Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

La vacanza di Stefy a Porto Chat – Davide

E’ sempre Stefania la musa di queste vicende.

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©La FlaviaMarchetti 2022

Mamma. Olga

Davide è un cinno… si direbbe dalle mie parti… di 16 anni, che con mamma… una delle più belle donne di quella spiaggia… è approdato a Marina di Chat per due settimane di vacanza.

Mamma, che stravede per il suo cucciolo, è determinatissima a farsi rispettare come moglie e madre: tiene lontano i calabroni che… data la sua avvenenza … non mancano di ronzarle attorno.

Mister Joe For

Olga, si è fatta la fama di essere ben fedele al signor Giovanni Foresti… il marito… imprenditore edile, sempre più impegnato sia per il lavoro, sia con la palestra in cui si ritira in ogni momento in cui è libero da impegni lavorativi. Inutile scoprire che la signora Olga è la consorte di Mister Joe For, il più noto culturista d’Italia.

Davide

Qui, però, parlerò solo dei 16 anni del loro figlio, Davide. Il quale sta vivendo un momento critico dell’adolescenza. Il periodo della pugnetta sfrenata: Due ogni sera, altrimenti non riesce a prendere sonno.

Davide vive la spiaggia con lo sguardo puntato fra le cosce delle bagnanti… vecchie o giovani che siano.

Sempre alla ricerca di uno scorcio di figa… di cui ha sentito attribuirle tanti meriti ma che, dal vivo, non ha avuto ancor modo di conoscere.

L’ombrellone

L’ombrellone della signora Olga è accanto a quello di Stefy… Sempre puntuale a spianare un diverso micro due-pezzi della sua collezione di strumenti per non passare inosservata…

Così, con la mamma di Davide inizia un dialogo e qualche confidenza. Ci scappano anche qualche aperitivo assieme che Davide, sempre si presta di andare aa prendere al bar della spiaggia… Cosa non farebbe quel ragazzo, per non mollare con gli occhi l’inguine di Stefy, così poco ricoperto dal micro slip…

Ma c’è un’altra ragione per cui Davide resta sempre in prima fila innanzi allo sdraio della nuova amica di sua madre

Stefy, nella sua ansia di farsi ammirare… a metà mattina va in cabina a cambiarsi costume.

Un vezzo che è quasi un appuntamento per il popolo dei maschi bavosi che si apprestano a godersi la passerella ombrellone-cabina e ritorno di quell’ancheggiante culo e delle sussultanti sue poppe.

Nello stesso momento, anche Davide abbandona il comodo sdraio e sparisce dalla vista di mamma sua.

Il buco nella parete

Davide ha notato che nella loro cabina… che affianca quella di Stefy… qualcuno in precedenza, ha praticato un foro che… se ci appoggi l’occhio vedi chiaramente quel che succede nell’altra.

A questo punto Davide ha memorizzato che cinque minuti prima delle dieci e mezza deve essere nella sua cabina a godersi il suo hard-core privato.

Per Lui è un’emozione dietro l’altra… Lo diventano anche quei cinque minuti di attesa che lui vive preparandosi diligentemente all’evento.

Prova la visione… è perfetta: un raggio di sole entra dalla presa d’aria sul tettuccio. Tutta la cabina è in piena luce. Il foro da cui Lui può slumare non ha oggetti che si infrappongono.

Ecco. Il rumore della chiave… la porta che si richiude. Davide sta eccitandosi. Si muove sempre più velocemente. Cala lo slip da bagno. Ora è nudo. L’eccitazione per quello che avrebbe visto si può leggere tutta sul pisello che, ingrossatosi, farebbe invidia ad un maschio adulto. Davide se lo accarezza più volte… Se lo scappella. Freme per il brivido che s’è procurato.

Intanto Stefy ha richiuso la porta e dato un giro di chiave. Si guarda al mega specchio che prende tutta la parete della cabina. Prende il costume che sostuirà quello che indossa… È sicuramente più striminzito. Più eccitante.

Davide è già lì con l’occhio alla feritoia. L’uccello ben stretto nel pugno destro.

