Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

KRAPFEN RISERVATTO

Vado pazza per  i krapfen. Ma, oramai, sono passati di moda e soprattutto  per le belle donne

<Nuocciono fortemente alla salute>.

Fortunatamente il bar dove mi caffettizzo ogni mattina, me ne fa sempre trovare uno. So che lo tengono nascosto finché non mi vedono entrare nel locale. Io me lo ritrovo su un piattino di fianco alla tazzina col caffè. Qualche mossa con la salvietta che l’accompagna per ripulirlo dallo zucchero velo che l’avvolge e che probabilmente finirebbe sulla mia giacca. Addento la pasta fritta e mi pasco del bolo di crema che vi è contenuto. 4, 5 morsi e la pasta di origine tedesca inizia il suo percorso di metabolizzazione nel mio corpo.

Ultimo step di questo rito frivolo è la leccata alle dita sporche di crema che muovendo sensualmente la lingua fuori della bocca, indirizzo sempre alla barista che ha un procace seno.

Lei sa perché.

Questa mattina, però, la pantomima del krapfen ha avuto uno svolgimelo diverso dal solito.

L’orologio della torre del municipio ha già battuto i suoi 11 tocchi due volte e io ho completato la traduzione della quattordicesima pagina del comunicato rilasciato dalla banca del Regno Unito. Spengo il pc, mi stiracchio, una mano sotto la felpa. Mi strizzo i capezzoli. Vorrei di più… ma sono sola e non ho il tempo per cercarmi una amica disponibile. L’appagamento lo raggiungerò con un bidet di acqua fresca. La giacca. Scendo per un caffè con krapfen riservato.

Se fosse così, sarebbe una giornata nomale

Il bar è strapieno, ma la barista, con cui condivido una storiaccia, dopo il secondo passaggio innanzi la vetrina prepara la mia colazione. Entro. Già c’è il piattino con il krapffen accanto alla tazzina col caffè bollente.

Se fosse così, sarebbe una giornata nomale. Ma visto che sto raccontandovela, vuol dire che proprio del tutto normale non è.

proprio del tutto normale non è.

Infatti, c’è un’adolescente….  Una ragazzina, 17… 18 anni che sta cercando una salvietta per impossessarsi del krapfen messo lì per me.

Il mio krapfen!

<Irene, lascia stare. Non credo sia questa la nostra ordinazione>.

<Mamma io ho ordinato due krapfen e due caffè. La ragazza mi dice che di krapfen non ce ne sono… poi dopo cinque minuti me ne appoggia qui uno. Che servizio del cazzo è questo?>

Tra la folla raggiungo mamma, figlia e il krapfen conteso.

Io, intanto mi faccio largo tra la folla e raggiungo mammal, figlia, e il krapfen conteso.

<Mi dispiace ma il krapfen l’ho ordinato io stamattina presto. Faccio così ogni giorno che sono a Bologna. Mi piacciono solo i krapfen>

La barista s’avvicina

Faccio segno alla barista che s’avvicina:

<Avete già anche quello di domani?>

<Sì e anche di domani l’altro. Poi c‘è di mezzo la domenica. Comunque lunedì se sei a Bologna, puoi contare ul tuo krapfen>.

<Bene, allora i due che ti restano li puoi servire a queste belle ragazze, assieme ai caffè… Metti tutto sul mio conto>.

Le nuove conoscenze che ho fatto

Do un’occhiata alle nuove conoscenze che ho fatto e mi sento a disagio. Per scendere ho indossato il primo giaccone in cui  mi sono imbattuta e ho acchiaccappato un capo che comprai oltre un lustro or sono… e si vede. Ai piedi, le scarpe ginniche da casa, non hanno motivo di competere con gli stivaletti che indossano le mie nuove amiche e quasi tutte le femmine lì presenti.

Glutei a pera e… che al tocco della mano dovrebbero risultare sodi e di pelle vellutata

La stessa ragazzina che ora si abbuffa sul krapfen è tirata come una diva. Con un cappotto dai cui spacchi laterali può mostrare … e le  mostra!.. una coscia lunga che se la guardi da dietro vedi che si attaccano a glutei a pera che… se dovessi mai toccarli con mano … scommtto mi risulterebbero sodi e di pelle vellutata

Le tette che si possono immaginare con tutti i ma e i però dell’età e dell’abbigliamento.

mi accuiscono il desiderio di averla nuda tra le braccia.

tre gocce negli slip

mi confermano che il mio pensiero è già tra le sue cosce.

