Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Rox The Pig: Gaudeamus Igitur

Flavia dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard del dr.Hans Stortoghårdt in Borgergade 9, 1300 København

Il signor Ross scende dal treno con tanto di soprabito e cappello. Appena acquistati nel miglior negozio di abbigliamento della sua città.

È il giorno del suo compleanno e, guarda caso, si trova proprio nella città che da sempre ha idealizzato: Bologna.

Laddove il motto Gaudeamus igitur, è storia e attualità. Insomma, per tradizione, una città in cui si deve assolutamente godere.

Niente di più appropriato per quella sua ricorrenza genetliaca che il congresso della Società Odontotecnica Europea, a cui lui appartiene. Da cui è invitato a partecipare, proprio lì, a Bologna, il giorno del suo compleanno!

Lui, noto, dalle sue parti, per essere un puttaniere compulsivo, legge in quel casuale abbinamento compleanno/congresso a Bologna, un segno del destino: avrebbe avuto qualche chance per assaporare il famoso bocchino alla bolognese, che il suo collega, Eraldo Bugamelli, bolognese DOC, continuamente magnificava?

Caricato da tutte queste informazioni, il signor Ross, si aggira per l’atrio della stazione centrale di Bologna, puntando ogni figura femminile pensando, tra sé e sé: <ma questa, saprà cos’è il bocchino alla bolognese?>

Frastornato da questo leitmotiv che gli frulla nella testa, si dirige verso il parcheggio dei taxi. Qui, non ha dubbi su quale montare.

La vettura della seconda fila ha, quale autista, un’affascinante e giovane bionda: <Devo andare al PalaDozza>

<Odontotecnico anche lei?>

<Come fa a saperlo?>

<Ne sono già arrivati centinaia.>

Il Pala Dozza è anche il palazzo dello sport della Città. Contiene attorno alle 7000 persone. Quel giorno, per quel congresso, pullula di odontotecnici provenienti da tutta Europa.

Ross si avventura in quella calca di colleghi. Ben poche sono le colleghe. Così pensa bene di tornare all’ingresso dove è allestito uno stand per l’accoglienza dei congressisti.

Qui Mother and Daughter, la famosa agenzia di comunicazione condotta da mamma e figlia Marchetti, ha il compito di divulgare il materiale congressuale. Nello stand, per l’occasione operano la figlia Flavia, il suo boy friend, Oscar. Milly, la di lui fidanzata. Le due femmine sono allestite con un abbigliamento che non può che dar adito all’antica nomea della città, quale luogo di intrattenimento sessuale e perdizione. Molti dei congressisti si soffermano più del dovuto per gli accrediti e ricevere l’elegante cartella in finta pelle, con tutte le istruzioni per trascorrere alcuni giorni in questa capitale del bel vivere.

Ross si avvantaggia sui suoi colleghi con un colpo di generosa astuzia: va al bar e fa portare, a sue spese, un’abbondante colazione, ricca di babà e cannoli, ai ragazzi della reception.

La giusta chiave per essere invitato a varcare il recinto e godersi la compagnia di quelle appetitose ragazze e del loro simpatico collega.

Ross, subito, intavola con Oscar un discorso per capire dove poter assaggiare il famoso bocchino alla bolognese che tanto gli frulla nella mente.

Purtroppo, Oscar, per la sua giovane età e soprattutto avvalendosi dei favori erotici di quelle ragazze lì presenti, non conosce tappe e luoghi che la tradizione consiglia per un tour nella genuina storia erotica della Città.

Senonché, attorno al mezzogiorno arriva mamma Ines. Mamma di Flavia, titolare della prestigiosa agenzia. Una signora sulla cinquantina. Elegante. Profumata assai. Piena di brio. Per dirla alla bolognese: un bel figone. Con lei un’amica: stessa età, stessa taglia. Elegante. Profumata. Con le tette in avanscoperta. Olga, il suo nome.

Il signor Ross aveva guarda, con una certa speranza nel cuore, le due ultime arrivate. Molto più alla portata della sua età e, almeno come immagine, dei suoi desideri.

Flavia presenta il signor Ross a mamma e lui intavola con le due signore una conversazione che, guarda caso, tutta imperniata sulla tradizione della Città, faro dell’edonismo nel mondo.

Le due signore cadono nella trappola del signor Ross.

Si divertono ad ascoltare le notizie esagerate che lui ha sulle relazioni maschio/femmina della Città. Tant’è che al break del pranzo, viene invitato con loro in una trattoria lì, nei pressi.