Stefy, il giorno prima, aveva avuto il sospetto di essere guardata. Aveva percepito il rumore di un respiro affannato e qualche gemito soffocato. Quella stessa mattina aveva esplorato minuziosamente quel piccolo spazio e la feritoia sporcacciona era saltata fuori. Ora si sarebbe solo divertita.

Si posiziona in modo che il foro la inquadri bene. Scioglie quel po’ di capelli che trattiene con una forcina. I capelli le si adagiano sulle spalle. Cercando di non muoversi dalla traiettoria visiva del foro si toglie il pezzo di sopra. Cala lo slip. Si mette in posa innanzi allo specchio:

Specchio delle mie brame

“Però. Sono una gran figa”.

Dice a sé stessa.

<Dio che gnocca!>

Si dice Davide scappellandoselo.

Stefy sente di essere guardata. Questo la eccita anche se non ha idea chi potrebbe essere il voyeur.

Sempre cercando di essere ben vista avvicina la figa al foro che è allo stesso livello. Due dita dentro la figa. Si mette a menarsela di santa ragione.

Brividi. Fremiti scorrono in Lei. Si contorce. Geme. Si accartoccia le tette. Il piacere che le ha colmato il ventre, la fa squirtare. Schizza contro quel foro.

Urla:

<Chi sei? Porca o porco? – Poi – Se hai il pisello. Infilalo qui, che appena vengo te lo spompino>.

Si contrae tutta.

Viene.

Si piega su sé stessa. Socchiude gli occhi. Lascia fuoruscire una colata di sborra, densa e biancastra che le cola giù per le cosce.

Riapre gli occhi e dal foro spunta un glande scappellato che promette di essere un cazzo di buona tempra.

Stefy non esita. Ha promesso. Lo avvolge con le labbra. Lo slingua. Lo ciuccia.

Quello che meraviglia Stefy è che alla seconda pompata quel cazzo le abbia già riempito la bocca di sborra, dopo un profondo mugugno emesso, in una tonalità che l’inquieta.

Questa la ragione, per cui… appena ha la bocca libera urla dentro quel foro:.

<Se vieni di qua ti do tutto quello che non può passare dal buco>.

L’incontro

Non crede ai propri occhi… Cinque minuti dopo… aprendo la porta e trovandosi di fronte Davide con una strana espressione sul volto.

Anche Stefy non sa come comportarsi se non riderci sopra. Ripensa poi che il cazzo appena succhiato è un cazzo da adulto in un ragazzino e non può liquidarlo con una risata.

Si guardano intensamente fra il turbato e lo sconcerto, poi è Stefy che prova a sbrogliare la matassa:

<Che scherzi sono questi? Mi hai spinta a farti anche delle proposte… Adesso di queste che debbo farne?… – poi con un dolce sorriso – Dai… Vieni qui… che almeno ci diamo un bacio>.

Davide, invece, dimostra che qualche idea ce l’ha:

<Io pensavo che dovrei essere io a darti qualcosa che assomigli a quello che hai dato a me>.

Si butta verso di lei dicendole, quasi balbettando:

<Mi piacerebbe tanto leccartela>.

Stefy si guarda attorno. Non ci sono ne poltrone, ne seggiole, seduta sulle quali lei potrebbe offrirgliela. Non si scoraggia Davide che le indica una panchetta che pare l’ideale per la sua fantasia erotica. Imparata dalle clip porno che visita di frequente con l’uccello stretto in pugno:

<Metti un piede sulla panca che io te la lecco da sotto>.

A Stefy non resta che commuoversi e fare come dice lui.

Già da i primi colpi di lingua Stefy sente che il ragazzo ha studiato bene la sua parte. Non è una lingua di femmina porca… Leggi Charlotte…. Ma la sta facendo godere con squirti. Il volto del ragazzo è colpito dagli intimi schizzi di Stefy. Lei gode accarezzandogli la testa. Viene a gusto e rischia che le gambe… nell’erotica posa… cedano. E si ribalti addosso al premuroso partner. Che la sta ripulendo con la lingua, da quel rivolo di sborra densa che sgorga dalla figa.