La mamma

signora Anna, tiene il cappotto tutto aperto mostrando un rigoglioso davanzale. Cosce piene e sensuali. Culo più che appetibile. È comunque una bella milfona.

Altre4 gocce

E sono 7 già le gocce. Che mi segnalano che il desiderio chiede di perfezionare questa casualità

Cristina, la barista

ci  serve caffè e krapfen in un tavolo della saletta. A quest’ora vuota.

Senza cappotto, i corpi esprimono al meglio la carica di sensualità che rivolgono nei miei confronti, pur  essendo inequivocabilmente femmina anch’io.

Stando ad esse vicina respiro i loro odori, coltivo il desiderio che sta crescendo in me.

Altre gocce scendono e bagnano lo slip.

Anna … la mamma… è chiacchierona. In breve imparo che loro sarebbero venute da Siena per una consulenza con una chiaroveggente, la Braghira. La cui fama travaplica le Alpi e le sue intuizioni sono utilizzate nella politica internazionale da personaggi quali Macron, la von der Lyen. Stando più a casa nostra, il ministro Salvini, il sindaco di Milano, Sala. Quello di Bologna e il ministro Giorgettii. Si sa che la premier, Giorgia Melloni, alterna i suoi responsi con quelli di un’indovina indiana. A cui può tirare sul prezzo.

Irene, invece, colei che … uno sguardo al suo affusolato collo, tutto scoperto e piantato nel bel mezzo di spalle, tenute nude fin a’80% del deecoltè. Praticamente restano coperte le aureole delle tette con al centro i capezzoli. Assieme alle stuzzicanti cosce… ingrassano la mia libidine più incontenibile.

A furia di schizzetti e goccioline, i miei slip, raggiungono lo stato di fradici.

È comunque Irene a narrare di aver tentato di ottenere un appuntamento con la Braghira per avere alcune conferme su precedenti predizioni.

Mi è sembrato di aver chiamato una base spaziale – Parla con quell’affascinante linguaggio adolescenziale, fatto di ‘cioè’ e pause e con disinvolta mossa solleva la micro-gonna, mettendo in mostra un candido slip di pizzo nel cui ordito si distinguono le fattezze del Monte di Venere … Irene mi è seduta accanto la grattata alla fica me la fa vedere distintamente. Con la ragazza ci sorridiamo con complicità. Poi lei riprende la narrazione… – sono tre le barriere, tra centraliniste e segretarie che, telefonicamente si frappongono tra me e Lei. Quando, finalmente la raggiungo mi spara una cifra tale. Che annulla la nostra idea di verificare l’attendibilità della predizione.  Rassegnate, torneremo a Siena con le pive nel sacco>.

Aggiunge:.

<Mi dispiace un  sacco! Non per me, ma per mamma che ci terrebbe tanto che diventassi una dottoressa.>.

La vedo triste. Le faccio una carezza sulle labbra. Mi guadagno un sorriso e vedo che si mette in bocca una trancia di krapfen e si avvicina alla mia bocca. Sto al gioco. Mi ritrovo a condividere il medesimo krapfen che si trasforma in un bacio.

Mamma Anna racconta cosa tratterebbe la consulenza con La Braghira:.

Quest’altr’anno Irene ha la maturità. Essendo che la resa scolastica è così così, ho voluto accertarmi se avessi potuto sperare di avere, un domani una dottoressa in casa. Ho così pensato di rivolgermi a una chiaroveggente per capire quante probabilità può avere Irene di laurearsi. Ma non è qesto il problema.

Stando alla veggente, Irene sarà dottoressa in 6 anni e sette mesi. Fin qui tutto bene. Io, però, ho voluto sfruttare fino all’ultimo centesimo i 150 euro che mi era costata quella predizione. E qui salta fuori che dalla boccia di vetro legge che Irene sta per essere mollata dalla fidanzatina mentre io, nei prossimi sei mesi, perderei mio marito in un incidente stradale. Per conoscere le date esatte degli accadimenti, avrei dovuto tornare dopo un mese con altre 150 euro. Prendo informazioni e ne traggo una cattiva reputazione della veggente interpellata. Mi informo meglio e quella più accreditata è sicuramene La Braghira. Siamo venute apposta. Ma un mutuo da 3.000 euro, nessuna banca me lo fa per pagare una fattucchiera.  E non è certo per affetto verso mio marito che vorrei avere le conferme. lui,  che 5 anni fa mi ha piantata sola a provvedere a questo fiorellino. Per fortuna che successivamente gli assegni per il mantenimento della figlia sono sempre stati generosi e puntuali…  ma dovesse mancar Lui, col cazzo che posso sperare di dare una laurea a Irene…. Lui?:…: è un industriale  di Brescia e io sono solo un’impiegata delle PPTT, a 1.400 Euro al mese. Per questa verifica non posso superare i 1.000 euro.>.

