Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Indovina chi viene a cena

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI

Vincitrice del Premio Saffo Terzo Millennio, XIX edizione, 2019, Flavia Marchetti dal 2005 pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

©FlaviaMarchetti 2022

Con l’ultima fondata il cazzo ha stuzzicato l’utero e si è accoccolato proprio lì, sul fondo di quella fighetta adolescente.

A lei arriva una follata di piacere: “Se si muovesse appena un po’… io verrei… Allora sì che diventerebbe bello!” Si dice tra sé.

Potrebbe tranquillamente con un gemito sollecitare il ragazzo a non indugiare oltre nel riposo del guerriero. Completare quella poderosa scopata. Così inaspettata e intensa come è iniziata.

I fremiti l’hanno già portata alla soglia dell’orgasmo.

Mancherebbe ancora ben poco a far divampare l’incendio fra le cosce. Nel ventre… Dalla figa al buco del culo.

Si concede ancora qualche momento.

Ancora ripete a sé stessa “Se si muovesse appena un po’… io verrei…”

Lo fa, ben concentrata su quanto vorrebbe che lui percepisse.

È speranzosa che scopando… quello che nella sua mente è pensiero, si depositi nella figa. Da lì al cervello di lui il passo è breve.

Ci penserebbe il godimento a farlo arrivare a destinazione.

È un concetto messole in testa dal suo prof di educazione fisica. Anche se la dimostrazione pratica che aveva voluto fare con lei… Sulla materassina della palestra… aveva dato esito negativo.

“Sei troppo agitata – aveva giustificato l’uomo – Sicuramente è l’emozione di essere desiderata da un tuo professore.”  Aveva concluso sentenziando l’impossibile.

Ora, da quando le è venuto in mente quell’episodio, si è intestardita a voler legare quella verifica, all’atto sessuale in corso. Approfittando di avervi coinvolto un partner diverso.

In effetti, la trasmissione del pensiero durante il sesso con questo partner sembrerebbe funzionare.

Lei pensa che lui dovrebbe riprendere i movimenti del cazzo e così spingerla al bramato orgasmo. Un attimo dopo, il pensiero diviene realtà.

Il baldo giovane riprende a trombarla con virgulto entusiasmo.

La dolce Sofia appiccicata al corpo di lui, dopo alcuni sobbalzi del bacino, prende il volo verso il suo Nirvana con armoniosi gemiti.

Tiberio, sfilato l’uccello glielo sgocciola fra le, ancora acerbe, tette.

Un attimo prima Sofia ha pensato che quella dolce scopata con Tiberio, sarebbe stato bello finisse proprio così. Quindi: scopando, la trasmissione del pensiero da Figa a cazzo… funziona.

Coccole a tutto spiano… Quei corpi adolescenti si rotolano stretti sul letto.

Contro il proprio ventre sente il cazzo sempre in tensione.

Sofia sa così di poter contare in altri orgasmi.

Il suo dar corda al corteggiamento del fidanzato della sua migliore amica è stata una buona idea.

“L’amicizia? – Pensa. Dovesse aleggiare in lei il rimorso, ha pronto il ragionamento per fugarlo – Così impara a sbandierare in giro di avere un moroso che ogni sera gliene piazza sempre tre, da favola.”

Non finisce il ragionamento che il suo telefono si mette a trillare. Tiberio glielo porge.

Lei se lo porta all’orecchio. L’altra mano ha preso in ostaggio l’uccello. Con disinvoltura gliene snocciola la cappella.

Il ragazzo, visibilmente si crogiola nei brividi che ne trae.

<Sì, mamma… Non mi sono dimenticata … Vedrai che mezz’ora prima che arrivino, sarò a casa…>

<Devi andare?>

<Ahimé!> e gli stringe forte la cappella…

Sospiro forte di lui, con grugnito che sottintende tante cose…

Tra cui che Lei se lo preso in bocca per lavorarselo come più le piace.

Lui non riesce più a ragionare. La punta della lingua gli stuzzica le labbra del prepuzio che custodiscono la cappella.

Le ganasce la pompano. Tutto ciò lo fa sborrare di santa ragione. Che Sofia inghiotte con entusiasmo.

Fra di loro il break si evidenzia dal lungo bacio che ne unisce, poi, le bocche.