In quel ristretto spazio l’eccitazione tracima:

<Ancora… Ancora.>.

Sussurra Stefy che ha messo gli occhi sulle dimensioni assunte dal cazzo del ragazzo.

Davide non può che andare incontro ai desideri della ragazza.

Da bravo ragazzo mette in pratica tutto lo scibile che ha captato dai video di PornoHub. Si distende sul duro legno che pavimenta il capanno, facendo che il cazzo resti eretto e perpendicolare al proprio corpo.

La dolce Stefy capisce al volo quel che deve fare. A cavalcioni del ragazzo fa che quel cazzo scivoli nella figa fino ai testicoli.

Sia lei che. Davide emettono un prolungato sospiro di compiacimento. La cavalcata inizia.

Davide è al settimo cielo ora che ha assaporato i piaceri della figa. Chiede di rifarlo tante volte finché tra le gambe  non si ritrova uno striminzito pisellino.

Stefy gongola per le quattro volte in cui lui l’ha fatta venire a gusto. Leccata compresa.

È quasi mezzogiorno quando tornano all’ombrellone dove mamma Olga è sempre intenta a leggere qualcosa di Flavia Marchetti. Una porno scrittrice in auge.

Si solleva dal libro… guarda suo figlio che ha un’espressione gioiosa e non può che convenire:

<Almeno a te – si rivolge al figliuolo – il mare fa bene subito. Lo si capisce anche solo guardandoti… Sprizzi serenità da ogni poro… Io comincio a sentirne i benefici effetti quasi sempre negli ultimi tre giorni.

Anche te, Stefy trovo che stamane tu sprizzi dagli occhi lampi festosi. Forse sono gli stessi che hanno contagiato il mio Davide.>

<Niente di più facile. Siamo andati assieme fino al porto e là i pescatori friggevano del pesce e ci hanno fatto assaggiare qualche alice. Buonissime! Può essere che questa piccola gioia si sia ingrandita in ognuno di noi. Ed ora tu lo noti. A me invece ha scatenata la fame. Così adesso vado al ristorantino qui del bagno, a vedere se mi cuociono qualcosa.>.

Il ristorantino

<Poi vengo anch’io. Ora voglio stare un po’ con Davide a chiacchierare. A lui piace tanto chiedere cosa ne penso di quanto gli succede attorno. Fra me e lui c’è tanta sincera confidenza!>.

“Merde! – tra sé e sé Stefy – chissà se le racconta del pompino attraverso il foro?”

Una buona zuppa di pesce tiene lontana da lei certi timori:

“Cazzo! Io ho 36 anni. Lui, appena 16. Ci sono 20 anni di differenza… Si chiama adescamento di minore!”.

<Ottima la tua idea di fermati a pranzare qui. Non ti dispiace se ti faccio compagnia. Magari volevi restare con i tuoi pensieri!>.

<Non ci penso proprio. A 34 anni sono ancora zitella. Prova mò a pensare quali possono essere i miei pensieri? Almeno tu, che hai solo due anni più di me hai già un secondo maschio in famiglia. Se dovessene arrugginirscene uno hai già il riscambio>.

La mamma di Davide

Battute infelici che danno a Olga la possibilità di introdurre gli argomenti che le stanno a cuore.

Olga le spiana un sorriso veramente largo mentre le chiede:

<Come l’hai trovato a cazzo, il mio maschio di riserva? Lui adesso stravede per te.>.

Stefy è imbarazzata. Poi decide di essere pratica e sincera. Anche perché nel suo desiderio, comincia a prender posto l’avvenenza della mamma di Davide.

Stefy a questo punto non sente il bisogno di giustificare le chiavate con suo figlio ma quello di concupire lei. La meravigliosa Olga.

