Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Ross the Pig: Io e Te

Finalmente dopo mesi e mesi sono riuscito ad avere un appuntamento con lei.

Mi dirigo verso l’azienda per cui lavora. È una product manager. Si occupa del coordinamento e del potenziamento aziendale e di tutto ciò che riguarda vendite e rapporti commerciali con i clienti.

Sono entusiasta e agitato allo stesso tempo. Non mi capita spesso che una donna così bella, affascinante e super impegnata possa interessarsi a me. Concedermi il suo prezioso tempo.

Riguardo le sue foto durante il viaggio, penso agli argomenti di cui parlare. Voglio essere brillante e simpatico. Ho preso una orchidea e una scatola di cioccolatini.

Mi sono tirato con il meglio del guardaroba e ho messo un paio di gocce del profumo che viene prodotto in esclusiva per la sua azienda. Ci dobbiamo incontrare nel parcheggio del centro commerciale.

Sono in anticipo, vado a prendermi un caffè.

La cameriera del bar, più o meno trent’anni, carina, mi guarda con un certo interesse: <Cosa ti porto?>, approccio confidenziale.
<Un caffè e il tuo sorriso> Ne guadagno subito uno:
<Se è per quello, quanti ne vuoi… Per te sono gratis.>

Mi limito a un accenno di sorriso. Non ho intenzione di stare al gioco. Concentrato come sono sul mio appuntamento con Angy.
<Ecco il tuo caffè. Belli i tuoi pantaloni. Ti stanno magnificamente – gli occhi puntano il pacco – Non sei di queste parti? Non ti ho mai visto proma. Per chi è questa magnifica orchidea?>
<Una amica speciale>
<A me quando la porti?>

<Non farò passare molto tempo, puoi esserne certa…>
<Sei un tipo romantico>
<Sì, romantico, raffinato e trasgressivo>.
Sorride. Scrive un suo telefono su un tovagliolino. Lo metto in tasca. La saluto e me ne vado.

Vicino all’auto, mi preparo una sigaretta con il mio tabacco. Quattro boccate e la Smart bianca aziendale entra nel parcheggio. Mi batte il cuore, metto l’orchidea e i cioccolatini sul sedile accanto al mio.
La sua auto si ferma vicino alla mia. Uno spettacolo! Tira fuori le gambe affusolate, la gonna si sposta più su della coscia. Fuggevole mi passa nel campo visivo il triangolino del perizoma nero. Porta calze nere autoreggenti. Gonna, camicetta avorio e sopra, un giubbino di pelle rosso. Capelli lunghi, sciolti, occhiali da sole.

Le apro la portiera. Vede l’orchidea e i cioccolatini. Mi sorride: <Sono per me?>

Guarda l’orchidea, alza gli occhiali, mi accarezza il volto e un bacio sulla guancia.

È bellissima! per l’emozione non mi vengono fuori le parole. Mi sovviene il mio esame di maturità, quando di fronte alla commissione mi bloccai completamente. Se non fosse stato per il mio professore che mi chiese: <Se non sbaglio tu suoni la chitarra. Vero?>
<Sì Prof. Suono in un gruppo rock, siamo tutti amici e coetanei>. A quel punto mi sbloccai e tutto andò liscio.

Ecco, con lei a fianco, mi si è ripresentato quel blocco emotivo.

È lei a rompere il ghiaccio: <Com’è andato il viaggio?>
<Bene, grazie.> e il blocco si sblocca. Le faccio i complimenti per l’eleganza e per i magnifici capelli. Le prendo la mano. La porto alla bocca e gliela un bacio: <Ho desiderato tanto questo momento. Non vedevo l’ora che accadesse!>

È mezzogiorno. Lei per le cinque deve ritornare in azienda.

Non distante c’è un piccolo ristorantino che ha qualche camera. È là che mi dirigo. Il nostro è il primo incontro anche se ci conosciamo da tempo e ognuno sa tanto dell’una che dell’altro. Compreso passioni e trasgressioni.

