Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

La metamorfosi di Gualtiero

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI
Scrittrice di bella presenza

Dal 2005 Flavia pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©FlaviaMarchetti 2021

Come al solito, il risveglio mi ha portata tra le cosce di Simona. Lei tra le mie: ce la siamo succhiate di santa ragione. Esplodendo con schizzi e litanie d’amore.

Ora, lei è a rinfrescarsi sotto la doccia. Io, indugio ancora tra le coltri, umide del nostro piacere.

Ingorda. Di voglia ne avrei ancora tanta!

Il richiamo di lei… la Figa – mia signora e padrona – è pressante: palpita. Forse grida.

Così sono venuta al pc, dove custodisco le cose più preziose.

Tiro fuori tue foto. Clip di noi due.

Sto concentrandomi su di queste per sentirti accanto. Odorarti, assaporarti. Voglio godere con te. Ne ho tanta voglia!

Tra le tue immagini ne ho una che parla… mi chiama ad infilare il volto tra le tue cosce Dei nostri desideri farne un unico godimento.

L’ingrandisco come tutto il monitor. Ora, sei qui di fianco a me: bella e nuda come quando vuoi farti prendere da me….. Sei meravigliosa!

Allungo le braccia… con le mani ti branco le chiappe… le mie dita sfiorano il buco del culo. Sussulti

Mi lascio andare sul divano e mi tiro addosso te… Sei bollente. Mi fai subito conoscere le tue esigenze: <Baciami!>

Adesso sei proprio tu: più vera del vero.

Lo si fa.

Restiamo unite dalle guizzanti lingue…. Tanto, tanto…Tanto!

Le nostre dita hanno già intuito che fare… dove infilarsi!

<BUONA GIORNATA, AMORE!>

IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO

Soffiamo come serpenti in amore. I corpi, completamente avvinti.

Il rinnovato desiderio si sta esprimendo nelle nostre dita. È vigoroso il ditalino che Simona mi sta dedicando.

Dalle mie parti si dice che io sia, di picaglia tenera: vengo… Orgasmo subito.

A Simona, questo, eccita tanto. Le dà la possibilità di guardarmi mentre mi crogiolo nel piacere.

Lei si diverte davvero crudelmente eccitata dalle mie grottesche smorfie… ansiti… mugugni… frasi sconclusionate. Mi ritrovo costretta ad esibirmi nel godimento, sul suo palcoscenico. Preda delle sue dita che, innanzi a lei, libidinosamente, non smettono di sgrillettarmi. Finché ha voglia di vedere contorcermi, sobbalzare, scalciare per ben tre volte. Quasi un rito propiziatorio.

Come non starci. Mi abbandono alle sue carezze che mi portano in volo nei più alti cieli del piacere. Le sue mani accolgono con entusiasmo i tre gioiosi squirt della mia Figa.

Leccargliele è un dovere che mi avvince.

È domenica. È anche il solstizio d’estate.

Oggi non mi dispiacerebbe festeggiare alla grande.

Una bella festa erotica come già ci è capitato di mettere assieme per celebrare eventi che ci hanno riguardato.

E… questa calda domenica di giugno viene a trovarsi al centro di un accadimento molto importante per Simona: Da domani, Lei dirigerà, quale primario, la III Divisione di Terapia Intensiva del Policlinico Sant’Orsola. Sarà anche il più giovane primario d’Italia.

La proposta della festa gliela faccio innanzi al bollente caffè della colazione.

È d’accordo di aggiungere a noi Milly: <Sì. Dai… È un po’ che non ci delizia con la sua porca adolescenza. Dai, telefonale.>

<… lo so, Tesoro, che la domenica la tua Figa è consacrata ad Oscar. Non credo però che tu abbia difficoltà a consacrargliela tra di noi…
Sono sicura che lui verrebbe volentieri. È un po’ che non bagna il biscotto nelle sue vecchie babbione…
… Ah, non siete soli. Scusa, come non detto. Modificheremo il project …
… No, no. Non abbiamo preclusione alcuna…
… Che tipo è?…
… Wow! Mi sembra il massimo della trasgressione –
disinvoltamente mi allontano da Simona, tanto che non possa sentire – Dai, che bello! Verrà sicuramente un festino indimenticabile…
… Facciamo che a Simo non la racconto del tutto…
… Alle tre, arrivi tu. Oscar e Gualtiero arrivano dopo dieci minuti…
… Alle otto facciamo cena e se volete stare fino a mattina non ci sono problemi. Preparo già la cameretta degli ospiti.
… Milly… non è che il ragazzo fa numeri davanti alle nostre porcate?…>

<Allora… che si fa> Simona in attesa di istruzioni.

<Tutto a posto. Viene anche Oscar.>

<Bene. È da un po’ che sento la mancanza di un buon cazzo…
… Dai, vieni che ci facciamo un po’ di restyling, soprattutto al pelo.>

Il bagnoschiuma alle alghe normanne – quello afrodisiaco, secondo la pubblicità – si spreca, sotto la doccia.
Alcune gocce di estratto, vanno ad impreziosire sapientemente i nostri corpi. Aggiungono sensuali odori agli scorci più ambiti dall’erotismo.

