Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Quella tedesca vicina di casa, molto porca

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI
Scrittrice di bella presenza

Dal 2005 Flavia pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©FlaviaMarchetti 2021

È una mattina gagliarda.

Al 69, nel buongiorno è andato di seguito la doccia in comune. Comprensiva di un’eccitante pisciata nel mio culo: torna il desiderio… La voglia di godere. Risolviamo con un ditalino incrociato. Un grande reciproco orgasmo. Sfinite ci avviamo a far colazione.

Nel pur-parler tra marmellate e caffè torna in ballo Oscar.

<Hai notizie del nostro cosiddetto amante?> Mi fa Simona.

< Assolutamente no. È dalla serata, che ti ho raccontato, con Anghela che non l’ho più sentito. Quella notte dovrebbe averla passata con lei.>

< Prova bene ad indagare con Milly. Non vorrei che questa troia ci portasse via l’unico uccello che tanto amorevolmente abbiamo addestrato>

<Dopo le telefono.>

Ops! Suonano alla porta.

Lupus in fabula: è Anghela.

Entra vedendo Simona ha un momento di esitazione. Ad Anghela ho già avuto modo di presentarle Simona, ma non c’è stato alcun successivo approfondimento. Si conoscono e basta: <Volevo dirti qualcosa di molto personale>

<Tra me e Simona non c’è nulla di personale. Siamo un’unica cosa> Tanto per rafforzare la mia affermazione, mi siedo sulle sue ginocchia mettendole la lingua in bocca.

< Beate voi – sussurra – che vivete vicine. La mia Lei vive a Francoforte.… Un po’ complicato per il ditalino con cui ci auguravamo il buongiorno.>

<Noi ce lo diamo sempre con un bel 69. Anche stamattina è andata così.> Simona sbruffoneggiando.

Io, invece, cerco di essere carina con lei: <Noi, se potessimo compensare quella lontananza… Ben volentieri… Dicci tu.>

Con lo sguardo mi chiede se può parlare. La fiocco in bocca. Le offro una tazza di caffè.

<Scusate se ho turbato la serenità del vostro sabato. Ma tu Flà, sei la sola che può darmi notizie di Oscar…>

<Telepatia, Bella Gnocca, ce lo domandavamo anche noi cinque minuti fa.> Simona fa trapelare un po’ dell’antipatia che sta montando in lei verso la nostra coinquilina.

Anghela percepisce la situazione… smonta il suo a plomb teutonico e chiedendo un’altra tazza di caffè, sfodera il cruccio che l’opprime.

<Con Oscar ho trovato l’equilibrio che prima mi veniva meno. Non penso più a Ursula e lunedì ho troncato la videochiamata con lei. Avere Oscar mi ha permesso di uscire dalla sua tirannide… Ma qui dovrei raccontarvi di come è il rapporto con lei. Ve lo risparmio…>

Nel tono della sua voce passa un velo di tristezza che Simona, ragazza molto sensibile, recepisce. In cuor suo si pente del malanimo con cui ha accolto l’intrusione della nuova vicina di pianerottolo. Si sposta sulla sedia accanto alla sua e le stringe la mano. Guadagna un malinconico sorriso.

Chiediamo il perché di tanto interesse su Oscar. Impariamo che ha trascorso ogni notte del mese nel suo letto: <Mi ha fatto toccare il paradiso. L’ho sempre accolto attorno alla mezzanotte. Pochi minuti ed era nudo, ben eretto sul cazzo, a spogliarmi. Ha sempre voluto farlo lui. Ma quando aveva concluso la mission io ero già venuta due volte.

“Normale! Maschio, ventenne con milfetta troia.” Non posso che pensare.

