Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

Il 34° Compleanno di Flavia

FLAVIA MARCHETTI

Festa di compleanno

13 maggio 2022, 34° compleanno di Flavia

Per il 34° compleanno, visto che eravamo a una punta alta del nostro Amore, avevo lasciato alla mia Compagna ogni scelta per una festa che radunasse il fior fiore delle adoratrici della figa ma che fossero del tutto sconosciute a noi e alle altre invitate.

Sulla mia terrazza, ci saremmo mescolate a una 40ina di sicure adoratrici della fica, dai 18  ai 40 anni, che mai avevamo incontrate prima.

Simo che aveva intuito cosa sarebbe successo aveva fatto stendere i Buchara di casa sulla terrazza. Ottenendo così, il comune giaciglio per ogni effusione erotica che si fosse manifestata in quella notte da lucciole.

Frida

Una notte che mi aveva accomunato a Frida, una ragazzetta, non ancora 18enne. Longilinea e con il corpo efebico. Una leccornia per una lesbica navigata che stava addentrandosi nella parte più libidinosa dei propri anni 30.

Un buon taglio di capelli a caschetto…

<Sono apprendista da Vittorio, il coiffeur della via D’Azeglio. Su di me le colleghe fanno prove e esperimenti>.

<Comunque ti hanno fatto  un buon taglio e una sfumatura di biondo c he ti distingue.>.

<Quindi ti piaccio?>.

<Oh, sì. Sei così spumeggiante!>

<Faresti pure l’amore con me… Anche se sono quasi priva di tette?>

Mi ero distanziata da lei, per poterla inquadrare con un unico colpo d’occhio, dalla testa ai piedi.

Il primo brivido

Lei, fugacemente aveva abbozzato una carezza alla sagoma del capezzolo che s’intuivano sotto la mia camicetta.

Il  brivido che ne era nato aveva percorso le due tette… facendo vibrare e indurire ambedue i capezzoli. Passando per la gola si era trasferito sulla colonna vertebrale che aveva percorso verso il basso. In pochi istanti. Era esploso  sul perineo… Tra fica e culo … Questi avevano preso subito a palpitare!

Mi si era riaccesa la fiamma del desiderio… Catturato il capo di Frida l’avevo tenuta stretta con il volto sul mio seno. Unica barriera fra i nostri corpi, il popeline della camicetta:

Ciucciare la camicetta

<Sei senza reggiseno sotto la camicetta… Sento le poppe bollenti …. Ti piace?… Vorresti godere di più?>.

Avevo apprezzato le sue labbra… bollenti pure esse… darsi daffare su capezzoli e aureole.

……………………………….

<Sììììì. Così, Tesoro… Ancora … Brava. Di più. di più!>

Quasi avevo urlato e tutte avevano notato la ragazzina che mi ciucciava la camicetta:  

<Di più. Di più? … Se slacci un paio di bottoni e lasci fare a me>.

In quel momento non sapevo ancora che aveva la figa ancora pura e vergine,

Era l’occasione per tentare di portarmi avanti con i lavori:

<Potremmo continuare nell’intimo della mia stanza>:

Poi. Dopo lo spegnimento delle 34 candeline

Lei, togliendosi, per rispondere,  un capezzolo dalla bocca:.

<Ci siamo appena conosciute. Adesso, Tesoro, preferirei stare qui alla Festa. Magari dopo che tu hai spento le candeline ci eclissiamo e… mi fai quello che vuoi… Io ci sto>

<Ma io con le tue slinguate alle tette. Sono eccitata ora. Ho bisogno di venire a gusto>.

Posso farti venire a gusto anche in mezzo a una processione

<Per me non è un problema farti venire anche in mezzo a tutte queste fighe di legno. Mi basta metterti una mano tra le cosce e sei già in dirittura d’arrivo>.

E si era di nuovo dedicata a linguare le tette.

Flà, comunque non  si era data pace e continuava a muovere gli occhi in ogni dove per scoprire un angolo più tranquillo dove farsi condurre  all’orgasmo.

La festa, con grande giubilo di Simona stava crescendo di tensione, minuto dopo minuto.

In giro non si vedevano volti seri e il sorriso aleggiava sui volti di tutte le invitate.