La terrazza è inondata dal sole. Il lettino è invitante. Decidiamo che la cura delle reciproche Fighe, può avvenire alla luce del sole.

Ridendo e scherzando le rendiamo affascinanti. Ce le rimiriamo, orgogliose. Anche di poterle esibire. Condividerle con i migliori amici.

Si presentano proprio bene!

Siamo una di fronte all’altra sul lettino e noto luci di voglia nello sguardo di Simona. Sfuggire al magnetismo che emana non è facile.

Il contagio avviene. Qualcosa mi si muove nel basso ventre. Mi palpo le tette. Me le accarezzo. Le stringo.

I capezzoli sono l’espressione del mio desiderio.

Simona mi si è fatta più vicina: mi guarda con voracità.

<Ti voglio. Porca.>

<Sei un’impenitente ingorda.>

<Oggi, ad ogni istante che passa mi appari più troia. Chissà se lo sei veramente?>

Non c’è bisogno d’altro. Con una leggera spinta la sdraio. Vado con la Figa sulla sua bocca. Quando la mia lingua affonda nella sua, questa, già sbava.

Il sole del solstizio rende ancor più irruenti i nostri orgasmi.

La Città svotatasi, come succede ad ogni estate, aggiunge un magico riverbero ad ogni rumore. Le nostre grida di piacere si distribuiscono tra gli ottocenteschi palazzi attorno alla nostra terrazza. Una voce grida al vento: <Basta, vergognatevi! Nelle case ci sono bambini.>

Gli orgasmi si sono esauriti. Ci hanno rese di ottimo umore… Di quella vibrata protesta ridiamo allegramente.

Abbiamo anche voglia di vedere gente. Un aperitivo alla storica Pasticceria Zanarini e una lasagnetta bolognese all’ombra delle Due Torri sono il relax che ci concediamo prima di immergerci nel pomeriggio festaiolo.

Siamo un pò brille quando lasciamo il ristorante. La bottiglia di Valpolicella con gli aperitivi di prima, rendono la camminata del rientro incerta. Simo, che ha pure aggiunto un Calvados dopo il caffè è visibilmente sbronza. Debbo sorreggerla. Ad ogni rallentamento della nostra camminata vorrebbe baciarmi. Incurante che ci sia gente attorno. Glielo lascio fare nell’ascensore con il risultato che quando si riaprono le porte, le mie tette sono in bella vista. Come può confermare Anghela che è lì ad aspettare il trabbicolo. Fortunatamente è pane per i suoi denti. Incasso una palpata e un bacio ai capezzoli.

Finalmente, Simona può riposare: <Ho un gran mal di testa. Mi butto un po’ sul letto. Se no quando arrivano i nostri amici sono fuori combattimento. Dovrai riceverli tu.>

Ho le tette che spuntano dalla camicetta. Decido di liberarle del tutto. Accogliere così Milly:

<Cazzo… Sono forse in ritardo? – Si getta sulle tette e me le bacia, lasciando su queste un buon po’ di saliva – Avete già iniziato i godimenti? Siete proprio ingorde!>

Racconto a Milly lo stato alcolico in cui versa Simona.

Lei, entusiasta:

<Vado a farle un bocca a Figa. Vedrai che te la rimetto subito in sesto>.

Sono passati solo 10 minuti e, Simona, bella come mai, è in piedi innanzi a me, nuda. Dietro lei, raggiante, Milly, nuda pur essa, decanta il proprio successo:

<Non ci crederai. Appena gliel’ho toccata con la lingua, ha dato segni che stava godendo. Al quinto affondo è venuta… Ne aveva una voglia matta!>

Cambio argomento:

<Al telefono ho notato che avevi delle perplessità riguardo la presenza con noi del vostro ospite. Gualtiero. Cos’è che non ti sfagiola in lui?>

< Gualtiero è la persona più dolce che abbia mai conosciuta. Dopo di te, naturalmente – si avventa sulle mie tette per un altro bacio – Ha un unico problema: è frocio marcio. Lui una femmina non la vorrebbe mai, neppure, sfiorare…>

< Scusa tesoro. Qui, con lui, ci troveremo in tre femmine. Tutte e tre alquanto Porche. Mi sa tanto che si annoierà.>

< Non credo proprio. È molto guardone… Poi, a lui quello che interessa è il cazzo di suo cugino. Perché è il cugino di Oscar.… Loro si adorano.>

<Oscar come vede la cosa.>

<Oscar, se non avesse conosciuto te, quasi sicuramente avrebbe coltivato quella passione pure lui. Pensa che mi ha confessato di aver provato prima i piaceri del culo che della Bernarda. Se non ci fossi stata tu a salvarlo, chissà, anch’io in che cazzi sarei finita?> Ne approfitta per risucchiarmi un capezzolo.

<Mi pare che mi stia facendo capire che pure il tuo fidanzato partecipi all’omosessualità del cugino.>

<Oh, eccome… gli caccia delle inculate fotoniche. Vedrai che spettacolo… Inculate molto partecipate: incitazioni… sobbalzi, contorsioni. Urla. Sborrate dilaganti.>

Non ho tempo di porre altri quesiti che, lupus in fabula, i due cugini sono qui.