Olga non sembra incazzata con lei:

<Prima di tutto volevo ringraziarti per quello che hai dato al mio cucciolo che già l’ha fatto crescere. Non è più un fanciullo. Mi sono accorta che ne è uscito ben più sicuro. Mi ha detto che lui sperava in una sega. Tu, invece, l’hai fatto, addirittura, chiavare. Come madre non posso che ringraziarti. come donna ti chiedo:

<E adesso. Me lo pianti lì col ricordo, a spugnettarsi? Un supplizio terribile!>

Stefy, da brava cacciatrice di figa, sente che può andare all’attacco di questa meravigliosa femmina. La figa prende a pulsare e lei va oltre ai progetti che ha fatto con Davide:

<A Lui ho assicurato che finché sarò qui al mare potrà ancora godere con me. Gli ho pure consigliato di rallentare con le seghe. Meno seghe… più dura l’uccello in figa… Mi sembra abbia recepito.>

<Scusa, ti avevo etichettato come una ragazza frivola e lussuriosa e ti scopro maestra di vita… Magari hai anche qualche saggezza per me>.

Stefy, volendo raggiungere il suo obiettivo, gioca il ruolo assegnatole dall’amica.

<Dovrei conoscerti meglio per poter dirti qualcosa di sensato.>.

<Puoi chiedermi anche le cose più intime>.

<Lo farò solo dopo che mi avrai dato un bacio. Uno di quelli veri>.

Solo con una bella femmina

<Non l’ho mai fatto. Ma è tanto che penso di farlo con una bella femmina. E tu, bella femmina, lo sei davvero!>.

Fa vedere a Stefy la punta della lingua tra le labbra. Stefy… capisce d’aver buone probabilità di raggiungere il suo obbiettivo… le mostra mezza lingua che slinguazza.

In quella saletta sono solo loro. Olga si alza. Va dietro le spalle di Stefy. Si china. Le appoggia le labbra sul collo. La punta della lingua la assapora.

Per Stefy è un brivido. Gira il volto in quella direzione.

È un appassionato lingua in bocca.

<Madonna, s’è bello! Ora posso dirti tutto quello che vuoi.>-.

Stefy non si accontenta. Ha una mano sulla tetta dell’amica. Gliela strizza con decisione.

Olga si lascia andare a una smorfia di piacere.

Stefy si alza e si stringe a lei. Il fiocco in bocca si rinnova.

Intanto entra nella saletta la cameriera che vedendo le due clienti avvinte:

<Se volete, per la clientela in calore, abbiamo una stanzetta che per una mancetta potete usare. È al piano di sopra con vista mare. Romanticissima.>.

Stefy, sospende di spompinare quella lingua. Guarda interrogativamente l’amica.

Sì. E mi piacerebbe anche, provare le emozioni che mi stai suggerendo. Ma vorrei sentire cosa ne pensa Davide>

Per la cronaca

Stefy ha allungato la mano. Sta accarezzando tra le cosce, la mutandina del due pezzi… Proprio lì, dove la sente bagnata.

Dev’essere meraviglioso… voglio però parlarne con Davidino… Come dici tu: “in fondo è l’altro maschio di famiglia”. E tu mi confermi che maschio lo è davvero!>

<Non avere fretta. Vedrai che troveremo modo di godere assieme.>

Stefy per sancire che accetta la strategia di Olga, supera con le dita l’elastico dello slip. Due dita si infilano tra le grandi labbra di Olga che:…

<Sìììì. Così. io e te>.

Geme. Sussurrando.

E, le dimostra che anche Lei, non vede l’ora:

<Sai, come potremmo fare ancora meglio? Potremmo parlarne tutti e tre assieme. Se, poi, siamo d’accordo. Potrebbe già essere sta notte la nostra ‘luna di miele’>.

Le dita di Stefy la penetrano più che possono. Lei, però, rinvia di procurarle orgasmo… Meglio non anticipare gli eventi… Una sorta di scaramanzia.

Sfila le dita che già pastrocchiavano tra gli umori della figa di Olga. È lei a prenderle la mano per leccare le dita fornicatrici.

La signora Maria

La signora Maria, proprietaria del Bagno l’Onda lunga, aveva riservato volentieri la tavernetta per la cena a quelle due belle signore anche se a mangiare sarebbero stati solo in tre.