<Innamoratissimo. Vuole assolutamente vivere con me. Seguirmi in Germania per fare il fotografo. Ha già buoni contatti con un’agenzia stampa proprio della mia Città… “Tornerò in questo paese di merda solo al volante di una mia BMW” mi dice. Mi fa foto di nudo in cui appaio di una bellezza sconvolgente. Ha pure giato un paio di clip porno di nostri amplessi, venduti a magazine australiani da cui riceverò un lauto compenso…>

Mi vien da ridere. È un’operazione che aveva provato anche con noi ma gli era andata male. Non avendogli rilasciato il consenso a divulgare la nostra immagine, A noi erano sfumati 2500 euro per la ripresa di un 69 e ne avevamo dovuti sborsare altri 2000, quale prestito per l’acquisto di una sofisticata attrezzatura. Che ci sta restituendo a 250 al mese. Ovviamente lei gliene ha già anticipati 5000, sempre per sofisticate attrezzature fotografiche. Quest’ultimo dettaglio lo teniamo riservato.

L’angoscia di Anghela è dovuta al fatto che domattina dovrebbero raggiungere herr Franz Kausherman, suo padre, a Grado. Dove è calato con la giovane seconda moglie, per una vacanza italica.

Anghela, presentando il giovane virgulto – Oscar – quale fidanzato avrebbe riscattato la nomea di zitella lesbica. Che aveva preso a circolare in famiglia. Una famiglia, quella degli Kausherman che racimola un cospicuo capitale fatto di aziende, immobili, partecipazioni azionarie. Un ben di Dio da cui la ragazza è tenuta alla larga. Causa il non chiaro stile di vita: Promotrice e manager di alcuni pittori della più recente tendenza artistica. Femmina, amante di un’altra femmina, ben nota per essere leader nei movimenti per la parità di genere agli LGBT.

Oscar, con i suoi modi garbati da ragazzo di buona famiglia. Il volto angelico. Avrebbe forse convinto papà Franz a riammettere la figlia femmina al tavolo operoso di famiglia con i fratelli produttivi.

Già il guizzante cazzo di Oscar, in poco meno di un mese, aveva convinto Anghela a dare ascolto agli stimoli etero sopiti in lei, facendole troncare il complicato rapporto che manteneva con Ursula.

Questa inamovibile da Francoforte. Lei, cittadina del mondo: un po’ a Parigi… un po’ a Oslo… Ora a Bologna. A libro-paga della prestigiosa Fondazione Manersman e con una piccola rendita dal padre purché non le rompesse troppo i coglioni e stesse lontana dal capitale di famiglia.

Anghela racconta tutto questo con evidente malinconia ma con marcati timbri teatrali. Molto attenta a colpire l’emozione di Simona con cui, tramite la mano è in stretta comunicazione.

<Posso darti un bacio, Tesoro?>

Un leggero sorriso. Gli occhi socchiusi. Le labbra gonfie e protruse, è la sua risposta

Simona e Anghela restano a lungo, bocca a bocca.

<Visto che sei in vena di confidenze, perché non ci racconti di come te la passi con la bella Ursula?>

<Intanto, Ursula non è una bella figa come voi, anche se ha solo 25 anni – sospira – Dieci meno dei miei… È minutina ma piena di energia. Intelligentissima. Mi son sempre incantata nell’ascoltarla. Peccato che siamo state pochissime volte assieme. L’amore l’abbiamo quasi sempre fatto virtuale. Davvero credo di averlo fatto con lei, solo sette volte. Indimenticabili!

Lei non è molto disponibile a lasciarsi mettere le mani nella Figa. tantomeno la lingua. Li considera esercizi avvilenti e controproducenti per le femmine e per tutti coloro che vogliono essere tali. Io, che sono esattamente il contrario, di questo ho sofferto molto. Comunque, sono sempre stata al suo fianco ad ogni manifestazione a cui ha partecipato. E l’ho sempre fatto amorevolmente. Tutte nei centri sociali sapevano che ero la compagna di Ursula. È stato soprattutto questo a far arrabbiare la mia famiglia…>

Vedo che sia lei che Simona sono prese. Conosco bene la mia Lei e prevedo che di lì a poco le farà un assalto di quelli quasi impossibili da respingere. Meglio arrendersi.

