glielo avevo ripulito con i miei slip. Ci eravamo presi in un lungo bacio mentre il culo lasciava colare lungo le cosce la copiosa sborrata lasciata in fondo al mio retto.

Nei giorni successivi, tra noi era stata una ricerca continua di momenti… spazi, in cui rinnovare le gioie della Figa, del cazzo… Del mio culo.

Due domeniche dopo, con i rispettivi genitori eravamo in trattoria a levare i calici per il fidanzamento tra me e Piero… Sarebbe durato due anni.

A incrinare un sicuro matrimonio ci aveva pensato Mimma… La mia età, 16 Anni. Longilinea sempre allegra. Sua madre amica della mia. Io da lei. lei da me.

Scherzando nella mia cameretta mi ero trovata a un centimetro dalle sue labbra con le mie. “Adesso ti bacio”. aveva detto lei.

“Farà parte dello scherzare”. Avevo pensato io.

Non avevo risposto immediatamente e m’ero ritrovata la sua lingua in bocca. Aveva un buon sapore. In fondo mi piaceva. Anche la mia lingua si era messa a strusciare contro la sua.

Momento, dopo momento, quel bacio era divenuto sempre più appassionato.

La bocca di Mimma si era messa a vagare per tutto il viso. Io facevo le stesse mosse sul suo. Le bocche sbavavano. Il buon odore della sua saliva mi eccitava. Di tanto in tanto, le bocche si riagganciavano. I baci si facevano sempre più intensi. Le lingue erano tornate a vagare sui nostri volti.

Mimma sapeva bene come far crescere l’eccitazione. Io stavo al gioco. M’interessava imparare.

Appena Mimma s’era messa a succhiarmi il mento un paio di fremiti mi avevano scossa tutta.

Mimma era stata presa da foga eccitata. Dal mento, le labbra si erano spostate al collo. Succhiavano. La lingua leccava indiavolata. Se non avessi pensato io di aprirmi la camicetta sicuramente mi avrebbe fatto saltare i bottoni. Si era tuffata sulle tette con travolgente entusiasmo. Le mie mosse erano analoghe alle sue.

Ero stata io ad andare oltre, mettendole una mano tra le cosce con una stretta appassionata alla Figa. Azione che aveva scatenato la libidine in Mimma.

I miei slip non avevano resistito ai suoi assalti. Erano finiti in malo modo sul pavimento… lacerati. Eravamo finite ambedue nude. Abbracciate. Vogliosissime.

Ridevamo a crepapelle.

Avevamo calmato i bollenti spiriti. Ci eravamo guardate con una certa consapevolezza… e Mimma:

“Sarà meglio fare le cose per bene”

Senza attendere una mia risposta, aveva già le dita nella Figa a menarmela con sapiente esperienza. L’orgasmo che ne avevo ricavato… Era stato superlativo.…

A questo era seguita una profonda leccata che mi aveva informata che la mia Figa sapesse pure squirtare. Mai successo con Piero!

Era che talmente l’emozione suscitata dalla sua bocca sulla mia Figa che mi ero lasciata trascinare in ogni voglia che si era sentita di assecondare in lei..

È così che un 69 ben articolato e una sfrenata sforbiciata, Figa a Figa, mi avevano introdotto, a pieno titolo, nel mondo bisessuale al femminile.

Mimma era entusiasta di avermi new entry nel suo trasgressivo mondo:

“Vedrai come ti troverai bene, giovane come sei anche tu, nei letti delle mie amiche. Vero che t’è piaciuto? Vero che ci stai anche tu?

“Eccome che ci sto. Non ho mai goduto tanto come oggi con te”

Mi ero arruolata nel più esclusivo giro di troie, troiette, puttane e puttanelle LSB e BiSex. (“Semper Iuvenes Vaginae”, il nome del sodalizio) Una sorta di società segreta della trasgressione>

Stefy, mi aveva poi raccontato che dai suoi 16 anni ad oggi, l’associazione l’aveva sempre rifornita di sensuali incontri con ninfette, ad ogni richiesta. Sempre deliziose adolescenti, come lo era lei quando vi aveva aderito.