Oscar non perde l’occasione per baciarmi le tette per poi accarezzare tra le cosce la sua fidanzata.

Gualtiero, dopo avermi dato educatamente la mano si tiene in disparte.

È decisamente, un bel giovane. Più che giovane, adolescente. Ci informa Oscar: <Ha 17 anni. Ma sa quello che vuole dai 15. Quando si è fatto inculare per la prima volta.>. È atletico, con una fisionomia aggraziata.

Mi sorge una curiosità che approfondisco con Milly in disparte:

<Com’è messo ad uccello?>

<Molto bene. Direi che perdiamo qualcosa.>

Oscar intanto ha dato al cugino l’input di mettersi anche lui in nudità.

Resto solo io con qualcosa ancora addosso. Provvedo immediatamente.

Il cazzo di Gualtiero è una piccola opera d’arte. La presenza di Oscar fa che lo mostri turgido e in spavalda erezione.

Simona si spertica in lodi ed encomi: <… fantastico, elegante, possente. La giusta misura per un mio grande godimento.> Gli si avvicina per accarezzarlo. Forsanche baciarglielo. Lui con mossa schiva, si sottrae, coprendo quel bell’arbello con le mani.

Simona, in visibile eccitazione, assume una smorfia di risentimento. Diplomaticamente intervengo consigliando una regola del galateo:

< Secondo me, a compiere il primo atto deve essere un ospite. Chi meglio di Oscar può aprire le danze? Magari coinvolgendo Gualtiero. Nuovo ospite della combriccola.>

Oscar, di cui anch’io posso confermare quanto ami infilare la verga in un culo, non se lo fa ripetere. Ha il cazzo rigonfio e duro, pronto all’uso. Prende per mano l’anelante cugino e lo porta in camera.

Noi, femmine, li seguiamo per goderci un live a cui difficilmente ci sarebbe dato di assistere.

Milly che a tali performance già conosce si è seduta sulla poltrona masturbandosi platealmente.

Io e Simo assistiamo all’amplesso, osservandolo dall’alto. Sedute sulla scrivania su cui compongo le mie Porkeriole.

Subito ci accorgiamo che tra Oscar e Gualtiero c’è qualcosa che va oltre il piacere di un’inculata tout-court. Lo deduciamo dagli accurati preliminari che precedono la penetrazione: baci, carezze, scapellamenti reciproci. Un accenno di 69. Tanti sussurri sensuali tra di loro.

Gualtiero freme ad ogni toccamento. Ogni sua espressione è incorniciata da una vampa che gli imporpora il viso. Oscar si fa sempre più rude nei movimenti <Così. Bravo> gli dice quando appoggiata la guancia sul cuscino vuole contemplare da vicino la trama di vene che ornano il prepuzio del cugino. Una sorta di rito: Oscar, a cappella sguainata, sbatacchia il marmoreo uccello sulla bocca dell’amante che, pronto! inarca la schiena, solleva il bacino. Le natiche sono scostate. Tra esse compare la gemma di un plug che lui porta sempre per perpetrare un continuo piacere nel culo. Oscar impiega un po’ di tempo ad estrarglielo con la dovuta delicatezza. Gualtiero è impaziente. Glielo dice con enfasi: <Oscar sono tuo, ti appartengo sessualmente>

<Bravo Gualtiero, ora rilassati e apri bene il culo che adesso non gioco più. Ti inculo di brutto.> Gli solleva le gambe e stando sulla sponda del letto se le appoggia alle proprie spalle. Un colpo deciso e l’uccello di Oscar scivola, completamente in fondo al culo del giovane cugino.

Solo un impercettibile gemito: sicuramente di piacere

Oscar che spesso s’è vantato con me di praticare l’inculata con una certa sapienza. Lo sta dimostrando.

Come una statua resta dentro quel culo per un po’: inizia poi la cavalcata. In breve, raggiunge un ritmo bestiale. Mandando il partner nel paradiso dei sensi: <Dai. Daiiii siiii. Sono tutto tuo… Mio Signore. Sono la tua cagna… Sììì! Scopami a lungo… Per favore!>

Il piacere dell’inculata addolcisce la frenesia di Oscar che, senza demordere dalla scopata, rivolge al cugino frasi estremamente dolci: <Tesoro mio, quanta tenerezza mi fai. Avevi proprio voglia di trovare qualcuno che te lo mettesse in culo. Vero?>

Gualtiero è talmente compreso nella sua determinazione di voler essere sottomesso ad Oscar: <Siii. Sono una femmina e voglio essere la tua femmina.>

<Certo tesoro per oggi te lo concedo. Ma solo per oggi. Per gli altri giorni, ricordati che resti sempre un frocio.>

È il momento in cui un’onda di sborra invade il culo di Gualtiero.

Tanta calda e densa sborra.

Simona è eccitatissima. Mi ha abbracciata. Continua a succhiarmi il collo. La sua mano tra le cosce me la sta sgrillettando piacevolmente.