<Come fai a conoscere questo posto?>
<Ho fatto una ricerca. Tu ci sei mai stata, diavoletta?>
<Ma no, vè>
<Immagino. Preferisci andare altrove?>
<No, perché?>
<Non so, forse perché si mangia male?>
<Si mangia benissimo.>
<Vedo che le buone recensioni non sono mancate alla tua attenzione>
<Stupido! Me ne hanno parlato delle amiche>
<Allora andiamo a vedere se queste voci che girano, siano vere>.

Il ristorantino si presenta bene. Pochi tavoli, di cui alcuni già con la scritta riservato. Questo mi preoccupa: la mia testa è già al dopo pranzo e non vorrei che le poche camere fossero già prenotate.
Ordiniamo bistecche ai ferri, con contorno di patatine. Io vi aggiungo finocchi e carote crude che condisco con sale olio e limone. Lei non approva il mio gusto e si fa una risata. Il tutto, annaffiato da un ottimo rosso. Dopo il primo brindisi le chiedo: <Sarei curioso di sapere che intimo indossi>
<I mutandoni della nonna…. Piùttosto tu come ti sei vestito?>
<Vuoi sapere se ho messo i boxer bianchi a righe nere? Quelli che ti sono piaciuti nella foto che ti ho mandato?>
<Intendevo i pantaloni.>
<Cos’hanno che non vanno?>
<Sono stretti… si intuisce tutto>
<Ti dispiace?>
<Ma No, ve. Mi eccitano.>

Il sangue prende a girare velocemente, soffermandosi tra le gambe. Il pacco si evidenzia sempre più. Al cameriere chiedo discretamente una stanza. Ricevo le chiavi della camera D.

All’abbraccio segue un bacio appassionato. Focoso. Le lingue si cercano in ogni angolo del cavo orale. Ruotano l’una sopra l’altra: si cercano, si vogliono. Le labbra si muovono freneticamente. Non si fermano, si baciano e riprendono. Serpi in amore nel buio della loro caverna. Le mani iniziano la ricerca di ogni capo che è sui nostri corpi. Vogliono sbarazzarsene. Sentire il calore dell’altro corpo.

Lei, bellissima, indossa un coordinato intimo nero. Il perizoma evidenzia il culo, slanciato dai tacchi. Slaccio il reggiseno. Due seni stupendi, non molto grandi, proporzionati al suo corpo, piccole aureole che coronano i due bottoncini rigidi.
Seduto sul letto, lei in piedi davanti a me, le sfilo con lentezza il perizoma. Tiene le autoreggenti e le scarpe con il tacco.
Bella, depilata, liscia, appare la fighetta. Sembra quella di una ventenne: stretta con il suo lieve gonfiore, ha un colorito chiaro e roseo. Il suo odore mi inebria e mi conferma che qualche goccia di profumo sul monte di venere la impreziosisce.
Le accarezzo cosce e glutei. Le faccio appoggiare il piede sul comodino e inizio a baciarle l’interno coscia. Vado sulla sua pancia e lecco l’ombelico. Scendo giù, sul monte di Venere. Quel profumo mi incanta. Apro le labbra e inizio a leccare il clitoride. Mi prende la testa e l’accosta più a sé. Quasi a farsi penetrare. Ha una posizione dominante rispetto alla mia. È abituata a dare ordini e disposizioni ai suoi sottoposti. Tra noi è diverso, ci scambiamo questi ruoli vicendevolmente. Si agita, le piace! La lingua continua a volteggiare tra le pieghe della figa. Le mani allargano quelle labbra: <Lecca tesoro, leccami tutta. Ho voglia di godere>. Mi ribalta sul letto. Vi sale anche lei. Si gira e si china: è un 69 in piena regola: ho le sue grazie sulla faccia.

