Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Il divano e Chopin

L’Autrice

FLAVIA MARCHETTI
Scrittrice di bella presenza

Dal 2005 Flavia pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

Dedico questo flash della mia vita a Silvia che considero femmina di rara bellezza con il cielo negli occhi e tanta… tanta squisita dolcezza.

©FlaviaMarchetti 2021

Orgoglioso di essere sempre in prima fila, innanzi al maxischermo, il nostro divano troneggia nella sala.

Ben conscio di essere responsabile di ospitare momenti di grande intensità erotica tra me e Simona. E non solo.

Lungo… Largo e bianco. È da noi considerato un vero raggio di sole. Il sicuro rifugio in cui, comodamente, dialogare, rilassarsi, informarsi, amoreggiare… Godere.

Anche stasera siamo qui sedute: una al capo destro, l’altra a quello opposto. Distanziate, per seguire, senza distrazioni, un concerto di musiche di Chopin. Quanto più ama Simona!

Ma certa musica è perniciosa. Porta ad annullare qualsiasi buon proponimento. Si inserisce nelle intenzioni a cui avremmo voluto ottemperare… Ci prevarica e ci impone quanto, sicuramente era nelle intenzioni del compositore. Suscitare emozioni. Che nel periodo del Romanticismo, potremmo già definire, eccitazione.

Forse è per questa ragione che io e Simona ci siamo inconsciamente avvicinate… Le mani si sono sfiorate e le espressioni illanguidite.

Martha Argerich sta deliziandoci con il Piano Concerto Numero 1 di Chopin… Simona Zinani, ha trasformato il mio ginocchio destro nella parte sinistra della tastiera del suo pianoforte.

Le sue dita ripetono sulla mia epidermide le evoluzioni che le dita della grande artista eseguono sui tasti bianchi e neri. Queste di Simona, spaziano abbondantemente sulla coscia, soprattutto nella parte interna… quella più sensibile. Fremiti da lì si irradiano in ogni direzione coinvolgendo le parti più prossime.

In parole povere: stille di piacere stanno inumidendo la stoffa dello slip. Tengo le cosce ben aperte, tanto per non intralciare il sublime duetto che si è venuto a creare.

Le dita di Simo seguono pedissequamente la partitura che lei conosce a memoria.

È un crescendo!

Ora, anche la destra s’è messa a scorrere tra le cosce.

La musica ci sbatacchia qua e là a suo piacimento. Il quadro, ora, si presenta con la sottoscritta abbandonata alla balia di quanto potranno suscitare quelle note alle dita di Simo. Lei… non più sul giaciglio, ma in ginocchio, innanzi al mio slippino fantasia,. ripete anche con la mano destra le diteggiature chopiniane sulle mie cosce.

Il piacere dilaga. La Figa mi si allaga. Sono momenti paradisiaci!

Anche perché in un breve passaggio in cui è solo l’orchestra a far sentire la propria voce, Simo improvvisa un bacio sull’umido tessuto dello slip, stringendo con passione quelle labbra inevitabilmente rigonfie.

Ancora un passo orchestrale e la sua bocca provvede a far scendere l’elastico dello slip e a mettere a nudo la Figa. Oramai annoverata tra i cultori del repertorio chopiniano.

Siamo sul finale. È un momento in cui le note si rincorrono discrete… Simo me la sta accarezzando.

L’inclita Figa sputacchia. Io mi crogiolo nel godimento più sublime.

Tengo premuta la deliziosa mano di Simo sula sbrodolante fessura. Vorrei mai che per il più banale dei motivi, abbandonasse questa bella idea che le è venuta: trastullare la figa mia con le suggestioni della musica di Chopin.

Ancora un passaggio orchestrale in cui Simo ne approfitta per introdursi in me con due dita. Il pollice dell’altra mano guadagna il mio buco del culo.  Ora posso dire che sia tutta in me, assieme alla sua musica

Torna il pianoforte. Simo si è sollevata… Si è distesa a  me di fianco. Senza distogliere le dita dalla Figa, si scatena in un incalzante ditalino, mettendomi la lingua in bocca. La mano destra, pur se impegnatissima a navigare tra squirti e spruzzi, mi da piacere rispettando la dinamica della composizione. Le dita di Marta Argerich volano sui tasti, snocciolando catenelle di accordi con variopinte sonorità.  Nella mia Figa, Simo le interpreta quali carezze che coinvolgano la clitoride.

Ascoltando il brano si intuisce che tutti: Direttore, orchestra e solista si stiano preparando a un finale incalzante .

C’è un’impercettibile pausa in cui Simona mi supplica:

<Scopami, Flà!>

Inutile perorazione… tre mie dita sono già all’opera in lei.

Rispettose della dinamica musicale facciamo crescere il nostro orgasmo che sta inseguendo le ultime battute di quel capolavoro.

<Sì. Simo. … Cosììì. Sì. Veeeeengooo!>

<Braava Flà… Ti adooooro. Ci sooonooo!>

La bacchetta del Direttore disegna un cerchio in alto e s’abbassa con movimento deciso all’unisono con il roboante accordo del pianoforte con l’orchestra.

Io e Simona pare che vogliamo stritolarci a vicenda. Abbracciate spasmodicamente, sbaviamo saliva dalla bocca e le Fighe non sono da meno.

Sbrodolanti, una sull’altra.

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