Milly, dalla poltrona ci fa segno di essere già al secondo orgasmo con le dita.

Gualtiero, disteso sul letto prono, sta godendosi i postumi di quella bella inculata.

Oscar è in bagno a ridare splendore al proprio uccello.

Ritorna tra noi gagliardo e baldanzoso. La sborrata gliel’ha un po’ ammosciato:

<Adesso bimbe tocca a voi. Dovete farcelo tornare bello duro. Altrimenti dobbiamo metterci a giocare a pinnacoli.>

<Non sia mai detto.> È il grido con cui Milly assalta Simona. Lei, si sdraia… apre le cosce e… Il gioco è fatto.

Milly dimostra voracità nel leccargliela.

Mi gingillo un po’ sperando in Oscar, ma vedo che lui si è concesso a un groviglio umano con il corpo del giovane cugino. Ognuno di loro stringe in pugno il cazzo dell’altro baciandosi con passione.

Recupero, calandomi a figa aperta sulla bocca di Simona.

Con lei non avrò sorprese ma un crescendo di piacere verso un prolungato orgasmo. La certezza è sempre la prospettiva migliore.

Il quadro d’insieme in quella stanza è variegato: Simona è al centro. Il motore dell’amplesso. Quella che immagazzina piacere e lo ridistribuisce quale godimento. È bella, la mia Simo, quando succhia piacere. Sta beatamente sdraiata a gambe aperte. Un cuscino sotto al culo.

Tra le labbra della sua figa.. la lingua di Milly, che: sopra, intrattiene la clitoride e… due dita sotto, le dà piacere, scopandola. Scalcia e si agita ma non può far sentire il proprio canto d’amore. Glielo impedisce la mia figa, praticamente seduta sulla sua bocca, a ricevere le magie dalla sua lingua. In questa catena del piacere mi abbevero della sua più intima linfa.

In piedi, china, tra le cosce di Simona sta Milly, eccitata dall’uccello di Oscar che da dietro le sta scopando la figa. Una perfetta macchina dell’amore che da quando è in moto, distilla piacere anche a chi non ne è direttamente partecipe.

In questo caso, il bel Gualtiero… Sulla comoda Frau, sta segandosi con foga.

Cinque sessualità completamente diverse unite dall’erotismo nel giorno del solstizio d’estate che…E ha dell’incredibile … raggiungono l’orgasmo nello stesso momento.

È un caldo quasi insopportabile in questa stanza. Grondiamo sudore. Sono già le cinque e mezza. Forse in terrazza captiamo un refolo dell’arietta che soffia dalla collina. Decidiamo di trasferire il nostro festival sotto il sole. Lettini e ombrelloni sono già predisposti.

La più entusiasta è Milly <E’ qualche anno che immagino di venire trombata sul lettino. Sotto un ombrellone. Oggi posso sperarci. Vero, Amo?> ma Amo è tutto preso da un pressante dialogo con il Cugino.

Tra i due maschietti tante coccole… Se lo scappellano a vicenda: gonfi, vermigli, quei glandi, competono tra loro per bellezza. Eppure… tra loro non c’è quella serenità che si penserebbe. C’è preoccupazione, pur se ognuno stringe con passione la verga dell’altro.

Tutto si chiarisce quando… Oscar prende per mano il cugino e mi si avvicinano:

<Flà, ti và se Gualtiero ti accarezza la Figa?>

Anche se immagino che l’erezione che gli investe il cazzo non sia merito mio, non posso che accogliere con gioia quella proposta.

Con grande ritrosia la sua mano si appoggia sul mio ventre. Incitato dal cugino, Oscar, scende timidamente cedendo alla mia epidermide il piacere della sua timidezza… Un piacevole continuo tremolio. Faccio per allungare la mano e restituire, accarezza. Lo sguardo severo di Oscar mi blocca l’azione.

Il ragazzo, confuso più che mai, mi appare ancora più giovane dei suoi 17 anni.

La sua mano ora è proprio sulle gonfie labbra della Figa. Quel contatto lo fa tremare più che mai.

Oscar gli sussurra qualcosa all’orecchio. Gli fa nascere un leggero sorriso. Allo stesso tempo, le sue dita si muovono sul mio spacco. Lo schiudono. La prima falange dell’indice lo penetra. È un dito sottile… Affusolato. Conserva ancora un po’ di quel tremore che l’ha invaso. È molto piacevole.

Oscar, adesso di lui ha in mano l’uccello. Lentamente glielo spugnetta. Lui socchiude gli occhi in un’espressione di godimento/beatitudine. Oscar nei movimenti della mano aggiunge lo snocciolamento del glande. Lui sospira di piacere. Il dito di lui è ancora dentro alla mia Figa… Anzi, adesso, è tutto dentro tra una colata di miei umori.

Oscar chiarisce un punto importante di quell’azione:

<Se togli la mano dalla sua Figa smetto subito di segarti.>

<No, no, no… Ti prego non farlo. Me la stai facendo veramente bella.… Giuro che a lei riesco anche a fare un ditalino.>

Io, presa dall’entusiasmo, gli accarezzo i testicoli. Oscar riprende il ritmo della masturbazione.