La storia mi prende. Guardo Irene che mi sorride speranzosa. Mi viene da dire:.

<Credo di avere una carta da giocare che potrebbe ridurre di molto le pretese della Braghira per il vostro problema>.

<Dicci… Dicci… Cosa puoi fare per noi?>.

Anna gongola per quanto ho detto e chiede di saperne di più. Le si sono arrosati e ingrossati gli zigomi come in un godimento sessuale:.

È bil momento del mio coming com

Irene mi ha già baciato… Anna prima mi mostra alcuni movimenti della sua lingua per poi infilarmela totalmente in bocca:.

<Prima un po’ di coming com. Io, ragazze mie, debbo dirvi che sono lesbica. Non bisex… lesbica-lesbica. Come lo è la Braghira e Mirella. La sua attuale amante.

Ora. Con Mirella abbiamo fatto uno scoppiettante 69 solo domenica scorsa. Sono anni che ci troviamo per gioire assieme.>

Le due femmine, capiscono al volo, di essere in famiglia e si precipitano ad accarezzarmi e baciarmi. Tanto che, per schernirmi, invito provocatoriamente:.

<Volete che cominciamo a mostrarci le fighe qui al bar. O venite su da me e io telefono a Mirella chiedendole una sua parola… Però le fighe, o qui o su, le tiriamo fuori!>.

Irene:

Come no. Andiamo! Io te la mostrerei anche qui se lo fai anche tu… Abiti lontano?>.

<Questo stesso palazzo. 7° Piano>.

Atterriamo A Casa Mia

Ne ho una voglia…

Appena le porte della cabina si richiudono. Irene mi si para di fronte e mi spinge in uno di 4 cantoni dell’angusta cabina. Un ginocchio contro il mio basso ventre. una domanda impegnativa:.

<Ti son piaciuti i miei baci, giù nella saletta?>.

<Moltissimo!>

Perché l’ultima volta che ho baciata una Lei, questa mi ha detto che come bacia-donne sono una frana>.

<Se vuoi riprovarci>.

Socchiudo un po’ gli occhi smorfia vogliosa in una smorfia vogliosa. Labbra leggermente aperte. La punta della lingua che si mostra qua e là.

Quella D’Irene arriva come un dardo. Penetra decisa le labbra. È bollente. Lei mi fa:.

<Ne ho una voglia…>

Si abbraccia forte a me

<La darei da leccare alla prima che incrocio>

E si mette a premere il suo basso ventre contro il mio.

È in un delirio di sussurri tra cui:.

Se arrivo a leccartela poi ti dico ‘ti amo’>.

E ancora:.

<Appena saremo in casa chiedi subito di vedere le fighe, così io chiedo un giro di lingua, che anche se sarà cosa breve, metterà pace alla mia doda che la pianterà di palpitare … Mi dà un fastidio!! Scusa, ma ho una fica monella!>.

La fica monella

Subito, in casa ci mostriamo tette, fighe e buchi del culo. La casa si riempie di eccitazione. Anna porta la propria figa alla mia per strusciarcela contro. Godere, mixando i propri humus ai miei.

È un gioco che prende anche la dolce Irene che lamenta alcune carenze nella sua esecuzione:.

<Questa è una maialata che io e la mia ‘ciccetta’ facciamo spesso… con certe sbrodolate …! Solo che perché dia il massimo dobbiamo essere completamente nude. E con la partner, avvinta… tenuta per le chiappette. Allora sì che si sbava e sbrodola!>.

Irene non si trattiene più. Quattro mosse ed è completamente nuda. Mi si avvicina tenendo la fica dilatata e aperta con le dita. Mi dice di fare altrettanto.

