Le porkeriole di Flavia

diario e fantasie di una scrittrice di bella presenza

DANY.D.D. C’è solo un tavolo e una sedia

Anche questo breve flash narrativo nasce dalla collaborazione tra Flavia Marchetti e Dany D.D.

Ognuno ci ha messo del suo

Dal 20005 Flavia pubblica con l’editore Enstooghard Ltd – København

Sono a un corso di formazione di primo soccorso. Io un allievo, lei l’insegnante: medico del pronto soccorso… chi, più di lei ci può istruire?

Si è presentata e ha chiesto anche a noi di presentarci.

È una bella donna alta e ben piantata. A lei declino chi sono. Dico tutto velocemente: convinto che la mia capacità di sintesi faccia breccia in lei. Questa femmina mi intriga!

<Breve e conciso! Sei sempre così?> Abbasso la testa intimidito. Parla con calma e spiega in tutta serenità. Se c’è qualcuno che ha incertezze o dubbi, rispiega. Risponde ad ogni quesito.

Sono un timido ragazzino e questa donna fa breccia nella mia fantasia. Sicuramente lei mi vedrà per quel che sono: un ragazzino timido.

Ha un approccio accattivante con tutti, mi affascina.

Finito il corso, timidamente vado a salutarla: <io ti ho già visto, vero?>

<No, no, mai!> La saluto e vado.

Arrivo a casa, apro Facebook e la cerco. Mi risponde subito. Ha un momento per me. Messaggiando la timidezza si abbassa. Ci si racconta un po’ di noi. Per qualche sera ci si ricontatta ed è normale che ci si scambi i numeri di telefono.

Non vive in questa Città. Sta a una cinquantina di chilometri da dove abito.

Così stasera che sono in giro dalle sue parti…. quasi, quasi…

Le telefono: <Un caffè e qualche chiacchiera?>

È al lavoro: <Se passo dall’ospedale per un saluto?…>

<Dai… fortunatamente non c’è molto da fare e non credo che a quest’ora arrivino delle urgenze.> Mi abbraccia e mi accompagna alla saletta delle macchinette. Il caffè ce lo faremo qui.

È abbigliata elegantemente. Indossa un corto vestito nero. Porta autoreggenti, tacchi alti, trucco e rossetto rosso! In quella saletta sguarnita c’è un unico tavolo e una sola seggiola.

Si siede su questa, tenendo le cosce ben larghe… Si parla… si scherza con entusiasmo. L’euforia crea movimento, per cui, la gonna va avanti e indietro lungo le belle cosce: si scopre l’elegante bordo delle autoreggenti e i ricami delle mutandine. Le sue grazie diventano flash per la mia eccitazione. Scherzosamente le faccio notare che molti dei suoi gesti, di quelle movenze, mi dicono tanto. Si fa immobile. Seria. È il suo sguardo che mi fa capire che ho colto nel segno.

Lei si accosta alla finestra e sembra interessata a qualcosa che succede fuori. Io provo a chiudere a chiave la porta della saletta sperando che lei non protesti. Lei ritorna con l’attenzione a me. Mi viene appresso e un lungo bacio, in piedi, al centro della sala, conclude la finzione di quel caffè sorbito in nome dell’amicizia. Sono le lingue nelle reciproche bocche, con i loro intrecci, a misurare l’intensità del nostro desiderio. Sono le labbra a iniziare il percorso del godimento: dalla bocca al collo… dietro alle orecchie e, approfittando di un paio di bottoni slacciati nella camicetta, a scorrazzare nel decolté.

La scuote un fremito dopo l’altro. Il piacere la conquista e me lo sussurra: <Guai a te se ti fermi!> e si attacca a uno dei lobi, succhiandolo con foga. Occhi che cercano disperatamente dove proseguire il nostro amplesso. In quella stanza non c’è altro che la seggiola e il tavolo. È lei a trovare una soluzione a quell’inconveniente: si sdraia sul tavolo abbandonandosi alla mia libidine. Ha cosce aperte. Invitanti. La mutandina inzuppata. Accarezzo la sua succosa figa, scostando proprio quelle, per poi immergervi la lingua. La gioia di leccargliela è tutta mia: piccoli cerchi sul clitoride. Succhio e mordicchio. Lecco tutto quel che trovo: grandi e piccole labbra, clitoride, per concludere, con la lingua tutta aperta sul buco del culo. Resiste ben poco e sfoga l’orgasmo nella mia bocca.

A questo primo appagamento reagisce con ingordigia e conduce alla sua bocca, l’uccello che ho appena liberato. Sporge la testa dal tavolo e lo ingoia con passione. Il cazzo mi si è inturgidito al massimo della sua potenzialità e quella pompa va nella direzione del mio più grande desiderio. Tremo e ansimo mentre le scopo la bocca.

L’orgasmo arriva anche per me. Le riempio la bocca di sperma. Ingoia. Si alza. Lo specchio del bagno le mostra che il suo cangiante rossetto è irrimediabilmente sbavato. Volge lo sguardo al mio uccello, per avere la conferma di dove si sia trasferita parte del rosso belletto.

<Avrò così il tuo ricordo nella mente e sul cazzo!>

Mi monta la voglia di scoparla…. Di riempirla di me … Forse anche a lei manca il dovuto finale di questo improvvisato incontro: si appoggia a quell’unico tavolo. Guarda indietro con malizia. Scuote il culetto. Ho la scelta: Figa o culo palpitanti? So di poter scegliere. Alla mia giovane età si può anche voler strafare. Colgo nella sua completezza la generosa proposta: tra suoi incitamenti, grida di piacere, squirt… la scopo con decisione… fin tanto che lungo le sue cosce, cola il rivolo del mio godimento…

È stato bello così!

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