Chissà cosa succede nel ragazzo che, accanto all’indice aggiunge il dito medio e in tutta lena passa dalle parole ai fatti.

Il godimento in me, oltre che al corpo si espande alla mente.

La sega di Oscar assieme al delicato palpeggiare che effettuo ai testicoli e al buco del culo di Gualtiero lo fanno venire. Il suo cazzo schizza. Oscar, generosamente, glielo prende in bocca per completare così l’orgasmo.

È un buon godimento anche quello che mi viene da Gualtiero. Mi sento ben carica del successo ricevuto. Voglio forzare la situazione. Abbracciando Oscar gli faccio la richiesta di provare l’effetto sensuale di quelle sue dita, così belle lunghe e affusolate, nel mio buco del culo.

Richiesta che Oscar blocca sul nascere con: <Prima, Amo, debbo onorare la promessa che ho fatto a Gualtiero per fargli superare la fobia per le femmine… Debbo rimetterglielo in culo.>

Li lascio ai loro fatti sentimentali.

È quasi ora di cena e la festa si dovrebbe esaurire con la cena, per cui consiglio tutti di rimettersi in ghingheri: alle sette e mezza devono venire i camerieri della trattoria sotto casa a preparare il buffet.

Accantoniamo l’erotismo e diamo sfogo alle golosità marinare. L’atmosfera in terrazza è completamente mutata. Abbigliati di tutto punto non sembriamo più gl’impenitenti libertini che siamo. Piuttosto un gruppo di informatori farmaceutici, al buffet di un congresso medico.

Forse Pantagruel ci ha ammosciato la libidine.

Ha dell’incredibile che a un nostro raduno, si intavolino oziose discussioni su chi mai potrebbe essere il futuro sindaco della Città. Eppure, sta succedendo.

Ci salva Milly che dalla borsetta estrae un elegante astuccio: <Guardate mò cosa mi sono regalata, stamattina?> Apre il piccolo scrigno per mostrarci un lucente plug con gemma color smeraldo nella parte posteriore.

Rimiriamo il lubrico gingillo. Partono le offerte di disponibilità ad installarglielo seduta stante.

Milly, comunque ha già le idee chiare. Consegna il gingillo a Gualtiero: <Come conosce lui il culo…>.

Gualtiero, dopo aver preso confidenza con la mia Figa, è ben felice di far la conoscenza del buco del culo di Milly.

Qui però va a cozzare contro la gelosia di Oscar: <A questo culo posso pensare solo io…> Una atletica mossa e Oscar è con il volto tra le chiappe che Milly ha già denudato e che protende a Gualtiero per la collocazione dell’anale toy.

Si sa che la corretta introduzione del plug, non può che prescindere da una buona lubrificazione del condotto anale. Cosa di meglio della lingua del proprio amato!

Oscar, dopo aver introdotto delicatamente l’ammennicolo nel buco del culo della fidanzata, cala i jeans e improvvisa una selvaggia pecorina, facendola strillare di piacere.

Mi sovviene che alla combriccola di amici non ho annunciato la ragione di questa festa. Ovvero il primariato di Simona.

Lo faccio appena vedo Oscar sfilare l’uccello dalla fregna di Milly e lei che gli grida entusiastica: <Dio, Amo, quanto è più bello con il plug in culo!>

Torniamo al nostro stato trasgressivo… Tutti nudi ed eccitati ci complimentiamo con Simona.

Lei sembra una regina: non si è neppure spogliata completamente. Senza slip, indossa il più prezioso della sua collezione di reggicalze (ovviamente senza calze).

Anche Gualtiero si lascia convincere da Oscar ad abbracciare la festeggiata.

È mezzanotte, dalla strada sottostante giunge il brusio della gente che può finalmente passeggiare liberamente per la città. La notte è piacevolmente calda e spudoratamente sensuale.

Mi si avvicina Oscar che con un certo imbarazzo: <Mi dispiace Flà di avervi un po’ trascurato… Ma avevo promesso a Gualtiero che sarei stato suo fino a domattina. Milly lo sapeva e mi sono meravigliato che abbia accettato il tuo invito.>.

< Per fortuna che in me non c’è voglia di cazzo.… Avevo solo un pensato a un fotonico bocchino a te per concludere la serata. Se dovessi mai fartelo ora, so per esperienza che ti verrebbe moscio per un paio d’ore. Penso che ti creerei problemi.>

<Penso che debba rifiutare la tua generosità e chiederti qualcosa.>.

Intanto gli accarezzo il cazzo che tra le mie mani sta prendendo la forma di cazzo in erezione.

<Cosa posso…?>

<Con quello che ho promesso a Gualtiero, dovrei ancora amoreggiare con lui fino alle 9 di domattina. Gli ho promesso 24 ore di amore. Solo che alle 7 tornano mamma e papà…

<Ho capito, Tesoro,… vorresti fermarti qui con il tuo amichetto.>

<O, sì. potremmo anche stare qui in terrazza su di un lettino. Con il caldo che è… andrebbe benissimo.>

<A me starebbe bene. Non so Simona. In fondo, appena arrivato ce ne hai promesse due a testa e non ne abbiamo vista una. Tu sai che a queste cosucce, Simo ci guarda… Le parlo io e ti faccio dare la risposta da lei. Piuttosto. Milly? Come vuoi gestirla?>

<Già. C’è anche lei. …>.