Nuda con gli stivali

Obbedisco! È con la fica a 10 centimetri dalla mia. A cui guarda con libidinosa bramosia.

Mi bacia e inizia a denudarmi. Nuda con gli stivali.

Una vera figata! Comincio a sognare.

Assieme al suo Monte di Venere che di tanto in tanto sfiora la mia, sento le sue dita arzigogolare attorno alle mie chiappe. Se ne impadroniscono. Mi tirano contro il suo giovane corpo.

Dio, che sensazione quello spacchetto sul basso ventre che tenta un dialogo con le mie grandi labbra. E preme deciso contro di queste.

Seguo le fluttuazioni del suo bacino

Mi affido completamente al suo volere. Seguo le fluttuazioni del suo bacino  che mi consegnano ventate di godimento di qualità ad ogni strisciata della sua figa sulla mia. Siamo partecipi di un’intensa sforbiciata: su … giu. Verso l’alto e indietro. la clitoride… erettasi… pulsa inverecondamente, inviando fremiti ad ogni mia sensorialità.

Irene compie tutto questo con un leggero mugugno.

Quando  decide di amplificare il godimento mi avverte di quello che si aspetta da me:.

<Adesso ti faccio impazzire di piacere. Voglio sentirti che mi sborri nella figa.

Non è più un struscia figa verticale, ma dei piccoli cerchi che il suo bacino compie sul mio ventre, facendo assaporare le gioie del contatto a tutta quella zona erogena per definizione.

L’impatto è come la ragazzina si proponeva.

Nel mio ventre succede di tutto: fremiti… brividi… scoccano da ogni angolo. Squirto con abbondanza.

Irene continua  imperterrita il suo percorso. Intanto mi bacia il collo. Slingua e ciuccia le tette. Le chiedo di rallentare:.

<Ecco. Ci sono. Troietta. Sto per venire.

Sento la sborra salire. Fermati che t’innondo.>

Le sussurro mentre per reazione scorreggio. Lei toglie la lingua. Da un ultimo bacio. La sposta a un’aureola delle tette. Ciuccia! Irene ha interrotto i suoi cerchi. Ora sta premendo con più forza la propria figa sulla mia. E si compie la sforbiciata fra le nostre fighe che si spalancano. Una a ridosso dell’altra. Da ognuna di queste fuoriesce una schiuma biancastra. Le nostre sborrate che si mescolano.

Ci guardiamo con sguardo sincero:.

Siamo in piedi appoggiate a una parete. Le copiose sborrate stanno scendendo lungo le rispeettive cosce. L’abbraccio si scioglie.

<Posso chiederti quanti anni hai, Flavia?>.

<35. Perché me lo chiedi?>

perché prima di far all’amore mi davi soggezione. Ora mi pare di aver scopato con una mia coetanea:.

<Và a guardarti in uno specchio e non mi dirai dimostrare più di 27-28 anni. Dovresti farlo più spesso. >

Guardo l’orologio:.

<Venti minuti fa eravamo ancora nell’ascensore. Come si fa presto a togliere o aggiungere anni a una persona. Comunque, questo vale anche per te, Tesoro. Non ricordo chi mi ha fatto godere tanto, come hai fatto tu oggi. Forse, anche se sembri una ragazzina, è perché sei una donna>.

Su di una poltrona stava attenendo che si esaurisse il nostro coup d’amour, mamma Anna che entra nella discussione come un bulldozer:.

<Io ho 47 anni, ma secondo voi dopo un buon 69, posso risultare una che porta 37 primavere sulla coppa?… Debbo però dirvi… Non ho voluto turbare il vostro godimento, prima. Ma quelle due sborrate sarei venuta io a ripulirvele con la lingua.>.

<Grazie Mamma. Ma hai fatto bene a stare tranquilla sulle tue>.

Prima il piacere poi il dovere

Irene vorrebbe  ancora far giochi erotici e mi racconta quel che fa sia con ‘la ciccetta sua’ che con mamma con cui ha un rapporto intimo, sincero e aperto. Tanto che quando ‘la ciccetta’ scende dalla Collina  per stare con Irene, dormono tutte e due con mamma Anna che, se non ci sono impedimenti fisiologici riesce sempre a infilare il capo tra le cosce delle ragazze. Anche raccontando le sue vrtù di lesbica bisex dall’età dei 15 anni.