Sull’improvvisato palcoscenico

La torre dell’antico Palazzo d’Accursio aveva battuto per due volte i nove rintocchi dell’ora.

Alcune ragazze avevano aiutato Maria a salire su un tavolo per annunciare qualcosa.

Un refolo d’aria fresca dalla collina, aveva portato un po’ di sollievo a quelle belle figliuole che avevano accettato quell’invito soprattutto per tessere nuove amicizie con un nutrito numero di femmine con le medesime virtù.

Il firmamento sopra di loro, aveva fatto il tutto esaurito di corpi celesti in quello spicchio di cielo bolognese.

Maria aveva parlato di sé stessa. Ringraziato Dio di averla fatta crescere aborrendo il cazzo. Così aveva potuto essere lì anche lei quella sera. Un ringraziamento a Flavia che alla mezzanotte precisa avrebbe spento le sue 34 candeline. Poi invitò tutte a un omaggio alla festeggiata:

<Vi slacciate il reggiseno…Lo lanciate in aria. Poi non lo rimettete più. Continuiamo la festa a torso nudo. E mi raccomando: “Le tette le abbiamo perché siano baciate.”>

Qui Flavia si era sentita di condividere quella richiesta di Maria. Era salita anch’ella su quell’improvvisato palco. Aiutato Maria ad estrarre il proprio reggiseno che lei aveva lanciato subito in aria.

Le aveva sfilato la camicia e fra un applauso generale le aveva baciato le tette.

L’occhiataccia

Aveva raggiunto di nuovo Frida da cui aveva ricevuto un’occhiataccia… Galeotte eran state le tette di Maria: una seconda… Ben fatte… Sostenute. Sode …

Anche Frida era a torso nudo. Due capezzoli un po’ più spessi di quelli di un muratore in tenuta estiva. Di ttette, nemmeno il disegno. Piatta

Così non me lo fa mai nessuna

Comunque le aveva dedicato un bacio con passione.

<Tesoro, che bello! Così non me lo fa mai nessuna>.

Con Frida si erano abbracciate. Quasi una cosa sola.

Solo un tanga. Uno slip. Una mutandina

Sul palco ora c’era Margot. Era di Marsiglia ma in vacanza a Bologna. Il suo omaggio alla festeggiata presupponeva:

<Via la gonna. Giù le braghe a chi le ha>

Io avevo messo le dita sul bottone e lo zip dei jeans di Frida… Lei con la mano sul bordo dei miei leggings aveva spinto in basso.

Intorno  a noi eranocominciati a gironzolare corpi vestiti solo da un tanga. Uno slip. Una mutandina

Wow!

Quando le mie braghe e quelle di Frida erano diventati due mucchietti, ci eravamo accorte entrambe di essere completamente nude.

<Wow!>

Un grido di gioia ci aveva accomunate.

Subito abbracciate. Avevo sentito la sua fighetta premere sulla mia fessura. Sfregarsi. Un po’ verso l’alto. Verso il basso. Seguendo il movimento circolare del suo bacino.

Se figa e fighetta stavano ancora studiandosi, il linguainbocca stava creando una storia alle lingue che gratificavano con intensi attorcigliamenti la loro voglia di godere

Ultimo speker della serata era stata Simona che in quel momento stava raccomandando a tutte il nudo completo e di far dono dell’ultimo copri figa a colei con cui si vorrebbe passare questa notte.

Innanzi a tutte aveva sfilato lo slip e consegnato a Francesca. L’unica della combriccola che avesse ancora un folto pelo attorno alla figa.

<Quella non è la tua compagna?. Quella con cui vivi assieme?>.

<Sì. è Simona. Perché vuoi sentirmelo confermare?>

<Perché stanotte ti fa le corna con la pelosa>.

<E io a lei con te>.

<Ma ‘Te’ è poi d’accordo di fargliele?>

<Penso proprio di sì. Mi ha anche già baciata.>.

<Davvero? Così divento la ragazza più felice  del mondo. Ti leccherò anche il buco del culo.>

Vieni che vorrei occupare noi la camera prima che venisse la stessa voglia anche a loro. Stanottte sarai mia..>.

Sculettando con le sue vivaci chiappette, Frida si era ritrovata ad aspettare Flà per qualche minuto innanzi alla porta finestra che, passando per la stanza da letto fa accedere all’appartamento.