*   *   *

Dalla stanza da letto mi giungono i rumores che il torneo è al suo apice. Gemiti… Grida eloquenti, sottolineano i vari passaggi degli amplessi che via via le mie amiche stanno consumando.

Forse danno sfogo ai loro godimenti a squarciagola per coinvolgermi in un gioco a tre. D’altronde è un appuntamento che, tutte d’accordo, ci attende per la notte.

Una notte di fuoco tutta bolognese in onore di Stefy!

Mi trattengo. Voglio essere ben carica per il tour notturno. Anzi…. Uscirò e passerò il resto del pomeriggio dalla solita Giulia a farmi tonificare il corpo con i suoi massaggi che stimolano i recettori epidermici a sensibilizzarsi a ricevere baci e carezze.

Non credo sia un intervento efficace. È sicuramente un rito scaramantico che celebro ogni qualvolta tento di concupire una nuova femmina.

Il corpo di Stefy non è più una novità per me. Lo è invece il contesto a tre che mi attende.

Le mie amiche si debbono aver squirtato ad oltranza. Il letto ha trattenuto l’umidità dei loro umori. Quel buon profumo di Figa che apre il cuore.

Adesso loro sono sotto la doccia a rigenerarsi.

Mi intrufolo anch’io.

È delizioso insaponarci a vicenda. Delicatamente… Quasi timidamente. Qualche bacio.

Di corsa, tutte e tre nel lettone.

Qui smettiamo di essere timide. La libidine ci prende. Diventa una gara inserire il volto tra le cosce una dell’altra. Ci coccoliamo… Insultiamo… Incitiamo.

I primi fremiti che si fanno sentire in me, provengono dal buco del culo. Deliziato dalla lingua di Stefy. È un piacere che va in crescendo. Coinvolge il perineo… Sobbalzo… Scalpito… Scalcio… Approda alla figa con mio grande entusiasmo.

La leccata che ricevo è una delle più appassionate che ricordi negli ultimi tempi.

Avendo la lingua di Stefy tutti i varchi aperti, raggiunge in un baleno la clitoride.… Rigida ed impettita come un corazziere. Il dialogo che si sviluppa tra la lingua e la liscia capoccia è talmente incisivo che si mette in moto tutto il mio sistema di squirt… prendo a schizzare come uno spinello. Per la gioia di Stefy che beve tutto quello che può.

Decisamente è la nottata del culo. Sulla bocca mi scendono, ben aperte, le natiche di Simo. In tutta la loro eleganza. Le crespette che lo proteggono si schiudono.

La Figa della mia Lei sta contemporaneamente lasciando cadere nella mia bocca

le prime stille, accompagnate da prolungati sospiri.

La visione di questo culo che si offre alla mia lingua, scatena in me una frenetica libidine. Affondo le unghie nei suoi glutei… La tengo ferma alle mie labbra. È il perineo, subito a goderne. A questo faccio seguire i brividi che le scateno ai bordi della lussuriosa apertura.

Simona non può che reagire contraendo ogni muscolo del ventre. Alcune mie slinguazzate ben assestate: tre squirti si abbattono sul mio volto. In perfetta sincronia con l’orgasmo che sto godendo dall’implacabile propaggine di Stefy, intoniamo gli aneliti dell’amore.

Nel dopo, l’entusiasmo si impadronisce di noi: baci carezze e coccole per concludere, Stefy sopra di me in un 69 molto vissuto. Di cui Simona vuole tenere la domestica ripresa come ricordo.

Ci ritroveremo!

Ce lo giuriamo, sfinite, tra promesse e baci.

Torna a una Porkeriola con Stefy protagonista

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