Anna mi sta raccontando un po’ della sua vita e mi ricorda anche della telefonata che ho promesso di fare per loro. Che faccio immediatamente.

Mirella

Mirella è benevolmente motivata dal corpo a corpo che 15 giorni or sono c’è stato fra di noi e mi dà speranze che, La Braghira, essendo un fatto che coinvolge lesbiche come Lei, sia disposta, per solidarietà di genere, a venire incontro alle ristrettezze di Anna.

Irene, gironzola per la casa, curiosando qua e là:.

<Mamma… il letto ce l’ha anche Lei. È solo al piano di sopra, ma c’è.>.

La ragazza sembra favorevolmente impressionata da quella sua scoperta.

<È molto più grande del nostro. Qui si può fare comodamente anche in tre.>.

<Si puòfare. nVediamo se la proprietaria è d’accordo.>.

Ah, la saggezza di una mamma!

Squilla il telefono. È Mirella che mi dà buone notizie. Addirittura, il costo della consulenza è sceso a € 750=  e La Braghira è disponibile ad incontrare Anna, stasera stessa alle 19:00. Visto che la chiaroveggente dimora a San Rufillo, mi rendo già disponibile ad accompagnarle con l’auto di mamma. Così con la scusa che abita anche lei in Centro mi sarà più facile rimorchiare poi Mirella e farla partecipare all’orgetta che si terrà dopo sul mio lettone. Mirella ha il pregio di essere una lingua che parla poco ma lecca tanto e con dovizia.

Intanto che si fa?

faccio venire dalla trattoria sotto casa tre menù da asporto: 3 gramigna e salsiccia, 3 conigli alla cacciatora. Il vino, sauvignon, è già fresco in frigo.

Mangiamo di gusto. Beviamo in allegria. Un caffè per digerire.

E adesso che si fa per far venir sera?

Mamma Anna:.

<Si potrebbe uscire per una passeggiata, tanto per vedere un po’ Bologna.>.

Irene:.

<Ci fosse mai qualcuna disposta a farmi un ditalino…io, poi, ricambierei con affetto.>.

Mamma Anna:.

Non dovresti neppure chiederlo. La tua mamma è sempre pronta a dar gioia alla sua cucciola. Sta volta, però mi è sembrata più rivolta alla nuova zia e non vorrei interferire.>.

Io:.

Il giusto naso per interpretare gli odori della figa

<La nuova zia sta per calarsi gli slip che ti farà annusare. Se ti fa piacere puoi seguirmi nel collaudo del lettone per l’orgetta di questa sera. Con Mirella mica si può fare brutta figura.>.

Irene odora i miei slip e fa per strusciarseli sul volto, quando una mano di mamma Anna glieli porta via:.

<Ci vuole il giusto naso per interpretare gli odori della fica. Comunque vengo su con voi. E dovesse mancarvi dita o lingua io sarò già lì, pronta alla bisogna>.

E, anche Mamma sfila lo slip che abbandona lì, sul pavimento. Per poi unirsi a noi nel salire gli 11 scalini  che ci separano dalla stanza.

L’ampiezza del letto suscita le lodi di Anna, convinta com’era che si sarebbe dovuta adattare a godere in uno squallido canapè.

È entusiasta. Tese lodi alla ,padrona di casa ,per il buon gusto di aver prestato più attenzione a dove si gode. E sta già armeggiando con zip e bottoni per anticipare nel mostrare le proprie grazie, Irene. Anche lei in lizza, avendo gridato per prima:.

<Chi mi  fa un ditalino?>.

Ed è così che finisce. Irene, grazie a non indossare sottovesti e giarrettiere… con un colpo di quattro dita, ha sfilato leggings e mutandine in un sol attimo.

Ora, da trionfatrice, sta completamente nuda al centro del lettone tenendosi  aperta la fighetta con le dita. Ancora qualche sguardo tra me e Anna per essere la partner di Irene. Un gesto  il sorriso di Anna mi fanno capire che le tre dita che daranno piacere alla ragazzina dovranno essere le mie.

Anna farà la guardona dalla poltrona Frau.

Siena

Mi spoglio e mi avvicino a quella delizia di corpo adolescente.

Un profondo lingua in bocca apre questa parentesi. Irene si è abbandonata alle mie carezze spalancando ttutto quello che può spalancare. Un attimo prima che la mia lingua penetri le sue morbide labbra mi chiede:.

