Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

La morosa del nipote

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

La Musa

Stefy

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

La FlaviaMarchetti 2022

La Zia
La morosa del nipote

<Certo che avere un’amante come Matteo che subito di mattina lascia cadere sul tuo ventre, una dopo l’altra, tre sborrate… È una bella fortuna.>… Con l’entusiasmo di chi può parlare liberamente del proprio amante e delle sue qualità, Stefania è arrivata spavalda da me. Mi alza la gonna e si mette a stringermi la prugna della figa con tanta passione. La sua lingua irrompe nella mia bocca come una furia.

È la premessa di una giornata con Stefania, piombata qui da me per raccontarmi di ieri:
< È stata una giornata straordinaria… Meravigliosa… Appagante. Finalmente ho saziato la mia infinita voglia di godere. Ho capito che per accontentarmi mi ci vuole cazzo e figa assieme>.
Non sta ferma un attimo… Mi tira a sé… Appoggia le labbra al mio collo. Me lo succhia… slinguazza nel sottogola… Ciuccia il mento.
Ho brividi ovunque. Vorrei non smettesse più: anzi… Approdasse a lidi più in basso. Così eccitata mi darebbe sensazioni fantastiche.
Ma lei:
< Dai che ti racconto… Così mi eccito e dopo, quando te la Leccherò, proverai quello che ho provato io ieri…. Intanto, metti a nudo le tue belle tette che mi piace tanto palpeggiarle mentre ti racconto.>

< Dopo la terza sborrata, noto che l’uccello di Matteo sopporterebbe tranquillamente anche un quarto ingaggio: “Mica posso lasciarlo andare via così! Duro ed eretto.” Faccio per prenderglielo in bocca, per finirlo contro il mio palato.… Ma è lui a fermarmi.… No. Per favore. Debbo vedermi ora con Federica per finire un ragionamento che stavamo facendo ieri sera alla festa del liceo.>
Lui mi spiega:


Sono proprio curiosa di vedere da vicino quella con cui chiaverà il mio amante/nipote. Perché è
questo che succederà nel corso della giornata di oggi. Almeno a sentire lui


Sono proprio curiosa di vedere da vicino quella con cui chiaverà il mio amante/nipote. Perché è questo che succederà nel corso della giornata di oggi. Almeno a sentire lui.
Tento l’impossibile:

Io: <Potresti anche farla salire?>

Matteo: <Ho solo cercato di farti scansare la galera… Mi hai detto tu, zia, che avresti scorticato con le tue unghie quella che si sarebbe fatta chiavare da me.>

Io: < Ma dai… Era mentre mi stavi facendo godere. Scherzavo>
Matteo: < Scherzavi sto cazzo! Eri inviperita con gli occhi fuori dalla testa>
Io: < Oggi ci sono di mezzo le tue meravigliose tre chiavate. Sarebbe da parte mia un regalo.… Poi vado sempre sperando che tu farai innamorare di te una dolce creatura che troverà piacevole intrattenersi su di un letto con la figa di una bella zia quarantenne.>
Matteo: <È quello che vado sperando anch’io. Avere zia e morosa vogliose e porche nello stesso letto. Sarebbe una grande figata. Brava zia… Ci sto. Proviamoci.>
Matteo al telefono: < Rica… Quando sei sotto casa di mia zia. Vieni su che le farebbe tanto piacere conoscerti.>
Federica: <Oh, sì. Dopo quello che mi hai raccontato di lei, ci tengo tanto anch’io.>
Io, che ho ascoltato la telefonata:

Matteo, un po’ imbarazzato: <Bhe… Si. Le ho detto che vivi per godere sia con maschi che con femmine. E che sei stata tu a insegnarmi il meglio del chiavare.>

Io: <Lei che reazioni ha avuto?>

Matteo: < Ha Detto che sono un ragazzo fortunato. Ha aggiunto, come per scusarsi “io non ho zii e sono ancora vergine a 19 anni”. È per questo che ho architettato di portarla oggi al mare.>

Quanto le invidio le adolescenti con le loro belle poppe sode e ben sostenute. Con nello sguardo quel guizzo che grida al mondo quanto è grande la loro voglia di godere… di farsi spupazzare tra le braccia di un maschietto o di un’altra coetanea. Fra me e me: “chissà se si è già posta il problema di trovare qualcuna che le anticipi quel che si può trovare fra le braccia di un lui o di una lei.”
< Dopo che Matteo mi ha parlato di lei non vedevo l’ora di conoscerla.> Subito è partita con il ‘lei’. L’abbraccio e bacio sulle guance. Ha una meravigliosa pelle che pare seta. Una scarica di fremiti parte in me. So che debbo trattenermi.
Proseguiamo col tu.
Matteo: < Ora che avete fatto le presentazioni tra di voi, possiamo anche salutarci noi due. Vero Federica?>
Matteo l’abbraccia… Si stringe a lei. La fiocca a lungo con un buon pezzo di lingua in bocca. Lei partecipa stringendosi a lui. Poi, con quel bel rossore che lascia l’eccitazione:
< È il nostro primo bacio. Ti assicuro che sapremo fare di meglio.> Lei, rivolta a me.
Io, tanto per spingere un po’: < Se volete completare il vostro percorso c’è la mia stanza a vostra disposizione.>
<Sei una zia meravigliosa. Io sono figlia unica di genitori figli unici. Non ho zii… Posso adottarti?>
< Come no? Certamente. È un onore per me avere una nipote così carina.>
Lei: < allora zia… Celebriamo con un bacio>
Avvicino il volto al suo. Le lingue si sfiorano. ho la sensazione che fra le labbra ci fosse un pezzetto di lingua. Non ne sono sicura. La guardo interrogativamente. Il suo sorriso ne è la conferma:

Mi pare si dica: “Hai sfondato la porta aperta”.

Non mi lascio sfuggire l’attimo Le prendo il volto fra le mani, la tiro sulla mia bocca. Lei si stringe a me.
Socializziamo le salive. Ha un ottimo sapore in bocca.
Matteo che andando in bagno s’è perso la scena, torna baldanzoso più che mai. Ci trova mano nella mano con l’aria leggermente sognante.
Federica mi ha appena detto:
<Non ci crederai, zia… il nostro bacio mi ha fatto bagnare lo slip.>
< È successo anche a me>
Per me non è vero ma bene ho fatto averglielo detto. Ci stringiamo con forza la mano. Ci sorridiamo con gioia.

< Stavo pensando che quando si amoreggia si perdono sempre liquidi. Stamattina il tuo probabile moroso ne ha persi tanto. Quindi: uno, debbo cambiare le lenzuola. Due, è bene che lui si ritempri. Per cui vi preparo un caffè forte e un’abbondante colazione. Mentre voi mangiate io rimetto in sesto la stanza.>
Federica: < Sei proprio una zia perfetta>
Quella frase detta col cuore dalla ragazzina mi ha commosso. Non sono riuscita a trattenermi. Nonostante la presenza di Matteo l’ho abbracciata e stretta con passione:
< Cazzo, zia! Possibile che ogni volta che mi abbracci io mi debba bagnare? Mi piaci veramente tanto!>
Se fosse per me le avrei già fatto un paio di attacchi a cui non avrebbe potuto resistere. Avrebbe già calato lo slip. L’avrei sdraiata sul tavolo e starei grillettandole la clitoride. Ma in presenza del mio nipotino mandrillo, questo non mi sono sentita di farglielo. È comunque lei… La candidata amorosa… A darmi lo spunto:
<Zia Stefy, vorrei aiutarti anch’io a rimettere in sesto la stanza.>

È ancora Federica a buttare lì un’idea che di primo acchito può sembrare anche stravagante:
< Perché anche tu zia, non stai in stanza con noi mentre facciamo esplodere tutto il nostro amore. Se Matteo è d’accordo mi sembra che tu potresti essere la madrina di tutto questo. Tu che ne dici Mattew?>
Mat: < ottima idea, Amo. Chi, meglio di zia Stefy può fare da madrina all’amore del suo nipote preferito?… Io però chiedo qualcosa di più.… Chiedo che anche Lei stia sul letto con noi e che, come saremo noi… Nudi. Lo sia pure Lei… Vedrai, Rica, quanto è bella la mia zia anche se è vicina ai quaranta.>
La bell’idea del nipotino è stata accolta all’unanimità e suggellato da un bacio a tre con lingue.
Nell’entusiasmo dell’abbraccio, ho distinto la mano di Federica che mi palpava delicatamente una tetta.

Mettere in mostra le tette per me è sempre un’emozione. Se poi so che possono eccitare qualcuno dei presentio, nessuno può più trattenermi. Così sono la prima a mettersi in piena nudità. La ragazzina apprezza.… Si fionda sui capezzoli. Gli fa un bagno di saliva.
Niente è più gradito di questo. Fremiti mi pervadono. Goccioline inumidiscono la figa, che già esibisco orgogliosa.
< Su ragazzi… Fate qualcosa. Voglio eccitarmi e con voi perdere il lume della ragione.>

Siamo ai piedi del letto. Federica si mette a spogliare Matteo. Lui l’asseconda sbaciucchiandola.
Lei, appena libera il cazzo dagli indumenti, se lo porta in bocca. Lo ciuccia con passione.
In Lui comincia a dilagare il piacere. Lo vedo che contrae le natiche. tiene la testa di lei, accarezzandola, sul pezzo.
“È proprio un bel maschio, il mio amante.” Ragiono tra me e me.
Un occhio alla ragazzina che, debbo dire, lo sta sbocchinando con grande maestria: mano delicata sotto i testicoli… Un dito infrattatto fra le chiappe… gli stuzzica il buco del culo.
Matteo si lascia andare sul letto. Lei non molla la presa. Gli è sopra continuando a ciucciare rilasciando quel sensuale suono di ganasce che ciucciano.
In me l’eccitazione è fortissima. Ho, in primo piano, innanzi agli occhi, il bel culetto di questa adolescente. È una sfida…
Un attimo e sono con la bocca fra le sue chiappe… Le allargo… La odoro tutta. La mia lingua non può esimersi dal slinguazzare freneticamente il bordo del buco del culo.
L’intervento è gradito a Federica che aumenta il ritmo del pompaggio al cazzo. Matteo sta quasi per…
Che comunica urlando:
<Bimba togliti che sto per… >.
Da brava pompinara, Rica non smolla. Matteo si svuota nella sua bocca. Ricca ingoia.
Io sposto la lingua dal buco del culo, alla prugna della figherella. Non smetto finché non la vedo contorcersi nell’orgasmo.