Nessuno vorrebbe che il pomeriggio finisca lì: Lui le accarezza la passeretta… Lei continua a stringere in pugno l’uccello. Pur se il pompino l’ha ridimensionato.

<Se mi fai mettere la bocca sulla tua clitoride… ti faccio venire con poche slinguate… Sono bravo, sai… Non ti faccio perdere molto tempo.>

Non può che porgergliela comoda e spalancata.

* * *

<Visto Mamy… tu che non avevi fiducia… sono puntuale e precisa come ti avevo promesso>

<Sì. Grazie. Però hai tutti i segni della femmina che ha appena finito di scopare … Sarà meglio che ti faccia una bella doccia prima che arrivino i nostri ospiti. Coprendo anche quel succhiotto che troneggia sul tuo bel collo – Mamma Domy la prende sottobraccio. L’accompagna in bagno. Intanto, curiosa come poche, un po’ invidiosa, cerca di farsi raccontare il pomeriggio scopereccio.

<Ho fatto una bella porcata con quel bel maschio che è Tiberio, il moroso di Milena. Mamy, ha un cazzo sui 23. Anche ora, a ripensarci, torno a bagnarmi. Lui, poi è un vero signore a scopare. Me l’ha messo dentro con tanto garbo e m’ha fatto godere come una matta. Tanto che mi son sentita di fargli una sana pompa, ingoiando tutto. Peccato che sono dovuta venire via.

Mamy, credimi, mi ha scardinato le porte della voglia. Lo desidero più adesso che oggi, quando l’ha tirato fuori e io, me lo sono strofinato fra le cosce.>

Si è spogliata e fa per entrare nel box doccia. Senonché mamma Domy le dà un ultimo consiglio:

<Visto che lavi la testa, controlla che sparisca quello schizzo di sborra che ti si è infilato fra i capelli… Non è niente, ma non ci faremmo una bella figura. Oltretutto non li conosciamo bene e, non so perché, ma tuo padre a loro tiene molto. Pensa che mi ha ringraziato tanto, anche leccandomi la figa, quando gli ho detto chi sarebbe venuto a cena stasera.>

Da sotto il caldo scroscio d’acqua, la vocetta di Sofia:

<Anch’io Mamy non so chi viene a cena da noi stasera. Se per saperlo in anticipo debbo leccarti la figa… dillo. Che lo si fa subito, se no, poi, si fa tardi.>

<Adesso no. Tesoro… Ma stanotte vengo a dormire… si fa per dire… con te.

* * *

Le cene a casa di Domy hanno un buon eco in Città. Chi ha potuto godere di questo privilegio lo avrebbe ricordato a lungo. Chi, invece, aveva goduto materialmente a quegli incontri, nelle serate con menù piccante, sperava solo di poter ripetere quell’emozioni che si dipanavano da una raffinata gastronomia, a momenti di intenso erotismo con scoppiettanti escursioni nella trasgressione. Tutto questo nel progetto di conviviale sessualità a cui si dedicano Domy e suo marito che ora possono aggiungere la figlia quindicenne.

Lei che ha dimostrato di essere inequivocabilmente attratta da quei giochi per adulti.

Giochi che vengono apparecchiati più o meno il sabato sera. Sempre che Domy e il marito scovino qualche coppia con i requisiti previsti dal disciplinare del loro progetto: bella presenza, vivacità conviviale, propensione al bisessualismo. Quel tanto da far convivere, per una serata, le buone tagliatelle di Domy con una sua calorosa spagnola e le inculate di suo marito Orazio. Ben disponibile anche a riceverla.

<Allora Mamy, vuoi dirmi chi sarà con noi stasera?>

Domy si è incantata a contemplare la stupenda nudità della figlia. E’ inevitabile tornare con la memoria a quando era lei a poter esibire le virtù che quell’età le metteva a disposizione.

Oggi, proprio Lei, di tutto quel ben di Dio, se ne può avvalere contemplandolo o, come sempre più spesso succede, concupiscendolo.

La piccola Sofia, crescendo, ha imparato ad apprezzare le tendenze saffiche della madre. Sperimentandole su consenzienti amiche e, di seguito, godendosi dolci notti tra le braccia della stessa madre: mamma e amante. Una situazione che la rende un’adolescente sicura, piena di autostima. Condizione che, sentimentalmente, la porta ad apprezzare sia il sesso coi maschi che con le femmine.