<Ma tu… a Siena ci sei mai stata??>.

<No>.

<Ci verrai in futuro? Ci son cose bellissime>.

<Intendi tu e mamma?>.

<Anche… via Macchiavelli 13>

<Sì verrò>.

<Quante volte in un mese?>.

<Una… fors’anche 2>.

<E tu mi prenderai qui con te per le vacanze??>

<Certamente!>.

Intanto la penetro con due dita. Lei emette un prolungato sospiro.

La scopo con ardente passione, destreggiandomi in linguainbocca e ciucciotti ai capezzoli.

La cucciola sembra impazzire. Si contrae, sollevando il bacino. Aggiungo il terzo dito e lei ansima un sussurro:..

Se mi giuri che mi penserai e che vieni a Siena per far godere me ma anche Mamma, mollo ‘La Ciccetta’. Te lo giuro. È un’incapace!>

E tanto per sottolineare la mia affermazione, do l’assalto alla Frau, dove si è rifugiata Anna.

Intuisce… si rilassa e apre le cosce. La sua figa è spalancata. Bagnata e ben calda.

Le avvicino le labbra. Anna sussulta. Le sue mani sulla mia testa. Mi accarezza i capelli libidinosamente. Ha il reespiro  grosso. Metto in moto la lingua che scova la clitoride: un mostriccciattolo dalle sembianze di un cazzo eretto, in sedicesimo. Glielo spompino!

Gode a tutto spiano.

Sussurra balbetttando:.

Sei l’angelo del piacere. Una meravigliosa creatura….. ecco. Sto già venendo. Mio dolcissimo Amore!>

È solo uno squirt.

Insisto:.

S’accascia.

Riprende a descrivere le proprie sensazioni. Emozioni:.

<Ho bisogno di coccole… Tante. Irene… Flavia>

L’assecondiamo fin che si addormenta serenamente appagata:.

< Tu non me le hai chiesto le coccole.>.

<Perché sapevo che non avevi concluso il tuo 69>

Ancora uno sguardo al corpo di Anna che sta facendosi cullare da un leggero russare:.

Nel bagno

Io e te. Irene, le coccole ce le concediamo ora, ma sotto gli scrosci della doccia>.

E la  guido verso il bagno.

Regolo la temperatura dell’acqua mentre Irene m’insapona con il bagno schiuma che acquisto direttamente in Normandia e mi fa:.

<Tu che sicuramente hai più esperienza di me con le fighe cosa vuoi fare, qui, al mio fighino?>

Sono tante le proposte che mi verrebbe di farti, ma quella che si può fare solo qui, sarebbe l’inculata di piscia. Oltretutto, ora mi scappa proprio. E ne avrei tanta. Sono sicura che ne verrebbe una bella inculata>.

<Mi sta bene. Mi piace qualcosa che mi gingilli nel buco del culo. Cosa debbo fare, io?>:

<Mettiti ad angolo retto, verso i rubinetti. Tieni larghe le chiappe e spingi come per cagare.>.

Prima di mettersi in posa, la ragazzina vuole baciarmi e:.

<Ne ho tanta voglia, Flà. Fai in modo che ne salti fuori un bell’orgasmo. Ne sento proprio il bisogno>.

Il boffice di Irene

Se c’è una parte del corpo di Irene che da  subito mi ha fatto esultare è stato il suo boffice… Quell’insieme che lega l’osso sacro alle natiche. Protettrici del delicato buchetto. Una bella pera che in quel  contesto, mi mostra dal di dietro, come un prezioso pendant la prugna della fica…

L’eccitazione mi travolge.

Dico alla diretta interessata che:.

La pluie doré

<Prima di irrorarti il buco del culo con la pluie doré te lo leccherei molto volentieri.>.

<In questo momento di me puoi far quello che vuoi. Mi stai facendo sentire completamente tua. Ma fai presto a darmi il meglio di te.>

Tua

Ancora uno sguardo al buco del culo che ora s’è messo pure a palpitare visibilmente e con libidine e  passione, porto la punta della lingua a lambirne il bordo.

<Fai tutto quello che ti senti. Ricordati: sono tua!>

Si rilassa, dando voce ad eloquenti gemiti.

Se tutto andrà bene

Sono le 18:30 quando mamma mia porta le chiavi della sua BMW. Dobbiamo caricare Mirella che vuole esserci anche lei.