Faccio la sorella maggiore: parlerò io con Simona e sentirò da Milly quel che vuol fare.

Milly mi si è avvicinata con due flute. Cin! Garganelliamo lo champagne. Riempiamo ancora i bicchieri. Le labbra di Milly premono sulle mie. Le socchiudo. Gli champagne che conserviamo nelle bocche si fondono. Le lingue vi sguazzano in mezzo. L’abbraccio è sostenuto. Le tette si schiacciano una contro l’altra. Segnali di piacere mi giungono dal basso ventre. Le nostre Fighe si stanno coccolando tra di loro.

<Guarda, Flà, sta succedendo qualcosa di importante tra il tuo amore e il cugino culattino del mio.>

Volgo lo sguardo al trio che sta parlottando in un angolo della terrazza. Vedo quanto non mi sarei immaginata di assistere: Simona completamente avvinta a Gualtiero che oltretutto le sta accarezzando le natiche. Oscar, presente, sta benedicendo con smaglianti sorrisi quanto sta succedendo. Sarà pure un inequivocabile bacio in bocca, a suggellare quell’atto di fraternità.

<Quindi… Se ho ben capito… Tu, stanotte, farai luna di miele con Oscar e il cugino. Io con Milly.>

<Proprio così. Sperimenterò qualcosa di nuovo.>

<Ma… Te lo metterà in culo pure Gualtiero?>

<Credo proprio di sì. Mi è sembrato entusiasta della prospettiva di incularmi mentre Oscar mi chiava.>

<Beh, vuol dire che il volere del cugino ha presa su di lui.… Tu, naturalmente, a questa prospettiva, non puoi che sbavare.>

Simona, abituata fin dall’adolescenza dal marito è molto predisposta al sesso anale.

I giochi per la notte sono stabiliti.

Prendo per mano Milly e ci appartiamo in camera. Lasciando il terrazzo a disposizione del gruppo misto.

Non può essere immaginabile quel che ti fa provare la lingua di Milly nella Figa… E che si fermasse lì… Ma questo non succede mai.

Ci è arrivata scendendo dal capezzolo sinistro. Ha mantenuto le mani sulle tette facendo calare la bocca lentamente. Leggere, le labbra attorno all’ombelico mi ha fatto venire la pelle d’oca. Qui, si scatena e sale il monte di Venere a colpi di leggeri morsi, cercando di staccare qualche pelo con i denti.

Sullo spacco della figa si mostrano gocce di rugiada che la sua lingua raccoglie.

<Dai… girati.. Da lì viene meglio.> comanda con un sussurro.

Un morso per chiappa con decisione. Tanto per marcarmi. <Stanotte sei la mia vacca.>

Non posso che gridarle il mio <Sì!> prolungato. Litania che ci eccita entrambe.

Mi apre le natiche con una certa violenza. Anticipo le sue mosse: sollevo il bacino. Agilmente ci va sotto con la faccia. Allargo tutto quello che posso: cosce, Figa, buco del culo. Il nuovo landscape che si trova innanzi, la fa sbavare ed emettere gemiti intraducibili.

Gliela sfrego tra naso e bocca. Il piacere si fa sentire

Ci scambiamo i dovuti insulti…

L’attesa lingua mi penetra. È veramente vigorosa. Sussulta in tutta velocità. In me si scatena una girandola di fremiti. Sobbalzo. Il buco del culo palpita. La Figa cola.

È inesorabile… Dopo aver fatto impazzire con qualche sua carezza la clitoride prende a scoparmi con quell’ipotesi di cazzo di cui pensam ndi disporre.

È porca più che mai. Le mie mani artigliano le coperte e dalla bocca assieme a un rivolo di bava, fuoriescono promesse d’amore.

Milly, imperterrita svolge in tutta eccitazione la sua mission.

<Ora ti faccio impazzire.> Minaccia. In un baleno è sul punto ‘G’. Qualche stimolo e nella mia Figa succede un cataclisma: contrazioni. Palpiti. Ogni muscolo in zona si contrae spasmodicamente. Tre squirt centrano il fanciullesco viso di Milly…

In simili momenti, la compenetra un’espressione da madonna del Cinquecento!

Lei non smette di leccare, neppure, sentendomi gridare.

Sposta solo la frenetica propaggine sul perineo. Qui il bacino mi s’invola, trascinato dall’incurvatura del corpo.

Riaggiustandomi sulla sua bocca, posso sedare lo sconvolgimento che è in me, con le coccole che, sempre, quella pazza lingua, concede al buco del culo.

Cedo le armi. Mi abbandono, esausta, ai suoi lubrici baci. Finché non si sdraia su di me per quel bacio che sempre deve scoccare alla fine di ogni, riuscito, rapporto orale.

Almeno, il Galateo recita così.

Ricambio, ma esausta come sono, finisce che non rendo più di tanto.