Al tavolo il signor Ross è fatto sedere tra mamma Ines e l’amica Olga.

Odontotecnico… Denti… Dentiere. Ben presto le due signore intavolano una simpatica discussione proprio su alcune performance con o senza dentiera. I tre giovani della combriccola ascoltano con fare divertito l’evolversi dell’argomento. Fatalmente il tema approda al sesso orale e più precisamente al bocchino in stile bolognese.

Il signor Ross esulta! I due giovani levano i bicchieri per un brindisi alla grande arte tutta bolognese. Mamma Ines e la signora Olga baciano sulle guance il signor Ross che a quell’effusione, arrossisce.

Da quel momento in poi non ci sono più sottintesi, doppi sensi e panegirici. Il tema per tutto il pranzo è esclusivamente riservato al bocchino: a fior di labbra, con lo scroto tra le tette, con o senza l’ingoio.

Un festival!

Al signor Ross è venuto duro. Se ne è accorta la signora Olga che inconsapevolmente ha incrociato con una mano, la patta dei suoi calzoni.

Un po’ imbarazzata, la signora Olga si assenta per la toilette, dove piscia, ma soprattutto riordina i capelli e mette rossetto sulle labbra. Anche perché quel tal signor Ross la intriga assai. Proprio per questo, tira su la gonna, così, quando si risiede, si scoprono le tornite cosce. Pronta la mano del signor Ross le si appoggia sopra e inizia ad accarezzarle. Una vampa di rossore riempie il viso della bella donna. Uno stato di beatitudine le si diffonde nel corpo.

Mamma Ines che si è accorta di tutto ciò, sta studiando a come far evolvere la situazione.

Qualche bisbiglio riservato tra le due Signore e un’uscita entusiastica di Olga: <Mo  sì…ve!… Magari!> e, mamma Ines che si è appropriata del conto, si rivolge ai suoi ragazzi: <Mi sa che sia tempo di riaprire il nostro stand. Io e Olga vi lasciamo qui – e rivolta al casuale ospite – Lei cosa fa signor Ross? Va a dire la sua sulle dentiere o viene con noi per un caffè a casa mia… Lo faccio buono sa. Adesso che ho preso la macchina espresso.> Il signor Ross non se lo fa ripetere e si aggrega alle due signore di mezza età.

Mamma Ines è impegnata con la macchina espresso del caffè. Nuova come è, non ha ancora dimestichezza con tutte le sue funzioni. Quasi come per la lavatrice.

In sala Olga si è seduta al pianoforte e rivive un momento magico della propria gioventù, quando suonava e cantava nei locali della Città. Lo fa socchiudendo gli occhi, muovendo agilmente le mani sulla tastiera. Canticchiando un famoso motivo degli anni 60. “Il cielo in una stanza”. Una canzone molto sensuale che le aveva sempre procurato fan, amori e amanti.

Il signor Ross, seduto in una comoda poltrona ascolta imbarazzato: gli è tornato indiscutibilmente duro.

Il vino bevuto a tavola e quella canzone non lo tengono fermo. “O adesso o mai più!”

È alle spalle dell’artista. Le accarezza il collo, su cui appoggia sensualmente le labbra. Olga ha un fremito. Le sue mani sulla tastiera fanno balbettare le ultime note. Si volta verso quell’ammiratore, con un leggero tremolio socchiude le labbra. È un invito a come devono proseguire le cose.

Il signor Ross è avvezzo a queste situazioni: le accarezza la chioma. Scende con le mani e la carezza si propaga sul contorno dei seni. Un momento dopo, questi saranno in bella mostra fuori dal décolleté.

Intanto, entra in sala mamma Ines per comunicare di non essere riuscita a mettere in moto la macchina espresso del Caffè. <Possiamo comunque rifarci con un buon rum. La bottiglia è lì sul tavolino dietro il pianoforte.… Io però se non vi dispiace rimango. Alla nostra età è raro vedere due persone che così tanto si attraggono.>

Il signor Ross e Olga sono un corpo unico abbracciati sulla panchetta del pianoforte. La camicetta della donna è già sul pavimento assieme al reggiseno. Il signor Ross si è già liberato dei calzoni. Elegantemente in boxer sta armeggiando attorno allo zip della gonna di Olga. Le loro bocche sono una incastrata nell’altra. Le mani di Olga annaspano cercando di incrociare la patta sui boxer del suo amatore.

Sulla poltrona, senza alcuna vergogna, mamma Ines solleva la veste e si tocca animosamente.