Non più di 10 minuti e siamo sotto la palazzina in cui vive ed opera la più consultata chiaroveggente d’Europa, LA Braghira.

Al colloquio, andranno solo Anna e Mirella. Con Irene, aspettiamo in auto per riportare tutte a casa mia e dare inizio all’orgetta festaiola. Ovviamente, se tutto è proceduto come dovrebbe.

Chleo Grieco

Il volto di Anna è festoso. Sereno:.

Mi  dice ..:.

Tutto bene. Sinteticamente:. Possiamo fermarci a mangiare la pizza. Offro io… Grazie a Mirella, di quanto avevo previsto, ho risparmiato 250 euro>.

Dopo le prime boccate di birra è Mirella a raccontarci chi sia realmente la fattucchiera senese Chleo Grieco.

Mirella, oltre ad essere l’amante de La Braghira è la Presidentessa dell’Ordine degli Indovini e Chiaroveggenti dell’Emilia-Romagna. Un’inezia per Lei, avere fidate informazioni su iscritti in altre sezioni. Cleo Grieco, che poi si chiama. Novella Teuroldo, non solo vi ha turlupinato 150 euro, dandovi informazioni di fantasia sui primi quesiti proposti, ma ha cercato di estorcevene altri su ipotesi di morte, di un essere umano. Responso non riconosciuto fra i poteri validi della chiaroveggenza. Per un simile comportamento la stessa Grieco, lo scorso anno venne sospesa Dall’Ordine per mesi sei:.

Il buon auspicio

<Che bello… Supererò la Maturità al primo colpo…Alla Ciccetta ci sono volute tre sessioni. E potrò iscrivermi a Medicina, qui a Bologna, che è molto più considerata. Magari,  vengo a dormire con te la notte prima degli esami, così, il ditalino con cui mi addormenterai,. Flà, Sarà di buon auspicio a un 110 con lode.>.

<Figlia sciagurata…>

La rampogna all’istante, mamma Anna

Neppure con la prospettiva paventata della morte del proprio padre naturale e della sospensione dell’assegno di mantenimento… cessi un istante di ricercare chi ti sditalinerà. Sei  proprio una troietta>.

<Non è un’offesa…>.

Smorza i toni Mirella che già ha intuito chi cercar di concupire nell’orgetta che consumeremo post pizzam.

<In certe situazioni. Quando non c’è certezza, è lecito comportarsi secondo istinto.>.

Io:.

È qui che salta fuori quel bravo avvocato che è Mirella!>

E ci mettiamo a cantare Rosina Dammela. Irene, da brava troietta mette la lingua in bocca a Mirella. A questa non le par vero di eliminare il tanga dal proprio abbigliamento indossato.

La prima cosa che si fa

Quando arriviamo qui, a casa mia, ci denuimo e corriamo a vedere il tanto-decantato lettone

Finalmente attorno al lettone, anziché mostrarci la figa, ci denudiamo l’un l’altra. In un gioco veramente erotico che dovrebbe portare tutte contemporaneamente all’orgasmo. Abbiamo deciso che lo spiker. Ovvero colei che annuncerà tutte le mosse erotiche è Anna. Che … con  quel suo vocione tonante… dopo:.

<Tutte nude>.

Segue:.

<Penetratevela con tre dita>:.

Ancora:.

<Palpatevela per bene e menatevela per almeno dieci ’tutte dentro’…’tutte fuori’, le dita’ .

Così!>

E dà la dimostrazione di essere ben pratica anche del ditalino cosce larghe, in piedi.

E si prosegue.

<Estraete le dita  e fatele leccare alla vostra Amica che avete alla destra.>.

<La prima del grruppo e la  terza si chinino di fronte alla figa della seconda e della quarta. Si attacchino alle natiche delle loro partner e lecchino finché non si ritrovano con la bocca piena di candida sborra>.

La mia penitenza sarà di farmi sborrare in bocca ed ingoiare da Mirella

Lei stessa avendo avuto recentemente occasione di orgasmare dopo una mia leccata si sottopone con gioia al supplizio.

E c’è Anna che viene a sfogarsi con la sotttoscrritta:.

<Credevo di aver svolto la funzione di speaker del gioco egregiamente ma non ritrovandomi  nulla a cui dar di lingua, ho pensato din non aver compiuto al meglio il mio ruolo.>.