Flà era sbucata innanzi a Frida da dietro a due culone che si tenevano per mano. Lei, piena di entusiasmo, le aveva detto:

Per non passare da conta-balle

<Non avrei scommesso un centesimo sul mio girare nuda in una mandria di fighe di legno. Invece… Guarda cosa ho tirato su.  A stare ferma qui ad aspettarti per cinque minuti>

Apre il pugno della mano e mostra quatro pallottoline in cui aveva accartocciato alcuni slip che le erano stati donati per averla come partner:.

<Con tutte ho trovato la scusa che sono la ragazza della festeggiata e soprattutto stasera, l’amore, l’avrei fatto solo con te. Ho detto qualcosa di sbagliato?>

<Sì, hai detto tutto bene. Però ora, l’Amore facciamolo se no finisce che anche tu potresti passare per una conta balle.>.

La miglior posizione

Aperta la porta-finestra erano già in camera. Il letto, ancora nel disordine per il che  Simona e Flà si erano concesse nel tardo pomeriggio.

Per un attimo Flà aveva perso di vista Frida… ma, solo girando gli occhi, avevo notato che stava studiando la miglior posizione per offrirsi a me.

È una visione sublime. L’avevo osservata da sopra.

Si era lasciata cadere sulla sponda del letto… gambe ciondolanti in basso. Ma tenute larghe. Divaricate. Lo splendido  fighino. In primo piano. Semiaperto.

Flà si era piegata per slinguare gli efebici capezzoli che l’eccitazione aveva reso più grossi. Il sudore li aveva insaporiti… Li avevo gustati a lungo.

Frida ne provava un  Immenso piacere… Inarcava la schiena… Sobbalzava… Sbuffava… Gemeva sussurrando:.

<Dio mio. Così è troppo! E so che non è ancora tutto.

Lecca. Amore. Lecca!

La lingua. Inesorabile era scesa decisa verso quella porta che ambedue consideravamo la porta della felicità.

La lingua era arrivata fin lì.

Flà Si era inginocchiata. Eccitata ed entusiasta vi aveva appoggiato le labbra sopra. Aveva scoccato un bacio.

Da Lei un’incitamento:

<Lecca. Amore. Lecca!>.

Non aveva dovuto ripeterlo. Tutto l’estro leccatorio di Flavia si era riversato su quel tenero fighino a cui dedicava tutta la sapienza della sua bocca.

In questa si erano poi smorzati i suoi squirt e la sborrata finale, quando l’orgasmo l’aveva raggiunta.

Per tutto quel tempo non aveva smesso un attimo di accarezzarlemi i capelli tenendo ferma la testa in posizione.

Flà aveva poi dovuto pisciare.

Tornata che era… Frida si era spostata sul cuscino e la stava aspettando come succede a coppie di provata convivenza.

Flavia si er  asdraiata di fianco a lei:.

<Vuoi coccole o qualche altro brivido.>

Non aveva risposto. Si era sollevata. Venuta sopra di Lei. L’aveva baciata. Sul volto un aura di malinconia.

L’orgasmo, a furia di sollazzi di lingua alla clitoride, l’aveva poi migliorata. Zigomi gonfi. Gote belle rosse.

Flà L’aveva presa artigliandole le chiappe. Tirata contro il proprio corpo. Il suo fighino aveva premuto forte contro il Monte di Venere di Flavia che Le aveva baciato gli occhi semichiusi. Sognanti:

“Figa, mò questa sta piangendo!”.

Glielo chiedo.

Una sincera confessione nuda e cruda

<Certo che piango. Sono una piccola curiosa impostora. Vedi. Se fossi veramente una con i tuoi gusti e le tue virtù. Ora, ti avrei già dovuto dire:

“Adesso tocca a me. Cosa vuoi che ti faccia?”>.

<Io non te l’ho chiesto e non te lo chiederò. Perché vuoi rovinare il bellissimo momento che stiamo vivendo assieme?… Prima. Mentre mi sciacquavo la figa mi son venute in mente tutte le cose da cui trarre piacere già questa notte stessa.>.

<Vedi Flà, io tutte quelle cose non le posso fare perché non le conosco. Sai perché?>.