Elide, la cameriera, le aveva detto di averle viste abbracciate… baciarsi.

La signora Maria non era lesbica ma le sarebbe piaciuto vedere due femmine darsi piacere. Così, aveva deciso di far lei da cameriera con la speranza di incappare in qualche scena trasgressiva.

I tre commensali avevano deciso di fare la loro chiacchiere al ristorantino proprio perché si era dimostrato ricettivo palcoscenico delle reciproche avances fra Stefy e Olga.

Arrivano per primi Olga con il suo Davidino. Lei con il due pezzi che portava a pranzo. Sopra, una vestaglietta di cotone, fantasia. Davide, in costume da bagno. Sopra… una camicia fantasia che scende, per lunghezza, ben oltre l’inguine.

La signora Maria si era sorpresa che il terzo commensale fosse il figlio di una delle due clienti del pranzo. Decisamente sperava in qualcosa che lasciasse sperare in qualche trasgressione. Ma con quel ragazzino di mezzo, c’era poco da sperare.

Stefy, arriva con tre minuti di ritardo. Era intappata come dovesse andare a una prima teatrale. Compreso un paio di autoreggenti scure. Scarpe, tacco 10.

Quello che proprio non ha voluto indossare è l’intimo. Quindi ne mutande … ne reggiseno. In compenso occhi e labbra cariche di trucco.

Appena la vede. Davidino le va incontro e le scocca un bacio sulle labbra.

la signora Maria, presente alla scena, ricomincia a sperare.

È un’altra cosa ma più che eccitante. Ricomincia a sperare.

La signora Maria, li fa accomodare nella saletta riservata.

I pescetti fritti dalla signora Maria sono un capolavoro di gastronomia: si sciolgono in bocca. Il vinello freddo che la signora Maria addiziona con un forte liquore del Nord Europa che le hanno detto abbia effetti afrodisiaci, sono il perno della cena che la signora Maria ha preparato più per la smania di vedere amplessi tra i suoi commensali, più che il loro apprezzamento gastronomico.

Il suo istinto da guardona sfacciata aveva prevalso.

I commensali, ben conditili da quel vinello, sentono prepotente il richiamo della propria carne verso il corpo desiderato.

Il primo a cedere è Davide che, per niente intimorito dalla presenza della propria madre, invita Stefy sulle proprie ginocchia per mangiare assieme il dolce.

Stefy soprassiede a quell’invito.

Sbotta, invece, Olga che con rabbia, svela al figlio la natura di quell’incontro a tre: verificare l’attrazione che una ipotetica partner LSB può avere s’una femmina etero a cui non dispiacerebbe saltare sull’altra sponda.

Olga ha ancora nel ventre le sensazioni che seppur brevemente le hanno procurato quelle due dita nella figa. Guarda severa Stefy…  Come a dire:

“Non mi farai mica la porcata di andare sulle ginocchia di Davide?”

E batte con le mani due volte sulle proprie ginocchia. Che sta per:

“È qui che devi venire”.

Stefy capisce al, volo… va sulle ginocchia dell’amica.

Davide, per dispetto, divora tutte le tre portate di dolce.

Stefy e Olga avevano subito esordito con un erotizzante lingua in bocca.

La signora. Maria non poteva scegliere momento più propizio per appagare le proprie smanie da guardona, venendo premurosamente a chiedere se gradissero qualcos’altro… aveva così avuto modo di vedere che Stefy e Olga, erano una sulle ginocchia dell’altra. Abbracciate. In interscambio con le rispettive lingue… Poco distante, a due metri, su di una seggiola… Davide lo aveva tirato fuori. Se lo menava.

La signora. Maria, si era seduta in un angolo per vedere e godere di come si sarebbero messe le cose…

Nessuno Aveva fatto caso a lei.