Mirella realizza così il desiderio ch’era  cresciuto in lei dalle prime boccate di birra alla pizzeria: succhiare la fighetta di Irene.

Mamma Anna che sa  come gestire certe situazioni le dà adeguata risposta:.

La notte è lunga assai. Ho buoni argomenti per dire alla mia ragazza di non sprecare l’incessante sua voglia e ne conservi per te un po’ della più intensa.>.

È così che Irene viene su di me, cercando la giusta posizione per un 69 di qualità.

L’orgoglio di Anna sembra appagato:.

“Il piacere della sua creatura”.

In breve sento la punta della sua lingua darsi d’affare fra le mie grandi labbra per entrare con il resto dello strumento.

Di fianco a noi, Mirella è letteralmente sopraffatta da Anna che le sta sbocchinando la clitoride in un vortice che la porteerà a un intenso orgasmo:.Geme Mirella, sotto i colpi della scoppiettante sbocchinata alla eccitata clito.

Mi stai facendo impazzire

Mi sembra che qui l’unica che avrebbe diritto al godimento, è quella che nessuna di noi pensa al suo piacere… la generosissima Anna. Forse perché è la più attempata.

Tra i suoi 43 e i miei 35 non c’è poi tanta differenza.

Mi assumo io l’onere di darle piacere. Sento in cuor mio che glielo debbo. soprattutto per avermi tacitamente concesso di slinguare la fica di sua figlia e di essersi commossa nello starci a guardare.

Ruoto su me stessa e abbandono la fighetta di Irene che sto coccolando dopo la sborrata che le ho procurato. Le cosce di Anna accolgono con entusiasmo il mio volto. Ha fatto caso che i due delicati morsi che rilascio alle polpose cosce, non sono che la richiesta per la mia lingua a scorrazzare per le pendici del suo Monte di Venere.

in punta di lingua  percorro l’itinerario dello spacchetto da sotto a sopra inebriandomi delle goccette che di tanto in tanto lascia cadere sul mio cammino.

Dal canto suo, che la leccata è gradita, mi viene dalle carezze che rivolge con tenerezza alla mia chioma.

La penetro con la lingua e dopo sono solo gemiti d’amore, quelli che provengono dal lettone.

Anna entra in orgasmo. Mi averte:.

<Sei riuscita a  farmi squirtare. Sei meravigliosa! Mi rilasso e ora mi viene da sborrare a tutto spiano>.

<Mamma per la sborra ci sono anch’io>

La vocetta di Irene, sovrasta il clamore dei godimenti che stanno esprimendosi in questa stanza.

Anna, figa ben dilatata si rilassa e, dopo qualche sobbalzo del bacino, si mette ad espellere l’intenso prodotto del proprio piacere… Subito intercettato dalle  ganasse della popria figlia che ingoia golosamente

Sono le ore 1 della vigilia del Santo Natale 2023. In questa stanza non c’è più nessuna che abbia le forze per far procedere l’orgetta. Se Anna e Irene rientreranno a Siena, liete di aver raggiunto il loro obbiettivo assieme a qualche improvvisato momento di piacere. Mirella chiede di farmi compagnia fino al dì Santo Stefano. Tanto per far scorta di quegl’intensi orgasmi di cui lei è vogliosissima.

A Irene ho dovuto promettere che Pasqua la trascorrerò a Siena assieme alle loro fighe.

Lascia un commento

GigitoPC informatica indirizzo: via Argentina Altobelli 28, 40133, Bologna (Solo su appuntamento) GigitoPC informatica indirizzo: via Argentina Altobelli 28, 40133, Bologna (Solo su appuntamento) Icona storia GigitoPC informatica telefono: 348.09.33.582 GigitoPC informatica telefono: 348.09.33.582 GigitoPC informatica whatsapp: 348.09.33.582 GigitoPC informatica whatsapp: 348.09.33.582 GigitoPC informatica email: info@informaticabologna.it GigitoPC informatica email: info@informaticabologna.it Icona freccia destra Gigitopc informatica Facebook Profilo social Facebook Gigitopc informatica Gigitopc informatica Twitter Profilo social Twitter Gigitopc informatica Gigitopc informatica Linkedin Profilo social Linkedin Gigitopc informatica Gigitopc informatica Pinterest Profilo social Pinterest Gigitopc informatica