<Devi dirmelo tu.>

<Perché non sono lesbica. È stata la prima volta che mi sono accoppiata con un’altra femmina. L’ho sempre sognato. Bramato. Ma mai messo in pratica. Quando mi prende quella voglia… Ditalino e proponimenti per il futuro… Ho pure preso la tessera del Cassero Ma non ci ho mai messo piede dentro [N.d.A. Cassero. Associazione e Circolo LGBT a Bologna]. Per me stanotte è una notte meravigliosa e questa stanza un paradiso che non scorderò mai più.

Flà si era grattata la testa. Intanto aveva sentito la mano di Frida che stava accarezzandole la figa.

<Ditalini ne saprai fare? Mi piacerebbe farmene fare da te. Sarebbe un segno che potremmo vederci come amanti. Così potrei insegnarti gli altri giochi fra femmine maialine.>.

Saremo amanti

<Potrei dirlo anche alle mie amiche che ora ho un’amante?>

<Purché Simona non sappia chi è l’amante>.

Pura e vergine

Flà era c onscia di essersi spinta molto in là con Frida ma aveva fiducia in lei e decide di insegnarle qualcosa di nuovo.

<Com’è il tuo culo? Te l’han mai messo lì?>.

<Tesoro, te l’ho detto. Sono pura e vergine. Col cazzo, mai nulla. Né figa… Né culo… né bocca.

<Brava! Solleva il bacino in modo che il buco del culo mi venga innanzi alla bocca>.

Il buchetto è delizioso nell’aspetto…  Si presenta protuso e integro di quelle crespe che ne confermavano la verginità.

Questo ben di Dio

Flavia è entusiasta di questa visione che la riporta a quando, bambinetta, si leccava con Ambra. L’allora compagna di banco. in due non facevano 25 anni.

Eccittatissima affonda la lingua in quel ben di Dio, provocando un sussulto e un sospiro di beatitudine.

Ora sarà difficile fermarla. La lingua impazza in quella valle fra le armoniose natiche. Uno sllinguio frenetico che diffonde piacere immane ad ogni punto erogeno della zona: dall’osso sacro  al perineo. Con sconfinamenti, non del tutto involontari, nella parte bassa della figa.

Adesso ti inculo

Frida non sa più come fare per acchiappare tutti quei dardi di piacere che la lingua di Flà le sta inviando.

Se fino a quel momento cercava di accaparrarsi il godimento, ora si era abbandonata completamente alle evoluuzioni di Flà. Sa che queste non possono che portarla all’orgasmo. Oltretutto, è Flà stessa a dirglielo:.

<Adesso ti inculo, mia porcellina>.

Le mani di Flà avevano premuto sulle chiappe e le avevano distanziate il più possibile. La punta della lingua stava stuzzicando l’osso sacro. Frida stava godendo e aveva inarcata la schiena. Flà si era apppoggiata con  le proprie labbra al buchetto. Ne aveva violate le crespe… La lingua aveva emulato i gesti dell’inculata di un cazzo: dentro… fuori… dentro… fuori… dentro… fuori…

<Mmmmmm…. Ssììììì!!>.

Geme e apprezza Frida.

Flà non aveva voluto deluderla. Aveva eseguito ogni movimento con la massima passione. Frida, ricambiato con gemiti sempre più altosonanti e richieste di qualcosa di più.

Negli abissi del culo

Sicché Flà decide che l’inculata la Porterà avanti con le dita.

Aveva staccata la bocca e dolcemente le aveva stuzzicato il culo con un dito. La reazione è di gradimento.

Il dito allora l’aveva penetrata. Lei aveva confermato la piacevolezza della novità. La mano di Flà aveva spinto quel dito negli abissi del culo:

<Mi stai facendo impazzire. Se conosci altre belle idee così, mettile pure in pratica. Io stanotte sono Tua.>

Flà aveva ruotato la mano. Il dito dentro, aveva girato su sé stesso. Il mugugno di Frida s’era subito fatto sentire.

Tolto il dito dal culo di Frida… Flà le aveva dato qualche slinguata alla fica. Un linguainbocca ed era tornato sul pezzo. Il buco del culo.

Dal sorriso che aveva espresso, Frida aveva dimostrato che era quello che s’aspettava.

Ma era anche la notte delle sorprese. Soprattutto quando si era accorta che le dita che erano entrate in lei erano due.