Milly mi chiede di finirla con un ditalino che è meno impegnativo.

Il lungo bacio che la tiene legata a me, compie il miracolo. Le mie dita hanno la giusta eccitazione per rendere un semplice ditalino, un piccolo capolavoro di arte erotica. Lei sta sopra di me. Nella bocca ho il capezzolo e la punta d’una sua tetta. La scopo decisamente, con due dita.

Il suo abbraccio è forte. Prosegue ben oltre l’orgasmo, infilandosi subito in un secondo sconvolgimento. Quando le sue labbra si staccano dalla mia bocca si appiccicano al collo per vampirizzarmi.

Tutto torna normale. L’eccitazione torna ad invadermi la bocca.

Sono di nuovo tra le sue cosce, porca più che mai. Mi abbevero della linfa che le dita hanno fatto colare. Sculetta ritmicamente. Ben stretto, tiene spinto il mio capo contro il succoso taglio. Fa mosse convulse con il bacino, lanciando sonore grida, in un registro di voce dai toni acutissimi. Per poi, esausta, lasciarsi andare.

Ahimè, non possiede l’energia per ricambiarmi.

Mi sa che dovrò provvedere in solitaria.

Non ho il tempo di applicarmici che arriva Simona in piena eccitazione.

<È stata un’esperienza che più emozionante di così non poteva essere…> e trovando Milly, prona, con i glutei in primo piano, si getta su questi infierendo con morsi sulle pingui rotondità.

<Cosa sei, scema?> Grida Milly, presa alla sprovvista.

Dopo questa performance si getta tra le mie braccia. Tra le mie tette vuole raccontarci il perché di tanto entusiasmo:

<L’idea è stata di Oscar… Un vero genio in queste situazioni. … Il cugino, invece aveva idee tutte sue. Si son messi a parlottare tra di loro un po’ in disparte. Eravamo qui innanzi alla porta. In piedi. Appoggiati alla balaustra della terrazza. Vedo poi Oscar che abbraccia il cugino e subito, questo si inginocchia. Glielo scornacchia e se lo mette in bocca ciucciandolo. La cosa mi fa incazzare. Sappiamo tutte la golosità di Oscar per il bocchino. Sappiamo anche che al sesso orale Lui offre tutto sé stesso. Peccato solo che poi gli resti moscio per due ore. Io, la voglia l’avevo subito.
Fortunatamente è un falso allarme… Un attimo dopo, ho Oscar, innanzi a me che preme il rigido priapo sul mio Monte di Venere. Mani mi prendono i fianchi.
Chi l’avrebbe detto? Cazzo! Le mani sono di Gualtiero. Da dietro, sta brigando per introdurre la punta dell’uccello fra le mie chiappe. Missione non facile. Dal momento che io, impegnata ad accogliere in me la verga di Oscar, tenevo le cosce ben larghe e di conseguenza le natiche strette.
Per Gualtiero, un piccolo psicodramma: si è affidato al cugino, più adulto, per superare la fobia che lo rende misogino, al punto tale da inorridire al solo sfiorare una femmina. E, Oscar lo sta sottoponendo ad atti in cui lui ne diventa protagonista assieme a un corpo femminile. Terapia un po’ violenta a cui l’adolescente sta dimostrando di volersi seriamente applicare. Se, ho accolto con un <Ohhh!>… sospiro … la penetrazione del cazzo di Oscar nella Figa. Non può che essere un <Oh!> … gemito. Sorpresa … Quando la cappella di Gualtiero viola lo sfintere.
Da qui, godo momenti di gran libidine, con due signori cazzi che danzano in me. –
Questa sorta di cronaca anima Milly a scrollarsi di dosso il torpore post-orgasmo. Si solleva e con le labbra carpisce una tetta di Simona. Succhia. Il racconto prosegue… – Ho vissuto momenti idilliaci… i due cugini hanno la dote di sapersi sincronizzare alla perfezione e così quando Oscar affonda nella Figa, Gualtiero rincula nell’ano. Un godimento incommensurabile dilaga in me. La cosa fantastica è che i due maschietti hanno sincronizzato pure l’orgasmo. Che esplode in loro contemporaneamente.
Ho sentito riempirmi, fronte/retro con abbondanza. A questo punto mi sono accodata e ho raggiunto il massimo godimento stretta tra di loro. Gualtiero, superata ogni fobia continua a slinguazzarmi sul collo e dietro le orecchie.
Ho voluto baciare prima lui di Oscar, un po’ per aumentare la sua autostima, ora, che era riuscito a liberarsi dalle paure che gli suscitava la Figa, fosse questa pelosa o depilata. Per premiarlo, comunque, dell’arte e della grande delicatezza che ho assaporato nella sua inculata… Ragazze… –
conclude Simona con tutta l’euforia del suo entusiasmo – Non mi era ancora successo, tanto appagamento con una inculata.>

<Quindi, di un po’ di sincera Figa non senti il bisogno?> Milly, vorace come sempre, sente che la festa, esaudite le aspettative della festeggiata, sta chiudendosi così. Tenta di attizzare l’erotismo che sta cominciando a languire.