La scintilla scocca quando Anghela si leva in piedi e chiede: <Posso avere un’altra tazza di caffè? Lo fate così buono qui in Italia che non smetterei più di berne, anche se so che mi eccita. Mi fate compagnia o mi eccito da sola?>

Simona recepisce immediatamente. Slaccia due bottoni della propria veste da casa lasciando troneggiare le sue belle tette. Afferra la ragazza per i capelli. Le spinge il volto sui capezzoli. Lei lecca con entusiasmo emettendo sonori mugugni.

Non vorrei fare la terza incomoda. Non vorrei neppure lasciare quel ricco piatto all’ingordigia di Simo. Mi libero dalla veste e da dietro appoggio le labbra al teutonico collo.

L’attacco simultaneo scombussola Anghela che dal pallone in cui l’abbiamo spinta reclama: <Ho troppe mani su di me. Non riesco a spogliarmi. Fatelo voi… Per favore… Io non riesco.>

Mi do daffare e a terra s’ammucchiano i suoi leggings, i suoi slip, la t-shirt. Il perizoma di Simona.

Trascino il gruppo al divano. Mi sdraio a gambe aperte. Capisca chi vuole capire.

Anghela si allunga su di me. La sua Figa combacia con la mia. Sono ambedue aperte. Si baciano. Si strusciano. Sbavano.

<È bello… Mi piace… Sto già godendo.> il mio è un sussurro appassionato. Piccoli movimenti del bacino. Lievi sfregamenti tra Fighe. Intensi fremiti mi avvolgono. Lo stesso succede ad Anghela. È tutta un tremito. Si agita. Sobbalza. Si stringe forte a me. Mi bacia. Veniamo assieme.

Simona finora si è solo beata del nostro godimento. Ora sente il bisogno di parteciparvi.

Non ha che aprire le chiappe di Anghela per avere via libera al suo buco del culo… alla sua e alla mia Figa. Un panorama idilliaco che la sua lingua sa unire in un solo momento di grande piacere. È così che strette una all’altra, io e Anghela, ci lasciamo andare con grande trasporto.

Sono, poi, figa e culo di Simona a venir compensati contemporaneamente dalle nostre lingue, in un complesso groviglio di corpi.

<Mein Got – esclama Anghela squirtando – Mi avete riconciliato con il mondo.> Tiene una mano sulla brodolosa fica che sta esaurendo i postumi del godimento.

Riprende le lagnanze sul comportamento di Oscar: <Se almeno mi dicesse che non si sente di venire a conoscere papà…. E quando pensa di tornare a darmi una nuova scopata… – Ride divertita – Per me è diventato importante… Era diventata una buona abitudine…>. Pur se la ragazza appare allegra, Simona trova in lei una profonda tristezza. Vuole far qualcosa per lei: <Che ne dici Flà, se tu che hai feeling con lei, facessi quattro chiacchiere con Milly?> (La fidanzatina di Oscar)

Milly, sentita al telefono, si dimostra gioiosa e secondo lei l’amore tra lei e Oscar è al massimo dell’espressività: <… solo ieri sera mi ha regalato tre orgasmi e gliel’ho dovuto spegnere con la bocca… È un periodo che mi vuole un bene della Madonna!>

Quest’ultime considerazioni, però non le passo all’amica tedesca.

Faccio comunque in modo che Anghela si renda conto che non le è possibile far valere Oscar come fidanzato.

Indubbiamente le performance erotiche con me e Simona l’hanno convinta su dove può sempre approvvigionarsi di piacere:

<Mi tenete con voi, almeno fino a lunedì? Così non penso troppo a quello che mi è sfuggito.>

<Noi però, adesso, andiamo a fare i nostri dieci chilometri di corsa per mantenerci in forma. Vieni anche tu?>

<Si, con voi, vengo anch’io.>

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