Un piccolo gemito di fastidio all’inizio, poi, aveva atteso il meritato godimento.

Flà aveva capito e subito aveva provveduto a spinggerla all’acme del piacere:.

Dentro e fuori Dentro e fuori Dentro e fuori… giro le dita.

Un tuffo nella figa

<Sììì. Aahhh. Che bello. Mi squirta la figa come una fontana!>.

Flà non avev persa l’occasione. Si era tuffata su quella fonte di umori per farsi schizzare. Aveva poi preso a slinguarne la clitoride, portando la giovane verginella al proprio orgasmo.

L’orologio di Palazzo  batte 12 tocchi. È il momento in cui Flà deve spegnere le sue 34 candeline.

Lascia perdere!

Flà e Frida lasciano la stanza per la terrazza.

Frida l’aveva presa per mano:.

<È la prima volta che mi sento lesbica come sogno da qualche anno. Questo è tutto merito tuo. Grazie, ho trovato un Tesoro>.

Incrociano una coppia in formato giunonico che fanno sberleffi sulle no tette di Frida.

Flà fa per fermare ste brutte fighe per “dirle di guardare alle loro trippe”.

È Frida stessa a bloccarla:.

<Oggi ne è venuto fu ori uno dei più bei giorni della mia vita. Se qualcosa che mi riguarda lo rovinasse, non saprei più darmi pace… Lascia perdere!>.

Flà si era rimangiata la battuta:.

Con Frida ci si era baciate in mezzo a quella folla di lesbiche nude. Per dimostrare che la prestaanza fisica non era il fattore “A” di un’amicizia… Platealmente, Flà si eraa messa a succhiare con libidine i capezzoli privi  di tetta di Frida. La quale per tutto il ciucciare l’aveva stretta a s, accarezzandole il capo.

La più bella della Festa.

Erano arrivate al tavolo su cui già troneggiava la torta con le 34 candeline. Attorno:. Simona e alcune ragazze che si erano prestate a darle una mano nell’organizzazione. C’è anche Francesca, quella a cui Simonna aveva donato il proprio slip. Senza ombra di dubbio è una gran figa. Verosimilmente la più bella della festa.

Frida è sempre più attaccata al braccio di Flà.

Quella con cui mi tradirai stanotte

Simona, dopo aver squadrato Frida:
<È lei quella con cui mi tradirai, stanotte?>.

<Quello l’abbiamo già fatto. Ma continueremo>

<Posso darti il suggerimento di un’amica che sotto le coperte ll conosce anche troppo bene… >.

A questo discorso Frida aveva reagito da persona offesa:

<Puoi tenere per te tutte le pose in cui te la fai leccare. Se te la succhia e se ingoia o sputa quelloche ha succhiato. A me, finora, ha dato, momenti di grande piacevolezza che so già mi cambieranno la vita. Le tue impressioni sul far l’amore con Flà non mi interessano. Io so cosa voglio io. Credo sia la cosa migliore se quel che vuole lei lo scoprirò di volta in volta. Ci siam dette che da stasera saremo amanti e le corna, te le metteremo spesso e volentieri.>.

<È proprio il ragionamento di una imberbe sciacquetta che non ha ancora deciso se crescere da puttana o da troietta. Non so neppure se saprai scegliere fra le due specialità. Senza considerare che sei senza tette. Così importanti in quelle attività.>.

Detto ciò, Simona,

L’aveva piantata in asso facendosi rimorchiare da una delle tante fighe nude che s’aggiravano per quella terrazza.

Troie. Siete delle troie

Tra sé, Simona andava ripetendosi:.

“L’amante di Flà”.

Dopo che questa frase le era rintronata nelle orecchie decine di volte, Simo, non era riuscita a trattenere un proprio sfogo gridato:.

<Troie…  Siete delle troie>.

Con prontezza, Francesca, che le era di fianco, con un linguainbocca aveva, messo a tacere la protesta.

Eravamo rimaste in quattro

Un lampo in cielo e il brontolio del, tuono, sempre più vicino, andava decimando la presenza delle ragazze che avevaanoo cominciato ad andarsene, chi con la nuova amica che aveva accettato il pegno per quella notte, chi in gruppo di nuove amiche.