Olga aveva scoperto che Stefy aveva la figa scoperta. Era risalita con le dita, lungo le cosce, e stava stuzzicandole l’inguine… Ricordava perfettamente cosa aveva provato lei nello stesso frangente… le agili falangi delle dita che si avvicinavano alla meta, dispensando già piacere… Dalla fessura cominciavano a far capolino alcune goccioline. Anche Stefy sentiva il godimento crescerle dentro:

<Però, anche se non l’hai mai fatto prima, hai imparato subito. Sei bravissima!>

Le aveva sussurrato Stefy in un’orecchia. Con l’occasione, la sua lingua aveva preso d’assalto e ben insalivata tutta l’orecchia facendola fremere a lungo.

<È così che si diventa porche?>

Stefy non aveva risposto a quella domanda. Aveva presa la mano fornicatrice, accompagnandola sullo spacco della figa:

<Mi stai facendo impazzire… Ti supplico. Fammi venire!>.

Olga si era messa subito a menargliela facendola venire come desiderava:

<Cielo. Che ditalino!>.

Aveva esclamato mentre rilassava i muscoli in contrazione per l’orgasmo

<Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah aaaaaa!!>

Era echeggiato sempre in quella stanza. Era la sega di Davidino che con uno schizzo di sborra al cielo, aveva salutato il primo orgasmo fra mamma sua e la sua prima fica:

<Che belle troie che siete! – aveva esclamato andando a baciiarle – Mi sa che dovrò chiavarvi tutte e due>

La signora Maria dal suo angolo semi occulto si era goduta la scena… Le si era anche inumidita la braghetta Ma aveva intuito che lo spettacolo continuava.

<Cazzo, mamma. Non avrei mai pensato che mi avresti indurito l’uccello!>.

Aveva esclamato Davide, avvicinandosi alle due ragazze con l’uccello stretto in pugno e l’espressione del volto trasformata dalla libidine.

Le ragazze erano sedute una sull’altra. Avvinte. Ambedue alle soglie dell’orgasmo che si stavano procurando pomiciandosi le tette…

Lingue in bocca e reciproci ditalini. Gemevano ed urlavano come ossesse.

Davidino era andato in tilt. Alle spalle di colei che era stata la sua prima amante… aveva preso a sfregarle la cappella contro la nuda schiena.

Stefy non aveva retto più di tanto a quel sottile approccio. Si era sciolta dall’abbraccio con Olga. Inginocchiatasi innanzi a Davide si era messa a sbocchinare quella cappella.

Non più di cinque ciucciate e il palato di Stefy, aveva ricevuto la calda sborrata. Aveva ingoiato tutto.

Sfilato il cazzo dalla bocca, Davide aveva esibito con orgoglio l’erezione che il suo cazzo aveva mantenuto.

Mamma Olga non aveva capito più nulla… Si era abbracciata al corpo del figlio gridando:

<Chiavami. Bambino mio!>.

Il bambino l’aveva spinta verso quel divano… casualmente lì…

Sopra quei morbidi cuscini, Davide aveva compiuto il suo primo incesto. Donando alla figa di mamma uno dei suoi caldi schizzi di sborra

A mamma Olga non era parso vero di aver assaporato tutto il turgore dell’uccello del proprio figliuolo.

All’orgasmo aveva urlato la propria gioia con tanta passione che la signora. Maria era uscita allo scoperto eccitatissima. Si era calata la braghetta e aveva preso a masturbarsi gironzolando qua e là, osservando quel baillame di tette, fighe e cazzo che le danzavano attorno.

Olga giace su quel vecchio divano che ha avuto il suo momento di gloria. Davide con la sua irruenta scopata l’ha sfinita. Così rilassata è bellissima.

“Un fiore che andrebbe colto”.

Stava frullando nella testa di Stefy. Che stava muovendo qualche passo per coglierlo.

Davide la ferma perché anche lui ha idee da mettere in pratica. Le aveva preso un braccio. Le aveva fatto appoggiare la mano sul proprio cazzo perché sentisse che, malgrado l’utilizzo, aveva sempre mantenuto l’iniziale vigore:

<Sì. È proprio un buon uccello.>.

<Dì la verità che ti piacerebbe farci un nuovo giro – Stefy ha l’impressione di aver a che fare con un ragazzino più sicuro. Più sfrontato – .Se me lo neghi sarò costretto a fare l’ultima con mamma quando si riprende.>.