Domy, è entusiasta di avere una figlia con le sue stesse tendenze, che in più riporta ottimi risultati negli studi.

Cosi ogni volta che può se la porta appresso. Sicura con lei di fare sempre una bella figura. Una ottima impressione.

È pertanto dovuto, che partecipi ai giochi del sabato sera. Con tutti i diritti a sapere prima, con chi si sarebbero incontrati ogni volta.

* * *

<Se salterà fuori una bella serata, questa volta il merito è tutto mio> dice con orgoglio alla figlia.

<Chi hai scovato stavolta, mamy, una coppia di attori della televisione?>

<Io ho scovato lei. A tuo padre è venuto in mente chi poteva essere lui. Mi sembra una coppia interessante.>

<Mamy non farmi stare sulle spine. Dimmi chi sono.>

E Mamy racconta.

<Avevo notato che in corso Garibaldi, aveva aperto un istituto di bellezza. Un giorno ho visto a fumarsi una sigaretta sulla porta, una bella bionda che aveva tutta l’aria di essere l’estetista che vi lavorava. Veramente una bella burdela. Tu sai bene quanto siano calamite per me le belle ragazze… Sono entrata per un massaggio tonificante. Oltre che una gran figa, l’ho trovata: gentile e affabile. Si chiama Marlene, è altoatesina. Ha 5-6 anni meno di me. L’istituto fa parte di una catena con negozi in tutta Europa.
Appena ho sentito le sue mani sulla pelle ho capito subito quanto le piacessi. Il massaggio è andato in lungo per quasi un’ora. Si è concluso con le sue tette schiacciate sulle mie è una mano quasi tutta dentro la mia figa… Tanto, tanto godimento!

Tu sai bene che io e papà ci raccontiamo anche quello che altre coppie si nascondono. Così alla sera gli ho raccontato del mio massaggio tonificante. Lui mi ha allora detto di conoscere Marlene. Sarebbe l’amante di un suo giovane amico, direttore della Cassa di Risparmio qui in città. E comunque tutti e due bisessuali. Un’informazione che mi ha riempito il cuore di gioia. Abbiamo così deciso di dedicare loro una delle nostre serate. Anche perché papà ha in corso Sono due belle persone. Piaceranno sicuramente anche a te.>

Sofia è già innanzi allo specchio a farsi un accurato trucco con l’intenzione di dimostrare qualche anno in più.

Marlene e Marcello arrivano con dieci minuti di ritardo. Giusto il tempo che madre e figlia hanno impiegato per curare il loro aspetto al top della sensualità.

Abiti leggeri e scuri in organzino, molto semplici, cercano di lasciare scoperto il più possibile, senza scadere nell’indecenza: Domy, punta a mostrare il seno. Sofia, le affusolate gambe. La veste si ferma quattro dita sotto l’inguine. La piccola ha voluto introdurre un’aggiunta di erotismo, presentandosi con i suoi leziosi piedini nudi.

È questa periferica nudità a far subito breccia nei sensi di Marlene:

<Hai due piccole meraviglie in fondo a te stessa. Posso accarezzartele?>

Sofia è presa alla sprovvista. Non dice né sì, né no. Marlene si china. Sofia glieli porge con un sorriso. Marlene indugia in carezze: prima uno poi l’altro. Anche con qualche bacio.

Marlene è eccitata, non da meno lo è anche Sofia. Che ha voluto godersi quelle insolite effusioni ad occhi chiusi, immaginando che quelle carezze, proseguissero  oltre le estremità inferiori… Tant’è che alla fine di quell’inaspettato trattamento, la ringrazia mettendole la lingua in bocca.

Questo va annotato tra i convenevoli, all’inizio della serata. Dopo di che il convivio si appresta a far onore all’arte gastronomica di Domy.

I piatti che Domy ha preparato sono un trionfo. L’allegria non manca…

Dopo il caffè si portano sulle comode poltrone del salotto dove è stato allestito un fornito bar. Forse un po’ di alcool aiuterà a farsi strada a quell’appiglio che porti a far entrare l’erotismo tra di loro.