Comunque, per tutte, era stata una bella festa anche se era saltato il rituale spegnimento delle candeline.

In breve si erano ritrovate solo Flà e Frida, Simona e Francesca.

Flà aveva usato un atto di cortesia verso la propria compagna:.

<Dal momento che mi hai messo a punto, veramente, una gran bella festa, vorrei che la leccata con pelo, a cui tanto tieni, la consumasti sul lettone. A me e alla cucciola basta il buon giaciglio della camera degli ospiti.>.

<Lascia che questo lo consideri un atto d’amore>.

Trastullandosi allegramente la clitoride

Frida:

<A me dispiace che Flà non abbia potuto spegnere le sue candeline che ora sono tutte  in me. Quindi. adesso dovrà spegnere me stessa. Se lo si fa nella stanza grande o nello stanzino degli ospiti, a me va bene. Io con Flà, potrei farlo anche qui sul divano.>.

Detto ciò, aveva calato lo zip dei jeans. Li aveva sfilati, mostrando lo sfizioso fighino. Poi, di pacca, si era sdraiata sul divano trastullandosi allegramente la clitoride.

Simona a Francesca guardando perplesse Frida:.

<Questa è in lizza per divenirne l’amante>

Mano nella mano si erano dirette alla stanza.

Erano rimaste Flavia e Frida. Lei guardava l’amica speranzosa di sentirsi dire:.

<Adesso ti faccio…>.

Flà che, un po’ spenta, restava in attesa di stimoli

Frida, invece crepava dalla voglia e a nulla valevano gemiti che  lei  emetteva toccandosi. Pareva che a Flà i non le parlassero più né al cuore né allla figa.

Anche a Flavia quella sorta di disinteresse a cogliere i richiami d’amore non piaceva Aveva fatto qualche riflessione sul proprio modus vivendi degli ltimi tempi e aveva ipotizato che su quell’improvvisa astenia, forse aveva influito il fatto che sullo stesso letto in cui la sua amata compagna si stava facendo leccare e leccava un’altra femmina. Una sconosciuta. Tutto questo quando su quell letto  avevano consumato, quello stesso pomeriggio un fantastico 69.

<Il più intenso 69, della loro storia d’amore>.

Flà e Simo si erano dette proprio questo. Ancora tremannti per le molteplici scariche di godimento che le loro lingue le avevano convogliato. Sborrate più che mai. Si erano lavate reciprocmente sotto la doccia ricominciando a darsi piacere. Nuovi orgassmi. Sborra e anche u ragionamento che pareva filare:.

<Così alla Festa di stanotte ci presentiamo ben appagate e difficilmente concupibili da maliarde non professioniste >.

Invece

I gemiti che si udivano provenire dalla stanza alta in cui si erano appartate Simona e Francesca, racccontavano ben altro.

Se era questo il motivo dell’astenia sessuale che era piombata addosso  a Flvia, il rimedio, Lei ce l’aveva già nella testa.

Aveva affrontato la voglia di Frida dagli ipotetici capezzoli. Coinvolgendoli. Slinguando con passione. Qui le aveva sussurrato:.

<Quasi quasi ti faccio il battesimo della lesbica>

<Cos’è… Un rito iniziatorio?>

<Molto più semplice. Se la prima cosa che farai è slinguare o succhiare. Allora ti chiamerò Amore, ogni volta che mi rivolgerò a te>.

<E se farò un’altra cosa?>.

<Dovrai rifare il test, ma con un’altra partner>.

<E com‘è il test?>.

<Semplice: tu mi farai un ditalino. Mi farai sborrare. Sarà allora che metterò la fica sulla tua bocca. La prima cosa che farai spontaneamente sarà il risultato del test.>.

Wow! So già che sarò la tua lesbica e quando te ne verrà voglia mi telefonerai dicendomi: “Amore, mi tira” e io correrò a slinguartela con ciucciotti finali. Dai. Fammi sentire come suona il Tuo “Amore”.>.

<Amore. Il ditalino>.

Si inizia dalle tette

Flavia si era tolta i leggings e per accrescere la libidine. Messo a nudo le tette. Si era sdraiata di fianco a lei.

Era stato proprio questo il sale della serata. Frida si era rovesciata su di lei per leccargliele con un entusiasmo mai ricevuto da altre.