È il momento delle coccole tra noi femmine.
Matteo s’è rifugiato in bagno a ripristinare l’uccello, che la pompa della verginella gli ha ammosciato.
Con Federica siamo con lingua in bocca. Io, di tanto in tanto, le accarezzo la fessura della fighetta che non cessa di distillare il rosolio del piacere.
<Quando la punta della tua lingua ha cominciato a stuzzicarmi la clito, ho pensato che, ora che ho conosciuto te potrei anche tenere integro l’imene e quando me ne verrà voglia cercarti. Che mi consiglia la tua saggezza, zia?>
< Lascia stare queste utopie, Cocca! Oltretutto, se la dai a Matteo, la dai a uno che la lingua la sa muovere molto bene in figa. Provare per credere. Non tanto perché gliel’ho insegnato io. Comunque, il coperchino alla tua età è sicuramente un peso. Non ci si fa neppure una bella figura. Io, alla tua età, me ne ero già liberata da qualche anno.>

<Mi hai convinta, zia. Appena Matteo torna dal bagno gliela darò subito. Intanto però mi piacerebbe da matti leccare la tua… con te che mi correggi se faccio qualcosa che non va. Mi piacerebbe anche che Matteo arrivasse nel momento in cui ti sto facendo godere.>


< Volentieri fanciulla… Ti spiego anche qualche trucco.… Se tu ti sdrai e io calo a figa aperta sulla tua bocca, tu sarai molto più comoda, ma io, quando sentirò di essere sul punto di venire, sarò in una posizione che potrò agevolmente accarezzare la tua figa, tanto da farti venire assieme a me.>

Consiglio accolto. Sono a figa spalancata sulla sua bocca. Sento la lingua intrufolarsi alla ricerca della clitoride.
La ragazza ci tiene ad imparare e apprende subito: me la sta già succhiando. Brividi stanno impazzando in me. Non faccio in tempo a rendermi conto di quanto ci sappia fare con la bocca che mi trovo a squirtare alle soglie di un intenso orgasmo.
Dalla posizione in cui sono mi viene comodo piegarmi in avanti ed essere subito con la bocca tra le sue cosce. Lei si apre completamente. Io lecco… stralecco e lecco ancora.

< Vedo che avete trovato la giusta dimensione.> Esclama Matteo, rientrato giusto in tempo per bearsi del finale di quel nostro improvvisato 69.
Federica si svincola dal mio corpo e si getta fra le braccia del ragazzo per divenire a tutti gli effetti la sua morosa.
Il rito è breve e immediato: Lei non ha bisogno di essere messa in calda. Lui può avvalersi nuovamente di un uccello virgulto.

Il racconto di Stefania della sua giornata di ieri l’ha visibilmente eccitata. Aggiunge, poi, che questa notte la neo-morosa di suo nipote sarà nel suo letto a tenerle compagnia… si fa per dire… Sono tutte situazioni che la consegnano a un continuo stato di eccitazione che già la sta pervadendo.
Mi sfugge una risata.

<Vuoi vedere in che stato ho gli slip?>
Mi dice provocando. Solleva la veste per mostrare la chiazza umida tra le cosce.
Mossa praticata con grande sensualità che contagia pure me.
Le sue cosce piene mi hanno sempre affascinato. Così come la prugna sul Monte di Venere che si lascia intendere sotto la mutanda di pizzo. Saperla squassata dal desiderio mi intriga assai.
Penso che piacerebbe anche a me placare il suo fastidio.
La ribalto sul divano e le sono sopra. Sospira profondamente emettendo un sibilante:
<Sììì !>
Una mano sul suo inguine. A togliere di mezzo lo slip provvede Lei.
Tre dita la penetrano. Ha già il respiro in affanno. Le sue labbra cercano le mie. Le mie dita prendono a scoparla. Mi succhia la lingua. Trema tutta. Mi sono messa a scoparla spingendo forte. Con gesti molto veloci:
<Come sai lavorarmi di dita tu, Flà…! – Sento la mano che si bagna del suo squirtare – Scopami forte Flà! Ancora… ancora… Così. Così. Sì… Sìì! Ecco… Ci sono. Amooore…!!! >

Il bacio che mi lascia sull’uscio di casa mi toglie il respiro. Sull’elegante divano abbiamo sparso il succo dei nostri tre orgasmi.
Più prosaicamente… Ancora una volta, godendo, Stefania mi ha lasciato lo spunto per fare bella figura con il mio editore e guadagnare la pagnotta

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