<Sergio?> Chiede Olga in un break tra un fiocco e l’altro. È rivolto all’amica per sapere che non piombi all’improvviso il marito di Ines: <Sergio è a Milano per un sopralluogo a un terreno da acquistare. Dovrebbe tornare domani sera.>

<Wow! – Olga che intanto brandisce tra le mani il cazzo del signor Ross –figa mia fatti capanna!… Dai Ines… Come ai vecchi tempi> e visto che l’uccello ce l’ha già in pugno si mette in ginocchio tra le gambe del signor Ross.

Se lo mette in bocca. Guarda in alto verso il volto dell’uomo, su cui aleggia già un’espressione estatica… Lecca e succhia.

< Cosa fai, sei matta? Il bocchino ‘dulcis in fundo’. Cosa vuoi godere solo tu?> Ines si avvicina a loro già completamente nuda. È una gran bella donna. Tette ancora ben sostenute, ben curato il pelo del monte di Venere. Si lascia andare sul prezioso tappeto, allarga le cosce e chi vuol capire, capisca.

Se fosse stato costretto a parlare, molto probabilmente il signor Ross avrebbe balbettato. Nessuno glielo aveva chiesto, ma il signor Ross è sopra a mamma Ines come la trama di questa storia prevede. Così come anche Olga che cala accanto ai due per partecipare anche lei. Come raccomanda M.eur De Coubertin.

Con Ines, che viene subito le cose vanno molto bene. Lei può contare su ben due orgasmi in attesa che il turgido uccello del signor Ross si metta a schizzare in fondo alla vagina. La loro canzone dell’amore si sparge per tutta l’elegante sala.

Olga partecipa succhiando le tette dell’amica. È un atto molto generoso che ha uno strascico su di lei con un’intensa voglia di godere.

A quello ci pensa l’amica Ines che appena ripresasi dai propri godimenti è tra le sue cosce con il volto, a darle piacere: le gonfie labbra della figa si allargano per la lingua che la penetra, rovistando sopra sotto ogni angolo. Immergendosi tra quegli umori che suggellano la piacevolezza di quell’improvvisato incontro.

Olga gioisce rumorosamente dell’orgasmo che le dà l’amica. Il signor Ross in poltrona cerca di riprendersi dalla sborrata che ha consumato nella bollente figa di Ines. Se lo trastulla con la speranza che riprenda l’iniziale vigore. Anche perché ora, Ines sta dicendogli: <è adesso, caro, che per te viene il bello!>

Olga che intanto è andata a pisciare e a rinfrescarsela nel bidet. Va verso la poltrona in cui è il signor Ross. Gli si inginocchia innanzi e, con fare da esperta, saggia lo stato del cazzo: <Bazzotto! – sentenzia, rivolta all’amica – Per me ha già la giusta consistenza.> Senza aggiungere altro: una mano sotto ai testicoli. Inclina innanzi il capo. Apre le labbra. Stringendo il prepuzio con queste, scopre la cappella. Tutto questo all’interno della bocca senza minimamente toccare l’uccello con le mani.

Mamma Ines si premura di dare al signor Ross la spiegazione: <il bocchino alla bolognese non può essere considerato tale se nella sua attuazione vengono utilizzate le mani. Queste possono solo tenere in posizione il pezzo, agendo al di sotto dei testicoli. Se queste semplici modalità non sono rispettate, si deve necessariamente etichettarlo quale ‘mezza pugnetta’> mentre questa colta disquisizione prende posto nella memoria del signor Ross, il suo cazzo riprende la sua miglior forma e l’intrinseco gioco di labbra, lingua, mascelle gli sollecita una nuova ondata di sperma.

Sicuramente non è un amplesso in tutta calma. Ognuno dei protagonisti lo vive con una sua agitazione anche perché Ines, per non restare inerte a guardare, mena all’amica impegnata, un delicato ditalino. Ines sussulta a quel piacere e dagli scombussolamenti che vede nel suo partner capisce che sta per arrivarle lo spruzzo in gola.

Neanche pensarlo… Si ritrova la bocca piena che deglutisce senza disperderne neppure una goccia.

Si abbandona completamente all’orgasmo che le viene dalle tre dita di Ines.

Non ci sono nei baci né abbracci di commiato tra i tre. Unica cosa che chiede di avere il signor Ross, è il self della figa di Ines e della bocca aperta, labbra comprese, di Olga.

In treno avrebbe guardato quelle immagini per tutto il viaggio. Con sua immensa gioia, constata che, nonostante il serrato utilizzo, gli è tornato duro.

Sì, è stato proprio un bel compleanno!

©FLAVIAMARCHETTI-2019

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