<Ti piace Flà come te le lecco?>.

<Slingui da Dio. Bambina.>.

È scatenata.

In punta di lingua percorre tutti i bordi del corpo facendolo fremere nei punti più sensibili.

Flà non sta ferma neppure lei. una mano fra le cosce dell’amica per farle sentire piacevolezze dalle cosce in su. Clitoride compresa.

Frida è tutta presa dai capezzoli e relative aureole. Lecca. Succhia. Risucchia. Senza sosta.

Una o due dita in culo… That is the question?

In quel preciso momento sta valutando, se per la correttezza del test che si accinge ad esserne arbitro, sia positivo farglielo sostenere con una delle dita di Flà che le esplora il buco del culo. Non è un nodo di semplice soluzione, quindi… meglio chiedere all’interessata se sarebbe quantomeno gradita la concomitante penetrazione del dito indice nel condotto anale.

Già solo l’idea suscita l’entusiasmo della dolce Frida che aggiunge:.

<Se poi, fossi così carina di aggiungere un secondo dito. Io, che non vedo l’ora di poter dire al mondo intero di essere una lesbica… lesbica. Non posso che essere d’accordo con te e le tue belle idee.>

Frida si era concentrata per dilatar il buco del culo al massimo. Flà, comunque, aveva brigato un po’ a mettere dentro indice e medio.

Dentro… Fuori, Dentro… Fuori.

Frida aveva rilasciato un sospiroso gemito di gradimento. Intanto aveva messo in esecuzione quel suo ditalino che l’avrebbe portata al mondo LSB.

Dentro… Fuori, Dentro… Fuori. Erano stati gli imput che aveva dato alle proprie dita nella figa di Flà per farla sborrare.

<Anore, sono già qui che vado…>

Dentro… Fuori… Dentro… Fuori…….

Flà sente già la sborra crescere. Salire per far la propria parte nell’orgasmo. Che si preannuncia intenso.

<Sì. Così. Sei bravaaa! Fridaaaa… Daaaiii. Ancora un po’. Sì. così. Ahahahahhhhhhhh. Sborrooo!!!>.

Ecco, Flà era venuta a gusto. Sborrava già. Non c’era un attimo da perdere.

Il test

Frida si era messa supina. Bocca ben aperta. In attesa. Occhi sognanti.

Flà che stava schizzando spruzzi di sborra, stava mettendosi chinata sul volto della ragazzina che, dopo il primo schizzo che l’aveva centrata in pieno volto, aveva spalancato più che aveva potuto la bocca per non farsi sfuggire le successive buttate. Entrata in contatto con la figa aveva, dato vita a un suo modo di leccare che aveva portato Flà a intonare gemiti ad alta voce e a chiamare già la pulzella Amore mio.

Tutto bene per Frida che grazie al 34° Compleanno di Flà aveva realizzato il suo sogno: quello di poter dire a tutto il mondo di essere una brava lesbica e di voler vivere come tale.

Io e Frida ci ssi era impegnate in un pasticcio, di coccole, sottili toccamenti, tanto per manere viva fra di noi quell’atmosfera che s’era venuta a configurare tra di loro:.

<Cosa vorresti da me adesso. Amore mio?>

<Godere. Godere. Godere. Fica e culo! almeno fino a domattina. >>.

La lite

Intanto, dalla, stanza al piano di sopra, rumori da finimondo: una lite furibonda.

Pochi minuti, e Francesca, la partner conquistata col dono degli slip se ne stava andando, maledicendo Simona. Che a sua volta le gridava dietro:

<Puttana… Sei solo una vecchia puttana>

Francesca è già fuori dalla porta. Simona è lì, completamente nuda. Aaffascinante. Come sempre Flà  l’ha desiderata e amata. Simona piange e bacia Flà. Accanto a lei c’è Frida. Bacia struggentemente anche lei e racconta:.

Quel ch’era successo

<Proprio a me doveva capitare una bagascia! Mi ha fatto promesse per tutta la serata:. “Ti faccio questo… ti slinguo la …”>. Mi lascio andare per essere tutta sua. Questa mi fa:.

<Sarebbero 100 euro, ma tenuto conto della bella festa. Mi accontento di 70. E ci sta dentro anche una slinguata al culo.>.