Bacio e lecco la figa. Lei è con la bocca sull’erto membro: rigido, depilato e circonciso. Nel calore di quella bocca, lo affondo. Sento la profondità della gola. Mi palpeggia lo scroto e continua a succhiare avidamente il cazzo. Io con la lingua mi trastullo attorno all’orifizio anale. Si gira, mi viene a cavalcioni e con piccoli movimenti del bacino si struscia sul pene. Lo metto in posizione e la bocca vaginale lo inghiotte in un sol boccone. Le mani sul mio petto. Si abbassa e mi bacia. I lunghi capelli mi accarezzano volto e corpo. La stringo a me. Rialza il suo corpo, si agita, si muove con me dentro. La giro, inverto la posizione. Sono sopra di lei, mi abbraccia e affonda le sue unghie nella mia schiena. Do un colpo di reni per il dolore che aggiunge spinta alla penetrazione: <Sìì, continua cosi, ti voglio tutto dentro!> e continua ad affondare le unghie nella carne. È una tigre scatenata.

Prendo le sue gambe me le porto al petto. La penetro sempre più forte con ritmo costante:
<Vieni, proviamo con la sedia>. Mi guarda stupita, non conosce quella posizione.

La metto inginocchiata sulla sedia con il volto alla spalliera. Ho il suo culo innanzi. Bacio, accarezzo le sue cosce inumidite dal proprio succo che sgorga dalla vagina. La prendo da dietro, le accarezzo i seni e stringo i capezzoli. Le aggiusto i capelli a coda di cavallo. Tirandoglieli le sposto la testa all’indietro. Non può muoversi più di tanto in quella posizione instabile e, a rischio caduta. <Ti piace fare la pecorella? Non ti pensavo così zoccola nel fare l’amore?>
<Sì stronzo! Tu pensa a farmi godere!>
.

La metto in piedi con le spalle al muro. Mani nelle mani a braccia aperte. Stretti corpo a corpo… Gli ultimi colpi e sento che i testicoli stanno per esplodere.

Mi guarda: <Vengo stronzo> Lingua in bocca, gemiti di piacere: il sottofondo musicale. Lei, ruota il bacino agitandolo. Giacché pure io sto per venire, lo tiro fuori e gli vengo tra le cosce.

Si esprime da grande femmina qual è: stringe le cosce per farmi sentire la continuità del godimento. Caldo, lo sperma cola fra le cosce, sporca le autoreggenti. Restiamo abbracciati per qualche minuto.  <Ma sei proprio stronzo, non solo mi hai sporcato le calze ma ora, tutto quel ben di dio, va sprecato.>
<Che porca! Avresti preferito berlo?>
<Perché no? Pensi non mi piaccia?>
Dita tra le cosce e tira su qualcosa da quel che cola. Lo lecca.

Qualche momento di coccole poi, tutti a pisciare, giocando con i reciproci getti. La vasca, poi si riempie della piacevole acqua calda e ci insaponiamo a vicenda. In me si rinnova l’erezione. Lei, gioiosamente me lo scapocchia e, lo trastulla: <Ne hai ancora voglia, maiale?> Non ha esitazioni… Si china e… Via col pompino!

Risucchi appassionati e meravigliosi! Lo bacia. Lo lecca. Si sganascia, nel succhiarlo. Alternando frenesia a passione. Coccola i testicoli. La punta della lingua ruota attorno alla corona del glande. Il dito più grosso viola il buco del mio culo. Tengo la sua testa tra le mani. Vorrei, questo momento non finisse mai. Il piacere è sublime. Il sangue si concentra sulla cappella: liscia come una boccia da biliardo. Tutto il cazzo pulsa! Deflagra! Sborra!!

Un piccolo rivolo le esce dalla bocca. Ingoia. Con l’indice raccoglie quel rivolo e lo porta al palato. Lo assapora golosamente: <È leggermente salato. Buono!>.

Non posso fare a meno di stringerla a me. Baciarla!

Un caffè al bar.

Un bacio, abbracciati innanzi alla portiera dell’auto.

<Ciao tesoro>

<Ciao stronzetto. Scrivimi appena arrivi!>

Buon compleanno Angela

19/12/2020  Ross.

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