Parrebbe quasi che l’obiettivo del godere, fosse scomparso dai loro sensi: papy Orazio è concentrato a scucire a Marcello, bancario di professione, quei piccoli segreti che possono rendere vantaggioso un investimento finanziario. Domy fa la stessa cosa con Marlene, per prodotti di bellezza. Anche se questa ha la mente proiettata ai piedini e all’acerbo corpo di Sofia. Questa, lasciata un po’ in disparte dai grandi, oltre che pensar male di loro, sta cercando come accendere la miccia nel desiderio erotico degli altri compagni di quella che doveva pur essere un convivio di erotica gastronomia. Si era preparata con cura alla serata intuendo che sarebbe stata lei il fiorellino da cogliere.

Si alza e si versa un dito di rhum, tanto per apparire meno fanciulla di quello che è. Decide di provocare Marlene che, a sentir mamma, è porca quel tantino che serve. Ha intuito che con lei, qualche brivido lo tirerebbe su.

Come una bella figa navigata si approccia con una punta di arroganza:

<Non è che mi lisci ancora i piedi, che mi è piaciuto tanto.> La bionda, quasi teutonica non crede alle proprie orecchie. Spiana un largo sorriso. Si alza per farle posto sul divano.

La ferma Sofia:

<Qui c’è troppa gente. Me li lisci in camera mia. Lì riesco a rilassarmi.>.

La prende per mano e la guida.

A Domy sovviene che forse sarebbe il momento che anche lei si desse da fare stimolando i maschietti che sembrano così presi dalla loro conversazione finanziaria: <Voi, proprio, che è stata creata anche la Figa, non ci pensate mai?>. Orazio, il marito, le strizza una natica.

Nella sua cameretta Sofia porge i Suoi sensuali piedini a Marlene che se ne appropria, dimostrando una libidine incontrollabile. Li accarezza, li bacia, ci si struscia sopra il volto. Tutte azioni che aggiungono eccitazione a quella che già pervade Sofia che vorrebbe tutta quella passione sul restante del proprio corpo.

Forse, rispettosa della sua giovane età, si trattiene… mamma le ha detto che Marlene è una porca navigata. Vuoi vedere che si aspetta un inequivocabile segnale da lei?” – Sofia riflette: decide all’istante che la prima mossa, in quel senso, la farà lei.

Esce da quello stato di abbandono con cui si è offerta e le domanda:

<Ti piace tanto, gingillarteli tra le labbra?>

<Mi fanno impazzire… così esili… delicati… sen… suali !!>. È un sincero sussurro, quello con cui le risponde. Riprende a slinguazzarglieli.

Sofia può sferrare il suo attacco.

<Pensa, cosa proveresti se te li trovasti tra le cosce. Con l’alluce che briga per infilarsi nella figa e nel culo.> È un colpo basso, ma funziona:

<Dove e quando si potrebbe gustare questo manicaretto>

<Qua, anche subito… Se cali lo slip e ti metti nel giusto modo>

Detto… Fatto.

Palpitante… Schiumeggiante. La Figa, un po’ dischiusa, di Marlene diviene l’angolo superiore di quel lussurioso triangolo, entro il quale, Sofia allunga le snelle gambe.

Quando l’alluce di uno dei cosiddetti piedini le sfiora la parte inferiore della figa, emette un prolungato sospiro di piacere.

Sofia allunga l’alluce oltre l’apertura della figa. Lo piega, lo muove. trova la posizione per penetrarla con l’alluce, assieme ad un altro paio di dita dello stesso piede.

Marlene va in estasi. È Lei stessa a spingercisi contro.

<Tesoro… ma è meraviglioso! Meglio anche di un cazzo.> Si lascia andare completamente alle evoluzioni di quel succedaneo di cazzo.

Sofia, che mai aveva pensato di poter dare piacere con i piedi, deve impegnarsi assai per portarla a gusto.