<Brava Simona! È così che si deve fare con le puttane in camuffa.>.

Entra nel merito anche Frida:.

<E scommetto che tu hai detto che non avresti pagato e Lei ti ha piantata lì, come uno straccio, pur se sapeva di averti caricata di voglia. Vero? >.

<È proprio questa la porcheria. Cucciola!>.

Frida ha capito tutto. Si guadagna un fiocco in gola da Simona e un sussurro:

<A me è rimasta tutta quella voglia. Cosa si può fare?>.

Il sussurro non è stato troppo sommesso. Flavia ha udito. Aggiunge la sua idea:.

Si potrebbe far qualcosa a tre. Così la Cucciola impara qualcosa. Io godo come sempre nel far godere Simona. Lei si scarica e si rimette in gioco e fa venire sia la Cucciola che me. Mi sembra un progetto armonico.

A tre si vede più mondo

Come da secoli, la campana di Palazzo d’Accursio comunica che sono le Due oltre la mezzanotte…

Una sorta di sorellanza lesbica

Frida Simona e  Flà si erano sdraiate nel grande letto della Stanza.

Su Frida, supina, la testa sul cuscino, si era adagiata Simona. A rovesccio. In modalità 69.

Simona adora ad essere slinguata sul buco del culo. Questo è il compito che si era assunto Flavia. Rimanendo a parte dell’intreccio sessantanovesco che stava già facendo gemere Simona e Frida.

Simona aveva detto a Flavia:.

<Sempre mi stupisci quando aggiungi un tocco del tuo piacere ad altro godimento. Dio se mi sta piacendo tutto questo! Da sotto, la bimba che bordella con la lingua in ogni cantone della figa. Riconsegnandomi a quel leccare sincero che ha segnato tutta la mia adolescenza… Da sopra il tuo sapere erotico ad obnubilarmi per il buco del culo. sarà un 69 arricchito che non potrò dimenticare.>

Dal fondo di quel groviglio di corpi, con la voce rotta dalle follate di piacere che le suscitava in figa, l’esperta lingua di Simona. Frida aveva lanciato il proprio auspicio.

<Mi state facendo impazzire di sublime godimento. Quanto vorrei venire a gusto nello stesso momento in cui esplodete voi. Mi sentirei proprio accomunata a voi in nome di una sorta di sorellanza lesbica. Al momento vi amo tanto tutte e due!>

Un sospiro prolungato.

<Ecco, io ci sono…>.

Aveva esordito Simona.

<Così. Sì. Sì. Così. Vai bene. Dai bimba. Attaccati. Vieni anche tu. C he sei una brava lecca-pippe!>.

Flavia, volendo stare nel gioco aveva preso a toccarsela spasmodicamente, continuando a leccare con foga il culo della Compagna.

L’atmosfera si era riscaldata al punto giusto. Le fighe avevano preso a sbrodolare. I rispettivi orgasmi le aveva accomunate in quella bella idea che le aveva volute sborrose tutte assieme.

Frida sborrava a non finire. Aveva completato il proprio orgasmo abbracciata e incollata alla bocca di Flavia che aveva finito per considerare sua madrina del proprio avvicinamento all’amore tra femmine.

Simona, con quattro anni di vita assieme a Flavia, era sicura che la performance del 69 arricchito, avrebbe motivato spesso ,Frida a giacere con loro. A Lei, quella ragazzina senza tette, intrigava tanto.

Dopo quel godimento urlato, così ben culminato sborrando assieme, le tre sopravissute alla festa di compleanno risultano esauste. La copiosa sborrata del 69 arricchito le aveva appagate e messe eroticamente fuori uso. Giacevano con aria provata sul letto. Nude e a pochi  centimettri l’una dalle altre,  ma a differenza di altre situazioni analoghe nessuna chiedeva coccole, carezze, bacetti.

Chissà che ora avevano fatto venire?

Simona allungando una mano aveva spento luce e musica.

Era il 14 maggio 2022, Flavia era entrata nel suo 34° anno di vita.

Flavia, Frida e Simona, l’ultima cosa che avevano fatto assieme. Era stato quello di pisciare e prendere la doccia assieme lavandosi reciprocamente la figa.

Quella meravigliosa componente delle femmine che le aveva fatte incontrare e gioire.

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