<Non mi dispiacerebbe intromettermi.>.

<E a me prenderti dal di dietro. Ci stai?>.

<Come no. Sono anche già pronta a riceverti>.

Stefy, si è piegata in avanti.  Appoggiata al divano in cui è sdraiata, sognante la bella Olga. Fica gocciolante e spalancata, Stefy è in attesa del cazzo di Davidino che in quel preciso momento sta sfregando la cappella alle grandi labbra, imbibendola di quegli umori che la fica sta distillando in attesa della penetrazione promessa.

<Si sa, le brave fiche si comportano così!>

Chi non aveva ancora scelto quale strada imboccare era Davide, che messo da Stefy, di fronte a quel suo panorama, fica/culo non sapeva decidere, quale delle due vie percorrere per raggiungere il piacere.

Da dietro, Lui, compensava la smania di Stefy, pomiciandole, le tette. Strizzandole gli inturgiditi capezzoli.

La fica di Stefy aveva preso a sbavare.

Stefy aveva avuto la sensazione che il maschietto, da bravo maschiaccio avrebbe disdegnato le spire della fica.

La mossa che l’aveva insospettita era stata che Lui le aveva aperto le natiche.

“Dio. Mi vuole fare il culo!”.

Aveva subito pensato. Quando aveva sentito la calda cappella appoggiarsi sul bordo del buco.

“Speriamo non mi faccia troppo male… ce l’ha così grosso!”.

Falso allarme. Davide, come ha visto fare nelle clip su PornoHub prima di spingere il proprio cazzo in quel budello, aveva voluto ingraziarsi la proprietaria del culo, prima che lo maledisse per i lati duri che comporta ogni inculata.

Davide aveva lanciata la punta della lingua a svolgere quell’azione preparatoria. Stefy, quasi sbiellava… Dentro-fuori… Dentro-fuori ancora…. Tre volte a lambire tutto il circuito attorno al bordo del buco del culo.

Stefy aveva preso a sragionare. Maldestramente era uscita con la tremenda supplica:

<Davideee… Di più. Di Più! che bravo sei!… Dai. Fai il maschiaccio… Inculami: fallo. Per favore! Cazzone mio!>.

A questo punto il ragazzo mica avrebbe potuto tirarsi indietro.

Sostituita la lingua col cazzo… Un colpo secco. Senza avvertimento.

Il grido di Stefy aveva riportato alla normale rutine la mamma di Davide che, avendo subito capito quel che stava succedendo si era messa a disposizione con la lingua in bocca all’amica.

Il cazzo di Davide era scivolato tutto nell’intestino di Stefy fino ai testicoli.

Per Stefy, a quel doloruccio iniziale era subentrato un godimento nuovo ed intenso che le faceva colare la fica.

Aveva goduto veramente tanto.

Il culo aveva fatto venire a gusto anche Davide che aveva lasciato nell’intestino di Stefy l’ultima sgocciolatura di quell’intrigata giornata.

A quel frammisto di…. colate da fighe, sborrate, orgasmi gridati, la signora Maria aveva reagito scuotendo malinconica la testa… ripensando alle scarne chiavate che aveva goduto sia dal suo Fulgenzo che da Sebastiano, amante solo per un mese in estate.

Aveva voluto vedere quello che era l’erotismo delle giovani generazioni e ne era stata eccitata. Tant’è che malgrado la tristezza nostalgica e i suoi 59 anni, aveva dovuto spararsi un paio di ditalini.

Mamma Olga, riavutasi dall’amplesso incestuoso con il proprio figliuolo aveva decisamente pensato di chiudere con il cazzo. Aveva spinto Stefy sul divano. Con la bocca le era planata sulla figa. Aveva leccato veramente con passione

Stefy, cinicamente, aveva capito che quel giorno aveva conquistato cazzo e figa assieme. Dall’entusiasmo si era subito girata per favorire il 69 che, secondo lei, era sempre quanto di meglio si potrebbe fare tra due femmine vogliose.

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