Marlene è entusiasta della novità che ha scoperto. Vuole sapere da chi la ragazzina l’ha imparata. Se ci sono varianti e se è se si riesce ad averla anche nel buco del culo:

<Mi piacerebbe proprio provarlo lì. Che è il punto dove più apprezzo il piacere.>

Sofia che è una ragazza sincera, si intesta di aver appreso da un’amica giapponese quell’arte erotica della loro antica tradizione. Ma di non avere alcuna idea di come applicarlo ad altre parti del corpo:

<Se vuoi possiamo sempre provarlo… Io i piedi ce li metto… Se ti piacciono i giochi forti e visto che il culo è tuo. Lo si fa subito.>

<Sì… Dai. Fammi venire qui… Che dopo sarò talmente eccitata… che niente potrà fermarmi.>

I piedi di Sofia prendono a muoversi e dopo poche si mossi Marlene comincia ad agitarsi:

<Ah, che bella porca sei, bambina!> Così dicendo celebra la sua iniziazione a quell’insolito modo di ricevere godimento.

Sia pur esile un piede, è pur sempre un’impresa farlo entrare in un buco del culo. Pur se questo ha già provato visitatori con svariate pezzature. L’impegno di Sofia e la volontà di Marlene fanno sì che il piedino di Sofia scivoli, delicatamente, nelle prime stanze dell’intestino di Marlene. Lei, entusiasticamente, si e gustose sensazioniraccomanda che il visitatore…

<Così… Così… Ancora… Lo voglio tutto dentro… Spingi… Spingi. Per favore. Così…. Dai…>

Sì agita, Sobbalza, Si contrae. Benedice quella cucciola che la sta spingendo ad i gustosi sensazioni e un contributoaltissime vette di godimento.

Sofia che in tutto quel corpo a corpo, ha cuccato minori godimenti, sta osservando le smorfie della sua partner, mentre esce dall’obnubilamento orgasmico. È normale che si accarezzi la fighetta che, ora, avrebbe tanta voglia di ricevere anche lei qualche follata di piacere.

Così si ritira contro la spalliera del letto, per masturbarsi in tutta serenità.

Guardarla è uno spettacolo!

Le agili mani si muovono, accarezzando con leggerezza, il proprio basso ventre. tra l’ombelico e l ciuffetto di peli che abbellisce l’inizio del solco del piacere.

A questo si dedica il sottile dito indice. Lo percorre tutto da sopra a sotto. Accendendo in lei, vampe di godimento.

Lo spinge dentro, oltre le grandi labbra. Dove già quelle carezze fanno colare i primi umori. I primi segnali che il piacere è già lì pronto ad esplodere in Lei

Un altro dito affianca il primo.

Assieme generano fremiti e gustose sensazioni.

La ragazzina è catturata esclusivamente dal suo ditalino. Non vede altro che la mano che conduce le dita a farla smaniare.

Gode e vuole godere! Entusiasta di veleggiare in quel mare di piacevolezze.

Intanto Marlene ha superato il suo stato di beatitudine. Subito s’accorge che la sua giovane sta cercando di darsi un meritato orgasmo pieno.

Per Marlene la gratitudine non è un’opinione:

<Arrivo io a farti volare, Tesò.> Le si getta tra le cosce col volto, risalendo dalle ginocchia con la lingua.

Quando sente la punta della lingua stuzzicarle l’inguine, Sofia sfila le dita che porge all’esperta lingua. Marlene apprezza.

Poi via… Bocca sulla fremente fessura e lingua, in esplorazione al suo interno. A scovare la clitoride.

Sofia, non perde tempo. Contrae i muscoli dell’addome. Squirta tre salve, direttamente nella bocca della partner.

Un po’ le accarezza la testa. Un po’ gliela tiene ferma sulla Figa.

Il suo orgasmo sta configurandosi.

Sborra!… Sborra!… Sborra!

Così Sofia, nel suo palmares di quel giorno, potrà aggiungere un ulteriore momento in cui qualcuno l’ha fatta venire a gusto.

<La mia lingua non perdona!> si era vantata Marlene, varcando l’interstizio del perineo che distanzia la Figa dal buco del culo.

<Così!… Così!… Amore!> Aveva gridato con gioia, Sofia. Quando aveva sentito l’inesorabile lingua della sua amica, darsi da f are attorno alle crespe del suo buco del culo… Un buco del culo che Lei, in prima istanza, mostra sempre protruso e con un’espressione severa. Ma che non manca di spalancare in frangenti come quelli di questa sera.