Ma non serve. Sarà il timido e introverso cugino omosessuale a far risalire l’eccitazione in loco.

Ci raggiunge assieme a Oscar.  Gualtiero è in fregola più che mai. Reclamano eccitati, culi. <Noi i nostri li abbiamo già messi in gioco. Vogliamo i vostri per diversificare.>

Milly, va subito in bollore e apre le chiappe al fidanzato.

A me resterebbe Gualtiero. Mi torna il preciso racconto di Simona… le emozioni da lei provate. La sua gioia. Gli agguanto il cazzo. Lui arrossisce.

È un bell’uccello!

Glielo accarezzo. Non si ritrae. Glielo scappello. Socchiude gli occhi e trae un sospiro di soddisfazione.

È più lungo di un paio di centimetri di quello di Oscar, ma ben grosso e meglio costruito. Glielo sego un po’. Apprezza. Glielo prendo in bocca: è tutto un fremito.

Glielo succhio. Ha un buon sapore.

Vuole baciarmi.

Sono stupefatta. Non è più lo schivo omosessuale che sfugge le femmine e me lo confessa: <Quando ho sentito tra le dita il vischioso calore della tua Figa, ho capito che anche una bella topa, avrebbe aggiunto piaceri alla mia esistenza. Credo che la tua conoscenza abbia svegliato la mia bisessualità. Tra te e Oscar avete compiuto un vero miracolo su di me.>

Le sue parole mi commuovono e tento una verifica: <Leccamela, Gualtiero.>

<Non sono ancora pronto. Appena lo sarò, saranno i peli della tua fica a ricevere le prime gioie della mia bocca.>

A poche spanne da noi che ci sussurriamo il nostro flirt, Oscarsta inculando con vigore Milly. Forse la sua foga sodomitica risente di un po’ di gelosia nei miei confronti per l’approccio orale all’uccello di Gualtiero.

A questo punto mi giro di scatto. Sfrego le chiappe contro la verga del ragazzo. Allargandole e stringendole, tento di fargli intuire il messaggio del mio desiderio.

Che il messaggio è recepito me lo comunicano le sue mani sulle spalle che mi spingono ad appoggiarmi alla scrivania e a piegarmi in avanti.

Se debbo dire la verità sono molto emozionata: mi sento parte di una insperata guarigione miracolosa. Non so prevedere se questa si consumerà con un rito violento o colmo di dolcezza come auspicherei.

<Dammi un po’ di saliva sul cazzo. Scivola meglio.> Lo accontento. Glielo tratto con la bocca e mi rimetto nella classica posa.

Lui si abbassa. Mi allarga le natiche. Imperversa con la lingua sull’osso sacro. Il piacere mi fa allargare del tutto il buco del culo. Ne rimane affascinato e si spertica in complimenti. Ne lecca più volte con entusiasmo l’apertura. Conclude centrandolo con un consistente sputo.

Momenti interminabili poi, virgulto, ma con tanta dolcezza, sento il glande farsi strada tra le natiche. Porto una mano sulla figa per frullarmi la clitoride.

La cappella si affaccia al buco del culo che si mette a palpitare. È calda. La sua presenza scatena una raffica di fremiti che rendono trionfale il suo coinvolgimento.

È un buon po’ di mesi che Oscar non mi ha più deliziato, utilizzando quel percorso ma debbo dire che le dimensioni, assieme ai modi delicati nella conduzione dell’amplesso sono più incisivi quelli di Gualtiero. Forse in quanto lui dimostra che il culo lo conosce meglio.

Non provo fastidio alcuno. Solo un godimento sottile che man mano il suo uccello vaga in me, irradia in tutto il mio corpo. Lui, non solo, s’insinua in me al massimo della sua ragguardevole dimensione. Sa poi deliziarmi con il ritmo del suo dentro/fuori, scandito dall’onomatopeico rumore dei testicoli contro i miei glutei.

Intenso e ben diffuso è il piacere che mi agita di godimento. Sospendo l’arte masturbatoria alla clitoride. Mugugno rumorosamente nel momento in cui mi lascio sballottare dalle forze dell’orgasmo e lui si svuota nel punto più intimo del mio culo.

La figa sbrodola di suo.

Poco distante da noi, Milly sta asciugandosi la bocca da i rimasugli dell’ingoio a cui ha voluto far seguire all’inculata di Oscar.

Lui, sempre molto gagliardo, non può che esibire, al posto del cazzo… un provato pistolino.

Tona anche la bella Simona, che ci annuncia di essersi voluta esiliare in cucina per organizzarci una cena di notte fonda.

<Fin qui la festa avete voluto dedicarla a me e ve ne sono grata. Da qui, propongo, che diventi la festa per la rinascita di Gualtiero.> È e si tuffa sul nuovo festeggiato per un lingua in bocca con carezze al suo cazzo.

Lui, assaporando il piacere di una sega al femminile mi strizza l’occhio con complicità. E, mentre si asciuga il glande dallo schizzetto che le ha regalato Simona non manca di rincuorarmi con:

<Vedrai che non tarderò molto a venirtela a leccare.>

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