Marlene lecca. Ciuccia e lecca ancora. Si trasforma in un piccolo cazzo per scoparla in un incalzante dentro/fuori. Il godimento assale la cucciola Sofia. Sotto quei colpi, la Figa si mette a sbrodolare: <Mi fai morire, Troia!>Fra un sussurro e un grido.

Un acrobatico sfregamento, figa su figa, le accomuna in uno strepitoso godimento che le lascerà sfinite sul lettuccio della ragazza.

Si scambiano baci. Carezze.  Frasi affettuose nonché intime per scoprire quanto era, in ognuna di loro, ancora forte il desiderio:

<Ce l’hai ancora in tiraggio?> Domanda Marlene.

<Se debbo essere sincera, adesso un buon cazzo non mi dispiacerebbe.>

<Bene, Tesoro, anch’io. Lo slurp-slurp con te è stato solo un aperitivo. Che ne dici se andassimo a provocare quelli di là?>

<E come pensi di eccitarli?>

<Semplice. Ci presentiamo nude. Se vogliono mai capire!>.

Domy, comunque, si è già organizzata secondo le proprie esigenze.
Marlene e Sofia, meravigliosamente nude, la trovano, nella stanza da letto nella parte della fettina di prosciutto, al centro di un toast umano. Ovvero, la doppia penetrazione simultanea: in piedi, tra i due maschietti che se la scopano di santa ragione in un clima di libidinosa euforia. Tra gemiti, ululati e grida, Marcello scopa la figa di Domy. Papy la incula.

<E noi, che figura ci facciamo, qui a fare le belle statuine?> Si lamenta Sofia.

<Se me la vuoi leccare?> Consiglia Marlene.

< Richiamo posizioni con cui si fa sempre una bella figura.>

La ragazzina si sdraia sul letto e resta a bocca spalancata in attesa che le si appoggi sopra la Figa dell’amica.

< Le tette… Le tette!> Reclama la bionda Marlene che nulla vuol perdere di quel godimento. Anche se sa bene che verrà soddisfatta: Sofia ha un debole per succhiare i capezzoli. Glielo ha confessato Lei.

Anche una generosa leccata ha la sua sonorità. Che va ad aggiungersi al tappeto sonoro che riempie quella stanza. Sono gli slurpgli schaft della lingua che sta impazzando nei meandri della Figa di Marlene… Sono i suoi gemiti… i mugugni… Le esternazioni gioiose rivolte alla giovane leccatrice.

Si è venuta a creare una bolla di alto erotismo, in cui i navigatori che contiene ne vogliono sfruttare le opportunità in ogni sua proiezione. Alternano i lai di godimento a consigli su questo o questa amante su come sfruttare al meglio le virtù che dimostra.

È soprattutto mamma Domy a rivolgerle alla propria figlia:

<Devi provare, Gioia, l’inculata di Marcello. Non è un gran cazzo, ma ti scivola dentro che non te ne accorgi. Te lo ritrovi in te che già ti sta facendo godere tutto il culo.>.

Non tarda molto che Sofia, lasciata Marlene al settimo cielo, vada a stanare le voglie del bel Marcello.

Domy, che si è appena riavuta dai benefici effetti dell’incul-chiav-ata, comprendendo le mire della propria figlia, si mette a rigenerare con la bocca, l’uccello di Marcello, uscito malconcio dalla sborrata nel suo culo.

L’arte della pompa di Domy ha il suo effetto. In breve, Marcello può nuovamente esibire il cazzo ben eretto. Pronto per nuovi fasti, questa volta, nel culo di Sofia.

A lei non resta che accarezzargli dolcemente i testicoli e mettersi carponi sulla sponda del letto.

L’inculata di Marcello è proprio come mamma Domy ha descritto: deliziosa e gustosa, allo stesso tempo.

Sofia si gode serenamente ad occhi socchiusi il pacato trend, dentro/fuori, dell’inculata, in un clima di pace interiore.

Per lei, questa giornata è stata munifica di sensazioni. Quando il cazzo di Marcello spruzza il seme nel profondo del suo culo, molla ogni freno, accompagnandolo nell’orgasmo con liberatorie sborrate della figa.

Si sente veramente appagata.

Da ragazza educata, con un affettuoso bacetto dà la buonanotte a tutti e si ritira nella sua stanza. Dove annoterà sul suo diario i momenti meglio vissuti di questa giornata

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